Nov 28
chuukyuu:
What is your teaching method of copywriting?
Mr. McCabe:
It depends on the copywriter. Some copywriters you have to be very careful with and handle very gingerly. Others you’re better off going in and just telling them that what they’re doing isn’t good enough and they’ll respond to it. It depends on personality. Some people require special handling more definitely than others. And I think it is up to the supervisor to figure out what kind of person he’s working with. But the biggest thing about copywriting, I think, beyond the fact that a writer should know how to write, and write well, is a trait that every copywriter should have. This is something so basic that no copywriter can lack it and be any good.
That is logic and common sense.
If someone has a high degree of common sense and then you teach him how to write, he’ll be a good copywriter.
Continuate a leggere l’intervista a Ed McCabe nel blog chuukyuu. (E scusate se insisto.)
Nov 28

Secondo me questo motore google di ricerca di immagini negli immensi archivi di Life è una bella cosa.

Nov 28
Radio
Ho sentito per radio una pubblicità dove c’è una che dice Allora Ahmed, ripeti con me: A son chi per laurà. E uno poi dice A son chi per Laura. No, Ahmed, dice lei, per laurà. E lui dice Per laurà. Bravo, vedi che è facile, dice lei. E poi si sente una musichetta e poi la voce di uno speaker dice che è una campagna di un qualche ministero per non mi ricordo che scopi. E, niente, mi è venuto in mente che una delle espressioni italiane più diffuse nel mondo, che si trova in tanti romanzi stranieri anche del settecento e dell’ottocento in corsivo e con a pie’ di pagina la nota In italiano nel testo, è: Il dolce far niente.
Dal blog di Paolo Nori.
Nov 28

Siamo alla frutta… preferisco lasciare il commento serio a Roberto Benigni.
Sep 03
Questo piccolo isolotto del Lago di Bolsena è ciò che resta, come quello bisentino, del cono eruttivo del vulcano sottostante l'attuale lago. Esso dista appena un chilometro dalla costa del lago ed è incredibilmente diverso dal compagno. I suoi dieci ettari ospitano una comunità vegetale pressochè integra e apparentemente molto più selvatica, quasi tropicale. Le sponde sono popolate da numerose colonie di uccelli acquatici e al di fuori delle specie vegetali ed animali l'isola non è attualmente popolata.
Sicuramente visitato dagli etruschi, forse anche dai romani, l'isola è storicamente famosa per la detenzione di due incredibili donne: Cristina, martire e patrona di Bolsena, fu relegata sull'isola da papa Urbano IV affinchè rinnegasse la sua forte fede cristiana; Amalasunta, regina degli Ostrogoti, dal carattere deciso e diplomatico si inimicò i Goti e tramite un complotto di questi col famigliare Teodato fu dapprima imprigionata nell'isola e quindi uccisa nel 535 d.C.
L'isola ha storicamente attratto l'attenzione sia dei nativi dei borghi limitrofi (a questa epoca risale la chiesa di S. Stefano del IX sec.) dei Viterbesi, dei signori di Bisenzio e del papato. Sotto la chiesa l'isola ha vissuto il periodo di massimo splendore. A partire dal XVII secolo, sotto il ducato di Castro l'isola fu progressivamente abbandonata, le strutture smantellate ed i materiali riutilizzati per la costruzione di Marta. Attualmente l'isola vi è una residenza Privata e non è visitabile.
fonte: www.lago-di-bolsena.biz » vai al post originale »
Nov 28

chuukyuu:
How and when did you, Mr. Scali and Mr. Sloves come to know each other?
Mr. McCabe:
First of all, it is important to know that there were more than three of us. Five of us started the agency. Scali, McCabe, Sloves, Hultgren and Pesky. We did not need five people to start the agency. But the current trend is to start with an art director, a writer and an account man. And that is fine if you’re going to be just a “creative agency” and make nice ads, but there is more to advertising than that. So one of our men was heavily involved in research and another one in the marketing of consumer packaged goods products. So we then had not only two creative people but a good account man, a marketing man and a combination research and media man, which is what an advertising agency needs anyway.
Continuate a leggere la storica intervista a Ed McCabe nel blog curato da chuukyuu: da seguire post dopo post.

Nel The Milton Glaser Design Study Center and Archives altri annunci di Ed McCabe.
Nov 28
Eppure si prendeva i suoi piaceri. Nelle gelide notti, tremebonda sotto il lenzuolo di tela, aveva l’abitudine di leggere al lume di candela gli annunci pubblicitari che ritagliava da vecchi giornali dell’ufficio. Sì, faceva collezione di annunci pubblicitari. Li incollava sull’album. Ce n’era uno, il più prezioso, che rappresentava, a colori, un vasetto aperto di crema per la pelle di donne che semplicemente non erano lei. Strizzava gli occhi, questo il suo tic di più recente acquisizione, e se ne restava lì a delirare, crogiolandosi all’idea di quella crema tanto appetitosa che, se avesse avuto i soldi per comperarla, non sarebbe stata sciocca. Altro che bellezza della pelle! Quella crema lei se la sarebbe mangiata, a cucchiaiate, direttamente dal vasetto. Sì, proprio così.
Da: L’ora della stella, Clarice Lispector, Feltrinelli.
Nov 28
“Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l’odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me”.
Roberto Saviano, da la Repubblica.it
Nov 28
Quattro anni fa cominciavo creative classics. Non ho contato i post ma credo siano un bel numero (considerando che sono stati scritti sottraendo ore al tempo libero, al sonno, alla vita lontano dal computer e da internet).
Nel frattempo la blogosfera è esplosa, e oggi tutti (o quasi) hanno un blog come hanno un telefonino. Quelli in cui si tratta di pubblicità, comunicazione, creatività e scrittura sono spuntati come funghi: molti valgono la lettura altri sono solo fuffa.
Da un po’ ho accumulato una certa stanchezza e mi sono accorto che la qualità dei miei interventi ne ha risentito. Situazioni accadute sia a livello professionale sia a livello personale
mi inducono a staccare e a considerare seriamente una pausa di riflessione. Questo anche in concomitanza con un nuovo impegno lavorativo che classificherei del tipo “o la va o la spacca” e che richiede perciò il mio massimo coinvolgimento.
Smetto dunque di interessarmi a creative classics per un po’ di tempo: quanto non so: dipenderà da come evolveranno le cose.
Ringrazio coloro che mi hanno seguito, linkato, criticato, ignorato, ecc ecc. Ringrazio le persone che questo blog mi ha permesso di conoscere e con le quali continuerò ad avere rapporti personali e di lavoro.
Auguro serenità, lavoro e salute.
Un caro saluto a tutti
Nov 28
Se dovessi dare dei consigli ad uno a cui viene voglia di scrivere, gli direi: parti dalle interiezioni, che forse sono la parte più negletta della lingua scritta: ah, ahimè, porco cane eccetera, sono la parte più trascurata e invisa alla scuola. Gli direi: parti da un bel “oh perbacco”, da cui poi ne consegue qualcosa; non ogni persona dice “oh perbacco”, e lo si dice in situazioni particolari, con addosso una carica di sorpresa e anche di perbenismo, per cui c’è già tutto un abbozzo di personalità del personaggio parlante, che se avesse detto invece “vacca d’un cane”, io lo avrei già classificato come un rozzo e un banale, con tutto quello che ne consegue, anche un po’ di schifo per una tale greve personalità. Preferisco in genere i tipi che dicono perbacco.
Continuate la lettura dei Consigli a rovescio di Ermanno Cavazzoni nel sito di Griselda.
Nov 28

Sto parlando di George Lois (che, tra le altre cose, ha inventato l’esserino qui sopra, il Nauga, insieme al designer Kurt Weihs).
In rete ho trovato tre utili risorse: un’intervista pubblicata su Notes on Design, un bel post dal blog Sell! Sell! e un contributo video relativo alla recente mostra che il MOMA ha dedicato alle copertine che Lois aveva realizzato per Esquire negli anni ‘60 e ‘70.
Nov 28

E’ lui, Bin Laden.
Secondo Vicky Gitto, direttore creativo di DDB, l’attentato alle torri gemelle è un ottimo esempio di creatività, per usare le sue parole è “un’idea della madonna”. Perfetto, vuol dire che la useremo come case history da presentare nei corsi di pubblicità e new media invece di adidas, nike, barilla. Indipendentemente dal valore etico o morale, s’intende. (Bill starà rivoltandosi nella tomba.)
Per approfondire (e restare inorriditi), vi consiglio Vicky Gitto e l’idea della madonna, dal blog di Marco Camisani Calzolari.
Nov 28

Sono contento che Pasquale Barbella non abbia scritto un manuale di copywriting o di pubblicità: ce ne sono già tanti in giro e, comunque, sarebbe stato talento sprecato.
Pasquale, la macchina per scrivere che si confessa, ha invece scritto un testo vivace che raccoglie considerazioni sul mestiere, backstage di storiche campagne e ricordi di vita (da Ruvo di Puglia a Milano, passando per il resto del Mondo).
Una vita passata a scrivere per le marche cercando di non tradire le proprie convinzioni, ovvero: la tensione verso una pubblicità autentica, eticamente apprezzabile, che si confronta con il contesto e non lo sfugge, che concede “al lettore o spettatore di scorgere qualcosa fuori e dentro di sé.” Una pubblicità intelligente, rispettosa, originale, che non disdegna un pizzico di humor. (Roba assolutamente fuori moda, oggi.)
Confessioni di una macchina per scrivere, di Pasquale Barbella, è edito da Liguori. Nella pagina dell’editore qualche informazione in più, e la possibilità di acquistare il libro in formato pdf con un forte sconto.
Nov 28
A proposito di cultura del benessere: non sarebbe stato più educativo, responsabile e “sostenibile” non sprecare acqua?
Come hanno fatto qui.
O qui?
Cin-cin!
Nov 28

Se non succede qualcosa di straordinario, lo riattacco a settembre. Buone vacanze a tutti.
Fonte immagine: unit seven.
Nov 28

Terza edizione della lodevole raccolta rifiuti organizzata da Mtn Company e Comunitàzione: Creatives are bad!
Se avete idee finite nel cassonetto, questa è l’occasione per portarle ad una più fruibile e degna ribalta.
Avete tempo fino al 30 giugno per iscriverle alla mostra.
Nov 28
Non ho visto il primo, Strane storie.
Non ho visto il secondo, Consigli per gli acquisti.
Venerdì esce il nuovo film di Sandro Baldoni, Italian Dream.
Non c’è due senza tre?
Nov 28
Mentre in Italia i creativi dell’Adci sono sul piede di guerra per un pugno di premi,
altrove si riflette sull’evoluzione e sul ruolo (in fase di cambiamento) della pubblicità.
Una presentazione di Tim Brunelle dal blog Useful Lunacy.
E una presentazione di Paul Isakson da considerarsi ormai un classico.
Nov 28
If you look at something and say ‘I want to do something like that’ you’re already lost. When they do all pictures, I’ll do all words.
Ed McCabe
Il professor James Marra dell’Università di Temple ci suggerisce alcuni meccanismi utili a generare idee. La cosa buona è che tali meccanismi sono provati sul campo, e proprio sul campo pubblicitario. Sebbene il prof. Marra li abbia utilizzati nell’insegnamento accademico, sono certamente validi e efficaci anche nella pratica creativa professionale.
In sintesi, dato un brief che contenga un tema centrale (da comunicare) è conveniente stilare tre liste con parole chiave relative a:
caratteristiche di prodotto,
argomento di vendita,
beneficio per il consumatore.
A questo punto si applicano al tema e alle parole chiave quattro meccanismi di base:
trovare associazioni,
trovare contrari,
trovare giochi verbali,
trovare collegamenti temporali.
La mia sintesi è pessima, lo so, per questo vi consiglio di scaricare i testi originali dal sito dell’ Education Resources Information Center: Idea generation techniques: quantities of ad ideas in minimum time e Idea generation Techniques for sparking creative advertising ideas.
I suggerimenti del prof. Marra (autore di alcuni libri su pubblicità, creatività e scrittura) possono essere integrati facilmente nella pratica delle mappe creative di cui abbiamo parlato qualche post fa.