Cosa nostra (Monza, Brianza e dintorni): la rivista che vorrei.
Thinking outside your box!: un agile testo che illustra alcuni strumenti utili per sbloccare il pensiero creativo.
Masters of advertising: una raccolta di citazioni sul mestieraccio.
SplendAd: una raccolta di commercial, ben organizzata e in continua espansione.
SpotLandia: come sopra però in italiano.
L’evoluzione della pubblicità sui quotidiani dagli anni Settanta ad oggi: un breve saggio di Lara Bizzarri, tratto dalla rivista Storia e Futuro.
Buon weekend!
Questo piccolo isolotto del Lago di Bolsena è ciò che resta, come quello bisentino, del cono eruttivo del vulcano sottostante l'attuale lago. Esso dista appena un chilometro dalla costa del lago ed è incredibilmente diverso dal compagno. I suoi dieci ettari ospitano una comunità vegetale pressochè integra e apparentemente molto più selvatica, quasi tropicale. Le sponde sono popolate da numerose colonie di uccelli acquatici e al di fuori delle specie vegetali ed animali l'isola non è attualmente popolata.
Sicuramente visitato dagli etruschi, forse anche dai romani, l'isola è storicamente famosa per la detenzione di due incredibili donne: Cristina, martire e patrona di Bolsena, fu relegata sull'isola da papa Urbano IV affinchè rinnegasse la sua forte fede cristiana; Amalasunta, regina degli Ostrogoti, dal carattere deciso e diplomatico si inimicò i Goti e tramite un complotto di questi col famigliare Teodato fu dapprima imprigionata nell'isola e quindi uccisa nel 535 d.C.
L'isola ha storicamente attratto l'attenzione sia dei nativi dei borghi limitrofi (a questa epoca risale la chiesa di S. Stefano del IX sec.) dei Viterbesi, dei signori di Bisenzio e del papato. Sotto la chiesa l'isola ha vissuto il periodo di massimo splendore. A partire dal XVII secolo, sotto il ducato di Castro l'isola fu progressivamente abbandonata, le strutture smantellate ed i materiali riutilizzati per la costruzione di Marta. Attualmente l'isola vi è una residenza Privata e non è visitabile.
fonte: www.lago-di-bolsena.biz » vai al post originale »
INK 01. INTERNATIONAL ILLUSTRATION RALLY
Rivoli, Torino: la sicurezza che manca… e uccide!
Torino, crolla il tetto di un liceo: 1 morto e 4 feriti gravi.
Ecco cosa produce la politica dei tagli e dell’obbedienza alla razionalità economica posta di fronte a tutto. Mentre la maggior parte delle scuole italiane presenta carenze strutturali sul piano della sicurezza e della messa a norma, il governo Berlusconi continua imperterrito nella sua politica di rigore e scrifici… a spesa di tutt*, specie di quel poco che ancora residua come “pubblico”, scuola in primis.
Il bilancio provvisorio dell’incidente porta le cfre di un bollettino di guerra: un morto e 4 feriti gravi; 20 i feriti complessivi. La vittima si chiamava Vito Scafidi, un ragazzo di 17 anni. Il crollo è avvenuto nella quarta G del liceo scientifico “Darwin” di Rivoli, cittadina alle porte del capoluogo piemontese, durante l’intervallo.
Istituzioni e politici già si accalcano con le dichiarazioni rituali, le stesse di sempre: “un fatto gravissimo”, “accertare le responsabilità”, “colpa del vento”. Un cedimento strutturale – non il vento o il maltempo – sarebbe invce la causa del crollo secondo i vigili del fuoco.
E mentre a nessuno in alto viene in mente di imputare le responsabilità a decenni di politiche di taglio dell’infrastruttura sociale pubblica, già si fa avanti il solito Guarniello, faccia buona della Magistratura per preservare una presentabilità del sistema. Ma non sarà questa “faccia buona” delle istituzioni a riportare in vita un ragazzo che aggiungiamo al computo infinito e quotidiano dei morti sul lavoro per carenze di sicurezza, mentre Gelmini (che annuncia una visita in loco nel pomeriggio per strumentalizzare a proprio vantaggio la tragedia), Tremonti e Brunetta ripetono come un mantra la solita litania: “tagli,tagli,tagli”…
“Di scuola e di lavoro non si può morire!”
Mentre un governo sordo non fa altro che strumentalizzare anche questo episodio per mezzo del suo Ministro che ieri ha fatto visita alla scuola, il movimento già conosce le vere resposbilità di questa ennesima vittima di politiche decennali di tagli all’istruzione pubblica e lo fa riprendendosi le strade e gridando a gran voce: “Andiamo a scuola per imparare non per farci ammazzare!!”
Questa sera una fiaccolata silenziosa in ricordo della vittima ed in sostegno ai feriti si terrà a Rivoli alle h 21.
- Ascolta la diretta dal corteo.
L’assemblea no Gelmini tenutasi giovedì 20 Novembre 2008, presso la sede delle facoltà occupate di Agraria, Veterinaria e Scienze Forestali ha confermato la determinazione del movimento torinese a continuare la mobilitazione. Gli interventi che si sono succeduti in assemblea hanno comprovato la maturità di questo movimento che, arrichito dall’assemblea nazionale tenutasi alla Sapienza all’indomani della grande manifestazione a Roma, sta lavorando per dare gambe all’autoriforma dell’università.
Il “Cantiere dell’Onda” è la struttura entro la quale ci si è suddivisi in gruppi di lavoro, partendo dai workshop che a Roma hanno visto la partecipazione di migliaia di studenti e arrichendoli con l’esperienza che oramai da mesi stiamo facendo sul nostro territorio.
L’assemblea ha rilanciato la mobilitazione universitaria focalizzando l’attenzione di tutti gli studenti e le studentesse intorno alle principali date che si succederanno fino a metà Dicembre:
-il 28 Novembre, giornata di mobilitazione nazionale, l’Assemblea no Gelmini organizzerà un’iniziativa presso la sede centrale della banca San Paolo di Torino, volta a rappresentare il significato dello slogan che più volte ha contraddistinto i cortei di tutta Italia: “noi la crisi non la paghiamo”. Pensiamo che i responsabili di questa crisi non siano i soggetti sociali che ad oggi ne stanno pagando le conseguenze (studenti, operai, precari, migranti…) e che quindi la crisi la debbano pagare coloro i quali l’hanno provocata quindi le banche, le imprese, i governi ed i baroni;
-il 6 Dicembre gli universitari torinesi manifesteranno insieme agli operai della Thyssenkrupp per ribadire, se ancora ve ne fosse bisogno, che di lavoro in Italia non si può morire come avvenuto a Torino a un anno di distanza dalla tragedia dell’acciaieria torinese; sempre il 6 dicembre, nel pomeriggio, parteciperemo al corteo NO TAV a Susa per riaffermare che la TAV non si farà e per portare avanti un discorso a difesa dell’acqua, dell’ambiente e della salute di tutti noi;
-il 12 Dicembre a Torino, come nel resto di Italia, gli universitari parteciperanno in massa allo sciopero generale indetto dai sindacati, consapevoli del fatto che senza la nostra mobilitazione, quasi sicuramente questo sciopero non sarebbe stato indetto dalle sigle appena citate;
-infine il 13 Dicembre l’Assemblea no Gelmini bloccherà l’inaugurazione dell’anno accademico: nella seduta del 13 Novembre 2008 il Senato Accademico, riunitosi in seduta allargata, non ha accolto alcuno dei punti e delle mozioni presentate dall’Assemblea no Gelmini in quella sede. La decisione di inaugurare l’anno accademico rappresenta la chiara volontà politica del maggiore organo accademico di Torino di scegliere un percorso di netta contrapposizione a tutte le posizioni assunte da questa assemblea. Come studenti e studentesse dell’Università di Torino non possiamo che esprimere il nostro più totale dissenso ripetto a questa decisione e all’atteggiamento di insufficienza che l’ ha accompagnata.
Infine, probabilmente il 29 Novembre, nell’atrio di Palazzo Nuovo si terrà una grande evento per raccogliere i fondi ancora necessari per saldare il debito che abbiamo con Trenitalia. A questo evento inviteremo sul palco operai, precari e lavoratori in lotta.
La prossima Assemblea no Gelmini si terrà presso l’aula magna di Fisica alle ore 17,00 il 27 Novembre e in tale data verranno discusse modalità e iniziative con cui partecipare agli appuntamenti riportati più sopra.
Assemblea no Gelmini, Torino
ore 21. atrio di Palazzo Nuovo Occupato
intervengono:
- Giggi Roggero, collettivo Edu-factory
- Paolo Do, Onda Anomala de La Sapienza
Autoriforma, questa la parola d’ordine che ci si è dati, il passo in più che un movimento come quello dell’Onda Anomala è, non solo in grado, ma anche determinato a compiere. La costituente di quest’autoriforma ha trovato la sua prima espressione nella due giorni romana, un processo proveniente da tutti quei percorsi e quelle pratiche che gli studenti e le studentesse si erano già dati soprattutto alla luce delle mobilitazioni precedenti, No Moratti su tutti.
A partire da oggi, con il ritorno nelle proprie facoltà sotto occupazione, inizierà una seconda fase del percorso in opposizione alla “controriforma Gelmini”, con la discussione sulle articolazioni dell’autoriforma dell’università negli unici spazi decisionali degli studenti (le assemblee) e con la continuazione delle mobilitazioni nelle città (“blocchiamo tutto”), verso la prossima scadenza di respiro nazionale già datosi (28 novembre), in direzione dello sciopero generale del 12 dicembre.
Oltre alle due assemblee plenarie svoltesi in apertura e chiusura della due giorni a La Sapienza, tre sono stati i workshop tenutesi all’interno di questa: didattica, welfare e ricerca. Ore e ore di assemblee che hanno fatto confluire le ricchezze delle diverse componenti del movimento in tre documenti stillati da ogni tavolo di confronto; le basi da cui, a partire da oggi, con ancora più forza, l’Onda Anomala riparte, verso l’autoriforma dell’università!
- l’introduzione all’assemblea plenaria di sabato mattina
- il documento del workshop sulla didattica
- il documento del workshop sul welfare
- il documento del workshop sulla ricerca
L’Assemblea No Gelmini, come riportato dai precedenti comunicati, rilancia per i prossimi due appuntamenti cittadini contro la “controriforma Gelmini”.








