Feb 27

Cosa manca alla creatività pubblicitaria su internet? Randall Rothenberg risponde in modo provocatorio ma argomentato con un bel post: “A bigger Idea”: a manifesto on interactive advertising creativity (per esempio: meno tecnicismi, più Bernbach -al cubo-, eh sì…eh sì).

Cinque consigli per diventare più creativi, suggeriti da Jelly Helm di Wieden & Kennedy qualche anno fa. Grazie a Makin’ ads.

Milton Glaser in Ted Talks parla di creatività e grafica. Grazie a La cuisine du graphiste.

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Feb 27

lo sciopero virtuale, che a qualcuno potrebbe sembrare un’innovazione del nostro esecutivo, in realtà ha profonde radici storiche. Dallo schiavo nubiano che poteva virtualmente scioperare, ma aveva diritto a ricevere realmente il doppio delle frustate che gli sarebbero spettate in una normale giornata di lavoro, passando per il gladiatore romano che si asteneva dal lavoro e veniva identificato con una croce (non il solo nome), per arrivare al servo della gleba russo, o anima morta se amate Gogol, che poteva scioperare tranquillamente dopo il trapasso, la casistica è varia e articolata.

Ora lo sciopero virtuale è diritto anche in Italia, Second Life a parte, e la notizia ci riempie di legittima soddisfazione. Ma poiché le buone leggi hanno sempre la possibilità di essere emendate, ecco un’ulteriore miglioramento che ci viene dalla culla della democrazia. Apprendiamo infatti che i carpentieri statunitensi, per nulla disposti a rinunciare ad una paga di 28 dollari l’ora, che comunque ritengono inadeguata, hanno reclutato i senza tetto, cui passano 8 dollari l’ora per scioperare al posto loro. Questi arrivano puntuali, radunano le loro povere cose, si travestono da carpentieri, e iniziano, con scarsa convinzione a ritmare slogan e a muoversi lentamente ingobbiti da pesanti cartelli.

Molti, che abbiano più o meno la mia età, sono cresciuti con i ricordi degli sceneggiati in bianco e nero di mammaRai ispirati ai romanzi di Cronin, e delle lotte sindacali dei minatori del Galles, tormentati tra la giusta lotta per condizioni di lavoro e paghe più degne, e le mogli che ridotte allo strenuo li ponevano di fronte alla fame dei loro figli. A questi abbiamo poi aggiunto le letture di Zolà e il “Metello” di Pratolini, finendo per avere un’idea romantica dello sciopero come mezzo per arginare le ingiustizie sociali e ridare dignità al lavoratore. Naturalmente, questo romanticismo dello sciopero oggi deve fare i conti con una realtà che come salsedine sembra in grado d’intaccare e corrodere ogni cosa. I giornali ci forniscono settimanalmente i calendari degli scioperi, e questi hanno perso la forza e la determinazione che chi abiti in una città operaia come me ricorda nei grandi cortei dei metalmeccanici di una trentina di anni fa.

Ecco quindi la soluzione: sciopero virtuale e per interposta persona.

Perplessità tipo: se lo scopo di uno sciopero e di un corteo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, chi potrà sentirsi toccato dalle sorti lavorative di una categoria sapendo che quelli che manifestato appartengono ad un’altra? E se questa mania di appoggiarsi a fornitori esterni anche in materia di lotta sindacale dovesse prendere piede e qualcuno avesse l’alzata d’ingegno di organizzare lo sciopero del pubblico impiego italiano per le vie si Bucarest, in un ottica di contenimento dei costi? Per poi magari finire con il paradosso degli scioperanti che scioperano per conto altrui, che, ritenendosi sottopagati, scioperino contro gli scioperanti-datori di lavoro, e magari questi ultimi per risparmiare accettino di sfilare in corteo in loro favore, ma contro se stessi?

Complicato?

E’ un mondo difficile!

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Feb 27


non si può negare che il PD sia un animale curioso: creato una manciata di mesi orsono con la pretesa di diventare razza dominante, resosi ben presto conto di essere stato messo sotto tutela dal WWF come specie in via d’estinzione, ha deciso di mutare il capobranco. Peccato che il nuovo maschio alpha altro non sia che il vice di quello che il gruppo lo ha appena salutato preferendo leccarsi da solo le ferite piuttosto che continuare a farsi e a farci del male.

Non è quel che si definisce una svolta epocale?

Personalmente non ho nulla contro Franceschini, bravo ragazzo entrato in politica scegliendosi per Benigno mentore Zaccagnini, ora ragazzo sapientemente invecchiato in botti di rovere francese nelle cantine della “sinistra” che ha preferito vitigni di qualità alla proletaria fiaschetta di Chianti. Apprendo con piacere che l’antiberlusconismo sembra sia tornato di moda: io, per non saper né leggere né scrivere, nel frattempo avevo continuato impunemente ad indossarlo come un vecchio eskimo, quello che non ho mai avuto ma ho sentito cantare molte volte. Sempre con piacere apprendo che ci stiamo armando per Crociate in difesa della Costituzione, non fosse che le Crociate mi sembrano fin troppo crociate e il Franceschini mi pare adatto alla guerra a Berlusconi come una ragazzina uscita dalle Orsoline a quella in Iraq o in Afghanistan.

Ho detto “mi pare”.. calma!

E poi, a ben guardare, il problema del PD non è certo Berlusconi. Il problema del PD sono i territori di caccia e relativi voti guadagnati grazie a gente come Villari, come Binetti e troppi altri: del resto si sa: gli sciacalli sono utili nella caccia, ma quel che ti costano al momento della spartizione delle prede ti fa rimpiangere d’averli voluti con te. I problemi del PD sono i quotidiani colloqui del lupo Franceschini con gli attuali, e indegni, rappresentanti del Santo di Assisi, questo rinnovato annusarsi con l’UDC di Casini in attesa che si concretizzi la balzana idea di far la festa a Berlusconi usando per cena i suoi avanzi del pranzo. E una questione morale che doveva assicurare la selezione della specie, da sempre accantonata in favore di tane confortevoli e brandelli di succoso potere locale.

Il branco dicevamo, ma quale branco?

Sabato mi pare che quasi metà fosse a caccia per i fatti propri e non si sia neppure degnato di farsi vedere: e chi potrebbe dar loro torto, dovendo scegliere tra bisogni primari e i richiami programmatici senza primarie, avendo già capito che a sfidare il nuovo capo non sarebbe uscito dal cerchio nessuno di quelli che contano, e che a ringhiare era stato delegato un vecchio animale spelacchiato che si fingeva feroce in cambio della promessa di qualche avanzo.

E il futuro del PD di Franceschini? …molto coreografico: un lupo solitario ulula sullo sfondo di una luna piena quasi completamente occupata dall’inquietante sorriso che tutti ben conosciamo!

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Feb 27


sono solo un mattone.
Un mattone che fa parte di un muro.
Non sono carico di storia come le pietre che compongono il selciato di una piazza nel centro della città. Ma conosco la storia.
La storia di questa terra di cui sono fatto, la storia che ci siamo lasciati alle spalle.
La storia che ha trasformato queste donne.
Le donne arrivano.
I capelli bianchi, nascosti da panuelos. Una volta fasce dello stesso colore. Ora foulard, ora simbolo.
Sono poche e faticano ad arrivare.
Mi guardano e si appoggiano a me, vinte dal ricordo o da una fatica di vivere che è arrivata presto.
Sono poche e vecchie le madri di Plaza de Majo.
Piegate dalla storia e mai vinte dalla storia. Ora piegate dagli anni.
Hanno occhi freddi le madri di Plaza de Majo. Freddi e asciutti.
Induriti da una battaglia durata per anni, e resi sterili dagli anni.
Quasi vecchi anche i loro figli e le loro figlie.
Se avessero vissuto quella vita che gli è stata rubata.
Straziata.
Gettata da un aeroplano in un fiume.
I ventri squarciati perché non tornassero a galla.
I voli della morte.
Non riesco a capire, sono solo un muro. Un muro che sostiene le madri di Plaza de Majo.
Avessi la parola, non saprei cosa dire loro. Il tempo e la storia le hanno lasciate indietro, ormai liberate anche dagli aguzzini. Sole con i loro ricordi e coi ricordi che non hanno avuto.
Il tempo se le prenderà, e io rimarrò a tener viva la memoria.
Almeno fin che il tempo non cancellerà anche me.

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Mar 17

Questo piccolo isolotto del Lago di Bolsena è ciò che resta, come quello bisentino, del cono eruttivo del vulcano sottostante l'attuale lago. Esso dista appena un chilometro dalla costa del lago ed è incredibilmente diverso dal compagno. I suoi dieci ettari ospitano una comunità vegetale pressochè integra e apparentemente molto più selvatica, quasi tropicale. Le sponde sono popolate da numerose colonie di uccelli acquatici e al di fuori delle specie vegetali ed animali l'isola non è attualmente popolata.
Sicuramente visitato dagli etruschi, forse anche dai romani, l'isola è storicamente famosa per la detenzione di due incredibili donne: Cristina, martire e patrona di Bolsena, fu relegata sull'isola da papa Urbano IV affinchè rinnegasse la sua forte fede cristiana; Amalasunta, regina degli Ostrogoti, dal carattere deciso e diplomatico si inimicò i Goti e tramite un complotto di questi col famigliare Teodato fu dapprima imprigionata nell'isola e quindi uccisa nel 535 d.C.
L'isola ha storicamente attratto l'attenzione sia dei nativi dei borghi limitrofi (a questa epoca risale la chiesa di S. Stefano del IX sec.) dei Viterbesi, dei signori di Bisenzio e del papato. Sotto la chiesa l'isola ha vissuto il periodo di massimo splendore. A partire dal XVII secolo, sotto il ducato di Castro l'isola fu progressivamente abbandonata, le strutture smantellate ed i materiali riutilizzati per la costruzione di Marta. Attualmente l'isola vi è una residenza Privata e non è visitabile.

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Feb 27


ci sono due possibilità quando si affronta il problema degli stupri: seguire la massa e portare a macinare le proprie pulsioni al mulino della stupidità, mettendo per altro in preventivo una lunga coda, o tentare di ragionare. La seconda soluzione, oltre che preferibile, evita di metterci allo stesso livello dei comportamenti che intendiamo stigmatizzare.

Ma partiamo con un’osservazione: gli stupri vengono messi a lievitare sia nei forni della destra che in quelli della presunta sinistra, e se questi ultimi intendono infornare l’incapacità del governo ad affrontare seriamente il problema, al di là di corazzieri, palombari e genieri messi a pavoneggiarsi per le nostre città, meno comprensibile è cosa si propongano gli altri, a meno di prendere in considerazione che il problema sia un mezzo che verrà sfruttato come leva per spingere la democrazia ancora più lontana dai cittadini e vezzeggiare gli istinti più forcaioli delle masse.

La parola che spadroneggia sui media è “emergenza”. Ma viene subito da chiedersi se i bollettini di guerra che ci vengono quotidianamente propinati riflettano un reale incremento dei reati o siano un modo come un altro per seminare razzismo, intolleranza e arruolare giustizieri della notte che hanno appena trovato una loro dignità legislativa. E questo perché se si vanno a guardare i dati e si accantonano le chiacchiere, si scopre che oltre nove stupri su dieci avvengono in famiglia o nelle sue immediate vicinanze, e che quelli che avvengono fuori dal contesto non mostrano gli incrementi che i pennivendoli lasciano intendere.

Quindi…

Quindi, escluse ronde in divisa o senza, e castrazioni chimiche proposte da lobotomizzati, l’unica misura seria pare essere quella di impedire a chi si sia macchiato del reato più odioso di poterlo reiterare a suo piacimento. Ma per fare ciò sarebbe necessario metter mano seriamente ai problemi della giustizia, alle sue lungaggini vergognose, alla sua cronica mancanza di mezzi e alla sua conclamata schizofrenia. I codici prevedono la possibilità della custodia cautelare per tutti i reati che possano essere reiterati dal colpevole o dal presunto tale, e nulla come il reato di stupro per sua natura possiede inesorabilmente l’attributo della reiterabilità. Anzi, l’applicazione di serie misure cautelari, in questi casi, dovrebbe essere automatismo senza deroghe, e chi le deroghe le firma sia chiamato a risponderne con la stessa severità invocata per l’autore del reato.

Fatto questo bisognerà mettersi seriamente a lavorare sull’immagine della donna che dai media a chi ci governa, passando per la pubblicità, viene quotidianamente vilipesa e violentata. Ma il discorso a questo punto si farebbe molto lungo…

e un grazie a Zarpa per la splendida vignetta

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Feb 27


Principali modifiche da apportare alla Costituzione Bolscevica:

- è revocato con effetto immediato il permesso ai cavalli cosacchi di abbeverarsi nelle fontane romane

- è reintrodotto il venerdì magro con assoluto divieto di consumare bambini, saranno sostituiti col pesce azzurro

- saranno vietati i pogrom di tutte le minoranze etniche regolarmente munite di permesso di soggiorno

- i gulag saranno sostituiti dai CPD (Centri di Permanenza Definitiva)

- le cooperative, o kolchoz, saranno abolite e sostituite dalle vendite promozionali di Mastrota

- le “purghe” saranno assolutamente vietate e saranno sostituite col confetto Falqui (basta la parola)

- è fatto assoluto divieto di imbalsamare leader politici ed esporli sulla pubblica piazza ( è prevista un’eccezione per Veltroni che si è imbalsamato da solo)

- il colore rosso è vietato e verrà sostituito col rosa. La squadra del Milan giocherà in rosanero con una scritta sulla maglia “ non siamo terroni” per distinguerla dal Palermo

- il termine stacanovista è vietato. Si sostituirà con l’affermazione i due nani sono molto orgogliosi di me… e anche gli altri cinque, non li avessero epurati i comunisti

- il termine molotov è vietato, non il suo uso contro barboni e altri parassiti sociali

- altresì vietati falci e martelli: operai e contadini sono abrogati con effetto immediato. I primi sono invitati a reclamare un posto in paradiso, i secondi possono andare all’inferno

- Zefirina, suggerisce che chiunque sarà sorpreso a cantare “Popoff” dovrà frequentare un corso di rieducazione musicale tenuto da Apicella e da un Khmer Rosso rieducato

- non passa l’emendamento della Lega, niente “Nabucco” come Inno Nazionale, ma “HEI HOOOO!!!” suggerito da Bastian Cuntrari

Ar’core non si comanda, ma agli italiani… ;)

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Feb 27


un ringraziamento di cuore all’amico Zarpa, straordinaria matita, che con questa vignetta mi ha fatto un immenso regalo e mi ha offerto la possibilità di collaborare con lui.

Invito tutti a dare un’occhiata ai suoi splendidi lavori sul suo blog

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Feb 27


si è ritrovato cucito addosso l’appellativo di Mengele italiano. Si è detto che abbia strappato i piercing dal naso, che si sia gustato lo spettacolo delle ragazze arrestate a Bolzaneto e allineate nude di fronte a lui. Si dice che girasse in tuta mimetica e anfibi, torcendo polsi e ficcando il manganello in bocche con mascelle fratturate.

Lui ha una spiegazione per tutto e fa l’Angelo della Vita: il camice tolto per il caldo, il giubbotto militare comodo per garze e pinze. Ammette di aver detto “ Ok, arruolato!”, ma senza malizia, al posto di “Abile, arruolato. Pronto per la gabbia” che gli hanno attribuito. Sostiene che Ippocrate sarebbe stato fiero di lui, ma i giudici sono di tutt’altro parere: “Toccafondi Giacomo Vincenzo, un anno e due mesi di reclusione: perché nella qualità di pubblico ufficiale, avendo prestato la propria assistenza sanitaria a Leone Katia in seguito a malore da lei subito per il getto nella cella ove era ristretta di gas urticante-asfissiante (…) ometteva di riferirne alla autorità giudiziaria. Perché offendeva l’onore e il decoro di Bruschi Valeria, rivolgendole l’espressione: «Alla Diaz dovevano fucilarvi tutti». Perché minacciava ad Azzolina Giuseppe un male ingiusto, rivolgendo al medesimo Azzolina, e comunque non impedendo che fosse rivolta ad Azzolina, l’espressione «se non stai zitto, ti diamo le altre» mentre il medesimo Azzolina gridava per il dolore in seguito alla mancata anestesia durante la sutura”.

Oggi, grazie alla norma sui medici delatori, Tocchiamoilfondo anche noi, e dobbiamo necessariamente rivalutare la figura dell’amico Giacomo Vincenzo… un antesignano, come tutti gli antesignani purtroppo poco apprezzato. Perché, se denunciare un individuo che si rivolge ad un medico per essere aiutato non è tortura fisica, sicuramente ha molti connotati di quella psicologica, che gli orientali, maestri dell’arte per antonomasia, assicurano ottenere effetti decisamente migliori. Quindi si provveda ad intitolare una ridente piazza italiana al dottor Toccafondi, il primo ad introdurre significative migliorie al giuramento di Ippocrate, finalmente recepite anche dal nostro ordinamento.

p.s. 1 mi dicono che la foto non è del dottor Toccafondi: sono mortificato per l’errore e provvederò a rimediare appena possibile

p.s. 2 se qualche medico dissentisse dal provvedimento approvato, può farci avere il suo nome… non faremo i delatori

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Feb 27

prego tutti gli amici di commentare solo con uno spazio bianco o con tre puntini di sospensione… tanto per differenziarci dagli sciacalli e dalle iene

grazie

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Feb 27


come un uomo sulla terra dovrebbe essere un diritto, probabilmente il diritto fondamentale per qualsiasi persona umana quale che sia la sua etnia o la sua nazionalità. Ma per molti non è che un sogno: un sogno, come ci ricorda Uhuru na usalama, che ha bisogno del nostro aiuto per realizzarsi:

In Libia si compiono continue violazioni dei diritti umani fondamentali: arresti indiscriminati, violenze, deportazioni di massa, torture, connivenze tra polizia e trafficanti. Ai migranti, molti dei quali in fuga da paesi in guerra o dittatoriali come Etiopia, Sudan, Eritrea, Somalia, non è garantito alcun diritto, a partire proprio da quelli di asilo e di protezione umanitaria, perché la Libia semplicemente non ha mai aderito alla Convenzione di Ginevra. Per questo alla Libia non può essere affidato con tanta noncuranza e superficialità il compito di “fermare i migranti”. Chiediamo pertanto che nella discussione al Senato sul Trattato si tenga presente quanto richiesto nella petizione, dove le centinaia di firmatari chiedono che Parlamento Italiano ed Europeo, insieme a Governo Italiano, CE e a UNHCR promuovano: 1. Una commissione di inchiesta internazionale e indipendente sulle modalità di controllo dei flussi migratori in Libia anche in seguito agli accordi bilaterali con il Governo Italiano. 2. L’avvio rapido, vista l’emergenza della situazione, di una missione internazionale umanitaria in Libia per verificare la condizione delle persone detenute nelle carceri e nei centri di detenzione per stranieri. Invitiamo tutti gli italiani ed in particolare senatori e deputati, a vedere lunedì 2 febbraio alle 21.00, martedì 3 febbraio alle ore 9.30, 14.30 e 21.00 il film COME UN UOMO SULLA TERRA, che in questa delicata fase autori e produzione hanno deciso di mettere in onda via web sul sito del film:

http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

Firmatari dell’appello: Dario Fo, Marco Paolini, Ascanio Celestini, Franca Rame, Marco Baliani, Gad Lerner, Emanuele Crialese, Erri De Luca, Felice Laudadio, Fausto Paravidino, Francesco Munzi, Goffredo Fofi, Francesca Comencini, Giuseppe Cederna, Luca Bigazzi, Maddalena Bolognini, Giorgio Gosetti, Gianfranco Pannone, Giovanni Piperno, Giovanna Taviani, Alessandro Rizzo, Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Riccardo Biadene, Stefano Liberti, Marco Carsetti, Alessandro Triulzi, Gabriele Del Grande, Igiaba Sciego ed altri 2500 firmatari da Italia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Tunisia, Marocco, Senegal, Mali e altri paesi.

Per informazioni e per firmare la petizione:

http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

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Feb 27

sono felice che abbiano deciso di stuprare la Storia… almeno questi lasceranno in pace i bambini!

Sarebbe stato meglio lasciare solo le foto, ma due parole si rendono necessarie. Qualcuno potrebbe trovare forzato il collegamento, ma la Chiesa ha dimostrato le stesse indulgenze e la medesima accidia nell’espellere dal proprio corpo tanto i preti pedofili quanto i vescovi negazionisti.

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Feb 27

i violentatori di Giudonia presi grazie alle intercettazioni telefoniche… e ora un rumeno le vuole vietare… mai dddaaaiii, non è un rumeno?

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Feb 27


“ Non dimenticheremo mai lo sterminio degli ebrei, un evento che ha segnato la storia dell’umanità’ e dal quale si deve trarre l’insegnamento imperativo che non debbono essere mai più violati i diritti e la dignità di ogni cittadino…” “ Le leggi antiebraiche ”, ha sottolineato Berlusconi in altro passaggio, “ sono ancora avvertite come una ferita profonda, inferta non solo alla comunità ebraica, ma alla intera società italiana… Purtroppo sappiamo come le tragiche conseguenze di queste leggi incivili e disumane abbiano portato a quella che i nazisti, nel loro sciagurato progetto, chiamavano soluzione finale del problema ebraico ”

“La sapete quella del campo di concentramento?”, ha chiesto. e subito, incalzante: “Un kapò dice: ’Per foi ho una puona notizzia e una meno puona. Metà di foi saranno trasferiti in un altro campo’. A questo punto tutti gridano evviva e chiedono quale sia la notizia cattiva. ’Qvella meno puona è che la parte di foi che sarà traferita è qvella ke va da qui in giù’, e nel dire questo segna dalla cintola in giù”

( spiegazione della foto: qualcuno non sa che le parole sono pietre, qualcun altro potrebbe non sapere che le pietre non sono parole)

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Feb 27


Ci sono due fotografie-simbolo del secolo che ci siamo lasciati alle spalle. O sarebbe più giusto dire “gettati”, visto il contenuto delle stesse. Una è quella della piccola vietnamita che fugge nuda dopo il bombardamento del suo villaggio, l’altra è quella del bambino del Ghetto di Varsavia.

Le braccia alzate, la visiera dell’enorme cappello che non riesce a coprire il suo sguardo. Gli occhi che ci restituiscono stupore e rassegnazione, più che paura. Un cappotto che stride con le ginocchia nude, ma servirà a salvargli la vita. Le luci e le ombre del bianco e nero, sapientemente dosate tra desolazione e follia a trasformare uno scatto in icona.

Il Ghetto di Varsavia venne distrutto, tra il 19 aprile e il 16 maggio ‘ 43. Il venti aprile era il compleanno del Fuhrer e Himmler decise di fargli questo impegnativo regalo.

Il bambino si chiama Tsvi Nussbaum, e la foto è stata scattata mentre un tedesco urlava: “Alza le mani!”, e un altro diceva: ” E’ un bambino rimasto solo, tanto varrebbe fucilarlo subito”. I Nussbaum, tornati da qualche anno dalla Palestina, vivevano nella campagna polacca. La madre di Tsvi parlava bene il tedesco e andava spesso al comando della Gestapo ad intercedere a favore della comunità. Ma un giorno si accalora troppo, e l’ufficiale che la sta ad ascoltare con aria annoiata, estrae la pistola da un cassetto della scrivania e le spara. Poche ore dopo viene ucciso anche il padre, forse dallo stesso uomo.

Una donna porta con se Tsvi e lo nasconde a Varsavia. Il bambino non rivedrà mai più i nonni e il fratello: dopo alcuni giorni, gli ebrei saranno caricati sui camion, pensando di venir rimpatriati in Palestina. Ma ad attenderli ci sono due treni, uno per Auschwitz, l’altro per Bergen Belsen. Tsvi, salvato da uno zio che si finge il padre, salirà sul secondo. Del lager non ricorda molto: gli è rimasta un’idiosincrasia per le bucce di patate e per i vestiti a righe. E’ terrorizzato dai cani, e, ancor oggi, ha l’abitudine di conservare un pezzo di pane per l’indomani.
Fu liberato da un sergente americano, arrivato mentre gli ufficiali tedeschi si strappavano le mostrine per sembrare semplici soldati e organizzavano il trasferimento dei prigionieri.

Il resto è una vita come quella di tanti: l’arrivo a New York, una laurea in medicina, il matrimonio e quattro figlie.

L’identità della foto è stata a lungo contestata, ma Tsvi dice sicuro: “Anche se non posso provarlo, e ormai non ha più importanza, il bambino sono io: io non ho dimenticato! ”

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Feb 27


Ieri al Sermig eravamo in molti desiderosi d’incontrare Ingrid Betancourt. E per sentirla parlare, vederla finalmente sorridere e provare l’emozione d’incrociare quel suo sguardo così forte e diretto, ci siamo sobbarcati qualche inevitabile disagio.

Abbiamo dovuto far buon orecchio alla cattiva sorte, e sorbirci i tanti che la circondavano sul palco, e che, escluso il padrone di casa, Ernesto Olivero, non avevano nulla da dire, ma lo hanno fatto con sfoggio di tanta impeccabile quanto insignificante eloquenza. Abbiamo dovuto apprendere dal vice di Bondi che era ansioso di correre a casa dalla consorte per raccontale le mirabilie udite con i suoi occhi, senza poterci togliere la curiosità se, come il suo superiore, era uso scrivere rime poetiche per magnificare, oltre alla sua, anche la Signora Veronica Lario in Berlusconi. Abbiamo dovuto aspettare che nelle prime tre file si accomodasse la “Torino che Conta”, e che con la storia della Betancourt c’entrava come un trapano Black&Decker in una natura morta fiamminga.

Io non conto, e ho atteso pazientemente in quarta fila.

Finalmente è venuto il turno di Ingid che, alternando meravigliose parole in spagnolo e francese, spesso interrotta da applausi spontanei, tra considerazioni filosofiche sul valore della sofferenza, sul significato cristiano del cambiamento e sulle parabole che meglio lo rappresentano, ha raggiunto la fine del discorso senza che una sola volta il termine Colombia facesse capolino, tanto per riportare il significato della vita sulla terra in generale, e in particolare su quella per cui si è battuta politicamente fino a rischiare la vita. In definitiva chi avesse voluto apprendere qualcosa della situazione della Colombia, presente e passata, poteva avere miglior sorte all’interno di un’agenzia di viaggi.

La possibilità di interloquire non era prevista. Forse nel timore che qualcuno potesse sottrarre parte del pubblico dall’empireo in cui commosso si lasciava cullare: cosa non bella, ammettiamolo, ma certamente utile. Quindi la domanda che avrei voluto porre a Ingrid Betancourt, la porrò pubblicamente ora:

“Negli ultimi cinquant’anni delle enormi e vergognose ingiustizie sono state humus ideale per la violenza. Numerosi gruppi hanno scelto la lotta armata come sistema di lotta, a volte travolti da una follia che faceva sembrare la scia di sangue che si lasciavano dietro più il fine che non il mezzo. Molti hanno operato in Sudamerica e in America Centrale, diversi in altri continenti e alcuni nel cuore dell’Europa. Se in Colombia nascevano le FARC, noi imparavamo a conoscere le Brigate Rosse, la banda Bader Meinhoff, l’Esercito Repubblicano Irlandese, l’ETA. Ora, lei non crede che lottare contro la violenza lasciando che permangano inalterate le cause che l’hanno generata, sia inutile come estirpare una mala erba lasciando le radici nel terreno? E soprattutto non crede che l’immensa forza mediatica che la sua vicenda ha catalizzato, vista la superficialità dei nostri mezzi d’informazione, rischi, ora che si è felicemente conclusa, di cancellare qualsiasi traccia di quelle ingiustizie e negare visibilità ai molti che ancora si trovano ad affrontare il dramma che è stato il suo per sei lunghissimi anni?”

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Feb 27


diamo a Silviolo quel ch’è di Silviolo: tanto troverebbe il modo di prenderselo ugualmente.

Ricordo ancora quando le “sinistre” erano al potere certi sinistri titoli dei giornali:

- Mille e trecento extracomunitari sfondano i cancelli e marciano in corteo verso il municipio. La Polizia non interviene. Il Viminale: “Non si può parlare di fuga. Nel Cpa non c’è obbligo di permanenza”. La popolazione, che protesta contro il nuovo Centro d’identificazione (Cie), applaude!

- Un altro stupro dopo la violenza al Quartaccio. Un nuovo episodio di violenza a scioccato Roma: una giovane coppia è stata aggredita a Guidonia nella periferia della capitale nella serata di giovedì.

Certo, tutto ha un prezzo, specie sicurezza e ordine pubblico. Ci siamo arresi ai Tartari(Dino non piangere! ), in attesa del promesso dentista a prezzi calmierati e l’italiano lascia molto a desiderare: “C’è una proposta del ministro Maroni condivisa dal ministro La Russa per aumentare di 10 volte il numero dei militari che, invece di essere un esercito che fa la guardia nei confronti del deserto dei Tartari, sarà utilizzato per combattere l’esercito del male cioè la criminalità diffusa”. Ma cosa volete che sia qualche barzelletta di dubbio gusto, in cambio di tutta questa ritrovata legalità…

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Feb 27

È vero, e una storia datata e che molti non hanno dimenticato, ma c’è un motivo per riproporla proprio oggi: è una storia che parla di Pace e di America, e se a Gaza le armi hanno cessato il loro peana di morte, a Washington un uomo di colore prende possesso della Casa Bianca chino sotto i sogni di molti.

Questa storia ci mostra una faccia dell’America diversa da quella che conosciamo, e solo il tempo saprà dirci se, almeno in parte, questa diventerà la vera faccia dell’America. E sempre il tempo ci dirà se una tregua, che sembra fragile come questa dolce colomba bionda, potrà sopportare il peso della politica.

Ti sei perduta in un sogno,
ci siamo ritrovati a sognare in te

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Feb 27

Lucia Annunziata ha fatto bene a strapparsi il microfono in diretta da Santoro…

trovo assolutamente inaudito che una trasmissione televisiva italiana si schieri così faziosamente dalla parte della verità!

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Feb 27


uno due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci undici dodici tredici quattordici quindici sedici diciassette diciotto diciannove venti ventuno ventidue ventitré ventiquattro venticinque ventisei ventisette ventotto ventinove trenta trentuno trentadue trentatré trentaquattro trentacinque trentasei trentasette trentotto trentanove quaranta quarantuno quarantadue quarantatré quarantaquattro quarantacinque quarantasei quaranta sette quarantotto quarantanove cinquanta cinquantuno cinquantadue cinquantatré cinquantaquattro cinquantacinque cinquantasei cinquantasette cinquantotto cinquantanove sessanta sessantuno sessantadue sessantatré sessantaquattro sessantacinque sessantasei sessantasette sessantotto sessantanove settanta settantuno settantadue settantatré settantaquattro settantacinque settantasei settantasette settantotto settantanove ottanta ottantuno ottantadue ottantatré ottantaquattro ottantacinque ottantasei ottantasette ottantotto ottantanove novanta novantuno novantadue novantatré novantaquattro novantacinque novantasei novantasette novantotto novantanove cento centouno centodue centotré centoquattro centocinque centosei centosette centotto centonove centodieci centoundici centododici centotredici centoquattordici centoquindici centosedici centodiciassette centodiciotto centodiciannove centoventi centoventuno centoventidue centoventitré centoventiquattro centoventicinque centoventisei centoventisette centoventotto centoventinove centotrenta centotrentuno centotrentadue centotrentatré centotrentaquattro centotrentacinque centotrentasei centotrentasette centotrentotto centotrentanove centoquaranta centoquarantuno centoquarantadue centoquarantatré centoquarantaquattro centoquarantacinque centoquarantasei centoquarantasette centoquarantotto centoquarantanove centocinquanta centocinquantuno centocinquantadue centocinquantatré centocinquantaquattro centocinquantacinque centocinquantasei centocinquantasette centocinquantotto centocinquantanove centosessanta centosessantuno centosessantadue centosessantatré centosessantaquattro centosessantacinque centosessantasei centosessantasette centosessantotto centosessantanove centosettanta centosettantuno centosettantadue centosettantatré centosettantaquattro centosettantacinque centosettantasei centosettantasette centosettantotto centosettantanove cento ottanta centottantuno centoottantadue centottantatré centottantaquattro centottantacinque centottantasei centottantasette centottantotto centottantanove centonovanta centonovantuno centonovantadue centonovantatré centonovantaquattro centonovantacinque centonovantasei centonovantasette centonovantotto centonovantanove duecento duecentouno duecentodue duecentotre duecentoquattro duecentocinque duecentosei duecentosette duecentotto duecentonove duecentodieci duecentoundici duecentododici duecentotredici duecentoquattordici duecentoquindici duecentosedici duecentodiciassette duecentodiciotto duecentodiciannove duecentoventi duecentoventuno duecentoventidue duecentoventitré duecentoventiquattro duecentoventicinque duecentoventisei duecentoventisette duecentoventotto duecentoventinove duecentotrenta duecentotrentuno duecentotrentadue duecentotrentatré duecentotrentaquattro duecentotrentacinque duecentotrentasei duecentotrentasette duecentotrentotto duecentotrentanove duecentoquaranta duecentoquarantuno duecentoquarantadue duecentoquarantatré duecentoquarantaquattro duecentoquarantacinque duecentoquarantasei duecentoquarantasette duecentoquarantotto duecentoquarantanove duecentocinquanta duecentocinquantuno duecentocinquantadue duecentocinquantatré duecentocinquantaquattro duecentocinquantacinque duecentocinquantasei duecentocinquantasette duecentocinquantotto duecentocinquantanove duecentosessanta duecentosessantuno duecento sessantadue duecentosessantatré duecentosessantaquattro duecentosessantacinque duecentosessantasei duecentosessantasette duecentosessantotto duecentosessantanove duecentosettanta

nessuno è riuscito a leggerli tutti, vero?
Sono troppi, avete ragione!
Ma qualcuno reputa che duecentosettanta bambini morti a Gaza non siano ancora sufficienti.
A voi le parole… se ne avete!

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Feb 27


Ringrazio Daniele per avermi voluto coinvolgere in questa iniziativa.

Sono qui per un appello: aiutiamo la madre di Niki, Ornella Gemini a far sentire la sua voce per chiedere giustizia per suo figlio. La storia molti di voi credo che la conoscano già (per chi invece non ne sapesse nulla vi rinvio qui ) ma cmq anche qui sotto troverete il link al suo blog dove racconta i fatti e gli sviluppi degli stessi ed il link alla videointervista rilasciata a Beppe Grillo.

Quello che io e l’Incarcerato vi chiediamo è di inviare una mail, il cui testo trovate qui sotto in fondo al post, a Santoro per chiedergli di occuparsi del caso della morte del figlio di Ornella.

Mi appello al vostro buon cuore, basta un piccolo copia-incolla ed un click.

Mi appello a voi con l’unico modo che conosco meglio, la poesia:

AIUTIAMO ORNELLA GEMINI!

Spazio chiuso
Silenzio disperato
Diritti negati.

Ed una madre perde suo figlio
Senza una ragione

Le dicono: “Suicidio”
Ma i fatti non tornano.

Ed oggi sono qui a chiedervi solidarietà
Per aiutare una madre
Affranta dalla perdita del figlio
Ad avere almeno giustizia.

DANIELE VERZETTI, ROCKPOETA

IL TESTO DELLA MAIL da inviare da subito alla redazione.annozero@rai.it

OGGETTO: Verità per Niki!

Stimatissimo signor Santoro,
chi le scrive è un comune cittadino che ha deciso di non rimanere più indifferente ai continui soprusi ai quali quotidianamente assiste in maniera inerme. Ho deciso di scriverle innanzitutto per porle l’augurio che continui con la sua trasmissione che considero un importante e vitale polmone di verità in mezzo a tanto degrado dell’informazione.
Le vorrei chiedere con grande convinzione che lei si occupasse di un fatto grave accaduto di recente. Qualche tempo fa ne parlò Grillo, alcuni giornali ne riportarono la notizia, ma poi più niente. Buio totale. E c’è una madre sofferente che invoca giustizia. Suo figlio, Niki Aprile Gatti, era stato arrestato preventivamente per truffa telefonica, lavorava
in una società di San Marino, fu trasferito direttamente nel carcere di super sicurezza a Sollicciano.
Dopo tre giorni fu ritrovato morto. Dicono suicidato. Ma la madre è convinta, anche grazie ad alcuni elementi, che il ragazzo sia stato ucciso.Perchè? Forse la verità andrebbe ricercata proprio nell’inchiesta, purtroppo volutamente bloccata, di de Magistris. Le chiedo, signor Santoro, di contattare la signora Ornella Gemini, madre di Niki, tramite il suo
indirizzo: mondadori.avezzano@gmail.com, ha aperto anche un blog: http://nikiaprilegatti.blogspot.com/ e la esorto a trattare l’argomento tramite la sua trasmissione.
Per maggiori dettagli qui c’è il racconto della signora e qui la video intervista

Con stima,
Segue firma nome cognome.

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Feb 27

questa foto è stata inserita visto che un amico è stato accusato di speculare per aver inserito l’immagine di una bambina palestinese ferita!

e grazie al contributo dell’amico Joe, se vogliamo sapere qualcosa di più sulle radici dell’odio:

TACCIANO LE ARMI A GAZA E IN TUTTO IL MEDIO ORIENTE. BOLOGNA GIOVEDI 8 Gennaio ore 18 Piazza NETTUNO

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Feb 27


il ministro Frattini, ai microfoni di SKY, esordisce con “I Palestinesi vittime di Hamas”.

Probabilmente ha avuto informazioni riservate dalla striscia di Gaza dove i miliziani devono aver convinto la popolazione a ingerire missili israeliani per essere portati in volo sulla coda della cometa Hale Bopp, ritornata sui suoi passi carica di vergini. Ora, non che io non abbia piena fiducia nel nostro ministro degli esteri, ma siccome nella stessa intervista l’illuminato (sempre dalla cometa) ministro sostiene che le elezioni in Palestina siano state vinte da Al-Fatah, inizio a pensare che gli extraterrestri si siano impadroniti della Farnesina.

In ogni caso le soluzioni dei nostri problemi sono imminenti: queste forme di intelligenza superiore vogliono imporre il divieto di uso della parola missile.

il commento dell’amico Heidmo: ” Frattini ha un cervello di plastica, dovrebbe essere ministro dei poliesteri. “

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Feb 27


“E’ possibile forzare un popolo intero a sottostare ad una occupazione straniera facendolo morire di fame? E’ certamente una domanda interessante. Tanto interessante che i governi di Israele e degli Stati Uniti, in stretta collaborazione con l’Europa, si sono impegnati in un rigoroso esperimento scientifico per ottenere una risposta decisiva. Il laboratorio per l’esperimento è la Striscia di Gaza e le cavie sono il milione e duecentocinquantamila palestinesi che vivono lì. Per soddisfare gli standard scientifici richiesti innanzi tutto era necessario predisporre il laboratorio. Questo è stato realizzato nel seguente modo: prima di tutto Ariel Sharon ha sradicato gli insediamenti israeliani che vi erano. Dopotutto non si può eseguire un esperimento corretto con animaletti domestici che girano per il laboratorio.

Con il laboratorio pulito, la fase successiva poteva iniziare: tutte le entrate e le uscite sono state sigillate ermeticamente, per eliminare influenze di disturbo dal mondo esterno. E’ stato fatto senza difficoltà. I vari governi israeliani hanno impedito la costruzione di un porto a Gaza e la flotta israeliana controlla che nessuna nave si avvicini alle coste. Lo splendido aeroporto internazionale, costruito nel periodo di Oslo, è stato bombardato e chiuso.

Il segnale d’inizio è stato dato dopo che i palestinesi hanno avuto le loro elezioni democratiche in modo ineccepibile, con la supervisione dell’ex presidente americano Jimmy Carter. George Bush ne era entusiasta: il suo sogno di portare la democrazia nel Medio Oriente si stava realizzando. Ma i palestinesi hanno fallito il test. Invece di eleggere dei “buoni arabi” devoti agli Stati Uniti, hanno votato per dei pessimi arabi, devoti ad Allah. Bush si è sentito insultato. Ma il governo israeliano era in estasi: dopo la vittoria di Hamas, americani ed europei erano disponibili a prendere parte all’esperimento. Si poteva iniziare.

I lavoratori palestinesi sono stati costretti a lavorare in Israele per stipendi da fame (per gli standard israeliani). Quando è scoppiata l’Intifada, i capitani dell’industria e dell’agricoltura israeliani hanno scoperto che era possibile andare avanti senza i lavoratori palestinesi. In realtà era anche più conveniente. Lavoratori provenienti dalla Tailandia, Romania ed altri paesi poveri erano disposti a lavorare per salari anche più bassi ed in condizioni al limite della schiavitù. Così i lavoratori palestinesi hanno perso il loro lavoro. Questa era la situazione all’inizio dell’esperimento: l’infrastruttura palestinese distrutta, praticamente senza mezzi di produzione, nessun lavoro per la gente. Dopo tutto uno scenario ideale per il grande “esperimento della fame”.

Che cosa stanno cercando di dire ai palestinesi i governi di Israele e degli Stati Uniti? Il messaggio è chiaro: arriverete al limite della fame, ed anche oltre, se non vi arrenderete. Dovete destituire il governo di Hamas ed eleggere dei candidati approvati da Israele e Stati Uniti. E, ancora più importante: vi dovete accontentare di uno stato palestinese che consista di varie enclavi, ognuna delle quali sarà completamente dipendente dalle tenere grazie di Israele. Al momento i direttori dell’esperimento scientifico stanno meditando su una sconcertante domanda: com’è possibile che i palestinesi resistano ancora a dispetto di tutto? Secondo tutte le regole avrebbero dovuto cedere da molto tempo! In realtà ci sono alcuni segnali incoraggianti. L’atmosfera di generale frustrazione e di disperazione crea tensione fra Hamas e Fatah. Qui è là avvengono degli scontri, alcuni sono uccisi e feriti, ma in ogni caso la frattura si blocca prima di trasformarsi in guerra civile.
Come può una popolazione stroncata dalla fame, senza medicinali ed attrezzature per i suoi rudimentali ospedali ed esposta ad attacchi di terra, mare e cielo, resistere ancora? Quando si spezzerà? Quando cadrà in ginocchio e chiederà pietà? O troverà una forza disumana per resistere al test? In breve: quanto e cosa serve per ottenere che un popolo si arrenda?

Tutti gli scienziati che prendono parte all’esperimento – Ehud Olmert e Condoleeza Rice, Amir Peretz e Angela Merkel, Dan Halutz e George Bush, per non menzionare il premio Nobel per la pace Shimon Peres – sono chini sul microscopio ed attendono una risposta, che senza dubbio darà un contributo importante per le scienze politiche.”

(il testo non è mio, e aggiungerò in seguito la fonte. L’avrà scritto un membro di Hamas, uno di Al Fatah. Un occidentale convertito all’Islam o… lo so che qualcuno sarà così bravo da anticiparmi ;)

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Feb 27


otto amici,

Riciard’s
Il coraggio delle idee
Ivan Santoro
Calaminta Blog
Il blog di Chit
Musicamaniacalmente
WebLogin
Zefirina

mi hanno assegnato il “Premio Dardos”, un riconoscimento che viene conferito ai blog che “hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali”.
Non posso che ringraziare, contraccambiare, e ammettere un pizzico d’orgoglio, vista la qualità dei blog da cui è arrivata la citazione.

Quello che segue è il semplice regolamento:

1. accettare e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio
2. linkare i blog che ti hanno premiato
3. premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio.

E questa è la lista dei 15 blog nominati da me:

Lo scarabocchio di Comicomix
Semplicemente Lisa
Outofreality.com
Carta Straccia
Francamente
L’Agorà
Rien - Chiacchiere e tabacchere
L’Orizzonte degli Eventi
A me stessa… con il coraggio di chi vuole
vignettebc
cattiva maestra
doc63
Il vaso di Pandora
webSocks
Oscar Ferrari. il blog
Liberi finalmente liberi

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Feb 27


inizio io:

butterei Giuliano Ferrara in testa a Claudio Pagliara, inviato del tg1 a Gerusalemme, tanto per fargli comprendere il peso specifico della falsità

Bastian Cuntrari scaraventerebbe Magdi Allam in testa a Ratzinga dalla vetta della cappella (Sistina). Poi - di corsa - andrebbe a recuperare pizza-spiaccicata Ratzinga, se la incollerebbe un’altra volta sino alla vetta della cappella (sempre la Sistina!!) e lo lancerebbe tipo cappello di Oddjob (quello di 007) a decapitare quel che resta di Magdi Allam…

Haveadream butterebbe un anno della sua vita, dedicandola alla preghiera con cilicio e ginocchioni sui ceci, pur di andare nel 2010 in vacanza in Tunisia e bussare alla porta di Berlusconi già da un pezzo in felice esilio ad Hammamet.

(i contributi migliori saranno aggiunti al post e vinceranno il relativo link)

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Feb 27


la cosa è molto semplice: domani, invece di inserire il solito post di auguri e ringraziamenti, ciascuno di noi potrebbe reinserire l’articolo che ha ottenuto più consensi nel corso dell’anno, come viatico per quello che arriva.

La scelta dovrebbe cadere sull’articolo che ha ottenuto più commenti e ha portato più accessi al vostro blog: quindi non quello più condiviso, ma quello più stimolante e discusso.

I vantaggi saranno duplici: oltre a garantire un’ottima qualità ai post dell’ultimo dell’anno, ci libereremo da incombenze di tastiera, rendendo ipotizzabile un blitz in bagno per espropriarlo a mogli, compagne o fidanzate. E per moglie, compagne e fidanzate, la possibilità di evitare l’esproprio medesimo (ma quant’è dura evitare il sessimo!)

Quindi si tratterà di inserire domani l’articolo scelto proprio col titolo “ Il migliore del 2008, per un miglior 2009”, eventualmente inserirlo su OKNOtizie, e a fine articolo linkare a questo post in modo che possa diventare un indice per chi voglia leggerli tutti.

Vi prego anche di darmi un cenno di adesione nei commenti, qui o su oknotizie, in modo che possa indicizzare il blog che aderiscono e, se potete, comunicare l’iniziativa almeno a tre blog che sono tra i vostri preferiti. Se il numero di adesioni dovesse essere come lo scorso anno intorno ai 50 post, prometto di impaginarli e creare un libro che potrà poi essere acquistato in rete e rappresentare un ricordo spero gradevole per ognuno di noi.

Un grazie di cuore a chi aderirà, e a tutti i miei Auguri per un 2009 esattamente come lo state immaginando.

Riccardo

il migliore di “Psiche e Soma”

il migliore di “Francesco Gavello”

il migliore di “Fiscaleweb”

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Feb 27

Pur comprendendo che le notizie durano più o meno un paio di giorni, dopodiché, nonostante indignazione, contrarietà e quant’altro, tutti, o quasi ci si dimentica, vorrei approfondire il discorso delle ronde.

La domanda da porre è: perché si è arrivati alle ronde? La risposta che i favorevoli danno è che ormai non si è più sicuri neanche a casa propria e, purtroppo, difficilmente gli si può dar torto.

La seconda domanda è: sono necessarie? Qui cominciano i problemi perché possiamo istituire qualsiasi tipo di ronda anche a livello condominiale ma, a parer mio, fino a quando la giustizia in questo Paese non farà nuovamente il suo ingresso, nulla cambierà.

Perché i delinquenti di altri paesi vengono dalle nostre parti? Parchè sanno che spesso, in Italia, la si fa franca, che vige un ipergarantismo peloso che permette a chiunque abbia commesso qualsiasi tipo di reato, di chiudere i conti in poco tempo.

E le forze dell’ordine? Qui sta un altro problema: come documentato in un vecchio post, (vedi qui), l’Italia è il paese con il maggior numero di addetti alla sicurezza per cittadino se confrontato con qualsiasi Altro membro dell’Eu.

Dove sono tutti questi poliziotti, finanzieri, carabinieri e via dicendo?

Quando si tratta delle stragi del sabato sera ci si lamenta che non ci sono i controlli; adesso va di moda l’emergenza sicurezza, (di moda si tratta perché se i giornali non ne parlano più, in molti si dimenticheranno di essere insicuri), e si deve ricorrere alle ronde perché le forze dell’ordine non sono sufficienti…Come la mettiamo?

Forse, obbiettivamente, (il più obbiettivamente possibile), solo due, e grandi sono i problemi da risolvere: la lentezza della giustizia, (e non le intercettazioni), e il far fare alle forze dell’ordine il loro mestiere cercando di comprendere come mai sono così tanti, quelli costretti a mansioni amministrative, (o giù di li).

Concludendo, appartengo a coloro i quali pensano che le ronde siano solo un arnese pubblicitario per dare soddisfazione alle camice verdi e a quei pochi illusi che credono, passeggiando per le strade, di poter risolvere qualcosa.

fonte: www.trading-italia.biz » Vai al post originale

Feb 27

brunettaIl ministro Brunetta colpisce ancora, si vede che vuole trasformare il pubblico impiego in maniera radicale dopo aver dichiarato guerra ai fannulloni vuole far spostare i dipendenti pubblici eccedenti in un determinato ufficio e dice anche che se non sono d’accordo possono anche andare a casa, come dire volente o nolente bisogna accettare tutto, ma devo dire che tutti questi cambiamenti rischiano di accrescere il malumore tra gli impiegati pubblici.

Penso che Brunetta non si fermi qui, anzi potrebbe anche fare in modo che ogni impiegato abbia al massimo 5 minuti di pausa caffè certificabili, tutto è possibile con questo ministro, dico solo che ormai la funzione pubblica è diventata più “pesante” per chi lavora.

I dipendenti pubblici eccedenti in un ufficio o si spostano o se ne vanno a casa’. Lo ha affermato il ministro Brunetta.Il responsabile della funzione pubblica ha cosi’ descritto a ‘Panorama del giorno’ i contenuti del ddl.

Via unità

fonte: www.trading-italia.biz » Vai al post originale

Feb 27

Il team di Google Toolbar è sempre stato impegnato nel migliorare l’esperienza Internet dei nostri utenti. L’obiettivo iniziale è stato quello di rendere la ricerca web più accessibile, e con le versioni successive sono arrivati miglioramenti quali i suggerimenti per la ricerca, i segnalibri Google, la compilazione automatica e i pulsanti personalizzati. Oggi, l’attenzione torna sulle aree fondamentali: la ricerca e la navigazione.

La prima novità nel lancio di oggi è infatti la Casella di ricerca rapida, che offre la funzionalità di ricerca al di fuori del browser. Basta fare clic su sul pulsante ‘Google’ nella barra delle applicazioni del proprio computer per visualizzare la casella di ricerca (si può anche premere Ctrl e la barra spaziatrice sulla tastiera per attivare la stessa funzione). Durante la digitazione del termine scelto compariranno suggerimenti, siti web o segnalibri rilevanti e sarà possibile anche lanciare applicazioni e programmi direttamente dalla casella di ricerca. Per sperimentare questa funzione, provate a digitare ‘Solitario’ nella casella di ricerca:

Altre novità includono miglioramenti alla funzionalità di suggerimenti di ricerca, e la pagina Nuova scheda che da oggi è disponibile anche per gli utenti di Toolbar per Internet Explorer. Per un elenco completo delle nuove funzionalità di Google Toolbar 6, date un’occhiata al nostro Centro assistenza.

Perciò, se siete curiosi, provate la nuova Google Toolbar per Internet Explorer (è disponibile in 41 lingue, italiano compreso), e non dimenticate di farci sapere cosa ne pensate.

Scritto da: Azzurra Damen, Consumer Operations


fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 27

Oggi ho partecipato all’audizione della IX Commissione Trasporti e Telecomunicazioni che ha deciso di aprire la consultazione sul futuro delle regole di Internet a tutti gli stakeholder. Il nostro obiettivo, in questa audizione, è stato di sottolineare la differenza di Internet rispetto agli altri media, una differenza da tenere sempre in considerazione se si vuole affrontare il tema delle regole di Internet senza dimenticare l’enorme opportunità che Internet rappresenta in termini di accesso all’informazione, libertà di espressione e crescita economica in un momento di crisi.

Scritto da: Marco Pancini, European Policy Counsel


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Feb 27

Dalla Lettera aperta all’onorevole Franceschini di Umberto Veronesi, Andrea Camilleri, Stefano Rodotà e Paolo Flores d’Arcais (il corsivo è mio):
Abbiamo letto che il suo partito sarebbe comunque orientato a dare ai suoi parlamentari “libertà di coscienza” al momento del voto. Ci sembra che tale atteggiamento sia frutto di un fraintendimento molto grave.
Se venisse presentato un disegno di legge che stabilisce la religione cattolica come religione di Stato, proibisce il culto ai protestanti valdesi e obbliga gli ebrei a battezzare i propri figli, sarebbe pensabile – per un partito politico che prenda sul serio la Costituzione – lasciare i propri parlamentari liberi di “votare secondo coscienza”, a favore, contro, astenendosi? O non sarebbe un elementare dovere, vincolante, opporsi a una legge tanto liberticida?
La legge ora in discussione sulle volontà di fine vita è, se possibile, ancora più liberticida (e disumana) di quella sopra evocata. Non costringe al battesimo forzato, costringe al sondino forzato, al respiratore forzato, a qualsiasi accanimento che prolunghi artificialmente una vita che, per la persona che la vive, non è più vita ma solo tortura. Peggiore quindi della morte.
In ogni caso la libertà di coscienza del parlamentare non può essere invocata per violare e cancellare la libertà di coscienza delle persone. Dichiarazione rilasciata poco fa dall’onorevole Franceschini, dopo aver incontrato Umberto Veronesi (Ansa; corsivo sempre mio):
«Veronesi – ha riferito Franceschini ai cronisti – ha parlato in modo franco e diretto e si è detto stupito della lettura che ha dato qualche giornale del contenuto della lettera, e ha ribadito il convincimento dell’assoluta libertà di scelta dei parlamentari in materia di testamento biologico». Adesso sono davvero curioso di leggere la versione di Veronesi dell’incontro…

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 27

Il sequenziamento quasi completo del genoma dell’uomo di Neandertal (un buon articolo in proposito è quello di Elizabeth Pennisi su Science; ne comparirà una traduzione sul prossimo numero di Darwin) ha portato quasi inevitabilmente a considerare l’ipotesi di clonarne un esemplare. Ronald Bailey esplora le implicazioni morali dell’impresa su ReasonNeanderthal Rights», 17 febbraio 2009) e si dichiara sostanzialmente favorevole; il mio amico Estropico invece è contrario («I diritti di Homo neanderthalensis», 26 febbraio), in base all’argomento non trascurabile che così si condannerebbe l’individuo clonato a una sostanziale solitudine. Tendenzialmente sarei d’accordo con lui (anche se spesso consideriamo del tutto morale far nascere persone disabili il cui destino non risulta affatto migliore di quello); ma la curiosità scientifica – anche per me, lo ammetto – sarebbe fortissima. Resisterle sarà difficile.

Aggiornamento: sull’argomento sono da leggere anche Nicholas Wade, «Scientists in Germany Draft Neanderthal Genome», The New York Times, 12 febbraio; John Tierney, «Why Not Bring a Neanderthal to Life?», TierneyLab, 13 febbraio; John Hawks, «Neandertal: The Resurrection», John Hawks Weblog, 16 febbraio.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 27

Su Avvenire di ieri si poteva leggere un commento molto soddisfatto a una recente ordinanza della Corte Costituzionale (Antonio Maria Mira, «“Per la salute è possibile limitare la libertà”», 24 febbraio 2009, p. 9):
La salute della persone «è anche interesse collettivo» e quindi per difenderla è ammessa «una trascurabile limitazione della libertà personale». Dunque è assolutamente da respingere la tesi che «la legge non può in alcun caso violare il diritto all’autodeterminazione e il diritto di disporre del proprio corpo». Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con l’ordinanza n. 49, relatore il giudice Alfio Finocchiaro, depositata il 18 febbraio. Con questa decisione la Consulta ha respinto come ‘manifestamente infondata’ la questione di legittimità costituzionale, promossa dal Giudice di pace di Pistoia, dell’articolo 172 del Codice della strada che prevede l’obbligo di indossare la cintura di sicurezza. […]
[Il Giudice di pace] come ulteriore motivazione aggiunge che «l’obbligo contrasterebbe con l’articolo 32, secondo comma, della Costituzione, che impone il rispetto della persona umana e la dignità delle scelte della stessa, nel senso che la legge non può in alcun caso violare il diritto all’autodeterminazione e il diritto di disporre del proprio corpo». Parole e ragionamenti che sono echeggiati negli scorsi mesi attorno alla vicenda di Eluana Englaro e che continuano ad essere tirati in ballo anche in quest’ultimo fine settimana – attorno alla proposta di legge sul ‘fine vita’. Non solo una coincidenza, visto che l’articolo tirato in ballo dal magistrato pistoiese è lo stesso sbandierato in queste occasioni. Recita, infatti, che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».
Ragionamenti respinti dalla Consulta che ritiene «insussistente la violazione dell’articolo 32» ricordando di aver già «ammesso che il legislatore consideri la salute dell’individuo anche interesse della collettività, prescrivendo certi comportamenti e sanzionandone l’inosservanza, allo scopo di ridurre il più possibile le pregiudizievoli conseguenze». E, conclude la Corte ricordando precedenti sentenze, «la protezione della salute del singolo come interesse della collettività è dunque tale da ammettere una trascurabile limitazione della libertà personale». A leggere le motivazioni della Consulta riportate dal quotidiano della Cei si capisce in effetti la soddisfazione dell’articolista; sembra di sentirvi un eco di quell’opinione che è stata una volta espressa in questi termini: «La vita non è un bene che appartiene solo al singolo individuo, [ma anche] ai cittadini, e alla collettività» (no, non è Iosif Vissarionovich Stalin; è Dorina Bianchi, nuovo capogruppo del Partito Democratico in Commissione igiene e sanità al Senato).
Tuttavia al lettore attento non può sfuggire una certa eccessiva sinteticità nell’opinione riportata della Corte; e ben sapendo come lo spazio nei giornali sia tiranno, gli sorge il sospetto che le motivazioni fossero in origine alquanto più lunghe. Fortunatamente il sito web della Consulta è encomiabilmente completo e aggiornato (se mi passate l’inciso, è una vergogna che altre istituzioni come la Cassazione non abbiano nulla di simile); è facile dunque andare a controllare il testo completo dell’ordinanza. E qui ci attende una piccola sorpresa (che per chi segue Avvenire con costanza non è poi tanto sorprendente): la motivazione dell’ordinanza ha ricevuto una discreta sforbiciata. Eccola completa (in corsivo la parte omessa):
parimenti insussistente è la violazione dell’art. 32 Cost., in quanto questa Corte, con riguardo alla prescrizione dell’obbligo del casco per conducenti di motoveicoli, ha ammesso – e tale principio è estensibile all’obbligo delle cinture di sicurezza – che il legislatore consideri la salute dell’individuo anche interesse della collettività, prescrivendo certi comportamenti e sanzionandone l’inosservanza, allo scopo di ridurre il più possibile le pregiudizievoli conseguenze, dal punto di vista della mortalità e della morbilità invalidante, degli incidenti stradali; Nel parlare di «interesse della collettività», insomma, la Corte si sta riferendo non a un interesse generico, ma ai costi sociali che vanno affrontati per assistere a spese della sanità pubblica chi ha avuto un incidente. La cosa è ancora più chiara se andiamo a vedere la sentenza n. 180 del 1994 sull’obbligo del casco per i conducenti di moto e motorini, cui fa riferimento il pronunciamento odierno (corsivo mio):
Specie quando, come nella materia in esame, si è in presenza di modalità, peraltro neppure gravose, prescritte per la guida di motoveicoli, appare conforme al dettato costituzionale, che considera la salute dell’individuo anche interesse della collettività, che il legislatore nel suo apprezzamento prescriva certi comportamenti e ne sanzioni l’inosservanza allo scopo di ridurre il più possibile le pregiudizievoli conseguenze, dal punto di vista della mortalità e della morbosità invalidante, degli incidenti stradali. Non può difatti dubitarsi che tali conseguenze si ripercuotono in termini di costi sociali sull’intera collettività, non essendo neppure ipotizzabile che un soggetto, rifiutando di osservare le modalità dettate in tale funzione preventiva, possa contemporaneamente rinunciare all’ausilio delle strutture assistenziali pubbliche ed ai presidi predisposti per i soggetti inabili. Non c’è bisogno di dire che nel caso del rifiuto delle terapie – attuale o tramite testamento biologico – un interesse collettivo di questo tipo è in generale assente; anzi, ad essere cinici, è presente casomai l’interesse opposto (il che, a scanso di equivoci, non costituisce certo un argomento a favore delle direttive anticipate: non siamo a favore del collettivismo, noi).

Ma non finisce qui. Anche l’ultima citazione che l’articolo fa dell’ordinanza ha ricevuto una bella scorciata – naturalmente sempre solo per ragioni di spazio. Ecco qui l’originale:
la protezione della salute del singolo come interesse della collettività è dunque tale da ammettere una trascurabile limitazione della libertà personale (sentenza n. 20 del 1975), intesa come impedimento di fatto, che non costituisce in alcun modo costrizione (che deve essere fisicamente apprezzabile e duratura) […]; Forse sarò prevenuto, ma penso che sarà dura, quando verrà il momento, far passare l’idea – come vorrebbe Avvenire – che il medico integralista che lega con le cinghie il paziente per intubarlo, amputarlo, irradiarlo, infilargli un sondino su per il naso contro la sua volontà (o che opera le stesse manovre sul suo corpo inerte e non in più in grado nemmeno di protestare) non stia praticando nessuna costrizione «fisicamente apprezzabile e duratura»; che tutte queste azioni siano insomma paragonabili al semplice gesto di allacciarsi una cintura di sicurezza…

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Feb 25

Ognuno di noi prima o poi cerca la risposta questa fondamentale domanda: cos’è la verità? Molti si interrogano leggendo molteplici quantità di libri, saggi di ogni forma e dimensione, perle di saggezza donate all’uomo da altrettante menti illuminate. Altri preferiscono ignorare la domanda semplicemente agendo secondo logiche di buon senso, senza portare la filosofia nella vita quotidiana. Gli ultimi infine ricercano incessantemente le risposte all’interno del loro essere, unico e vero tempio sacro da rispettare. Questo approccio, all’inizio duro e ripido, alla lunga comincia a dischiudersi come le ali di una farfalla, se ne intravedono i colori e le sfumature sottili, le immagini cominciano a delineare un quadro poliedrico e surreale. Talmente surreale da apparire inventato da una mente fantasiosa, che utilizza le immagini per dar sfogo ai suoi più reconditi pensieri inconsci. A poco a poco il discernimento prende forma nella nostra mente, il cuore comincia a filtrare i pensieri, come se fosse il guardiano della soglia fra Bene e male.

A quel punto le verità cominciano ad essere svelate, lentamente si intravede la strada che porta in se la Luce e il nutrimento necessario alla crescita dell’anima. Difficile ammettere se tale verità sia assoluta o relativa, più semplice lasciarsi trasportare da questa sensazione, gradualmente scorgere l’essenza di ogni manifestazione di forme e colori, al fine di identificare chiaramente il messaggio originale. È come sviluppare il negativo di una foto, a piccoli passi, scorgendo fra un colore e l’altro il senso del Disegno finale. Appare dapprima un colore, poi una forma, poi semplicemente una serie di tratti in contrasto uno con l’altro. Alla fine dello sviluppo tuttavia possiamo godere dello splendore dell’insieme dell’immagine nella sua totalità, a somiglianza di quella originale, al quale tutti siamo ispirati e ispiratori creanti. Non è compito dell’uomo insegnare la verità, se mai è quello di invitare i suoi fratelli a percorrere un cammino, lungo o breve che sia, l’importante è che sia consapevole dell’obiettivo finale.

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Feb 25

Il pensiero positivo, o meglio la focalizzazione e l’utilizzo della mente per creare la realtà, è stata molto spesso argomento dei miei post, spesso in modo sottile e molto poco visibile ad occhi poco attenti. Tuttavia il potere creativo delle nostre abilità mentali, è ormai largamente diffuso negli ambienti scientifici di frontiera, quelli ovviamente esenti dall’imprinting dei dogmi della scienza ortodossa. Mi viene da ridere quando sento parlare di “scientificamente provato”, quando la scienza è una religione a tutti gli effetti, nel senso che da per scontato assunti non ancora verificabili al cento per cento. Senza divagare ulteriormente su tali aspetti (non ne ho ne voglia, ne interesse), mi interrogavo sulla possibilità reale di influire sulla vita globale del pianeta terra con l’utilizzo della mente. Credo fermamente che questo sia possibile e attuabile nella nostra vita quotidiana, io stesso sono l’esempio di tale possibilità. Non si tratta di dimostrare nulla perché è sufficiente sperimentare, per trarne le dovute considerazioni.

Ovviamente le nostre abilità sono proporzionali al grado di “integrazione spirituale“ che noi stessi riusciamo ad ottenere con ogni essere visibile e non visibile. La capacità di essere connessi e unificati all’Uno, permette di utilizzare tali facoltà della mente, per migliorare la nostra realtà per scopi più alti. Il problema di fondo tuttavia è rappresentato da quello che in gergo viene definita “massa critica”. Un numero sufficiente di individui riuscirebbero ad influenzare l’intero sistema di convinzioni e forme pensiero globali, anche se attualmente siamo ancora molto lontani da questo cosiddetto numero ideale. Paradossalmente più l’umanità accresce la propria consapevolezza, maggiore è l’attrito delle forze materialistiche e anti-vita presenti nel nostro spazio-tempo. Questo lascia bene sperare per il futuro, in quanto è evidente una grande spinta positiva dell’umanità verso standard di perfezione più elevati e consapevoli.

Il pessimismo e la cultura pro violenza e pro morte, sembrano essere all’apice massimo in questi ultimi tempi e credo che questa tendenza non potrà che peggiorare. Questo non deve assolutamente scoraggiare, ne lasciar prendere forma a pensieri negativi nella nostra vita. Se pur difficile e anticonformista, rimanere con i piedi ben saldi a terra e con la mente ben al di sopra delle nostre percezioni classiche, la sfida del futuro prossimo sarà proprio questa: mantenere un atteggiamento positivo e la pace nel cuore, nonostante l’esterno si appresti a collassare in ogni sua forma e definizione. Lasciarsi trascinare dalla “crisi” non fa altro che rinsaldare le logiche nichiliste di chi vuole l’uomo schiavo di se stesso. Possiamo ancora scegliere come vivere la nostra vita, giorno dopo giorno, possiamo schierarci a per la vita e per il bene, sperando che questa vibrazione possa coinvolgere il maggior numero di persone.

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Feb 25

Il blog è fermo da lungo tempo, forse rimarrà ancora fermo a lungo… il tempo delle grandi rivelazioni è giunto al termine, ogni nodo sta venendo al pettine. Da tempo ho focalizzato la mia attenzione sulla vita reale, sulla quotidianità che così ci coinvolge da vicino. Il tempo di stringerci intorno ai nostri simili, creare luoghi e pensieri armonici con altre persone, sarà un ottimo modo per affrontare tutto quello che la vita ci riserverà nei prossimi mesi. Nonostante il dilagante pessimismo su tutti i fronti, la pace e la serenità aumenta giorno dopo giorno. Rifugiarsi nel sorriso di un bambino, nell’abbraccio di un amico o semplicemente confondersi fra le pieghe di un tramonto, è la chiave di volta per tutto quello che sembra essere oscuro. Rimanere sempre equilibrati e consapevoli attimo dopo attimo, vivere l’istante nel presente, senza aspettative e con profonda umiltà e bontà d’animo. Ogni uomo si rivelerà per quello che è, ognuno sarà di fronte a molte scelte, siamo chiamati tutti a tendere le mani verso chi ha davvero bisogno. Queste parole forse hanno poco senso, forse sono solo lo specchio della realtà… ma in ogni caso sentivo il bisogno di scriverle.

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Feb 25

Quando scoprirai che…
ogni istante senza Amore, è un istante perso…
ogni volta che non perdoni, stai ripudiando il tuo stesso essere…
ogni volta che crei separazione, non sei Uno…
ogni volta che sei nel dolore, crei disarmonia…
ogni volta che non sei te stesso, sei quello che combatti.

Togli le maschere, ora è il momento!
Distruggi l’Ego e prendi possesso della tua anima adesso!

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Feb 25

La vita è come un romanzo di avventura, ogni pagina riempie il cuore di esperienze uniche e irripetibili. Mi guardo indietro e riscopro le mie scelte coraggiose, capisco il perché delle tante esperienze difficili dello scorso anno, scorgo negli occhi delle persone che ri-conosco, la Luce che anima le loro esistenze. Ogni giorno arricchisce il libro della vita, quasi a formare un percorso sempre più chiaro. Le apparenti coincidenze, risultano essere la splendida creazione dei nostri sogni, la realizzazione della propria missione. Nel volto delle persone vedo tutto quello che ho costruito, nel loro sorriso posso apprezzare la purezza dei sentimenti, la dolcezza di un’anima ritrovata. Oggi è tutto molto chiaro, il cambiamento dello scorso anno sembra solo un ricordo, resta il salto nel vuoto, le critiche, le incomprensioni, ma anche la ferma volontà di volere qualcosa di migliore a tutti i costi. Oggi tutto questo si sta materializzando fra le mie mani, tutto questo è il frutto della grande forza interiore che regola l’Universo. Oggi sono consapevole che nulla può scalfire quello che istante su istante sono pronto a costruire. Molti si chiedono come sarà il futuro, cosa ci attende, cosa dobbiamo fare per essere pronti… io dico che essere se stessi è l’unica forma di consapevolezza che l’uomo possa raggiungere, il resto non può scalfire nemmeno il più piccolo pensiero di un uomo realizzato.

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Feb 25

Attraverso le apparenze si scopre l’autentica realtà delle cose, l’osservazione delle sfumature delinea i contorni. Una frase, un gesto, un emozione, rende il quadro un autentico capolavoro, l’opera d’arte che contiene i segreti dell’universo. Si scorge un messaggio del quale prima non si aveva la chiave, si decodificano informazioni nuove, che sono sempre esistite di fronte ai nostri occhi chiusi. L’invisibile si mostra nella sua interezza, il mondo si schiude come una crisalide, prende forma e colori fra i più intensi e profondi. Il cuore pulsa all’unisono col suono del cosmo, Tutto sembra l’esatta espressione della perfezione, Tutto è perfetto così com’è.

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Feb 25

Ringrazio tutti voi che con affetto seguite questo blog.
Il mio più sincero augurio di buone feste.

Luce e Amore

Freenfo


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Feb 25

Siamo persi nel dubbio che tutto sia illusorio. La realtà plasma le sue forme attraverso i nostri pensieri. Il nostro mondo si modella sulle nostre idee, i nostri sentimenti e le nostre azioni. L’uso consapevole di questo potenziale, rende l’uomo più vicino alla forza creatrice, rende l’uomo parte integrante del perfetto sistema che si autoregola fuori dal tempo e dallo spazio. Si ha percezione dell’istante che si osserva, come se avessimo solo un occhio per volta, in tre dimensioni. Uscire dal corpo con la mente ci apre a nuove illusioni, esperienze che accrescono in noi la consapevolezza di essere molto più che semplici corpi. Ma se fosse tutto finto, se ogni cosa fosse solo la nostra proiezione virtuale di un mondo interiore? Se tutto questo fosse il più grande inganno che l’uomo ha deciso di darsi? Può essere, ma l’abbraccio dall’energia creatrice è pur sempre la più dolce delle illusioni…

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Feb 25

Questi ultimi giorni della mia vita sono stati caratterizzati da molti impegni che stanno rendendo la mia vita molto interessante. A volte sembra di essere in un vortice di novità e progetti che spesso trovano la loro collocazione in modo del tutto naturale. In alcuni casi tuttavia mi arresto e mi rendo conto di essere in stallo, di non avere la visione globale della situazione, come la necessità interiore di ritornare a fermarsi un secondo, semplicemente per osservare noi stessi. Un momento necessario per stigmatizzare ogni nuovo cambiamento e rendere consapevole a noi stessi la nuova realtà che stiamo creando. Mentre siamo fermi tutto intorno sembra schiarirsi e prendere forma, potrei dire che il tempo si concretizza in qualcosa di reale, tangibile e verificabile. In passato avrei catalogato tutto questo come una perdita di tempo, un modo per scappare della mie responsabilità. Oggi invece credo di essere totalmente in linea con il futuro che sto costruendo, essere davvero felice di poter focalizzare gli obiettivi con semplicità, dedicare alle cose importanti il giusto tempo e amore. Lo stallo a volte è il momento più bello in cui tutto si manifesta per quello che è, siamo osservatori della nostra creazione.

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Feb 25

Il palcoscenico mondiale sta dando uno dei più grandi spettacoli della storia, una tragedia di proporzioni globali, che è appena ai preparativi del primo atto. Mentre tutto scorre il vocabolario delle persone ha assunto nuove connotazioni. Crisi, paura, terrore e instabilità, sembrano ormai le parole chiavi per iniziare una qualsiasi discussione. Mi rendo conto che la maggior parte delle persone si sta lasciando trasportare da tutto questo, inconsapevolmente è vittima di un gioco molto grande, che coinvolgerà l’intera popolazione mondiale. Tutto sembra costruito per separare i buoni sentimenti e l’ottimismo, dal vittimismo e dalla paura. Nel precedente post ho analizzato le proiezioni interiori che si manifestano nel mondo esterno. La volontà di separare i buoni dai cattivi, la crisi dalla ripresa, l’occidente dall’oriente, non è altro che la logica di potere che sta per giungere al suo apice massimo. Spesso ho scritto e descritto tali dinamiche in questi termini, cercando di lasciare un messaggio diverso da quello che puntualmente i nostri sensi recepiscono.

In questi giorni sto sperimentando la separazione anche nella mia vita privata, molte persone si adoperano affinché altre possano essere allontanate dalla mia sfera d’azione. Molti credono che così facendo possano esercitare il loro potere e agire sul libero arbitrio altrui. Tuttavia questa dinamica non può avere successo, per chi come me, ha scelto di operare su altri piani di conoscenza. Oggi è necessario comprendere e unificare gli intenti, per creare dei nuclei forti, in grado di sostenere le prove future. Unirsi e aggregarsi fra simili, è necessario per condividere un certo tipo di energia, pronta per essere messa al servizio di chi ne avrà bisogno. Per questo la separazione non può più far parte della mia vita, ne può in alcun modo intaccare il mio modo di essere, consapevole del fatto che questo ultimo colpo di coda è solo la manifestazione più pura della paura dell’ignoto, che poi è ciò che non conosciamo a livello più intimo.

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Feb 25

L’intero universo è la composizioni di atomi e frequenze interconnesse all’unica sorgente del tutto. Ogni manifestazione fisica e non fisica è la risultante di una frequenza che si manifesta ai nostri occhi a seconda del nostro livello di integrazione con Tutto quello che esiste. La ricerca di questa connessione è per molti motivo di studio e ricerca personale. Quando si inizia un cammino di ricerca, generalmente ci si imbatte in molte manifestazioni della realtà, che stimolano i nostri recettori mentali e innescano processi che espandono la nostra coscienza. La consapevolezza di quello che sperimentiamo ogni giorno, è il frutto della nostra volontà di sentirci sempre maggiormente connessi a questa Fonte, di sentire davvero il contatto con ogni altra forma presente nel cosmo.

La nostra realtà è soggettiva, ognuno possiede una Matrix personalizzata, che diventa la nostra proiezione della realtà, la nostra verità relativa. In questa verità siamo padroni di esprimere il nostro essere e creare le condizioni affinché il corpo (la casa) possa sentirsi a suo agio con l’anima (il padrone della casa). Molti pensano che tutto ciò che accade sia il risultato di equazioni causali, una fatalità che colpisce il nostro mondo in modo del tutto inaspettato e imprevedibile. Analizzando in profondità gli eventi che caratterizzano la nostra vita, tuttavia ci rendiamo conto di come ogni cosa sia strettamente collegata all’altra, come noi stessi siamo artefici del nostro futuro, artefici del nostro stato di salute psichica e mentale.

Essere co-creatori della nostra vita, significa prendere in mano le redini della carrozza e guidare la nostra vita verso obiettivi molto più alti e rispettosi. Aver cura del nostro corpo, formulare pensieri positivi, vivere nell’Amore che pervade l’universo, significa essere consapevoli della nostra presenza in questa dimensione visibile. La vera evoluzione umana costa nel raggiungere proprio questa consapevolezza, comprendere che la proiezione della nostra vita esterna è la risultante dei nostri pensieri interni, quello che noi attiriamo e creiamo con grande energia mentale.

Molte persone sono vittime di pensieri collegati alla paura e al vittimismo, pian piano questi pensieri diventano la realtà per quelle persone, un tunnel senza uscita che condiziona l’intera esistenza. Comprendere che è possibile invertire la rotta e concentrarsi su proiezioni positive del nostro essere, diventa necessario al fine di raggiungere il Regno dei Cieli qui sulla terra. Gli eventi esterni sono lo specchio di un nostro profondo disagio interiore, la legge di causa effetto in questo caso è la regola che conduce il gioco. Costruendo il nostro essere in modo più sano, lasciando andare il risentimento, la rabbia e il giudizio, apre le porte all’evoluzione spirituale, la vera e unica rivoluzione in grado di cambiare il mondo.

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Feb 25

L’approccio alla vita quotidiana è spesso deviato da sentimenti negativi, per lo più derivanti da stimoli esterni, da uno stato sociale molto debole, carente dal punto di vista del benessere del cittadino. La mente vive in constante conflitto, è come essere all’interno di un brutto sogno, che ogni giorno turba il nostro stato di quiete e ci rende vulnerabili. il sacrificio per molti è diventato uno stile di vita, piuttosto che una rara eccezione. Il fine ultimo per l’uomo è il raggiungimento di uno stato di felicità e di pace interiore, tuttavia la vita quotidiana ci pone di fronte a sacrifici e compromessi, che lasciano poco spazio alla cura del nostro essere e alla ricerca di uno stato di tranquillità superiore. Le strutture di potere hanno inculcato l’idea del sacrificio nelle menti umane, per poter controllare il pensiero ed indebolire il sistema di credenze. Dover sacrificare qualcosa per ottenerne un’altra, è rinunciare ad una parte della nostra energia, rinunciare a qualcosa che invece è molto importante per il nostro equilibrio. Madri che sacrificano la vita per la famiglia, padri che sacrificano l’intera giornata sul posto di lavoro, bambini che sacrificano la loro innocenza nella solitudine di una giornata fra videogiochi e tv.

La logica del sacrificio è stata ed è tuttora una linea di condotta della chiesa, che vuole un uomo succube del giudizio di Dio, un uomo che deve attenersi alle regole di un Dio che condanna le nostre azioni. In realtà non c’è nessun giudizio e nessuna colpa, il messaggio è stato completamente deviato. Ovviamente una logica di questo tipo permette alle istituzioni religiose di avere il controllo sui fedeli e creare i presupposti per vincolare il loro potere creativo e la loro capacità di amare. Non credo che un Dio possa giudicare e condannare un essere vivente, in quanto parte della stessa Unità dalla quale tutto è generato. Un Dio che punisce sarebbe in contraddizione con il libero arbitrio e la libertà dell’uomo, che può scegliere autonomamente in ogni instante cosa fare della propria vita. Sacrificare la nostra vita è andare contro noi stessi, significa privare il nostro corpo delle energie necessarie ad uno stato di salute psico-fiscica perfetta. Il sacrificio è contrario all’amore, perché solo con l’amore possiamo liberare la nostra vita dal buio e trasformare ogni evento in qualcosa di positivo per noi.
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Feb 25

Il corpo umano è un insieme di processi fisiologici perfetti, una totale armonia di cellule ed apparati, una sincronia intelligente di causa ed effetto, la chimica elettrica regola ogni funzione vitale, dall’impulso nervoso allo scambio ormonale, dalla membrana cellulare alla struttura genetica presente in ogni cellula. Le cellule hanno bisogno del cibo per procurarsi il nutrimento necessario al proprio sostentamento. L’importanza dell’alimentazione ricopre un ruolo fondamentale in tutto questo, la differenza fra quantità e qualità influisce sull’ottimizzazione di ogni processo fisiologico. Il corpo in salute perfetta è la risultante di una sana e corretta alimentazione.

Un altro aspetto che spesso viene a mancare nel nostro sistema di credenze è quello che potrei definire cibo per l’anima. La nostra anima necessita di un cibo diverso rispetto al nutrimento fisico, necessità di un cibo adatto per espandere la propria coscienza. Curare l’anima permette di elevare le nostre vibrazioni a frequenze molto più alte. La lettura di un buon libro, una relazione di vera amicizia, la meditazione e la preghiera, sono solo alcuni esempi di quello che possiamo considerare il vero cibo per la nostra anima. Nel momento in cui tutto questo non è presente nella nostra vita, il nostro essere interiore prova grande solitudine e tristezza, spesso la sensazione prevalente è quella di non sentirsi parte del mondo, di essere un individualità scollegata da tutto il resto, un perfetto sconosciuto che vive le dinamiche della vita passivamente. Questo approccio alla lunga favorisce lo sviluppo di problemi a livello emozionale e psichico, nella maggior parte dei casi tutto questo porta alla malattia. Una malattia che è il frutto della poca consapevolezza del nostro essere nella sua totalità.

Lo squilibrio nasce dalla nostra convinzione e visione del nostro corpo. I nostri sentimenti sono il veicolo che determina il nostro grado di felicità. Allontanare noi stessi dalla nostra parte animica significa ignorare il nostro contatto con il Divino che è in noi, un divino collegato ad ogni altra forma vivente e non vivente. La coscienza universale di Amore incondizionato rappresenta lo scopo ultimo da raggiungere per ogni anima, la meta che ricompensa degli errori passati e pareggia ogni nostra sofferenza, perdona le nostre colpe e deleva il nostro spirito al pari della coscienza di Dio. Nutrire l’anima ed il corpo in modo consapevole ci rende liberi e svincolati da ogni struttura mentale imposta dalla nostra mente razionale e dall’ambiente circostante. Il nostro sistema di credenze si allinea con la coscienza universale, sperimentiamo sentimenti più elevati, siamo in grado di cambiare la nostra realtà per un Bene più assoluto.

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Feb 25

La nostra mente spesso si comporta come un telecomando, si adatta a frequenze diverse a seconda del contesto, riesce a comportarsi in modo diverso in ogni circostanza. Questo a volte è automatico e inconscio, deriva dalla nostra percezione dell’ambiente, caratterizzata dalla presenza di campi energetici invisibili all’occhio umano. Altre volte questo cambio è consapevole, deriva da una sostanziale presa di coscienza dell’utilizzo creativo delle onde cerebrali. Quando entriamo in possesso delle nostre facoltà mentali, qualcosa in noi assume una nuova consapevolezza, entriamo in possesso del nostro personale telecomando. Siamo in grado di poter cambiare frequenza in ogni situazione, per adattare le nostre capacità e interagire con quello che circonda la nostra persona. Questo consente di armonizzare il nostro livello energetico e bilanciare in positivo ogni situazione nella quale siamo coinvolti. Entrare in possesso delle nostre facoltà mentali significa manifestare con consapevolezza la nostra realtà, essere sempre allineati con la nostra interiorità. A poco a poco il nostro modo di percepire la realtà diventa più limpido ai nostri occhi e si sviluppano sensi diversi da quelli abituali.

Un’esperienza che espande la nostra coscienza e sintonizza il nostro essere su frequenze più alte, in grado di accogliere pensieri e concetti elevati. L’anima acquista un ruolo fondamentale in tutto questo, diventando il cardine della nostra evoluzione, il nucleo centrale che sprigiona positività ovunque. Cambiare frequenza significa percorrere un cammino verso la ricerca del nostro essere interiore, in modo consapevole e scientifico, senza lasciarsi andare a strane teorie, ma sperimentando passo dopo passo l’esempio di ciò che è verificabile e dimostrabile con molta facilità. Lasciare alla mente il potere di dirigere il nostro cuore è un modo per riacquistare la nostra vita, un modo per essere davvero noi stessi, senza condizionamenti e senza giudizio esterno. Cambiando frequenza cambiamo la nostra vita, questo è uno dei regali più grandi che possiamo fare a noi stessi.
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Feb 25

Dopo aver a lungo parlato di crisi e problematiche legate all’economia mondiale, siamo inevitabilmente giunti ad un periodo di recessione economica, che porterà l’uomo a dover rivedere ogni aspetto della propria vita nei prossimi anni. Questa crisi sarà molto lunga e interesserà ogni settore del tessuto sociale. Re-cessione significa recedere da una posizione precedentemente assunta. Questa posizione è stata caratterizzata dalla volontà del libero arbitrio umano, di speculare e devastare i principi della vita e del rispetto delle leggi naturali. Sono fra i sostenitori della inevitabilità di questa crisi, poiché unico veicolo per creare nelle menti delle persone la reale e brutale condizione in cui l’uomo ha condotto i propri fratelli. Affermando questo sono tuttavia tranquillo, perché penso che questo passaggio storico sia inevitabile e soprattutto necessario.

Il risveglio delle coscienze si sta attuando in modo molto positivo, molte persone hanno compreso le logiche di potere che regolano il mondo, a poco a poco stanno tentando di uscirne a testa alta, senza dover soffrire la paura del futuro che i governanti infondono nelle nostre menti. Non c’è nulla da temere se il nostro bambino interiore è soddisfatto delle attenzioni spirituali che possiamo fornirgli, se utilizziamo l’Amore e ci affidiamo alla coscienza universale che tutto crea e sostiene. Questo approccio sarà la chiave per affrontare il futuro senza dover soffrire ed essere vittima di chi tenterà in ogni modo di trattenere le redini del potere. In futuro tutto questo sarà spazzato via da una nuova coscienza, basata su principi di vita in linea con la Natura e con il rispetto di ogni forma vivente. Re-cessione significa riconsegnare tutto quello che abbiamo usurpato con le nostre condotte egoistiche, significa bilanciare l’equazione e riportare l’equilibrio nel mondo sensibile.

Il nostro impegno sarà quello di vivere questo momento con l’apertura del cuore, perdonando noi stessi e i nostri fratelli e accogliendo tutto quello che verrà con profonda accettazione. Ogni cosa di cui avremo bisogno verrà soddisfatta se il nostro essere è consapevole ed allineato all’intelligenza cosmica. Re-cedere quello che abbiamo usurpato è il minimo che possiamo fare, è necessario per ristabilire un ordine nel nostro spazio. Anche questo può essere visto come una benedizione, come l’ultimo avviso per comprendere che l’unica cosa che possiamo fare è accettare noi stessi e lavorare sul nostro cammino interiore, per poter essere attori consapevoli di tutto quello che avverrà.

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Feb 25

La dimensione spirituale in cui vive l’uomo e molti altri esseri, è una dimensione caratterizzata dal dualismo e dalla continua lotta fra bene e male. Una lotta che è tipica di questo contesto e che non troverà mai soluzione, per come è intesa dalla maggior parte delle persone. Queste polarità sono necessarie a preservare il nostro diritto ed esercizio del libero arbitrio. Ognuno di noi è chiamato a discernere in ogni istante il modo più adatto per compiere un’azione, o meglio per indirizzare un pensiero creativo. Mi riferisco al pensiero come veicolo per creare la nostra realtà nel bene e nel male, la qualità di quello che la mente produce è la risultante del nostro livello di felicità.

Accettando questo principio, a poco a poco è semplice comprendere come il bene e il male non siano affatto positivi o negativi in assoluto, rappresentano solo il nostro modo di utilizzare le facoltà di creazione alle quali ci rivolgiamo, in maniera più o meno conscia. Tutto è perfetto così com’è, semplicemente perché necessario ad insegnare ad ogni uomo in evoluzione, il percorso più utile per accrescere la sua consapevolezza. Non c’è nessuna lotta fra bene e male, non è necessario entrare in conflitto con gli aspetti negativi, il risultato finale è solo quello di accrescere l’energia ad essi collegata.

L’unica cosa importante che possiamo fare è accettare ed accogliere ogni lato oscuro che si presenta nel nostro intimo, accettare questo aspetto come un’opportunità di crescita e trasformazione. Il male può essere trasformato in bene ogni qualvolta lo comprendiamo, lo accettiamo e lo trasformiamo dentro di noi. La guerra che ogni giorno dichiariamo sul posto di lavoro, in famiglia, al mondo intero, è la proiezione di una guerra che si svolge con ferocia ancora più grande nel nostro intimo essere interiore. Trasformare queste grandi energie cristallizzate, significa espandere la propria coscienza e agire nel bene e per il bene.

Il conflitto non credo possa essere la via per la creazione di un mondo migliore, non penso sia un’energia utile all’uomo per evolvere verso un’integrazione del Tutto. Accogliendo l’idea che non c’è nulla da combattere, possiamo iniziare a costruire le fondamenta di un mondo più adatto all’uomo, nel quale ognuno è artefice del proprio potere creativo, in linea con il cuore e nel rispetto di tutti gli esseri che partecipano alla Creazione divina. Arrendersi a noi stessi, perdonare noi stessi ed accettare noi stessi, è il primo passo per entrare in questo tipo di energia.

Articolo correlato: La scelta

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Feb 25

In alcuni giorni si avverte la nostra capacità di assorbire emozioni dall’esterno. Un’esperienza può diventare la chiave di lettura per specchiare la nostra anima, apre le porte della comprensione all’interno di noi stessi. Come lo specchio riflettiamo noi stessi nel mondo che viviamo, scambiamo la nostra energia con persone care, ci affanniamo a capire quello che spesso non è da capire, ma semplicemente da accettare. Tutto è perfezione se i nostri occhi guardano senza giudizio alcuno, ogni cosa può essere compresa nel profondo, se capovolgiamo lo specchio all’interno, come per voler guardare meglio ogni nostra piccola imperfezione, ogni piccola mancanza. Ogni volta che rivolgiamo lo sguardo all’interno la nostra anima guarisce una ferita, a poco a poco si ritrova l’interezza propria dell’essere umano, un completezza che pulsa di Amore. Il fuoco interno comincia ad ardere senza temere di esser spento, senza temere il giudizio, completamente integrato con il Tutto. A volte uno specchio è utile per comprendere tutto questo, altre volte noi siamo lo specchio per altri, che sperimentano questa dinamica per fare esperienza attraverso di noi. L’unica cosa veramente importante è specchiarsi e mantenere lo specchio lucido e perfettamente pulito, in modo che possa filtrare solo la vera Luce.
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Feb 25

L’altro giorno ho fatto un sogno meraviglioso. Un sogno talmente utopico da poter essere classificato nella categoria fantascienza. Mi trovavo su un pianeta sconosciuto, potrebbe esser stato Saturno per quanto ne sappia, insieme a un bambino. Il mio corpo era completamente eterico, trasparente, con tonalità celeste chiaro verso il contorno. Ero molto alto e slanciato, camminavo in una città con palazzi e strutture della stessa sostanza, celeste e trasparente. Mentre camminavo potevo ammirare la tranquilla vita di questa città e il silenzio che permeava tutto. Alla mia sinistra c’erano delle persone riunite sotto un palco che ascoltavano una specie di concerto. La cosa singolare era che dalle casse del palco invece di uscire il suono, si vedevano materializzare colori sgargianti e note di colore, come se il colore stesso avesse un suono riconoscibile alle mie orecchie. Tutti sembravano moto felici e si percepiva questa pace diffusa come una benedizione. Essendo in comunicazione con tutti gli uomini telepaticamente, potevo sentire ogni pensiero venisse formulato e questo mi rendeva molto felice.

Ad un certo punto una persona formulò un pensiero negativo e istantaneamente nel suo corpo etereo apparve una macchia di color rosso all’altezza del cuore. Ho chiesto spiegazioni ad un passante e sono stato informato che questo avveniva ogni qual volta qualcuno formulasse un pensiero negativo. In quel caso la persona stessa, oppure un volontario, poteva fermarsi un istante e concentrarsi su pensieri positivi, in grado di riequilibrare in pochi istanti il bilancio in positivo e lasciar scomparire la macchia all’interno del corpo. Questa esperienza mi ha lasciato di stucco. Fra me pensavo al grado di evoluzione di questi esseri e alla loro capacità di comprensione e di Amore reciproco. Al mio risveglio mi sono sentito molto felice ed appagato, come se questo sogno utopico avesse arricchito la mia anima, a tal punto da desiderare che questo potesse realizzarsi anche sul mio pianeta. Ovviamente questo è solo un sogno, ma chissà se un giorno l’uomo potrà evolvere la sua consapevolezza a tal punto?

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Feb 25

L’ascesa della società capitalistica globale sembra aver raggiunto il suo apice e si appresta ad avere la più grande battuta di arresto di tutti i tempi. Ogni piano occulto prestabilito per instaurare un Governo Mondiale, sta proseguendo senza grandi problemi, ogni tassello sembra al suo posto pronto per adempiere al suo compito. Giorni caratterizzati da grandi paure per l’economia sono solo il metro di tale copione che si sta svolgendo, ancora una volta sotto gli occhi increduli e poco attenti della moltitudine delle persone. Questo grande piano malvagio di insinuare paura e terrore è giunto al suo culmine, siamo davvero alla resa dei conti fra chi ancora cerca di vivere nella logica del potere e chi sta manifestando la vera natura dell’uomo, una natura che lo vuole consapevole della vita in ogni sua manifestazione.

Per molto tempo ho descritto tutto quello che sta avvenendo, siamo solo all’inizio di questo incubo, anche se ogni giorno che passa il mio stato d’animo è sempre più tranquillo. Gioisco di tutto questo perché riesco a intravedere la Luce alla fine di questo tunnel apparentemente senza fine. Molte persone stanno tentando di prevaricare altre per cercare di mantenere quei privilegi che hanno conquistato con la prevaricazione della vita dei propri simili. Il potere e l’egoismo sta spingendo il mondo verso il baratro e nessun uomo riuscirà a fermare tutto questo. L’unico modo per uscirne è mantenere la pace nel cuore e raccogliersi intorno ai propri simili coltivando sentimenti di Amore puro. Non possiamo fermare questo timer, la bomba sta per scoppiare e avvertiremo per molto tempo gli effetti della deflagrazione.

Essendo un ragazzo di trent’anni mi dispiace vedere miei coetanei impegnati in scioperi e contrasti nelle piazze, vorrei vedere tutta quella passione per aiutare i propri simili ad agire per costruire un nuovo modo di concepire e rispettare la vita. Le loro idee sono corrette, questa legge fa schifo, tutto andrebbe cambiato in meglio e nel rispetto dell’uomo. Il problema è che ora è tempo di lasciar morire tutto questo, semplicemente attendere che gli ultimi colpi di coda del potere crollino senza pietà. Inconsapevoli attori di qualcosa di molto più grande, questi poveri ragazzi mettono la loro energia in qualcosa che non potrà cambiare, ma che porterà solo odio e scontro sempre maggiore. La polizia, l’esercito, la legge marziale, tutto sarà applicato se necessario. Questo piano diabolico per far soccombere l’uomo non cesserà con delle manifestazioni pubbliche, tali manifestazioni non faranno altro che accelerare un processo ormai inevitabile e utile per arrivare al punto di rottura.

Una crisi mondiale servirà a scuotere ogni uomo e donna che ancora non hanno compreso cosa ci sia dietro a tutto questo, serve a prendere coscienza della vera natura dell’uomo, della sua egoistica visione della vita. Il tempo del potere sta terminando, è tempo di agire col cuore, volenti o nolenti non possiamo far altro che attendere tutto ciò con profondo Amore, consapevoli che così è semplicemente perché non può essere in altro modo, poiché tutto è già perfetto secondo la visione universale del Creato.

Queste parole saranno motivo di critiche e aspre contraddizioni, vi chiedo solo di comprendere il messaggio che portano senza pregiudizi, cercando di discernere a fondo il vero significato contenuto. Molti ancora credono che il conflitto e la lotta contro il potere possa essere vinta, io credo semplicemente sia giunta l’ora di lasciar morire questa logica fine a se stessa. In ogni caso rappresentano il mio personale punto di vista degli attuali eventi.

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Feb 25

Molte persone ignorano totalmente l’anatomia sottile degli esseri viventi, per molti il corpo umano è un sofisticato insieme di apparati e cellule che adempiono al loro compito prestabilito. Questa visione meccanicistica dell’essere umano è alla base della medicina moderna. Per la scienza medica è impensabile e assurdo considerare il corpo attraverso un punto di vista energetico ed emozionale. Anche il concetto di anima non viene preso in considerazione, poiché attualmente non dimostrabile con le attuali leggi scientifiche. Le stesse leggi che partono da presupposti dogmatici, ai quali lo scienziato razionale si affida con totale fede. Il realtà scienza e religione utilizzano le stesse metodologie comportamentali, affidandosi entrambe ad assiomi dati per certi.

Questo approccio, anche se determina la maggior parte delle scoperte utili alla vita dell’uomo, ha profonde carenze per quanto riguarda l’interazione che ogni essere rappresenta con l’ambiente circostante. Immaginare un uomo costituito di atomi e molecole, privo di un corpo energetico in grado di interagire con Tutto, è come vedere il mondo attraverso gli occhi di Truman (Personaggio del film “The Truman Show”). Significa ignorare le molteplici interazioni che l’essere manifesta attraverso la continua co-creazione che compie nella propria vita. Ogni essere è parte integrante di un campo energetico globale, nel quale interagisce con la propria bioenergia, veicolo primario per lo scambio di informazioni.

Riprendendo l’esempio della malattia, in questo modo si poterebbe affermare che non è altro che il frutto di uno squilibrio del campo energetico, influenzato dalla nostra percezione dell’essere, la nostra completezza e auto realizzazione e da una serie di fattori esterni (patogeni). Tali patogeni hanno la capacità di innescare il processo della malattia se il corpo energetico umano si trova in condizioni di squilibrio e deficit. Un esempio lampante di tale fenomeno è rappresentato dallo stress, al quale oggi molti luminari attribuiscono la maggior parte delle malattie “autoimmuni” o inspiegabili. Per autoimmuni si intende un complicato meccanismo che condiziona l’armonia del nostro sistema immunitario, che non riconosce più il corpo come entità da preservare. Se immaginiamo i continui attacchi psichici che subiamo durante il corso della giornata, stress lavorativo, traffico, vita frenetica, mancanza di affetto e tempo libero, è facile comprendere come queste influenze possano avere un ruolo fondamentale per la nostra salute.

Certo questo lo dicono in tanti, ho scoperto l’acqua calda direte voi! Il punto invece è che questa acqua calda non è del tutto scoperta, poiché dietro le abusate parole come “stress” e “cause non ancora identificate”, si celano tutti i limiti di una medicina che non vuole allargare gli orizzonti della ricerca a tutto quello che non è visibile ai cinque sensi, ma può essere percepito con una maggiore integrazione fra i nostri emisferi cerebrali. Il pensiero crea la materia, il pensiero influenza il nostro campo energetico, rende il nostro corpo protetto o non protetto da attacchi esterni, a seconda di come noi indirizziamo tali pensieri. Un nuovo modo di concepire la malattia sta venendo alla luce spontaneamente, fra qualche anno i medicinali di sintesi saranno considerati superati e nocivi, semplicemente perché non si può curare l’uomo come un auto o un elettrodomestico, si deve necessariamente considerare l’essere nella sua totalità.

Questo articolo rappresenta un semplice spunto di riflessione, non esaustivo riguardo al problema, per il quale non basterebbero migliaia di pagine per avere un’idea molto più ampia. In nessun caso si critica la medicina e le ricerche che hanno portato l’uomo a raggiungere un benessere sempre maggiore, vuole solo evidenziare i suoi limiti, imposti spesso da un sistema economico interessato al profitto piuttosto che alla salute. Immaginando una medicina che si preoccupi davvero dell’uomo e apra le porte alle nuove sensazionali scoperte in ogni campo, l’uomo avrebbe il diritto di vivere in un paradiso terrestre qui e ora.

Articolo correlato: Medicine e terapie…, Freenfo, Aprile 2008
Articolo correlato: La medicina del futuro, Freenfo, Dicembre 2007

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Feb 25

Questo post rappresenta il punto di arrivo dell’evoluzione dei miei pensieri nel corso di più di due anni di ricerche. Non ho intenzione di chiudere il blog, ne di smettere di scrivere, ma credo sia necessario stigmatizzare il momento in cui viviamo per invitare quante più persone possibili a compiere le scelte giuste. Ovviamente la mia visione della vita può sembrare utopica, a volte sembra quasi un’insieme di parole senza senso pratico. Chi è in grado di comprendere e leggere fra le righe, avrà tuttavia notato come da sempre il messaggio abbia avuto una sottile linea guida, che è servita ad arrivare alla consapevolezza di questo momento così difficile per noi.

Questi giorni sono caratterizzati da grandissimi attacchi da parte di forze non troppo benevole nei nostri confronti. Proprio per questo abbiamo il compito arduo di comprendere e trasformare queste forze con tutto l’Amore possibile. Non possiamo contrastare il sistema, non possiamo combattere contro i mulini a vento, ma possiamo sciogliere tutte quelle paure che ci attanagliano, cercando di stringerci intorno ai nostri più cari affetti, creare le condizioni affinché il nostro nucleo più forte di persone a noi vicine, vibri alla nostra stessa frequenza.

La vita ci pone di fronte a delle scelte ogni singolo istante della nostra esistenza, a volte queste scelte sembrano dettate da eventi esterni, altre volte siamo consapevoli del momento in cui le operiamo. Il libero arbitrio ci permette di discernere il bene per noi in ogni circostanza, lascia libertà assoluta sulla nostra vita. Fra poco ognuno di noi dovrà scegliere da che parte stare e con chi stare. Questa grande opportunità di poter scegliere in autonomia, deve essere il faro che illumini il nostro cammino futuro. Il momento di perdonare noi stessi è ora, il momento di costruire un mondo migliore sta arrivando, dopo un lungo periodo di travaglio arriveremo a gioire con i nostri più cari fratelli. Siamo ad un bivio molto importante, siamo al punto di dover scegliere da che parte stare. Questo non significa alimentare o dare battaglia al male, dobbiamo trasformare il male e renderlo innocuo e privo di energia. Dobbiamo semplicemente amare ogni manifestazione della Creazione.

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Feb 25

«Le intuizioni e i concetti costituiscono gli elementi della nostra conoscenza, così non possono esserci concetti senza intuizioni e intuizioni senza concetti.» (Kant)

La lettura è da molti anni una mia grande passione, il modo per entrare nei reami della conoscenza, attraverso gli occhi di grandi scrittori. L’uomo che cerca la verità o qualsiasi altra cosa stimoli il proprio interesse, deve necessariamente fare dell’esperienza altrui, una tappa fondamentale per accrescere la propria conoscenza. Pian piano si delineano sentieri sempre più affascinanti, un viaggio nel paese delle meraviglie del mondo. Un romanzo può catturare i nostri sensi e trasportare la nostra mente attraverso luoghi ed emozioni lontane. Un testo scientifico apre la nostra mente ad una conoscenza più grande, un testo classico lascia indelebile una traccia nel nostro modo di pensare.

A poco a poco la conoscenza accresce in noi, il percorso spesso si concentra in una direzione, altre volte spazia fra diversi tipi di informazione. Tutto si mescola nella nostra mente, contribuisce a creare la nostra personale visione della realtà, crea i presupposti per costruire la nostra personalissima verità. Questa ricerca è necessaria per comprendere meglio le sfaccettature dell’esistenza e i segreti nascosti dell’universo, contribuisce a rinforzare un pensiero in modo autonomo e indipendente. Il questo caso la nostra parte razionale è sempre all’opera per discernere il bene e il male, secondo la nostra personale visione della vita, i nostri valori e le nostre tradizioni.

Alla lunga tuttavia, questo approccio può essere limitato, sembra quasi costretto in una stanza con poche finestre, dalla quale è molto difficile evadere. Non si è mai certi dell’autenticità del nostro pensiero, crediamo di possedere idee nostre, ma spesso tali convinzioni derivano da una memoria collettiva che agisce sulla nostra mente, consciamente o inconsciamente. La parte razionale cristallizza il pensiero e lo fortifica fino a creare delle convinzioni talmente radicate da non poter mai essere messe in discussione. La mia esperienza è sempre stata di cercare un compromesso fra la mente razionale e mondo delle percezioni. L’uomo ha il privilegio di possedere doti superiori rispetto agli animali, anche se ha in qualche modo dimenticato le attitudini più semplici e istintuali proprie dei nostri amici “inferiori”.

Aprirsi alle percezioni permette di acquisire una conoscenza molto diversa da quella costruita dalla mente, l’esperienza diretta diventa il veicolo per accrescere la nostra consapevolezza. Il corpo è chiamato a partecipare in ogni sua parte a questo processo. A volte alcune grandi verità possono essere spiegate e comprese solo se si riesce ad applicare tutte le nostre potenzialità, l’integrazione fra corpo, anima e mente. Questo approccio consente di avere una visione più ampia, permette di entrare in reami invisibili, è in grado di colmare le nostre ricerche in modo ancora più efficace. “Sentire” l’ambiente circostante, provare a vivere secondo le leggi della percezione, porta a sviluppare in noi delle doti in grado di comprendere a fondo ogni piccolo particolare della manifestazione del creato.

L’universo è composto di forme visibili e di forme non visibili, la materia per molti è una forma di energia cristallizzata, che vibra a frequenze più basse. Tali frequenze siamo abituati a percepire poiché simili alla nostra configurazione energetica. Modificando tale configurazione possiamo integrare le nostre capacità e spingerci oltre, varcare l’uscio della stanza della mente per accedere a mondi ancora da scoprire. L’esperienza diretta come strumento di ricerca, la consapevolezza come fine per la nostra esistenza.

Questo approccio olistico dell’uomo e delle sue potenzialità, permette di agire secondo logiche più universali, permette l’apertura del cuore e l’accoglienza dell’Amore universale nella nostra vita. Un cammino che accelera verso il ricongiungimento dell’Uno, sfruttando a pieno ogni nostra caratteristica latente. La mente a volte mente, le percezioni posso essere ingannevoli, ma nulla potrà essere più veritiero dell’utilizzo di queste facoltà in sinergia perfetta fra loro, l’interazione fra ragione e cuore, l’unica via per la vera scoperta della natura dell’uomo. Giusta o sbagliata che sia, sarà sempre dettata dalla nostra esperienza diretta, unica vera alleata fedele nel cammino evolutivo. La ricerca della verità dentro di noi come porta d’accesso alla verità assoluta, la strada maestra verso la vera Conoscenza.

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Feb 25

“Il vostro compito non è cercare l’amore, ma, semplicemente, cercare e trovare dentro di voi tutte le barriere che avete costruito contro di esso” (Rumi)

Cedere, abbandonarsi e sacrificarsi: questi sono gli attributi chiave in grado di descrivere l’attuale fase di crescita e sviluppo evolutivi. Nel momento in cui l’illusione della realtà comune si chiarisce, per noi è essenziale ESSERE adesso gli Operatori di Luce e attivare dentro di noi il ponte di luce arcobaleno necessario tra i mondi.

Come Esseri Umani ci sono stati dati doni rari e sacri che devono essere usati per elevare l’Anima e far avanzare il processo evolutivo. Questi doni speciali vengono adesso risvegliati dentro il nostro Cuore e viene attivata la memoria della nostra saggezza e conoscenza interiore. Ci viene chiesto di attingere al Canto della Creazione e di risvegliarci al nostro linguaggio originale, il linguaggio dell’Amore e della Luce.

Dentro l’Amore e la Luce incorporati da ogni singola cosa vivente si trova il nostro Canto di Creazione – la conoscenza dell’evoluzione della Terra e la consapevolezza della sacralità di tutta la vita. Abbracciando questa consapevolezza siamo in grado di scoprire le nostre origini e di accedere al nostro destino, dato che è codificato all’interno del DNA. Quando ci riconnetteremo con le nostre antiche origini, il flusso dell’energia si muoverà attraverso il DNA attivando le nostre registrazioni personali e ci permetterà di fluire con facilità verso il nostro destino, risvegliando la memoria del nostro unico scopo e ragion d’essere.

Il vero sentiero verso la Luce e l’Amore del Creatore, il Grande Spirito, viene rivelato. Il percorso non è facile, ma è bellissimo e ci dona la capacità di connetterci con l’amore e la luce del Creatore che fluiscono incessantemente, e ci aiutano a muoverci con grazia e facilità attraverso questi difficili e oscuri momenti nel tempo.

Se durante questi tempi di crisi e caos seguiamo il Cuore, lungo il sentiero saremo in grado di sentirci sicuri, liberi dalle nostre paure e riusciremo a mantenere la chiarezza mentre veniamo sfidati. Ci troviamo in un momento di profondo rinnovo e rinascita e dobbiamo scoprire a cosa siamo attaccati e lasciare andare. Le paure e il bisogno del controllo hanno dominato il mondo ed è tempo di perdonare noi stessi e fare tutto il necessario per invertire questa tendenza.

Le informazioni codificate contenute nelle cellule vengono rilasciate, permettendo ai centri energetici di aprirsi completamente e consentendo un allineamento dei corpi Spirituale, mentale, emozionale e fisico. Onde di energia risanante accrescono la nostra sensibilità e imprimono sentimenti di pace, rendendo possibile ai nostri sacri doni di nascere nel regno del piano Terrestre.

Attraverso quest’accresciuta sensibilità siamo in grado di accedere al potere della nostra volontà superiore e di attivarlo in tutto ciò che diciamo e facciamo. Il nostro potere sostiene la nostra forza ed è il nostro coraggio. Incanalando il nostro potere superiore, impersoniamo i valori del principio dell’amore, esistendo perciò all’interno dei confini dell’equilibrio e della dignità.

Nell’ordine della nostra esistenza, stiamo sperimentando una crisi perché abbiamo progettato un sistema conformista e creato un modo di vivere immobile. In questa crisi ci viene offerta un’importante lezione sul sostegno e la sicurezza. Se esaminiamo il mondo da una prospettiva superiore, siamo in grado di riconoscere che il vecchio modo di organizzare e le vecchie strutture non sono altro che un riflesso dei nostri stessi schemi di comportamento e abitudini consolidate.

Dobbiamo osservare attentamente ciò che in precedenza ci siamo attribuiti come nostro diritto di nascita e gli attaccamenti e le credenze che sosteniamo. Come assistenti della Terra ci si aspetta che utilizziamo il potere della natura per il bene, che rispettiamo il mondo naturale e percorriamo un percorso di equilibrio. La natura è la nostra guida e ci aiuterà a creare la visione di un nuovo mondo dove onoreremo e rispetteremo tutta la vita, realizzando un equilibrio tra il Cuore e la mente.

Sulla Terra la Luce si riunisce e si manifesta, generando la luce Spirituale e l’unità di tutta la creazione sostenuta all’interno delle più difficili delle energie. Sta sopraggiungendo un equilibrio energetico che consentirà una libertà dall’oppressione del passato e dalle strutture patriarcali. La falsa idea della separazione tra la coscienza e l’evoluzione Spirituale viene dissolta e a noi viene offerta l’opportunità di abbracciare e conoscere coscientemente la nostra Divinità innata.

In questo salto radicale di coscienza, il nostro senso di identità sta cambiando dall’essere motivato dalla paura e dall’impulso della sopravvivenza fisica, all’essere motivato dall’amore incondizionato e da una grande saggezza. Veniamo invitati a separare i veli dell’illusione e a liberarci dalle antiche costrizioni della paura, del senso di colpa, della vergogna, del dubbio e del diniego. Ci viene offerta una vera liberazione su tutti i livelli che ci permetteranno di elevarci e di reclamare il nostro vero diritto di nascita.

È un tempo di celebrazione, mentre i misteri della vita iniziano un nuovo ciclo. Il cordone energetico che ci lega alla nostra Madre Terra viene rafforzato permettendo alle frequenze superiori della luce Spirituale di fluire attraverso il corpo fisico e quindi riversarsi nel mondo.

Stiamo entrando nell’Era della Luce e il processo e la meta della nostra crescita Spirituale è portare la vibrazione della materia fisica in risonanza con la vibrazione dello Spirito. Dobbiamo focalizzarci sul diventare un canale per la Luce e l’Amore del Creatore e manifestare quella Luce e quell’Amore nel regno fisico attraverso i pensieri, le azioni, le parole e i fatti. È attraverso di noi che l’Era della Luce nascerà nel mondo e con questa consapevolezza dobbiamo esprimere la Luce e l’Amore del Creatore attraverso tutto quello che diciamo e facciamo.

Mentre la nostra nuova vita si dispiega, un flusso di pura energia risanante genera un ripristino e una guarigione delle nostre cellule e crea un collegamento diretto con la struttura energetica del nostro DNA, consentendoci di decodificare i misteri contenuti all’interno. La nostra rapida guarigione, elaborazione e integrazione delle memorie cellulari sta creando chiarezza dentro di noi. Il nostro cuore, mente e corpo vengono purificati da ciò che ha recato così tanta sofferenza alla nostra Anima. La nostra evoluzione personale viene accelerata, e fa sì che i vecchi schemi di dipendenza, attaccamento e abuso si attenuino. Le nostre abitudini negative e auto-distruttive vengono eliminate e le scelte che compiamo adesso possono portarci al centro dell’auto-realizzazione o possono lasciarci alquanto intatti.

La credenza nell’illusione della separazione ha provocato i nostri squilibri e accettando l’Amore del Creatore nella nostra vita, riusciamo a guarire e a riportare il corpo in linea con la Luce. La luce consente una rinnovata chiarezza e sta dissipando l’oscurità che ha avvolto la nostra vita. Siamo nel centro perfetto dove le forze armoniose dell’Universo stanno unendo e irradiando la luce dorata della coscienza attraverso tutta la Creazione. Siamo invitati a muoverci con e dentro questo flusso di coscienza, permettendo al Creatore di accendere la fiamma dell’unità dentro il nostro Cuore.

Fonte: http://www.stazioneceleste.it
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Feb 25

Nell’aria si percepisce una grande incertezza verso il futuro. I giornali e la Tv condiscono le nostre giornate di notizie allarmanti e cariche di sentimenti negativi. La cronaca nera ormai è sulle prime pagine di ogni testata, sembra quasi un macabro gioco di chi vuole infondere paura e terrorizzare le nostre menti. La necessità di essere impauriti e controllati, al fine di non poter esprimere le nostre più grandi potenzialità. Mentre tutto scorre qualcuno si ferma e inizia un cammino di ricerca, che utilizza il cuore per compiere delle scelte. Di fronte alle nostre abitudini, ai nostri ruoli, ci si ferma ad osservare l’importanza che tutto questo può rappresentare per noi. Spesso ci si rende conto che la maggior parte delle cose che perseguiamo nel corso della giornata, sono solo una costante corsa verso qualcosa di illusorio, un mondo che pian piano si sta sgretolando di fronte ai nostri occhi.

Qualcuno si chiede se ha senso continuare a svolgere lo stesso lavoro, operare le stesse scelte, continuare ad alimentare una cultura morente. Chi ha lo forza per mettersi in discussione, spesso trova la motivazione per cambiare e lanciarsi verso un nuovo tipo di energia, pronta per essere utilizzata ed accolta a braccia aperte. L’ignoto apre le braccia e ci accoglie con grande benevolenza. Le cose che credevamo importanti si sfocano di fronte ai nostri occhi, per lasciare il posto a valori più grandi ed universali. Ognuno ha un diverso livello di comprensione e consapevolezza, ma credo tutti noi possiamo sperimentare questa esigenza di dover rimettere ordine nella nostra vita. Mentre tutto intorno cade a pezzi, si deve cercare di perseguire e coltivare pensieri positivi, obiettivi importanti per noi e per i nostri fratelli. L’importanza di separare le erbacce dal nostro raccolto più prezioso, coltivare solo quello che ha davvero importanza per noi stessi.

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Feb 25

Per anni ho vissuto in balia degli eventi senza rendermi conto del ruolo dei messaggi e dei messaggeri. Molte esperienze passate, analizzate a posteriori, si manifestano in una nuova forma. La consapevolezza del proprio essere ci porta ad una comprensione più profonda di ogni aspetto che ha caratterizzato la nostra evoluzione su questo pianeta. Ogni giorno riceviamo messaggi di vario genere, spesso non abbiamo la decodifica di tali manifestazioni. Concentrandoci su un profondo lavoro su se stessi, tale decodifica non tarda a giungere agli occhi della nostra mente. Il piano di comprensione si sposta a livello del cuore, tutto assume una nuova logica, assai più comprensibile e sensata. Pian piano si svelano le carte di un disegno molto armonico, tutte le caselle del puzzle trovano la loro giusta collocazione. La manifestazione della Natura nella sua perfezione, è fonte primaria di tali messaggi, un contenitore di grande significato. Lo stesso significato che può avere la frase di un film, la parola di un amico, la comunicazione con uno sconosciuto, tutto rientra nel nostro schema e trova una giusta rappresentazione. Accogliere i messaggi come linfa per la nostra ricerca, alimento per non sentirsi soli e abbandonati, la manifestazione dell’Amore universale nei nostri confronti. Aprendo gli occhi con rinnovata luce, si giunge alla comprensione dell’Uno, come sempre nel corso di un viaggio meraviglioso.
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Feb 25


Gianluca blogga per il Darfur e tu?
Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
http://www.italianblogsfordarfur.it -
Per informazioni sulla campagna on-line scrivi a:
blog[at]italianblogsfordarfur.it

fonte: www.italianblogsfordarfur.it » Vai al post originale

Feb 25


non si può negare che il PD sia un animale curioso: creato una manciata di mesi orsono con la pretesa di diventare razza dominante, resosi ben presto conto di essere stato messo sotto tutela dal WWF come specie in via d’estinzione, ha deciso di mutare il capobranco. Peccato che il nuovo maschio alpha altro non sia che il vice di quello che il gruppo lo ha appena salutato preferendo leccarsi da solo le ferite piuttosto che continuare a farsi e a farci del male.

Non è quel che si definisce una svolta epocale?

Personalmente non ho nulla contro Franceschini, bravo ragazzo entrato in politica scegliendosi per Benigno mentore Zaccagnini, ora ragazzo sapientemente invecchiato in botti di rovere francese nelle cantine della “sinistra” che ha preferito vitigni di qualità alla proletaria fiaschetta di Chianti. Apprendo con piacere che l’antiberlusconismo sembra sia tornato di moda: io, per non saper né leggere né scrivere, nel frattempo avevo continuato impunemente ad indossarlo come un vecchio eskimo, quello che non ho mai avuto ma ho sentito cantare molte volte. Sempre con piacere apprendo che ci stiamo armando per Crociate in difesa della Costituzione, non fosse che le Crociate mi sembrano fin troppo crociate e il Franceschini mi pare adatto alla guerra a Berlusconi come una ragazzina uscita dalle Orsoline a quella in Iraq o in Afghanistan.

Ho detto “mi pare”.. calma!

E poi, a ben guardare, il problema del PD non è certo Berlusconi. Il problema del PD sono i territori di caccia e relativi voti guadagnati grazie a gente come Villari, come Binetti e troppi altri: del resto si sa: gli sciacalli sono utili nella caccia, ma quel che ti costano al momento della spartizione delle prede ti fa rimpiangere d’averli voluti con te. I problemi del PD sono i quotidiani colloqui del lupo Franceschini con gli attuali, e indegni, rappresentanti del Santo di Assisi, questo rinnovato annusarsi con l’UDC di Casini in attesa che si concretizzi la balzana idea di far la festa a Berlusconi usando per cena i suoi avanzi del pranzo. E una questione morale che doveva assicurare la selezione della specie, da sempre accantonata in favore di tane confortevoli e brandelli di succoso potere locale.

Il branco dicevamo, ma quale branco?

Sabato mi pare che quasi metà fosse a caccia per i fatti propri e non si sia neppure degnato di farsi vedere: e chi potrebbe dar loro torto, dovendo scegliere tra bisogni primari e i richiami programmatici senza primarie, avendo già capito che a sfidare il nuovo capo non sarebbe uscito dal cerchio nessuno di quelli che contano, e che a ringhiare era stato delegato un vecchio animale spelacchiato che si fingeva feroce in cambio della promessa di qualche avanzo.

E il futuro del PD di Franceschini? …molto coreografico: un lupo solitario ulula sullo sfondo di una luna piena quasi completamente occupata dall’inquietante sorriso che tutti ben conosciamo!

fonte: lapennachegraffia.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 25

Adelantando a un camion di edansSulle autostrade a due corsie c’è un incubo che coinvolge chi è costretto ogni giorno a percorrere kilometri e kilometri: i sorpassi tra i camion.

Nella mia esperienza c’è una tratta della Bologna-Padova in cui spesso si è costretti a rimanere incolonnati per lunghi minuti, a 100 km/h per il sorpasso degli enormi tir che trottano praticamente alla stessa velocità, e nessuno cede la strada.

Per non parlare poi delle costanti violazioni di velocità dei camion e degli improvvisi cambi di corsia, che spesso coinvolgono gli automobilisti in sorpasso dei camion stessi: non è proprio piacevole vedersi arrivare oltre 3 tonnellate di mezzo verso la propria automobilina.

Questo non vuol essere un attacco ai camionisti, ma a coloro che non rispettano il codice della strada e gli altri clienti della società autostrade.

Per questo abbiamo indetto una petizione per verificare anche la vostra posizione:
http://www.petizioni.info…

Se concordate su quanto espresso, firmate.

foto di Edans

fonte: www.trading-italia.biz » Vai al post originale

Feb 25

Diversi utenti ci hanno segnalato di avere difficoltà ad accedere a Gmail, siamo già al lavoro per risolvere il problema.

Ci scusiamo per il momentaneo inconveniente, vi terremo aggiornati attraverso il blog.

Aggiornamento ore 14.31. E’ stato ripristinato l’accesso alla maggior parte degli account. Ci auguriamo di essere in grado di riabilitare il servizio per tutti gli utenti in tempi molto brevi.

Aggiornamento ore 17.00. Si è ormai conclusa l’interruzione del servizio di Gmail che ha interessato molti dei nostri utenti, anche di Google Apps, nel mondo. In questo momento tutti voi dovreste essere in grado di accedere alla posta elettronica senza problemi. In fase di login potrebbe esservi chiesto di compilare un “CAPTHCA”, ossia digitare una parola o alcune lettere prima di procedere. Questa è una prassi normale nel momento in cui vengono fatte numerose richieste di accesso all’account email e serve solo per confermare la vostra identità.

L’interruzione è durata circa due ore e mezza e ci rendiamo conto che per molti di voi ha rappresentato un disagio sul lavoro. Siamo davvero spiacenti per questo inconveniente, abbiamo fatto il possibile per ripristinare il servizio quanto prima. I nostri tecnici stanno ancora esaminando l’origine del disservizio e ci teniamo a sottolineare che si tratta di un episodio non comune. Sappiamo quanto Gmail sia importante per molti di voi.

Grazie per la comprensione.

Scritto da: Google Blog Team


fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 25

Mai make up fu più azzeccato...
Avrei dovuto essere a Bologna oggi, ad un convegno organizzato da Bologna Città Libera sul testamento biologico con Mina Welby, Adriana Scaramuzzino, Francesca Rescigno, Serafino D’Onofrio, Franco Motta e Massimiliano Panarari (i dettagli del programma).

Non ci sarò, ma parteciperò a distanza con un commento che incollo di seguito. Niente di nuovo per Bioetica. Quasi noioso, direi. Ma conosciamo i proverbi e ci adeguiamo…

Ho davvero difficoltà a scegliere cosa commentare. Ci sarebbe molto da dire sullo scempio che stanno facendo del testamento biologico.
Da lontano ci tengo a insistere su pochi punti.
Il primo riguarda la semplicità giuridica di una legge al riguardo, potendo considerare il testamento biologico come una estensione di diritti che già abbiamo: scegliere se e come curarci, rinunciare o rifiutare terapie. Potremmo considerarlo una estensione temporale del consenso informato (e dei tanto citati articoli 13 e 32 della nostra Costituzione; tanto citati e poco rispettati).
Nonostante questo sono anni che se ne discute, e male, e stiamo assistendo ad un pervertimento semantico e letterale di termini e concetti. Basterebbe il buon senso per capirlo, prima ancora di raffinate analisi razionali. Un solo esempio: perché dovrei redigere un TB se tale documento non è vincolante per il medico?

Il secondo riguarda lo statuto della nutrizione e idratazione artificiali (NIA): trattamento sanitario o mera assistenza?
Credo sia il dibattito più stupido e disonesto degli ultimi anni.
Stupido perché coloro che strepitano per il loro carattere assistenziale ignorano del tutto di cosa stiano parlando. Basti ricordare che la NIA richiede un consenso informato e che richiede una attenzione nella gestione molto diversa da quella necessaria per cucinare un pasto, anche il più complicato che si possa immaginare.
Inoltre è del tutto inutile percorrere questa strada: anche se concedessimo che la NIA non sia trattamento sanitario, non per questo sarebbe legittimo imporla a chi non la vuole.
La carità può forse essere imposta? Sarebbe una ben strana contraddizione. Nemmeno la compagnia può essere un dovere, una imposizione. Ed è bene non dimenticare che è possibile rifiutare l’alimentazione (lo sciopero della fame è garantito ai cittadini, fa parte delle nostre libertà; verrebbe da aggiungere: ancora fa parte). Stanno trasformando dei diritti in doveri.
Il cuore di tutto questo è proprio il tentativo di violare la nostra libertà, di contraddire il consenso informato e la deontologia medica, di svuotare la nostra autodeterminazione. Senza dirlo esplicitamente, però, perché sarebbe troppo impopolare. Un paternalismo celato e mascherato da “carità”. E che in realtà richiama il ricovero coatto - questi signori dovrebbero leggere la legge sul trattamento sanitario obbligatorio (TSO, cioè la legge 833/1978).
Il ddl Calabrò non è solo un disegno di legge che contraddice il testamento biologico (o disposizioni anticipate di volontà), ma che contraddice il principio sacrosanto secondo il quale ognuno di noi dovrebbe poter decidere circa la propria esistenza - morte compresa.
Il paradosso e l’oscenità di questi tentativi sono sotto agli occhi di tutti - almeno di quanti vogliono vedere. Il ddl di Calabrò ci tratta come mentecatti non in grado di prendere decisioni, offrendo una caricatura di democrazia liberale.

Il terzo e ultimo riguarda l’asimmetria della libertà rispetto alla coercizione - posso scegliere anche di essere schiavo e di delegare solo a condizione che la libertà sia garantita. In caso contrario devo subire la decisione di altri, un punto di vista trasformato in Verità Assoluta. La libertà è una condizione necessaria non solo della vita democratica e civile, ma della morale stessa. In assenza di possibilità di scelta, infatti, non ha nemmeno alcun senso parlare di cosa sia morale e di cosa sia immorale.

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Feb 25

Motorised ice-cream cone. Primo ai Landfill Prize 2009.
Ah!, la meraviglia degli oggetti inutili!

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Feb 25

Com’è noto, fra gli emendamenti presentati al famigerato disegno di legge Calabrò sulle direttive anticipate di trattamento ce n’è uno a firma di Francesco Rutelli, che riguarda in particolare la sospensione dell’alimentazione e idratazione artificiali, in concorrenza con analogo emendamento presentato da Anna Finocchiaro, Ignazio Marino e altri senatori del Pd.
L’articolo originale del ddl (5 c. 6) recita così:
Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento. Una proibizione totale, come si vede; e ci sono buone ragioni per ritenere che la legge la estenda implicitamente anche ai pazienti capaci. Ecco invece l’emendamento Rutelli, almeno per come risulta dalle agenzie di stampa:
Alimentazione e idratazione sono forme di sostegno vitale e sono fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono quindi essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento. Nelle fasi terminali della vita o qualora il soggetto sia minore o incapace di intendere e di volere, la loro modulazione e la via di somministrazione, da commisurarsi alle aspettative di sopravvivenza, alle condizioni del paziente e alla necessità di non dar corso ad accanimento terapeutico, debbono essere il frutto di una interazione e comune valutazione tra il medico curante, cui spetta la decisione finale, l’eventuale fiduciario e i familiari. Il senso dell’emendamento – come del resto si evince dalle dichiarazioni del proponente – appare quello di stabilire una eccezione al divieto di sospensione della nutrizione artificiale. Il testo a dire il vero è un po’ ambiguo, ma suppongo che per «modulazione» dell’alimentazione si debba intendere la sua variazione nel tempo, e che questa variazione possa portare anche a un livello zero. D’altra parte non avrebbe senso dedicare un articolo di legge a stabilire che per certe categorie di pazienti l’alimentazione artificiale dev’essere «modulata» in base alle loro esigenze: questo rientra negli ovvi doveri professionali del medico, e sarebbe superfluo farne oggetto di apposita norma (fortunatamente nessuna autorità religiosa ha ancora preteso che ogni malato debba essere rimpinzato come un lottatore di sumo).
Per quanto riguarda le categorie a cui si può sospendere l’alimentazione, l’emendamento ne indica chiaramente tre; e qui inizia l’aspetto sconcertante della cosa. L’uso della congiunzione «o» sembra indicare infatti che i soggetti minori o incapaci di intendere e di volere di cui si parla non si trovino anche «nelle fasi terminali della vita»; in caso contrario si sarebbe usata una «e» (se si voleva specificare un’ulteriore condizione aggiuntiva), oppure ci si sarebbe limitati alla sola categoria dei pazienti morenti. Ma allora, preso alla lettera, l’emendamento Rutelli sta dicendo che si può sospendere l’alimentazione artificiale a pazienti incapaci ma non terminali, se il medico curante così decide, in base a generiche «condizioni del paziente» e alla necessità «di non dar corso ad accanimento terapeutico», che comunque qui, come si è appena visto, non possono essere intese come riferimento all’imminenza della morte. In pratica, secondo questo emendamento, il caso Englaro si sarebbe potuto legalmente concludere così come si è concluso…

Scartata inevitabilmente l’ipotesi che Rutelli stia facendo il doppio gioco, rimangono due interpretazioni possibili: o le agenzie hanno scambiato una «e» con una «o» (ma non ho ancora letto richieste di rettifica in proposito), oppure Francesco Rutelli ha serie difficoltà a scrivere un semplice emendamento.

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Feb 25

“Prima di fare una legge su questi argomenti sarebbe più che opportuno ascoltare chi la nutrizione e l’idratazione artificiale le vive tutti i giorni sulla propria pelle”. Così i malati di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) dell’associazione ‘Viva la vita’, sul ddl sul testamento biologico approvato come ‘testo base’ in Commissione Sanità del Senato. Il provvedimento, che approderà tra due settimane nell’Aula di Palazzo Madama, vieta la sospensione di alimentazione e idratazione artificiali. Ma l’associazione guidata da Mauro Pichezzi sottolinea in una nota che “la nutrizione artificiale rientra a pieno titolo nei trattamenti sanitari che, secondo l’articolo 32 della Costituzione, possono essere scelti per sé, in piena libertà e autonomia di pensiero. La prassi della nutrizione artificiale, che riguarda una larga parte dei malati di Sla, implica necessariamente l’impiego di personale sanitario nella gestione quotidiana, in una funzione per legge non demandabile ai familiari, come ad esempio quella del posizionamento del sondino nasogastrico o addirittura del confezionamento o del cambio della Peg”. Per questo i malati di Sla chiedono di poter dire la loro sul provvedimento, anche se, con una stilettata, ricordano che pur se “perfettamente in grado di esprimere la loro opinione, a molti questa opportunità è negata dalle Regioni, che nonostante gli appositi fondi, tardano a erogare i comunicatori. E’ necessario, prima ancora di fare la legge, garantire a tutti i malati il diritto di comunicazione - sottolineano - Come faranno altrimenti a esprimere le loro volontà riguardo ai trattamenti?”.

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Feb 25

La legge che il Parlamento sta elaborando sul testamento biologico “coniuga carità e diritto”. Lo ha detto il relatore del provvedimento, Raffaele Calabrò, ai microfoni di Parliamo con l’Elefante, su Radio 24. “La libertà di scelta si deve riferire alle cure – ha ribadito – e questa viene permessa anche in anticipo. Quello che non viene concesso, e che neanche la Costituzione concede, è di chiedere di morire. Alimentazione e idratazione non sono cure ma sostentamento, poterle rifiutare significa poter chiedere di morire. Come dire, io mi voglio sparare: e lo Stato lo concede”.(Prosegue qui).

Peccato che anche rifiutare dei farmaci spesso significa morire. Peccato che Calabrò sia un funambolo ubriaco. Peccato che il gioco delle tre carte ti si ritorce contro se non sei abbastanza abile con le mani e con il cervello.
Io insisto: anello con il cianuro (e la speranza di crepare di colpo, ovviamente).
E poi: nemmeno la carità può essere imposta!, ma Calabrò e la sua cricca pensano che i cittadini siano una massa di mentecatti, cui va ricordato di ribadire il proprio volere ogni 3 anni e ai quali va sottratta una larga fetta di libertà. Per il nostro bene, ci mancherebbe.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 23

The Future of Advertising, APA, 17/02/09View more presentations from John v Willshire. (tags: communities social)

Lunga presentazione curata da John V Willshire di Phd Media, London, in occasione di The Future of advertising in one afternoon, evento realizzato dall’Apa.

fonte: creativeclassics.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 23

Ritengo, da cittadino onesto, sia ora di smetterla di prendersela con le forze dell’ordine. A mio avviso incrementare le forze dell’ordine o addirittura appogiarvisi l’esercito è totalmente inutile. Il problema non è lì. Trattando la situazione come un normale progetto aziendale in fase di analisi preventiva il “bug” emerge immediatamente.

Le azioni sono:

  • commettere delinquere
  • catturare rei
  • impedire ai rei di reiterare il reato

Adesso secondo voi dove è il “buco”? Polizia e carabinieri lavorano sempre con celerità: lo dimostrano ogni giorno rischiando la vita (spesso inutilmente) e recuperando delinquenti nel giro di pochi giorni.

I delinquenti reiterano volentieri i loro reati. Nel caso di stupro poi pare sia il “divertimento” dell’anno.

Quindi? Come mai succedono cose tipo:

“Alexandr Loais Isztoika” [...] viene arrestato una prima volta per rapina e lesioni. Torna immediatamente in libertà. Per tre soli giorni. Il tempo di finire nella caserma dei carabinieri di La Storta, dove viene denunciato a piede libero per ricettazione. Neppure dieci giorni e, l’11 ottobre, ha di nuovo le manette ai polsi. I carabinieri di Ottavia lo arrestano in flagranza per furto aggravato. E questa volta paga dazio. Il tribunale di Roma, il 9 dicembre, lo condanna infatti a due mesi e 20 giorni di reclusione, che sconta. Il tempo di uscire e il 3 febbraio 2008, è nella caserma dei carabinieri di Trastevere, arrestato in flagranza per furto. Il tribunale di Roma lo condanna a cinque mesi di reclusione, che passano in giudicato e che questa volta, però, non sconta. [...] Torna a Roma, nella sua Primavalle, dove si rimette a fare quello che ha sempre fatto. Tanto che il 10 ottobre viene di nuovo arrestato dai carabinieri per furto aggravato. [...] (via Repubblica)

15 febbraio 2009: stupro!!!

I casi come questi ormai sono centinaia. Le forze dell’ordine arrestano inutilmente delinquenti che spesso e volentieri rientrano in strada prima delle volanti in caserma. Chi denuncia ha paura dei propri aguzzini che non si fanno problemi a visite di “cortesia”.

Allora dove è il buco?

fonte: www.trading-italia.biz » Vai al post originale

Feb 23

Nicoletta Tiliacos raccoglie sul Foglio alcune dichiarazioni del senatore Raffaele Calabrò, estensore del discusso disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento («Calabrò ci dice perché non è vero che chi legifera sul fine vita è perduto», 21 febbraio 2009, p. 2):
Calabrò risponde che «sul piano della costituzionalità non temiamo nulla. L’articolo 32 riconosce la facoltà di scegliere se curarsi o meno per una patologia, se accettarne o meno l’evoluzione naturale. Non è invece consentito dire che ci si vuole suicidare. E alimentazione e idratazione, escluse dal nostro testo dalle dichiarazioni anticipate di trattamento, non sono cure di una patologia, ma sostegni vitali». Calabrò sottolinea che questo vale anche per le persone in grado di intendere e di volere: «Fu un giudice, durante uno sciopero della fame e della sete di Pannella, a spingere per l’idratazione e l’alimentazione coatte. Succede pure, nei casi di anoressia, che si impongano trattamenti per salvare la vita di chi non vuole più mangiare […]». Ma è proprio vero che anche «le persone in grado di intendere e di volere» non possono rifiutare alimentazione e idratazione? Lasciamo perdere il giudice e Pannella: che cosa vuol dire «spingere per l’idratazione e l’alimentazione coatte»? Quali erano le circostanze? Come si è conclusa questa «spinta»? L’esempio, ammesso pure che non derivi da qualche errato ricordo di Calabrò, non significa niente. Soffermiamoci invece sui casi di anoressia. Per procedere all’alimentazione forzata di chi altrimenti rischierebbe di morire di inedia si deve ricorrere a un Trattamento sanitario obbligatorio, TSO. (Per inciso, l’aggettivo «sanitario» compreso in questo termine dovrebbe far riflettere chi come Calabrò esclude che di trattamento sanitario appunto si debba parlare.) La legge che disciplina il TSO è la 833/1978, la stessa che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale. L’art. rilevante è il 33, che ai cc. 1-2 recita:
Gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono di norma volontari.
Nei casi di cui alla presente legge e in quelli espressamente previsti da leggi dello Stato possono essere disposti dall’autorità sanitaria accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori, secondo l’articolo 32 della Costituzione, nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici, compreso per quanto possibile il diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura. Questa è in pratica una parafrasi dell’art. 32 della Costituzione: per sottoporre un cittadino a un trattamento sanitario contro la sua volontà è necessario che questo trattamento ricada in uno dei casi esplicitamente contemplati dalla legge (non basta dunque il riferimento vago e rituale al suicidio assistito). Per quanto riguarda in particolare l’alimentazione forzata, l’unica legge a cui si può ricorrere è la stessa 833/1978, agli articoli che seguono immediatamente quello che abbiamo appena visto, e cioè gli artt. 34 e 35. Ma questi articoli si occupano di un solo caso specifico: le malattie mentali. Quindi se oggi in Italia volete nutrire a forza una persona, questa deve essere affetta da una malattia mentale, quale può essere considerata per esempio l’anoressia. Altrimenti il TSO in questione è inapplicabile, nonostante le «spinte» dei magistrati e le opinioni dei politici poco informati. Si può discutere sulla misura in cui una persona affetta da malattia mentale – e più specificamente da anoressia – sia da considerarsi «in grado di intendere e di volere» nel senso voluto da Calabrò; ma certo l’affermazione così generale del senatore va fortemente ristretta (a meno di dar credito a qualche Comma 22 ad hoc, del tipo «chiunque sia sano di mente può rifiutare l’alimentazione forzata; ma chi rifiuta l’alimentazione forzata non è sano di mente»). E non dimentichiamo mai che il medico che procede ad alimentare una persona consapevole contro la sua volontà viola il proprio Codice di deontologia, che all’art. 53 recita:
Quando una persona rifiuta volontariamente di nutrirsi, il medico ha il dovere di informarla sulle gravi conseguenze che un digiuno protratto può comportare sulle sue condizioni di salute. Se la persona è consapevole delle possibili conseguenze della propria decisione, il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale nei confronti della medesima, pur continuando ad assisterla. Quel medico si esporrebbe perciò alle sanzioni del proprio Ordine professionale.

Il senatore Raffaele Calabrò ha dunque idee abbastanza confuse: oggi in Italia non è possibile costringere una persona capace di intendere e di volere a nutrirsi. Ma in fondo è solo questione di tempo: quando il disegno di legge che porta il suo nome sarà approvato, questa forma di tortura sarà – fino all’inevitabile giudizio di incostituzionalità della Consulta – imposta da una legge dello Stato.

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Feb 23

Avrei partecipato volentieri (al sondaggio, non alle ronde). Purtroppo però non era compresa la risposta che avevo in testa e che è più o meno così - parafrasando Polonio: farei la ronda, ma tra color che son rondati e non tra quelli che fanno la ronda.

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Feb 23

Adriano Sofri, «In piazza contro la tortura di Stato» (La Repubblica, 21 febbraio 2009, p. 1):
Suggerirei loro [ai notabili del Pd] di riflettere ad alcuni argomenti retorici troppo abituali, che si sono rovesciati in realtà nel significato contrario. «In un grande partito si sta insieme nonostante le divergenze su alcuni temi». Al contrario: nel Pd si sta insieme oggi solo per le divergenze su alcuni temi. I cattolici integralisti e clericali stanno nel Pd solo perché questo consente loro di sabotare o fiaccare una linea chiara e coerentemente perseguita sugli unici temi che stanno loro a cuore, come ha ennesimamente – e oltre la decenza – dimostrato l’avvicendamento alla presidenza della commissione sanità, e l’astensione della senatrice Bianchi e due altri sul disegno Calabrò che prevede quella tortura di Stato, contro la quale, mentre si tiene l’assemblea del Pd, stiamo marciando per Roma.

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Feb 23

KissAltre foto (manifestazione a Roma, piazza Farnese).

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Feb 21

L’amico Lorenzo Petrantoni mi manda questo video promozionale che raccoglie i suoi ultimi lavori: come sempre, gradevole è l’esecuzione.

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Feb 21

Mi riesce difficile pensare che gli accordi siglati in Qatar posssano tradursi in nuove opportunità di pace.
L’incontro a Doha non è stata la “shura” tanto auspicata da anni tra le parti coinvolte nel conflitto in corso, ma, più probabilemente, una coincidenza di interessi attuali, la liberazione dei ribelli del JEM prigionieri a Khartoum e la necessità del governo sudanese di migliorare la propria immagine dinanzi alla comunità internazionale che si appresta - forse- a chiedere l’arresto del Presidente sudanese.
Al’indomani dell’accordo, infatti, il JEM accusa il governo sudanese di due nuovi attacchi alle sue posizioni nella regione est del Jebel Mara.
Alcuni giorni prima, le Nazioni Unite intimavano il Sudan di eliminare il blocco ai voli umanitari dell’organismo internazionale nel Sud del Darfur, teatro di gravissimi scontri.
Alcuni anni prima Minni Minnawi del Sudan Liberation Movement firmava l’accordo di Abuja.
Poco dopo Suliman Ahmed era costretto a fuggire dal Darfur e ancora sopravvive in Italia.

Mauro
Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
http://www.italianblogsfordarfur.it -
Per informazioni sulla campagna on-line scrivi a:
blog[at]italianblogsfordarfur.it

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Feb 21

Abbiamo letto, come forse ormai molti di voi, la notizia della presunta scoperta di Atlantide grazie a Ocean, il nuovo layer di Google Earth. Una notizia intrigante, senza dubbio, ma…

E’ vero che Google Earth ha consentito di effettuare scoperte sorprendenti. Per menzionarne solo alcune: una foresta intatta in Mozambico che ospita specie sconosciute, una scogliera corallina al largo delle coste dell’Australia, i resti di un’antica villa romana.

In questo caso, tuttavia, quello che si vede è un prodotto del processo di raccolta dei dati. I dati batimetrici (o relativi al suolo marino) sono spesso raccolti da imbarcazioni che utilizzano sonar per prendere le misure del terreno. Le linee riflettono il percorso compiuto dall’imbarcazione nella raccolta dei dati. Il fatto che si vedano macchie bianche tra una linea e l’altra è un segno di quanto poco noi conosciamo realmente degli oceani.

Scritto da: Il team Google

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Feb 21

La settimana scorsa proprio su questo blog abbiamo lanciato l’allarme per i rischi legati all’emendamento “ammazza-web” approvato dal Senato. Da allora tante cose sono successe. Non capita tutti i giorni di ricevere una telefonata di un Ministro della Repubblica, ma proprio questo ci è capitato. Ed è stata una bella esperienza perché ci ha dato la speranza che le cose si possano cambiare quando non vanno bene.

Il Ministro Maroni ha dimostrato sensibilità e apertura di fronte al problema che abbiamo sollevato insieme al Popolo della Rete sull’art. 60 del c.d. “Ddl Sicurezza” in cui si prevede il filtraggio di tutti i siti Internet, se ci sono elementi che consentano di ritenere che qualcuno stia per compiere attività di apologia o di istigazione al reato.

Rispondendo alle perplessità, il Ministro ha condiviso la necessità di garantire che ogni normativa che vada ad impattare su Internet tenga in considerazione la specificità della Rete e dei soggetti che vi operano e di assicurare, assieme al rispetto della legge, le caratteristiche di libertà e di condivisione tipiche di questo mezzo di comunicazione.
Avremo così la possibilità di esprimere il nostro punto di vista, insieme con le altre componenti dell’ecosistema, gli utenti e le Forze dell’Ordine. Tutto questo senza dimenticare che è sicuramente importante la scelta del metodo per la rimozione dei contenuti discutibili, ma che il dibattito intorno al criterio di selezione dei contenuti da rimuovere è ancora più significativo. Su questo punto noi come azienda non possiamo e non vogliamo entrare, ma auspichiamo che siano le Istituzioni e la Società civile insieme a trovare un minimo comune denominatore.

La collaborazione è la strada migliore da seguire per ottenere il risultato che tutti cerchiamo di realizzare: rendere la navigazione degli utenti più sicura e utile possibile. Per quello che ci riguarda, continueremo a proporre la nostra idea di una Rete aperta, sicura e libera.

Scritto da: Marco Pancini, European Policy Counsel


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Feb 21

Mio pezzullo su Eluana Englaro.

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Feb 21

La vicenda della donna che vorrebbe avere un figlio dal marito in coma, e che ha quindi fatto prelevare un campione di liquido seminale dall’uomo per tentare la fecondazione in vitro, sembra non comportare dilemmi etici rilevanti (la legge 40 proibisce forse un intervento di questo genere, ma non mi pronuncio qui sui problemi legali).
Supponiamo che sia possibile ricostruire la volontà dell’uomo, espressa in passato, di avere (o eventualmente non avere) un figlio: in questo caso non esisterebbe palesemente nessuna difficoltà, e si tratterebbe soltanto di rispettare l’autodeterminazione dei due sposi. Che quella volontà non sia stata messa per iscritto non dovrebbe essere importante, almeno finché non esista un obbligo giuridico in tal senso; del resto, una volontà espressa oralmente può essere talvolta più sicura di una affidata alla carta. Credo in ogni caso che non si dovrebbe nemmeno pretendere una certezza suffragata da prove granitiche: fino a prova contraria l’uomo (che è morente per un tumore al cervello) non potrebbe ricevere nessun danno da questa paternità, né potrebbe riceverlo nessun altro (a meno di complicazioni patrimoniali ed ereditarie, che però a quanto ne so non si danno in questo caso).
Alcuni sembrano convinti che l’intera procedura costituisca un affronto alla «dignità» dell’uomo; ma non si vede francamente come ciò possa essere. Siamo ben lontani dallo stupro sull’individuo inconsapevole adombrato dalle infami dichiarazioni del Presidente del Consiglio di poco tempo fa, a proposito di Eluana Englaro. E da quando in qua avere un figlio costituisce un affronto alla propria dignità?
Nel caso di un eventuale passato rifiuto della paternità si dovrebbe infine valutare se esso fosse assoluto o legato a un’indisponibilità a occuparsi in prima persona di un figlio, indisponibilità che nelle condizioni presenti non avrebbe più senso.
Se invece la volontà dell’uomo non si può ricostruire, allora la decisione spetta a un tutore (che è stato in effetti già nominato, nella persona del padre). Questi dovrebbe ricostruire cosa avrebbe potuto decidere l’uomo (se fosse stato messo di fronte a questa scelta quando era ancora nel possesso delle sue facoltà), in base a quanto sa dei suoi valori: se per esempio l’uomo fosse stato un integralista cattolico, contrario a ogni forma di fecondazione non naturale, la condotta più corretta sarebbe di lasciarlo morire senza prole. In caso di dubbio perdurante sarebbe lecito, anzi forse doveroso, prendere in considerazione anche gli interessi e i desideri della moglie.

Ma che dire degli interessi del bambino che nascerà? Alcuni sostengono che non dovrebbe essere permesso far nascere una persona che sarà orfana fin dalla nascita. Ma anche qui la risposta è abbastanza ovvia. Per prima cosa, la vita di un orfano è in generale degna di essere vissuta: non si tratta di un inferno insostenibile di sofferenza. Certo, può essere in media una vita peggiore di quella di chi ha un padre; ma nel caso in esame non ci sono facili alternative. È vero, si potrebbe dire a quella donna che se proprio vuole un figlio allora dovrebbe risposarsi; ma voglio sperare che nessuno sia così inumano da fare in queste circostanze un discorso simile, sprezzante di ogni diritto più sacro (e assumendo oltretutto una conclusione che non si può dare per scontata). Quindi in realtà l’argomento dell’orfano si riduce a questo: meglio che non ci sia nessun bambino piuttosto che ci sia un bambino orfano. Argomento mostruoso, che potrebbe essere usato anche per negare ai poveri il diritto di fare figli, visto che in media un bambino povero sembra avere una vita peggiore di chi nasce in una famiglia ben provvista economicamente.
Meglio una vita non perfetta a nessuna vita; strano doverlo ricordare a chi, quando si trova di fronte a qualcuno che voglia risparmiare a un innocente una vita di disabilità gravissime e di sofferenze esse sì inenarrabili, è sempre pronto a straparlare di ricerca nevrotica della perfezione.

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Feb 21

1. Nelle ultime concitate settimane si sono verificate attorno al caso Englaro forzature istituzionali molto preoccupanti in sé e per sé, ma assolutamente inaccettabili quando si controverte di valori fondamentali della persona come il significato del diritto alla vita, la dignità dell’uomo, l’habeas corpus, il diritto all’autodeterminazione: temi che per rispetto delle radici stesse della convivenza civile in una società pluralistica richiedono di essere affrontati, in sede normativa, sulla base di approfondite e documentate conoscenze, di mediazione ed ascolto delle diverse posizioni etiche, e con procedure adatte a consentire la discussione, il confronto, la ricerca di un attento bilanciamento.

2. Ora il Parlamento sta per approvare in tempi stretti una legge in materia di direttive anticipate (c.d. testamento biologico). A quanto è dato di conoscere, la maggioranza pare intenzionata ad una discussione rapida di un testo fortemente limitativo del fondamentale diritto all’intangibilità del corpo. Verso questo obiettivo si procede a passi spediti, senza tener conto dei principi costituzionali di diritto interno e sovranazionale ed ignorando l’esigenza di rispetto di posizioni morali diverse.

3. Sembra quindi necessario richiamare alcuni capisaldi giuridici in materia:

    a) La Convenzione di Oviedo, che l’Italia ha sottoscritto e di cui è stata approvata la legge di ratifica, dispone all’art 5, che “Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso”. La previsione non riguarda solo le terapie in senso stretto, ma ogni “intervento nel campo della salute”, espressione più ampia che può corrispondere a quella di “atto medico”, vale a dire qualsiasi atto che, anche a fine non terapeutico, determini un’invasione della sfera corporea.

    All’art 9 si prevede che “I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”, ove se da un lato non si qualificano i “desideri” come vincolanti, dall’altro è evidente che il rispetto va dato non soltanto alle “dichiarazioni di volontà” (men che meno alle sole dichiarazioni solenni come l’atto pubblico) ma ad ogni espressione di preferenze comunque manifestata.

    b) La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea protegge il diritto alla vita (art.2) e il diritto all’integrità della persona (art.3) nel titolo dedicato alla Dignità, che è anche il primo, fondamentale diritto della persona (art.1). All’integrità della persona, in ragione della dignità, è consustanziale il principio di autodeterminazione stabilito nel secondo comma dell’art. 2, secondo il quale Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge, ecc.” Ancora una volta il principio non è limitato ai trattamenti terapeutici, ma riguarda la libera determinazione nel campo medico-biologico.”

    c) La Costituzione italiana, che tutela l’autodeterminazione all’art. 13, configura all’art. 32 il principio del consenso come elemento coessenziale al diritto alla salute, e prevede che anche nei casi in cui il legislatore si avvalga del potere di imporre un trattamento sanitario, “in nessun caso possa violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Tale dignità non può essere intesa solo in un senso affidato a criteri oggettivi, ma implica il rispetto dell’identità senza la quale cade la ragion d’essere della dignità dell’uomo.

    d) Il principio che consente il rifiuto di atti medici anche benefici è un’acquisizione consolidata della giurisprudenza europea, a valle di una evoluzione che risale alla fine dell’800; e più volte si è confermato che anche di fronte allo stato di necessità il libero, consapevole, lucido dissenso dev’essere rispettato. Un tale diritto di rifiutare le terapie, anche di sostegno vitale, non ha nulla a che fare con l’eutanasia, che consiste invece in una condotta direttamente intesa a procurare la morte.

    e) Egualmente estraneo all’eutanasia è il principio condiviso in bioetica e in biodiritto per cui l’interruzione delle cure, anche senza volontà espressa del paziente divenuto incapace, debba essere praticata non solo quando le cure sono sproporzionate (c.d. accanimento terapeutico) ma anche quando esse siano inutili o abbiano il solo effetto del mantenimento in vita artificiale (cfr. l’art. L 1110-5, 2° comma, del Code de la santé publique, modificato dalla L. n. 2005-370 del 22 aprile 2005 “Relativa ai diritti del malato ed alla fine della vita”, e l’art. R 4127-37 del Code de la santé publique, modificato dal decreto n. 2006-120 del 6 febbraio 2006).

Confidiamo che il legislatore italiano saprà e vorrà tenere in conto questi principi e adeguare ad essi la disciplina delle direttive anticipate, evitando di espropriare la persona del diritto elementare di accettare la morte che la malattia ha reso inevitabile, di combattere il male secondo le proprie misure e - se ritiene - praticando soltanto il lenimento della sofferenza, senza rimanere prigioniera, per volontà di legge, di meccanismi artificiali di prolungamento della vita biologica.

Guido Alpa, Giuseppe Amadio, Tommaso Auletta, Angelo Barba, Massimo Basile, Alessandra Bellelli, Andrea Belvedere, Alberto Maria Benedetti, Umberto Breccia, Paolo Cendon, Donato Carusi, Maria Carla Cherubini, Maria Vita De Giorgi, Valeria De Lorenzi, Raffaella De Matteis, Gilda Ferrando, Massimo Franzoni, Paolo Gaggero, Aurelio Gentili, Francesca Giardina, Biagio Grasso, Gianni Iudica, Gregorio Gitti, Leonardo Lenti, Francesco Macario, Manuela Mantovani, Marisaria Maugeri, Cosimo Marco Mazzoni, Marisa Meli, Salvatore Monticelli, Giovanni Passagnoli, Salvatore Patti, Paolo Pollice, Roberto Pucella, Enzo Roppo, Carlo Rossello, Liliana Rossi Carleo, Giovanna Savorani, Claudio Scognamiglio, Chiara Tenella Sillani, Giuseppe Vettori, Alessio Zaccaria, Mario Zana, Paolo Zatti.

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Feb 21

Il pezzo. La telefonata.

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Feb 19

Immagine grazie a word boner.

fonte: creativeclassics.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 19

Ognuno di noi prima o poi cerca la risposata a questa fondamentale domanda: cos’è la verità? Molti si interrogano leggendo molteplici quantità di libri, saggi di ogni forma e dimensione, perle di saggezza donate all’uomo da altrettante menti illuminate. Altri preferiscono ignorare la domanda semplicemente agendo secondo logiche di buon senso, senza portare la filosofia nella vita quotidiana. Gli ultimi infine ricercano incessantemente le risposte all’interno del loro essere, unico e vero tempio sacro da rispettare. Questo approccio, all’inizio duro e ripido, alla lunga comincia a dischiudersi come le ali di una farfalla, se ne intravedono i colori e le sfumature sottili, le immagini cominciano a delineare un quadro poliedrico e surreale. Talmente surreale da apparire inventato da una mente fantasiosa, che utilizza le immagini per dar sfogo ai suoi più reconditi pensieri inconsci. A poco a poco il discernimento prende forma nella nostra mente, il cuore comincia a filtrare i pensieri, come se fosse il guardiano della soglia fra Bene e male.

A quel punto le verità cominciano ad essere svelate, lentamente si intravede la strada che porta in se la Luce e il nutrimento necessario alla crescita dell’anima. Difficile ammettere se tale verità sia assoluta o relativa, più semplice lasciarsi trasportare dal questa sensazione, gradualmente scorgere l’essenza di ogni manifestazione di forme e colori, al fine di identificare chiaramente il messaggio originale. È come sviluppare il negativo di una foto, a piccoli passi, scorgendo fra un colore e l’altro il senso del Disegno finale. Appare dapprima un colore, poi una forma, poi semplicemente una serie di tratti in contrasto uno con l’altro. Alla fine dello sviluppo tuttavia possiamo godere dello splendore dell’insieme dell’immagine nella sua totalità, a somiglianza di quella originale, al quale tutti siamo ispirati e ispiratori creanti. Non è compito dell’uomo insegnare la verità, se mai è quello di invitare i suoi fratelli a percorrere un cammino, lungo o breve che sia, l’importante è che sia consapevole dell’obiettivo finale.

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Feb 19

ROAD MAP sul DARFUR :FIRMATO ACCORDO TRA GOVERNO SUDANESE E RIBELLI JEM
Ci siamo!

Doha, 17 feb - Il gruppo ribelle piu’ attivo del Darfur , ‘Il movimento per la giustizia e l’uguaglianza’ (Jem), e il governo sudanese hanno firmato un accordo che prepara il terreno a dialoghi che hanno l’obiettivo di porre fine a sei anni di conflitti nel Darfur.

La dichiarazione di intenti e’ stata firmata il giorno seguente l’annuncio dell’accordo tra il gruppo ribelle e il governo di Khartoum grazie al lavoro di mediazione svolto dal Qatar.

”Ci sono stati grandi progressi e ora abbiamo un accordo”, ha annunciato il premier del Qatar Sheikh Hamad bin Jassem al-Thani durante la conferenza stampa successiva alla firma.

”Sono molto ottimista, entrambe le parti sono determinate a porre fine a questo conflitto”, ha continuato al-Thani. ”Raggiungeremo una soluzione finale e giusta grazie al volere di Dio per terminare questa guerra che, se Dio vuole, sara’ l’ultima in Sudan”, ha invece dichiarato il ledaer del movimento ribelle.

All’avvio dei dialoghi tra le parti interessate, oltre al Qatar hanno partecipato anche le Nazioni Unite, l’Unione Africana e la Lega Araba, che hanno tenuto a sottolineare il fatto che le discussioni sono solo preliminari e preparatorie per aprire la strada ad una piu’ ampio processo di pace nel Darfur.

E ora mi chiedo: sarà il caso di Formare e di Informare debitamente questa società della conoscenza che si va declinando esattamente e lentamente nel verso opposto?

Si , perché siamo tutti attenti a sciorinare informazioni dell’ultim’ora quando si tratta di polarizzare i cervelli in modo funzionale alle scelte di questa o quella parte politica.

E’ il momento di agire, cavalcando l’onda: la dignità di un popolo non è un valore negoziabile! Nemmeno nel mercato dei Media!

Titti CimminoFirma l’appello on-line di Italians for Darfur!
http://www.italianblogsfordarfur.it -
Per informazioni sulla campagna on-line scrivi a:
blog[at]italianblogsfordarfur.it

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Feb 19

Un raid contro i romeni perché “rubano il lavoro alla gente del paese”: è successo ad Alà dei Sardi, in provincia di Sassari. Un gruppo di otto persone ha fatto irruzione nell’appartamento dove vivono tre cittadini romeni, due uomini e una donna. Ha minacciato lei con un coltello alla gola, picchiato uno degli uomini e devastato la casa. Il “commando” ha agito nella notte tra sabato e domenica. Le vittime, forse per paura di ritorsioni, non hanno sporto denuncia. Sono stati alcuni vicini ad avvisare i carabinieri. Gli inquirenti stanno cercando di individuare i responsabili. Sono molti i romeni che hanno trovato lavoro nelle cave di Alà dei Sardi e questo ha creato malcontento in paese. Questo non è il primo episodio razzista: poco tempo fa, sempre nel centro del Sassarese, erano stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco contro l’abitazione di un cittadino romeno. (Repubblica)

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Feb 19

Un testo agghiacciante ispirato ai quotidiani berlinesi degli anni 30 è stato pubblicato su Repubblica. L’ho sempre detto, che prima o poi avrebbero istituito i ghetti, quindi i Lager e poi chissà che altro. La domanda è: oltre agli zingari, chi altro ci finirà dentro?

Doppio cordone di sicurezza 24 ore su 24: dentro e lungo il perimetro del campo nomadi. Obbligo di identificare chiunque entri: sia i residenti, cui verrà rilasciato un tesserino con fotografia e dati anagrafici, sia i visitatori occasionali. Obbligo di annotare tutti gli ingressi su due registri appositi. Divieto di accesso, parcheggio e transito di veicoli e motoveicoli. Divieto di ospitare parenti o amici dopo le 22. Divieto di accendere fuochi fuori dalle aree autorizzate. Sono alcune delle norme contenute nel “Regolamento per la gestione dei villaggi attrezzati per le comunità nomadi nel Comune di Roma” che verrà presentato tra domani e venerdì. Un lungo elenco di diritti e doveri, requisiti per la permanenza e l’accesso, permessi e modalità di esercizio con cui, d’ora in avanti, verranno costantemente monitorati e controllati i dieci campi rom della capitale. Un numero ancora in via di definizione, però: come infatti precisato dal sindaco Alemanno, ai sette insediamenti già esistenti sul territorio comunale se ne aggiungeranno presto altri due o tre, da realizzare ex novo in altrettante aree di periferia. Tutti saranno dotati di un ferreo dispositivo di vigilanza, che potrà essere rafforzato con l’utilizzo di telecamere: le forze dell’ordine pattuglieranno l’esterno, dentro ci sarà un presidio fisso di vigili urbani o, in alternativa, di guardie giurate, che dovranno garantire la sicurezza interna, compilare il registro delle presenze, verificare l’identità dei visitatori e annotare ogni ingresso. Messo a punto dal prefetto Giuseppe Pecoraro nella sua veste di commissario per l’emergenza nomadi, si tratta del primo “testo unico” dei campi romani. L’obbiettivo è chiaro: disciplinare in modo univoco la gestione e le regole di condotta cui gli zingari devono attenersi se vogliono essere ammessi negli insediamenti autorizzati, che il Campidoglio gestirà insieme a un Comitato consultivo di cui fanno parte, oltre ai rappresentanti del Comune, Asl, vigili del fuoco, polizia, carabinieri e un delegato rom. Gli unici dove i nomadi potranno vivere, una volta che la nuova disciplina entrerà in vigore. Requisiti. Per conquistare la “residenza” nel villaggio, che sarà valida per due anni, bisognerà ricevere l’autorizzazione del Dipartimento alle Politiche sociali, cui spetta il rilascio del permesso e l’assegnazione in uso delle piazzole di sosta per le roulotte, dei prefabbricati e dei servizi. Dopodiché, entro 30 giorni, si verrà iscritti nei registri anagrafici della popolazione residente del Comune di Roma. Chi però ha subìto una condanna definitiva o un periodo di detenzione superiore a due anni, non si presenti nemmeno: verrà respinto. Quanto al resto, gli extracomunitari dovranno essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno o titolo equipollente; gli italiani e i cittadini comunitari di un documento di identità valido. Chi non è in grado di esibire né l’uno né l’altro, dovrà dimostrare la permanenza in Italia da almeno dieci anni. Tessera di identificazione. Per entrare nei campi sarà obbligatorio farsi identificare. Perciò a tutti gli abitanti, bambini compresi, verrà consegnata una tessera munita di fotografia e corredata dai dati anagrafici. Doveri. Oltre ad aderire ai percorsi di formazione e integrazione eleborati dal Campidoglio, i residenti nei campi dovranno seguire precise regole di condotta. Fra cui: divieto di ospitare persone non registrate o comunque non autorizzate; divieto di accendere fuochi fuori dalle aree appositamente attrezzate e comunque mai bruciare materiale inquinanti o pericolosi; divieto di accesso, parcheggio e transito di veicoli e motoveicoli; garantire l’uscita di parenti o visitatori occasionali entro le 22; pagare le bollette dell’acqua, della corrente e del gas, nonché il canone mensile per l’utlizzo della piazzola di sosta e per i rifiuti; usare solo elettrodomestici a norma. Revoca dell’autorizzazione. Pesante la sanzione per chi sgarra: l’espulsione dal campo entro 48 ore dalla revoca. In caso di rifiuto, il sindaco può chiedere l’intervento della forza pubblica. Perderà il diritto a vivere nel villaggio chi viola i doveri e le regole di condotta sopra elencati; abbandona la struttura assegnata all’interno del villaggio per un periodo superiore a tre mesi, salvo non sia stato espressamente consentito; rifiuta più volte l’inserimento lavorativo; viene condannato, con sentenza definitiva, a oltre 2 anni di carcere per reati contro il patrimonio o la persona; tiene comportamenti che creano grave turbamento alla sicura e civile convivenza. Comitato degli abitanti. Al fine di promuovere corrette relazioni tra chi gestisce il campo e gli zingari, viene indetta l’elezione di un Comitato di rappresentanza degli abitanti: cinque membri che restano in carica un anno ed eleggono al suo interno un presidente. Presidio socio-educativo. Si occuperà di favorire i percorsi di integrazione e scolarizzazione, nonché l’assistenza socio-economica e culturale dei rom. Resterà aperto però solo in orario d’ufficio.

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Feb 19


sono solo un mattone.
Un mattone che fa parte di un muro.
Non sono carico di storia come le pietre che compongono il selciato di una piazza nel centro della città. Ma conosco la storia.
La storia di questa terra di cui sono fatto, la storia che ci siamo lasciati alle spalle.
La storia che ha trasformato queste donne.
Le donne arrivano.
I capelli bianchi, nascosti da panuelos. Una volta fasce dello stesso colore. Ora foulard, ora simbolo.
Sono poche e faticano ad arrivare.
Mi guardano e si appoggiano a me, vinte dal ricordo o da una fatica di vivere che è arrivata presto.
Sono poche e vecchie le madri di Plaza de Majo.
Piegate dalla storia e mai vinte dalla storia. Ora piegate dagli anni.
Hanno occhi freddi le madri di Plaza de Majo. Freddi e asciutti.
Induriti da una battaglia durata per anni, e resi sterili dagli anni.
Quasi vecchi anche i loro figli e le loro figlie.
Se avessero vissuto quella vita che gli è stata rubata.
Straziata.
Gettata da un aeroplano in un fiume.
I ventri squarciati perché non tornassero a galla.
I voli della morte.
Non riesco a capire, sono solo un muro. Un muro che sostiene le madri di Plaza de Majo.
Avessi la parola, non saprei cosa dire loro. Il tempo e la storia le hanno lasciate indietro, ormai liberate anche dagli aguzzini. Sole con i loro ricordi e coi ricordi che non hanno avuto.
Il tempo se le prenderà, e io rimarrò a tener viva la memoria.
Almeno fin che il tempo non cancellerà anche me.

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Feb 19

Per aderire e per tutte le altre informazioni.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 19

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Feb 19

Fabrizio Rondolino, «Libertà di coscienza non è abdicare» (La Stampa, 17 febbraio 2009, p. 28):
Veltroni e altri dirigenti del Pd sostengono che sulle questioni «etiche» la libertà di coscienza è doverosa. Ma la legge sul testamento biologico, proprio perché è una legge e non un catechismo o un manuale di filosofia morale, non è affatto un «tema etico», ma un atto politico. Etica è la scelta che ciascuno di noi, liberamente e privatamente, deve poter compiere sulla propria vita e sulla propria morte. Negare questo diritto è una scelta politica e culturale, non etica. Ed è una scelta regressiva che una forza di centrosinistra non può né condividere, né avallare, né accettare una volta che fosse compiuta. D’altro canto, l’obiezione di coscienza può e deve valere per chi è oggetto di una legge, non per chi è costituzionalmente chiamato a redigerla. Il medico obiettore può astenersi dal praticare un aborto, se la coscienza glielo vieta, ma i partiti hanno il dovere di assumere una posizione e di regolamentare per legge il diritto all’interruzione di gravidanza. Un parlamentare che fa del proprio credo religioso una legge dello Stato non esercita nessuna libertà di coscienza: si batte per lo stato teocratico. Se la libertà di coscienza è libertà di scelta, non può contemplare la libertà di votare una legge (come la Calabrò) che cancella il diritto di scelta.
[…] La modernità nasce come definizione e tutela d’uno spazio in cui l’individuo – con la sua coscienza, le sue scelte, i suoi principi e stili di vita – sia e resti inviolabile. «Nessuno può decidere per me» è il motto della modernità. Un partito che si dica di centrosinistra non può abdicare su una questione così cruciale. I diritti inviolabili dell’individuo sono il perno su cui ruota ogni possibile sinistra del XXI secolo, e i dirigenti del Pd non possono non saperlo né ignorarne le conseguenze. Se il Pd rinuncia a questo principio, lascia senza rappresentanza la sinistra italiana. Rifiutandosi di assumere una posizione sul testamento biologico il Pd si salva forse dalla scissione, ma rischia l’autoscioglimento. Che i dirigenti del Pd non riescano a vedere quest’ovvia verità dimostra tutta la loro miseria intellettuale. Le sconfitte recenti e recentissime sono solo la scontata conferma di questa totale incapacità di comprendere.

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Feb 19


Galleria di immagini.

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Feb 17

di Gregorio Mattera, Iniziativa

Un altro grave episodio di razzismo è accaduto ieri nel quartiere multietnico di Roma Esquilino. Un gruppo di italiani, al grido di “Nero devi chiudere l’attività”, ha aggredito un ragazzo bengalese. Prima gli insulti, poi i pugni, infine la bottigliata in testa. A capeggiare la spedizione punitiva è stato il titolare italiano di un bar di via Giolitti (“ La Capitale ”), stessa strada dove si affaccia il negozio dello zio della vittima, un internet point con annessa rivendita di alimentari. In base agli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine, sembra che l’aggressione sia stata determinata dal fatto che il negozio del bengalese vendesse le bibite ad un prezzo inferiore rispetto al bar “La Capitale ”. Ci troviamo dunque al cospetto di una banale scaramuccia tra gestori o di un’aggressione razzista? La Polizia non ha avuto dubbi nel bollare l’episodio come una semplice questione di “concorrenza”. Ancora una volta, dunque, le autorità minimizzano. La violenza contro l’extracomunitario ha sempre un movente “privato”: donne contese, parole di troppo, portafogli rubati, liti tra spacciatori. Tutto purché non si parli di razzismo. Forse perché si ha paura di screditare l’immagine del Bel Paese? O forse perché non si vuole ammettere che ad incitare alla xenofobia sono anche certi atteggiamenti di alcuni esponenti del Governo italiano?

Ed intanto un rapporto presentato il mese scorso dalla Commissione Libertà Pubblica del Parlamento europeo ci dice che in Italia vi è una situazione “senza precedenti”: aumentano gli episodi di xenofobia e razzismo; “mezzi di comunicazione” e “dibattito pubblico” tendono “ad esasperare, invece che placare, le tensioni esistenti nella società”. Ma le autorità italiane non sentono ragioni. Quella di ieri è stata solo una piccola zuffa tra gestori. Il bengalese è stato medicato all’ospedale e poi dimesso, il proprietario del bar è stato denunciato per lesioni. Questione chiusa. Si tralasciano però gli insulti razzisti pronunciati prima, durante e dopo il pestaggio.

Si dimenticano le numerose aggressioni a cittadini extracomunitari che stanno avendo luogo in Italia negli ultimi mesi. Come quella avvenuta una decina di giorni fa a Nettuno, alle porte di Roma, dove un gruppo di italiani ha dato fuoco ad un indiano che dormiva, ora in fin di vita al Centro grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio. Si dimentica infine che la concorrenza è connaturata al mondo del commercio e che ogni imprenditore, per quanto possa essere ottuso, ne accetta le regole nel momento stesso in cui intraprende un’attività economica. Prendere a bottigliate lo straniero che vende le bevande ad un prezzo inferiore ha allora un significato ben preciso: “Già in Italia non ci dovevi stare, come ti permetti di accaparrarti pure i miei clienti!?”. Ed il razzismo ha tante facce: lo straniero disoccupato è un peso per la società; lo straniero che lavora in fabbrica ruba il lavoro agli italiani; lo straniero imprenditore ruba la clientela agli esercizi commerciali gestiti da italiani. Tutti i motivi sono buoni per essere razzisti, tutti i motivi sono buoni per negare il razzismo.

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Feb 17


ci sono due possibilità quando si affronta il problema degli stupri: seguire la massa e portare a macinare le proprie pulsioni al mulino della stupidità, mettendo per altro in preventivo una lunga coda, o tentare di ragionare. La seconda soluzione, oltre che preferibile, evita di metterci allo stesso livello dei comportamenti che intendiamo stigmatizzare.

Ma partiamo con un’osservazione: gli stupri vengono messi a lievitare sia nei forni della destra che in quelli della presunta sinistra, e se questi ultimi intendono infornare l’incapacità del governo ad affrontare seriamente il problema, al di là di corazzieri, palombari e genieri messi a pavoneggiarsi per le nostre città, meno comprensibile è cosa si propongano gli altri, a meno di prendere in considerazione che il problema sia un mezzo che verrà sfruttato come leva per spingere la democrazia ancora più lontana dai cittadini e vezzeggiare gli istinti più forcaioli delle masse.

La parola che spadroneggia sui media è “emergenza”. Ma viene subito da chiedersi se i bollettini di guerra che ci vengono quotidianamente propinati riflettano un reale incremento dei reati o siano un modo come un altro per seminare razzismo, intolleranza e arruolare giustizieri della notte che hanno appena trovato una loro dignità legislativa. E questo perché se si vanno a guardare i dati e si accantonano le chiacchiere, si scopre che oltre nove stupri su dieci avvengono in famiglia o nelle sue immediate vicinanze, e che quelli che avvengono fuori dal contesto non mostrano gli incrementi che i pennivendoli lasciano intendere.

Quindi…

Quindi, escluse ronde in divisa o senza, e castrazioni chimiche proposte da lobotomizzati, l’unica misura seria pare essere quella di impedire a chi si sia macchiato del reato più odioso di poterlo reiterare a suo piacimento. Ma per fare ciò sarebbe necessario metter mano seriamente ai problemi della giustizia, alle sue lungaggini vergognose, alla sua cronica mancanza di mezzi e alla sua conclamata schizofrenia. I codici prevedono la possibilità della custodia cautelare per tutti i reati che possano essere reiterati dal colpevole o dal presunto tale, e nulla come il reato di stupro per sua natura possiede inesorabilmente l’attributo della reiterabilità. Anzi, l’applicazione di serie misure cautelari, in questi casi, dovrebbe essere automatismo senza deroghe, e chi le deroghe le firma sia chiamato a risponderne con la stessa severità invocata per l’autore del reato.

Fatto questo bisognerà mettersi seriamente a lavorare sull’immagine della donna che dai media a chi ci governa, passando per la pubblicità, viene quotidianamente vilipesa e violentata. Ma il discorso a questo punto si farebbe molto lungo…

e un grazie a Zarpa per la splendida vignetta

fonte: lapennachegraffia.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 17

Il caso sardo pare interessare la nazione intera. Il perchè chiaramente è nel testa a testa tra l’ex governatore Soru (dimessosi qualche mese fa poi ricandidatosi) e il premier Berlusconi. Quest’ultimo ha dato pieno appoggio al candidato della Casa delle Libertà Cappellacci e le dispute Soru vs Berlusconi hanno riempito in modo asincrono pagine e pagine dei quotidiani.

Dove seguire gli Exit Poll

Per dovere di cronaca citiamo tutti i candidati a queste elezioni:

  • Renato Soru: Soru presidente – La Sardegna che cambia
  • Ugo Cappellacci:  Popolo della Libertà
  • Gavino Sale: Indipendentzia Republica de Sardigna-Irs
  • Peppino Balia: Partito Socialista
  • Gianfranco Sollai:  Unitade Indipendentista

E che vinca il più onesto!

fonte: www.trading-italia.biz » Vai al post originale

Feb 17

cassa_integrazioneLa scorsa settimana mi era stato proposto di consumare le ferie del 2008 in modo da sopperire la crisi che stava coinvolgendo anche l’azienda dove lavoro come impiegato, invece dopo soli 2 giorni c’è stata la comunicazione che l’azienda aveva attuato la cassa integrazione per 3 mesi a partire da marzo, ebbene è stata una piccola mazzata per me perchè non credevo che sarebbe potuto succedere anche a me di diventare un cassintegrato, in ogni modo mi ritengo fortunato lo stesso, perchè c’è chi sta peggio.

Questa mia lettera è una forma di protesta nei confronti di chi non ha saputo affrontare o meglio prevenire la crisi, la causa di tutto ciò sono le banche che hanno voluto speculare sulla pelle del consumatore innescando una pericolosa miccia che ha portato il mondo ad una crisi finianziaria associata ad una lenta e progressiva recessione che sta coinvolgendo sia le imprese sia il consumatore e di fatto i disoccupati aumentano e sempre più persone vanno alla caritas per mangiare un pasto caldo in quanto sta diventando sempre più difficile sopravvivere fino a fine mese.

Nel mio caso che tra pochi giorni diventerò un cassintegrato, la situazione è più “morbida” in quanto è limitata nel tempo (3 mesi) dovrò restare a casa per 2 giorni alla settimana il che comporta un calo in termini di retribuzione mensile, ma tutto può succedere visto che questa crisi finanziaria è solo all’inizio e il peggio deve ancora arrivare, se continua il calo di ordini ecco che cominceranno i tagli al personale ecco che ci sarebbe da piangere!

Spero solo che il governo cominci a pensare a cose più serie e quindi attuare delle misure che possano risollevare l’economia italiana invece di temporeggiare come sta facendo in questo momento.

fonte: www.trading-italia.biz » Vai al post originale

Feb 17

Entra nel vivo la fase finale della YouTube Symphony Orchestra, la prima orchestra collaborativa online del mondo lanciata da YouTube lo scorso dicembre: i finalisti sono stati scelti dalle orchestre partner e ora è il turno della community, che fino al prossimo 22 febbraio potrà collegarsi al canale YouTube dedicato a questa straordinaria iniziativa - per votare i musicisti preferiti.

Ben quattro gli italiani in finale, questi i loro video:

I partecipanti alla YouTube Symphony Orchestra verranno annunciati il prossimo 2 marzo e saranno quindi invitati a New York dove si terrà il concerto diretto da Michael Tilson Thomas.

Su YouTube verrà inoltre creata la prima orchestra collaborativa virtuale, montando in un unico filmato una scelta dei video inviati dai partecipanti.

Ora non resta che scegliere gli interpreti preferiti: www.YouTube.com/Symphony


Scritto da: Simona Panseri, Corporate Communications & Public Affairs Manager


fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 15

fonte: politicalcomic.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 15

Navtej, bruciato e dimenticato
di Carlo Bonini

Con il suo nome - Navtej Singh Sidhu - non lo chiama nessuno. L’uomo di trentacinque anni arso vivo da mani italiane nella notte tra il 31 gennaio e l’1 febbraio scorsi su una panchina di marmo della stazione di Nettuno è “l’indiano”. “L’indiano” e basta. “Come va con l’indiano?”, chiedono due interniste trafelate affacciandosi alle porte spalancate dell’unità di rianimazione dell’ospedale Sant’Eugenio. “Che cerca forse l’indiano?”, domanda un portantino. “Mi scusi, sono qui per l’indiano”, accenna con deferenza verso il medico di guardia Singh Balraj, uomo piccolo e sorridente che guida la comunità romana. “Sono con i parenti arrivati dall’India. La nonna e il cognato. Vorrebbero sapere come sta”. “Sì, ma a noi chi ce lo dice che sono parenti? Ce lo dice lei?”.

L’”indiano” è una mummia di garza sterile oltre un vetro spesso tre dita. Protetta da un paravento di tela grigia che ne mostra di sguincio il profilo. I polmoni si gonfiano del ritmo regolare della ventilazione artificiale che pompa ossigeno attraverso una cannula introdotta nella gola. Il monitoraggio cardiaco è un impulso elettrico verde che registra ogni picco del cuore. Gli occhi sono chiusi dalla sedazione. Le dita, trafitte dalle flebo. L’indiano è grave. Lo hanno operato per la seconda volta. Riaprendo piaghe chiuse appena una settimana fa. I chirurghi sono tornati a sollevare la cute di cadavere fatta arrivare a Roma dalla banca della pelle di Cesena e utilizzata per tamponare l’aggressione delle infezioni sviluppate dai tessuti necrotizzati.

Hanno affondato di nuovo il bisturi nell’addome, nei quadricipiti, nei polpacci. Per scoprire che le fiamme, quella notte, si sono mangiate tutto quello che hanno incontrato. Fino all’osso. Per cinque ore, un bisturi a idrogetto ha sparato acqua a 1.500 chilometri orari tra una fascia muscolare e l’altra ripulendo tessuto morto. Anche dove, sulle creste tibiali, di tessuto non ce ne era più. Un secondo bisturi ha inciso francobolli di cute lungo le braccia per trasferirle su gambe e addome. La chiamano “tecnica di Alexander”. E’ un autotrapianto che serve a proteggere e ricostruire lentamente il corpo quando, tra qualche giorno, rigetterà la cute che lo ha sin qui protetto e che non gli appartiene. Quella di cadavere. (Leggi il resto su Repubblica)

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 15

Adriano Sofri, «Quella libertà di mangiare e bere», La Repubblica, 14 febbraio 2009, p. 1):
Non so ancora quanti di noi abbiano afferrato la questione dell’idratazione e della nutrizione artificiale. E non perché sia difficile da capire, ma perché è difficilissima da credere.
Riuscite a immaginare che qualcuno, a voi maggiorenni e capaci di intendere, venga a intimare di mangiare e bere? La libertà di mangiare e bere, o quella, assai meno ragionevole, ma complementare, di non mangiare e non bere, è un ingrediente primario dell’autonomia personale. Ciascuno di noi non si nutre, né si mette a dieta, per legge. Nemmeno le controutopie più tetre vorrebbero fantasticare di uno Stato che dispone la nutrizione dei suoi sudditi umani, e somministra loro, per maggior efficienza, un pastone completo per via enterale o parenterale. […]
Ma siccome c’è una maggioranza piena di sé, che fa del diritto della maggioranza un compiaciuto arbitrio e benedetto, un’assurdità come la nutrizione artificiale mutata in «sostegno vitale» è destinata a passare. Che cosa fa l’opposizione, che a sua volta, con qualche ottima eccezione, non ha voluto sapere di argomenti simili, che, nelle sue scuole di partito, «non erano nel programma», e dunque ha ritenuto che il suo compito si esaurisse nel rivendicare la necessità di arrivare a una legge? Che cosa fa, ora che la maggioranza, con tanto di benedizione, ha fatto mostra a sua volta di volere una legge, e se la aggiusta a propria misura, così da peggiorare inauditamente la situazione rispetto a quando della morte nostra la legge non si occupava? Combatte una battaglia sacrosanta e perduta attorno all’evidenza per cui la nutrizione artificiale è una terapia. E si guarda dallo spiegare ai cittadini di che cosa davvero si tratti. A cominciare dal fatto che, quand’anche la si desse vinta alla pretesa insensata che la nutrizione artificiale non sia una pratica medica, e la si assimili al «sostegno vitale», al naturale mangiare e bere di ciascuno di noi, resta che ciascuno di noi è padrone di quanto, quando, come e se mangiare e bere. E dunque sarà d’ora in poi lo Stato, l’ineffabile avanguardia dello Stato italiano nel mondo, a decidere e imporre a ciascuno di noi, quando fossimo in un coma irreversibile o paralizzati dalla testa ai piedi o in uno stato vegetativo persistente da diciassette anni, quanto e come e se mangiare e bere? Lo Stato carcerario nutritore?
Non solo questa enormità mina alla sua radice prima la responsabilità e libertà personale che sono la premessa della legalità. Ma sopraffà ogni legge. Nessuna autorità può imporre di mangiare e bere, nemmeno più nelle galere, che sono laboratori specializzati di tortura e di arbitrio, e fino a poco fa il ricorso nonviolento al digiuno veniva punito e, in condizioni estreme, violato dal Trattamento sanitario obbligatorio, cioè appunto dall’alimentazione forzata. Solo in casi di accertata – e arduamente accertata – necessità psichiatrica si può disporre un’alimentazione forzata, come sa chi fa i conti con la tragedia dell’anoressia nervosa. Ed ecco che diventiamo tutti, alla condizione di restar vittime di una disgrazia o di una malattia irreparabile, potenziali oggetti della nutrizione forzata per legge, espropriati del nostro corpo e della nostra dignità. Da leggere tutto.

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Feb 15

Come medici impegnati ogni giorno nel prestare le cure bilanciando la volontà e le preferenze della persona malata con i fondamenti giuridico-deontologici della professione e con le acquisizioni della comunità scientifica, nell’imminenza dell’esame da parte del Parlamento del ddl sul Testamento Biologico, con grande preoccupazione ma con altrettanta convinzione desideriamo far presente che una legge sul Testamento Biologico:

1. Non deve essere in contrasto con l’assunto condiviso da tutta la comunità medico-scientifica che la Nutrizione Artificiale è un trattamento medico e quindi come tale non può essere attuata in presenza di una volontà contraria della persona.

2. Non deve essere in contrasto con l’art. 53 del Codice di Deontologia Medica, che afferma che: “Quando una persona rifiuta volontariamente di nutrirsi … se è consapevole delle possibili conseguenze della propria decisione, il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di Nutrizione Artificiale nei confronti della medesima, pur continuando ad assisterla.”

3. Non può essere in contrasto con quanto affermato nell’art 32 della Costituzione “…Nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario se non per disposizione di legge…”

Ci rivolgiamo in particolare ai numerosi Colleghi medici presenti in Parlamento affinché, proprio nel loro ruolo di valore istituzionale, non disattendano quanto si evince, in materia di nutrizione artificiale, dalle oggettività scientifiche unanimemente condivise e dalla deontologia medica.

E’ possibile aderire a questo appello inviando il proprio nome, cognome, qualifica professionale a info@desistenzaterapeutica.it

Appello.

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