mar 30

Repetita iuvant: da The copywriter’s crucible un agile e-book: Using words to convince, compel and sell.La bella galleria fotografica organizzata da Paul Arden e consorte: Arden and Anstruther.  Link grazie a benterrett.

fonte: creativeclassics.blogspot.com » Vai al post originale





mar 30

Vi ricordate la strage di Novi Ligure? “Dei due assassini non è ancora possibile capire la nazionalità. Avrebbero agito senza dire una parola e non sarebbero state individuate dall’unica superstite caratteristiche somatiche particolari” annuciava allarmato il Corriere. Erika De Nardo, la “superstite” di cui parlava il Corriere, ricordava “tutto bene e con precisione” secondo il procuratore Carlo Carlesi. Poi si scopre che quella che ricordava tutto e bene e con precisione altro non era che l’assassina di mamma e fratellino. Vi ricordate la strage di Erba? Tutti addosso al marito tunisino, con qualche politico che delirava addirittura di macellazione rituale. Poi si scopre che erano gli italianissimi vicini di casa. A dimostrazione del fatto che anche gli italiani uccidono (e stuprano, e rubano, ecc). Stavolta, però, la presunzione d’innocenza della società italiana era salva: a differenza dello “stupro di capodanno”, quello della Caffarella era stato commesso da romeni. Con tanto di confessione che solo Dio sa come è venuta fuori. Poi colpo di scena, li scagiona il Dna. Poi infine si scoprono i veri colpevoli. Ma quelli di prima rimangono dentro lo stesso. Anzi, ad uno di loro – Karol Racz – si tenta di rifilare un altro caso di stupro. E’ romeno? E va beh…se non ha commesso questo avrà commesso quell’altro, avranno pensato gli zeloti annidati tra gli investigatori, i politici, i media e l’opinione pubblica. Poi finalmente viene liberato, e per riabilitarlo viene invitato nei soliti famigerati salotti televisivi. Perché parlo di questo caso? Non aggiunge nulla di nuovo a quanto già sappiamo sui pregiudizi, discriminazioni, soprusi commessi a danno degli immigrati, specie se coinvolti in episodi di cronaca nera. Ne parlo perché a Karol Racz, provato e in lacrime nello studio di Porta a Porta, viene offerto finalmente un posto di lavoro: Filippo La Mantia, un famoso chef romano, gli offre un posto come pasticcere (competenza che Karol aveva già acquisito) nel suo ristorante. Ebbene: indovinate come è finita. La Mantia ha dovuto fare retromarcia di fronte ai reclami: tre cameriere si sono «licenziate» prima ancora di firmare, una ditta di facchinaggio ha sostenuto che i colleghi italiani senza lavoro hanno più diritti di Racz a un contratto e un’agenzia turistica ha minacciato via fax di non mandare più clienti. La Mantia non riesce a capacitarsi: “Racz è stato già giudicato, per la gente è e resterà “faccia da pugile”. Non importa a nessuno che non abbia un letto. Il mostro non è lui, siamo noi. Già, oltre al danno, la beffa. Razzista, ovviamente, e sennò che beffa è?

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

mar 30

…o libertà di espressione?

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

mar 30

NIA (Sostegno vitale obbligatorio per tutti)
*Ovvero nutrizione artificiale (a sinistra) e idratazione (a destra).
Ciò che non si vede è un buco nella spalla per far passare nella vena cava superiore i suddetti.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 06

Questo piccolo isolotto del Lago di Bolsena è ciò che resta, come quello bisentino, del cono eruttivo del vulcano sottostante l'attuale lago. Esso dista appena un chilometro dalla costa del lago ed è incredibilmente diverso dal compagno. I suoi dieci ettari ospitano una comunità vegetale pressochè integra e apparentemente molto più selvatica, quasi tropicale. Le sponde sono popolate da numerose colonie di uccelli acquatici e al di fuori delle specie vegetali ed animali l'isola non è attualmente popolata.
Sicuramente visitato dagli etruschi, forse anche dai romani, l'isola è storicamente famosa per la detenzione di due incredibili donne: Cristina, martire e patrona di Bolsena, fu relegata sull'isola da papa Urbano IV affinchè rinnegasse la sua forte fede cristiana; Amalasunta, regina degli Ostrogoti, dal carattere deciso e diplomatico si inimicò i Goti e tramite un complotto di questi col famigliare Teodato fu dapprima imprigionata nell'isola e quindi uccisa nel 535 d.C.
L'isola ha storicamente attratto l'attenzione sia dei nativi dei borghi limitrofi (a questa epoca risale la chiesa di S. Stefano del IX sec.) dei Viterbesi, dei signori di Bisenzio e del papato. Sotto la chiesa l'isola ha vissuto il periodo di massimo splendore. A partire dal XVII secolo, sotto il ducato di Castro l'isola fu progressivamente abbandonata, le strutture smantellate ed i materiali riutilizzati per la costruzione di Marta. Attualmente l'isola vi è una residenza Privata e non è visitabile.

fonte: www.lago-di-bolsena.biz » vai al post originale »

mar 28

Mi spiace non poter essere a Bologna oggi pomeriggio alle 17, nell’Aula Magna Santa Lucia, per vedere ascoltare la poetessa premio Nobel Wislawa Szymborska.

Ho appreso la notizia grazie a dis.amb.ig.uando.

fonte: creativeclassics.blogspot.com » Vai al post originale

mar 28


Rocco Lombardi

fonte: politicalcomic.blogspot.com » Vai al post originale

mar 28

Cartello apposto davanti l’entrata del bar “Alle 3 botti
di via Buonarroti all’Arcella, quartiere a nord di Padova

La Stampa, di Pier Francesco Quesitonio

E’ ancora avvolta dal mistero la sparatoria di sabato notte in via Vibò. Due giovani marocchini sono rimasti feriti alle gambe da una serie di colpi d’arma da fuoco esplosi da persone ancora sconosciute. E adesso la gente ha paura. Potrebbe anche essere stato un agguato a sfondo razzista o una vendetta dopo una rissa, accaduta qualche giorno prima. Infine un’azione punitiva e generica contro gli stranieri. Spiega il barista del «Good Luck», Franco Poncini: «Spesso vengono nel mio locale tanti ragazzi marocchini. Gente che lavora, che non ha mai dato problemi. L’altra sera guardavano la partita della Juve, abbiamo visto un ragazzo andare avanti e indietro davanti al bar, con il volto protetto da un casco. Poi i colpi di pistola, l’arrivo della polizia e lo sgomento per quanto accaduto».

La settimana scorsa, proprio davanti al bar, tre italiani hanno provocato i coetanei marocchini. Frasi razziste e minacciose. I nordafricani hanno deciso di difendersi ed è scoppiata una rissa. Gli italiani hanno avuto la peggio, sono stati picchiati con violenza. Ancora Poncini: «E’ venuto un tizio, sempre italiano, che abita in zona e mi ha fatto questo discorso: “Se continui ad ospitare i marocchini nel bar finisci male e ti facciamo chiudere”». Il barista, coraggiosamente, ha presentato una denuncia in questura: «Non ho nessuna intenzione di rinunciare alla mia clientela, composta da ragazzi stranieri bravissimi, educati e rispettosi delle regole». Nulla a che vedere con i pusher senegalesi che infestano la zona.

Altre reazioni. Andrea Gallo e Giuseppina Asaro, panettieri di via Vibò: «Apriamo anche la notte, grossi problemi non ne vediamo. E’ vero ci sono tanti extracomunitari ma non vuol dire assolutamente niente. Qui ci rispettano tutti, comprese le famiglie di immigrati». Infine Anna Dilascia, la barista del chiosco in mezzo ai giardinetti: «La sparatoria e la rissa sono stati gli episodi più gravi, non ci sono precedenti. Certo i locali che tengono aperto tutta la notte, possono attirare anche qualche balordo. Non riusciamo a capire. Questi episodi possono avere creato un clima di intolleranza, specie in questo momento di crisi. Non credo che ci sia nessuno pronto a sparare. Siamo molto spaventati». E poi molte persone che non vogliono dire i propri nomi: «C’è un razzismo latente, questo è vero. E i colpi di pistola di sabato aggravano la situazione. Ci sono più scippi, più furti. E più tossici in giro».

I due marocchini, due persone con il permesso di soggiorno, incensurati e lavoratori, sono stati feriti ad una coscia e ad un ginocchio, mentre un terzo proiettile ha trapassato il polpaccio. Era accaduto alle 22,30, all’incrocio tra via Vibò e via Bibiana, vicino a un giardino pubblico con una giostra e alcuni giochi per bambini. «Stavamo passeggiando tranquilli per i fatti nostri – hanno riferito i due extracomunitari, senza precedenti penali, agli inquirenti – quando abbiamo sentito esplodere diversi colpi dai giardinetti. Siamo scappati, ma qualcuno ci ha colpito alle gambe. Abbiamo chiamato noi il 118». Gli agenti del sostituto commissario Antonino Runci, capo della sezione Falchi della squadra mobile, erano intervenuti immediatamente sul posto. Gli agenti della Scientifica hanno recuperato due piccole ogive, esplose probabilmente da un piccolo revolver a tamburo. Calibro 6,35. Per ora non ci sono testimoni e la polizia li sta cercando. Difficile che a quell’ora nessuno abbia visto niente.

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

mar 28

Negli ultimi giorni abbiamo lanciato due novità in Google Search.
La prima è rappresentata da un arricchimento della lista di ricerche correlate che vengono suggerite dal motore, mentre la seconda aggiunge una descrizione più lunga per i risultati della ricerca. Entrambe ci aiutano a guidare i nostri utenti nell’individuare l’informazione che cercano.

Migliori ricerche correlate
Da ieri abbiamo iniziato ad attivare una nuova tecnologia che migliora la comprensione della parola chiave cercata e la capacità di individuare concetti e termini ad essa associati. Una sua prima applicazione ci permette di offrirvi migliori “Ricerche Correlate” più ricche e più varie. Per esempio, se avete in mente una vacanza sportiva e cercate “surf alle canarie”, adesso il nostro software si accorge che “kite surf”, “lanzarote” e “gran canaria” sono altri termini che potrebbero aiutarvi a trovare le informazioni che cercate. Ecco un esempio:Consideriamo anche un paio di esempi in lingua straniera. In Inglese, se cercate [principles of physics] (principi della fisica), il software produce i concetti associati di “angular momentum”(momento angolare), “special relativity”(relatività speciale), “big bang” e “quantum mechanics” (meccanica quantistica): Grazie a questa innovazione siamo in grado di produrre ricerche correlate per un maggior numero di ricerche web, in più lingue e in modo più accurato rispetto al passato. Anche se la vostra ricerca è complessa e contiene molte parole, adesso sappiamo come suggerirvi alternative più efficaci. D’ora in poi potrete usare “ricerche correlate” ovunque nel mondo e in 37 lingue.

“Snippet” più lunghi

Quando fate una ricerca su Google, ogni risultato inizia con un titolo in blu e prosegue con alcune righe di testo (lo “snippet”), che vi danno un’idea di ciò di cui parla quella pagina web.
Per facilitarne l’identificazione nel contesto, le parole della vostra ricerca sono evidenziate in
grassetto nello snippet.

Nel caso di ricerche complesse, composte da più di tre parole, gli snippet tradizionali talvolta non contengono un’informazione contestuale sufficientemente ricca.Grazie alla nuova tecnologia, abbiamo aumentato il numero di linee di testo nello snippet, mostrandovi quanti più termini possibili della ricerca che avete inserito. Immaginate, per esempio, di volerne sapere di più sulla rotazione della Terra intorno al Sole, in particolare desiderando informazioni sull’inclinazione del pianeta e sulla sua distanza dal Sole.

Inserite nella pagina di ricerca di Google: [inclinazione dell'asse di rotazione della terra e distanza dal sole]. Uno snippet normale non ha abbastanza spazio per mostrare tutte queste parole nel contesto della pagina web, ma con gli snippet più lunghi è chiaro che il primo risultato contiene tutti i termini della ricerca. Ma non limitatevi al nostro esempio – provate voi stessi con la ricerca che preferite. Questi sono solo due esempi di innovazioni che abbiamo introdotto di recente in Google Search.

Cerchiamo sempre di trovare nuovi modi di portarvi alla pagina web che cercate il più velocemente possibile. Anche se non notate tutti questi cambiamenti, state tranquilli che stiamo lavorando sodo per offrirvi l’esperienza di ricerca migliore possibile.

Scritto da: Ugo Di Girolamo & Francesco Callari, Software Engineers del Team Orion, Ken Wilder, Snippets Team Engineer

fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

mar 28

Robot
Se un marziano, arrivato da poco in Italia, venisse informato dei nostri principi costituzionali e del consenso informato, non riuscirebbe a capire il dibattito sul testamento biologico. Se si può chiamare dibattito un coacervo di voci che non si ascoltano l’un l’altra e che spesso sono contraddittorie e insensate.
Il nostro povero marziano non capirebbe per quale ragione uno strumento giuridicamente tanto semplice abbia sollevato tali reazioni smodate. Bisognerebbe spiegargli che il paternalismo seduce ancora molti animi; che le libertà individuali non sono considerate come diritti inviolabili; e che la libertà viene spesso malintesa e calpestata.
Questa spiegazione, tuttavia, non basterebbe a chiarire al malcapitato straniero alcuni aspetti del disegno di legge Calabrò.
Anche se ci mettessimo tutto il nostro impegno esplicativo dei costumi indigeni, egli non riuscirebbe a capacitarsi del perché noi umani (o meglio, noi italiani) non possiamo includere nel testamento biologico il nostro volere riguardo alla nutrizione e idratazione artificiali. Egli ci tormenterebbe con varie domande.
“Siete liberi di decidere se alimentarvi o no?”. Certo, dovremmo rispondere, il diritto a non mangiare o allo sciopero della fame sono garantiti.
“E allora forse non potreste rifiutare la nutrizione e idratazione artificiali?”. No, possiamo rifiutare se siamo coscienti.
“Magari non sono trattamenti invasivi…”. Spesso lo sono, perché richiedono un intervento chirurgico e anche il sondino nasogastrico è una operazione abbastanza cruenta. E comunque sono sempre invasivi se l’individuo non vuole essere nutrito e idratato!
“Allora magari si segue una procedura internazionale?”. No, le leggi e i trattati degli altri Paesi lasciano la libertà di decidere.
No, non capirebbe. E nemmeno noi. Come non capiamo come sia possibile che in Senato ieri 164 abbiano votato no all’emendamento che voleva rimediare a questo scempio; solo 105 a favore e 9 si sono astenuti. 173 dei nostri rappresentanti non ci considerano in grado di decidere, ma ci ritengono inetti e irresponsabili. Dei mentecatti cui dire come vivere e come morire. Non ci vuole un marziano per capirlo.

(DNews, 26 marzo 2009)

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

mar 26

Un buon blog, quello di Bob Hoffman, The Ad Contrarian, che è anche un libro da scaricare e leggere con profitto.

fonte: creativeclassics.blogspot.com » Vai al post originale

mar 26

E’ andata così: eravamo con Francesco a bere in una delle osterie di Fuori Porta, quando ci vediamo comparire Berlusconi, sono stato anch’io ferroviere, alla guida della Freccia Rossa. Francesco, come modenese volgare, rigorosamente in dialetto mi dice: “Ma guarda come siamo combinati… questo la Freccia Rossa la guida e noi che volevamo ficcargliela…”. Naturalmente, mi sono sentito in dovere di fermarlo: “Francesco, non son più i tempi dell’ “Avvelenata”, ma mi è venuta in mente un’altra tua vecchia canzone…”

fonte: lapennachegraffia.blogspot.com » Vai al post originale

mar 26

Lo sappiamo, l’Italia è il paese delle piccole e medie imprese e fin qui nulla di nuovo. Eppure, se osserviamo le ultime stime di Eurisko (2008) relative a 3.8 milioni di imprese in Italia, di cui il 95% con meno di 10 dipendenti, è interessante osservare come solo il 60% di queste piccole e medie realtà aziendali abbia un collegamento ad Internet.

Ancor più interessante sottolineare come solo il 20% di queste imprese disponga di un proprio sito web, a conferma del basso livello di digitalizzazione che tutt’oggi caratterizza il nostro tessuto imprenditoriale.

In Google crediamo molto nelle opportunità che il marketing digitale può offrire alle PMI e lavoriamo assiduamente per contribuire alla costruzione di un ecosistema che supporti tale sviluppo.

L’online rappresenta infatti uno strumento preferenziale per raggiungere il proprio target in modo preciso, tenere sotto controllo ogni costo, verificare in tempo reale l’efficacia dell’azione di marketing intrapresa e di conseguenza il proprio ritorno sull’investimento.

Da tempo abbiamo realizzato e collaborato ad iniziative che vanno in tale direzione, ad esempio attraverso incontri sul territorio nazionale. Il prossimo sarà il 27 marzo, a Napoli, dove parteciperò personalmente ad un convegno dedicato al tema del web marketing, organizzato da Confartigianato Giovani Imprenditori, con la collaborazioni di importanti associazioni di categoria.

Sempre per perseguire questo obiettivo, qualche mese fa abbiamo lanciato il programma AQUA volto allo sviluppo di agenzie web rivolte prevalentemente al mondo delle piccole e medie imprese. Infine, é di oggi la notizia dell’ accordo che abbiamo siglato con SEAT Pagine Gialle, ora Rivenditore Autorizzato di Google AdWordsTM.

L’obiettivo é portare avanti nel migliore dei modi il processo di evangelizzazione del web su tutto il territorio nazionale, in modo che quante più realtà aziendali siano a conoscenza delle opportunità che l’online mette a loro disposizione per promuovere il proprio business.

Scritto da: Alessandro Antiga, Product Marketing Manager


fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

mar 26

State cercando le migliori pizzerie a Napoli? Avete voglia di un gelato a Palermo? Oppure avete bisogno di una farmacia in centro a Milano? Da qualche giorno, quando effettuate questo tipo di ricerche, sulla mappa non vengono mostrati solo i 10 risultati più rilevanti, ma tutte le voci che rispondono alla vostra richiesta.

Questi risultati compaiono sotto forma di pallini rosa sparsi sulla mappa: facendo clic su ognuno di essi, è possibile reperire maggiori informazioni, come nome, indirizzo, descrizione e altro ancora.

Dal punto di vista tecnico, la realizzazione di questi layer di ricerca rappresenta un ulteriore passo in avanti per la realizzazione di un’interfaccia completa, che aiuti l’utente a navigare sulle mappe in maniera semplice e intuitiva.

Il risultato? Dopo ogni ricerca, è finalmente possibile ottenere una visione d’insieme e scegliere immediatamente ciò che si preferisce senza dover scorrere i risultati pagina per pagina.

Scritto da: Fabio Ercolani, Product Marketing Manager


fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

mar 24

AdText, la nuova sezione dell’Advertising Educational Foundation: 20 unità didattiche per approfondire.Great moments in advertising, un’utile serie di post scritti dal veterano Clayton Makepeace sulla storia e le tecniche del copywriting nel blog The Total Package.

fonte: creativeclassics.blogspot.com » Vai al post originale

mar 24

Il 9 febbraio scorso, affermai che gli immigrati, se non discriminati, non avranno nessuna difficoltà a far fronte alla crisi. Un’ affermazione in controtendenza rispetto a quanto sostenuto dai media, in un maldestro tentativo di tranquillizzare l’opinione pubblica impregnata di xenofobia, e cioè che gli immigrati saranno quelli più colpiti dai recenti sconvolgimenti economici. Se è vero che gli immigrati saranno colpiti, scrissi allora, non lo saranno perché “vivono di contratti a termine, lavoro precario e poco pagato” ma perché soggetti a misure discriminatorie tipo le leggi razziali approvate dal Comune di Lucca che recitano – papale papale – che in centro “non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione, (ristoranti, ndr) la cui attività sia riconducibile ad etnie diverse. O le svastiche e minacce sui negozi islamici a Bologna. Oppure i provvedimenti governativi che escludono a priori i contribuenti stranieri da agevolazioni e aiuti. L’aumento delle tasse di ingresso e permanenza regolare in Italia, soldi che andranno a rimpinguare fondi di assistenza da cui saranno esclusi gli immigrati, che pur sono regolari contribuenti, ecc ecc.

Ebbene, a dimostrazione del fatto che c’è un particolare accanimento contro gli immigrati che lavorano, producono e pagano le tasse, arriva l’ultima mossa creativa: Con la circolare n. 27 del 25 febbraio 2009 l’INPS traccia le linee di intervento per l’attività di vigilanza 2009. Secondo tale documento, in questa recessione i controlli degli ispettori non devono ulteriormente danneggiare le imprese. Insomma, ispezioni meno rigide per tutti. Tranne per gli immigrati, ovviamente. Detto altrimenti, più libertà di violare la legge e calpestare i diritti dei lavoratori per le aziende italiane, più controlli e rigore verso le aziende gestite da stranieri. Nero su bianco, nella circolare c’è scritto che nel 2009 “Dovrà essere privilegiata la vigilanza verso le imprese gestite da minoranze etniche o organizzate con l’impiego di lavoratori appartenenti alle citate minoranze”. Perché secondo l’Inps, queste realtà produttive “operano spesso al di fuori di qualunque regolamentazione di carattere lavoristico, previdenziale e fiscale” e “realizzano non di rado vere e proprie forme di sfruttamento della manodopera”.

Nel rilasciare questa sconvolgente circolare, quelli dell’INPS si inventano anche il termine “Azienda etnica”, e fingono di adeguarsi a normative europee, in particolare ad una direttiva Ue (ancora in fase di recepimento) che impone sanzioni anche penali per i datori di lavoro che impiegano in nero cittadini irregolari extraUe. In realtà, l’unione europea non dice di controllare le cosiddette “aziende etniche” ma invita gli Stati membri a stanare le imprese che utilizzano lavoratori extracomunitari irregolari. Tutte. Ora identificare tale realtà con il ristorante indiano o il negozio di souvenir senegalesi è una vera e propria presa per i fondelli. Tutti sanno che ad assumere lavoratori extracomunitari in nero sono principalmente i datori di lavoro italiani, forti del loro status di autoctoni e ora anche del lassismo propugnato dall’esecutivo nei loro confronti. Le imprese italiane sono ai primi posti in Europa nella classifica delle violazioni dei diritti dei lavoratori. E tutti sanno che gli immigrati regolari si guardano bene dall’infrangere la legge, assumere clandestini, evadere le tasse o altro, per paura di perdere il permesso di soggiorno o l’opportunità di prendere – “faccetta nera, aspetta e spera” – la cittadinanza.

Poi quando l’agenzia Onu per il lavoro si azzarda a descrivere un’Italia “razzista e xenofoba” dove vengono calpestati i diritti dei lavoratori immigrati, c’è pure chi ha il coraggio di affermare che si tratta di accuse “false, non dimostrate con elementi concreti e dunque da respingere al mittente”. Anzi, “Il quadro dell’Italia non è quello rappresentato nel rapporto del comitato dell’Ilo”. In realtà il quadro dell’Italia è ancora peggiore: l’INPS non ha fatto che mettere per iscritto ciò che viene praticato da lungo tempo. Lo zelo con cui i vigli urbani danno le multe agli autisti stranieri, tracciano i verbali ai commercianti stranieri, controllano l’agibilità dei locali stranieri, si ingegnano a trovare scuse per chiudere le scuole e le moschee (spesso su commissione dei politici) era a dir poco sospetto. Lo hanno dimostrato anche fior fiore di inchieste e documentari, che c’era un doppiopesismo a dir poco sconcertante, in quanto a controlli. E c’è anche chi ha la faccia tosta di ribattere che ci sono le leggi e che bisogna rispettarle. Che oltre ai diritti (ma dove sono?) ci sono anche i doveri. Grandioso: ma le leggi le devono rispettare tutti oppure no? I doveri, devono essere osservati da tutti oppure no? Pare che, cosi come in Africa ogni giorno una gazzella si sveglia e sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa, in Italia, tutti i giorni, gli italiani si svegliano con la convinzione di essere santi e di dover rintracciare qualche immigrato delinquente. Dopottutto non è una brutta convinzione: come diceva Giovanni Papini, chi non si propone almeno una volta nella vita di essere santo, è un porco.

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

mar 24

Oggi vi scrivo per presentarvi il nuovo blog europeo delle Public Policy di Google, che trovate qui.

Quando nel 2007 abbiamo lanciato il blog di Public Policy, Andrew McLaughlin, il nostro Global Director of Public Policy and Government Affairs aveva commentato: “Certo, siamo un’azienda multinazionale che sostiene le proprie posizioni di fronte al mondo politico, ai legislatori e agli opinion leaders. Allo stesso tempo, però, vogliamo che i nostri utenti siano parte di questo nostro sforzo, vogliamo che sappiano cosa diremo e perché, e che ci possano aiutare a ridefinire e migliorare le nostre posizioni in termini di policy e di strategie di advocacy.
Grazie ai suggerimenti dei nostri utenti possiamo sicuramente fare un lavoro migliore nel perseguire quelli che sono i nostri comuni interessi.”

La logica resta la stessa, solo che adesso ci stiamo “localizzando” in Europa e il blog sarà gestito da Googlers europei. Un ottimo modo, anche, per dare visibilità a livello europeo per le iniziative di public policy che stiamo portando avanti in Italia.

Aspettiamo i vostri commenti sul blog europeo

Scritto da: Marco Pancini, European Policy Counsel


fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

mar 22

di Michele Focarete, Il Corriere

Henry Jose Villarroel Centellas, boliviano di 32 anni, è alla guida di un camion su una grande arteria milanese. In tasca ha una patente falsa e un decreto di espulsione del 2005 che il questore di Bergamo gli aveva notificato, ma che il Sudamericano si era ben guardato da prendere in considerazione. Di più. Centellas era già stato rimpatriato, scortato da due agenti e consegnato alla polizia di Cochabamba. E, l’altro giorno, quando i vigili urbani lo hanno fermato, hanno scoperto che era ancora qui. A guidare con una patente falsa. E, come lui, tre giorni più tardi, anche Arie Sharon, 60 anni, israeliano di origini romene, in auto senza patente né assicurazione, era stato pizzicato a Milano. Dopo le verifiche di prassi, la sorpresa: l’extracomunitario era clandestino ed era già stato espulso il 30 ottobre 2008 e rimpatriato. Non casi isolati, ma quasi la norma. Come un marocchino di 31 anni arrestato dalla polizia locale di Milano lo scorso 13 settembre per non avere rispettato due provvedimenti di espulsione. Non solo: era già stato fermato per identificazione o per reati vari 34 volte in diverse città d’Italia. Tra le motivazioni: spaccio di droga, furto aggravato, occupazione abusiva, resistenza a pubblico ufficiale, guida senza patente. Ma c’è dell’altro: nel novembre 2005 era stato fisicamente messo su un aereo con volo diretto per Casablanca. Tre dei tanti episodi che avevano fatto tuonare il vicesindaco e assessore alla sicurezza, Riccardo De Corato, Pdl. «Uno sperpero delle risorse dello Stato. Nonostante i decreti di espulsione e i rimpatri coatti, ce li ritroviamo a circolare per la città. Così come stanno le cose lo Stato paga solo gite turistiche a migliaia di clandestini».

E snocciola i numeri. «Gli agenti della polizia locale, solo lo scorso anno, hanno fotosegnalato 1.013 clandestini, di cui 90 avevano già ricevuto il foglio di espulsione. Uno su dieci». Sempre a Milano, nel 2007 l’espulsione è scattata per 3.088 stranieri, ma solo 653 erano stati imbarcati su un aereo e rimpatriati: uno su cinque. Tutti gli altri sono rimasti in Italia. Nel 2008 il questore Vincenzo Indolfi ha firmato 3.332 decreti di espulsione e la polizia ha arrestato un migliaio di clandestini, perché non avevano rispettato il decreto. Anche i carabinieri, sempre lo scorso anno, hanno arrestato 2.800 stranieri che non avevano rispettato il decreto di espulsione e ne avevano denunciati 2.900 senza documenti. Numeri importanti anche a Roma. Sempre nel 2008, 6.216 cittadini extracomunitari sono stati raggiunti dal provvedimento di espulsione, 1.026 arrestati per non aver lasciato l’Italia, il 16 per cento. Mentre 1.197 sono stati trattenuti presso il Cie (centro di identificazione ed espulsione) di Ponte Galeria. E più di mille cittadini comunitari sono stati allontanati per motivi di sicurezza. Bulgari e romeni espulsi sono ritornati automaticamente grazie all’adesione dei loro rispettivi Paesi all’Unione europea. Perché le cose non vanno? Bizze legislative, un numero insufficiente di centri di identificazione, scarsa collaborazione da parte dei consolati stranieri, giudici buonisti. Al decreto di espulsione segue un ordine di “soggiorno” in un Cie in attesa che sia eseguito il decreto di espulsione, cioè di essere identificati tramite ambasciata e riportati al proprio Paese.

Nell’impossibilità di trattenere lo straniero e rimpatriarlo (spesso capita che i centri siano pieni o che non ci sia la disponibilità di aerei nelle settimane seguenti) al decreto di espulsione fa seguito un invito a lasciare l’Italia entro 5 giorni. Nessuno lo rispetta. Se rimane e viene ricontrollato dalle forze dell’ordine, c’è l’arresto: però al massimo è condannato a qualche mese e rilasciato a piede libero. Se viene ripreso, non può essere giudicato due volte per lo stesso reato. Così il clandestino rimane in Italia, nell’illegalità, senza potersi regolarizzare per 10 anni, in quanto schedato: sarà preda di caporali e compromessi per sopravvivere. Chi deve far rispettare la legge, allarga le braccia. Non se la sente di esternare in pubblico, ma il coro è pressoché unanime: «Vengono espulsi e non se ne vanno. Li arrestiamo e non stanno dentro. Li riprendiamo e non possiamo più farci niente ». L’ultimo esempio, in ordine cronologico, è quello dei fratelli albanesi di 25 e 27 anni. Entrambi clandestini e con una sfilza di precedenti. Già espulsi e arrestati, sono stati di nuovo trovati per strada, ammanettati, condannati, espulsi e, alla fine, rimessi in libertà perché non c’era posto nel centro di identificazione di Milano. I due— e questo è il paradosso — erano stati arrestati di venerdì sera, condannati sabato e rilasciati subito dopo per la sospensione della pena. Ritornati all’ufficio immigrazione sono stati liberati per mancanza di posti al Cie. Se il clandestino non viene riconosciuto entro 60 giorni dal fermo, torna libero. Addirittura, per i brasiliani, è necessario il consenso dell’espulso.

«Così — sottolinea un poliziotto dell’ufficio immigrazione di Roma — riusciamo a rimpatriarli solo a Natale e a carnevale, quando sono contenti di ritornare in famiglia. A spese nostre». Allora ci si può chiedere: è valida la Bossi-Fini? Spiega Saturno Carbone, segretario generale provinciale di Roma del Siulp, il sindacato di polizia: «Dobbiamo ragionare sulle cifre che si conoscono. Ad esempio le espulsioni in Italia nel 2008 sono state oltre 6.000, il 28 per cento in più rispetto all’anno prima. Ma le riammissioni per vari motivi sono state 6.424. Altro dato sconfortante è quello relativo agli sbarchi: 67.000 nei paesi Ue, 36.952 in Italia, più del 50 per cento». E va giù duro anche il segretario nazionale del Siulp, Giuseppe De Matteis: «La soluzione va oltre gli slogan. Quando uno straniero riceve il decreto di espulsione, non se ne va. E quando viene espulso, accompagnato alla frontiera e consegnato alle polizie locali, il più delle volte, dopo appena 48 ore, è già rientrato in Italia. Quando qualche tempo fa si è scatenata l’indignazione pubblica dopo il barbaro omicidio a Roma della signora Reggiani, la politica ha promesso migliaia di espulsioni. A tutt’oggi posso dirvi che le espulsioni reali sono state trentuno, a fronte degli oltre 6.000 decreti di espulsione, dal periodo 1 dicembre 2007 al 20 marzo 2008. E dei trentuno espulsi, quasi tutti sono già rientrati in Italia».

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

mar 22

Nei giorni scorsi si è levata un’incredibile gazzarra mediatica sulla conferenza ONU contro il razzismo (Durban II) in programma a Ginevra in aprile. Ad inaugurarla ufficialmente in Europa (la gazzarra, ndr) è stata l’Italia con il ritiro della propria delegazione dai negoziati. Il ministro degli esteri Franco Frattini ha spiegato che la decisione è stata presa a causa delle “frasi aggressive di tipo antisemita” contenute nella bozza di dichiarazione che sarebbe stata sottoposta all’approvazione degli stati presenti alla Conferenza. La seconda ragione che ha indotto il ministro a ritirare l’adesione è la richiesta dei paesi africani e dell’Organizzazione della Conferenza Islamica di elaborare nuovi «standard complementari» a integrazione della normativa internazionale sul razzismo: in sostanza, una revisione della definizione di razzismo e di discriminazione razziale, per “combattere la diffamazione delle religioni”. Sottolineando il “valido contributo di tutte le religioni alla civilizzazione moderna” si chiedeva quindi di fornire una protezione adeguata contro tutti gli atti di odio derivanti dalla “diffamazione delle religioni” e dall’ “incitamento all’odio religioso”.

Non voglio entrare nel merito delle gravissime accuse rivolte alla bozza. L’aspetto più interessante, semmai, è che sia proprio l’Italia ad indignarsi e ad agitarsi su un tema cosi sensibile come il razzismo. Tanto da spacciare l’azione di protesta che ha portato alla modifica della bozza (dove ora non compare Israele) per una grande vittoria italiana. Addirittura, udite udite, Il ministro Frattini ha spiegato che L’azione dell’Italia per modificare la dichiarazione finale della Conferenza dell’Onu sul razzismo, è nata ”per difendere la credibilità delle Nazioni Unite”. Ed io che pensavo che fosse più importante difendere la credibilità dell’Italia. Con quale credibilità, infatti, l’Italia si pronuncia sui temi del razzismo, quando essa stessa è sul banco degli accusati? L’agenzia Onu per il lavoro nel suo ultimo rapporto fotografa un’Italia in cui vige un clima di intolleranza verso gli stranieri. Un’Italia “razzista e xenofoba”, questi sono gli aggettivi usati. La colpa, sempre secondo l’agenzia, è anche dei leader politici italiani, colpevoli di usare una “retorica aggressiva e discriminatoria”. Vengono anche chiesti interventi “per contrastare il clima di intolleranza e per garantire la tutela ai migranti, a prescindere dal loro status”.

Il ministo Frattini respinge ovviamente con forza e sdegno le accuse, definendole “false, non dimostrate con elementi concreti e dunque da respingere al mittente”. Se fosse per gli elementi concreti, basta fare un rapido giro su questo blog, nella sezione “razzismo” o “brava gente”: ce n’è una minima parte. Basterebbe sfogliare la ricca rassegna stampa estera in materia. Ma senza andare tanto lontano, basta ricordare le parole del Presidente Napolitano: “Siamo dinanzi a episodi raccapriccianti che vanno ormai considerati non come fatti isolati, ma come sintomi allarmanti di tendenze diffuse”, del Presidente Fini: “non me la sento di suggerire una guardia bassa. Sta riapparendo sulla scena un mostro in forme diverse rispetto al passato”, di Veltroni: ”Il pesante clima di intolleranza che si sta diffondendo nel Paese impone a tutti una profonda riflessione. Si ripetono con allarmante frequenza episodi inaccettabili, aggressioni, violenze, discriminazioni”, del Presidente della CEI: “Vogliamo credere che non si tratti già di una regressione culturale in atto, ma motivi di preoccupazione ce ne sono, e talora anche allarmi”, di Mons. Marchetto: “Il governo italiano insiste: qui non c’è alcun allarme razzismo ma la discriminazione invece esiste”.

Per ciò che riguarda il capitolo “diffamazione delle religioni”, stendiamo un velo pietoso. Se dovessi limitarmi alla sola religione islamica, ebbene: dall’urina sparsa sui terreni destinati alla costruzione di moschee alle magliette con caricature esibite in diretta televisiva, l’Italia non la batte nessuno. Il culmine è stato raggiunto nel momento in cui l’Inghilterra ricaricava su un aereo il deputato islamofobo autore del documentario “Fitna”: in Italia qualcuno lo voleva addirittura accogliere in Parlamento, con tanto di editoriali favorevoli. Voglio quindi capire come fa il Ministro Frattini, alla luce di quanto sopra esposto, a “respingere le accuse al mittente”? Ad affermare che «Il quadro dell’Italia non è quello rappresentato nel rapporto del comitato dell’Ilo»? Se il quadro non è quello descritto dal rapporto, dove vivono le più alte cariche dello stato, i leader dell’opposizione, i vertici della Chiesa, i corrispondenti esteri? Negli altri paesi attenzionati dal rapporto, ovvero il Benin, il Burkina Faso, il Camerun e l’Uganda? O in qualche democrazia del Medio Oriente?

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

mar 22

Siete appassionati dei prodotti Google? Volete tenervi sempre aggiornati sulle ultime novità e trovare risposte alle vostre domande in modo veloce e personalizzato? E’ con grande piacere che vi annunciamo il lancio di un nuovo set di gadget iGoogle dedicati alle nostre risorse di Assistenza online e ai canali di comunicazione ufficiali di Google Italia.

Da oggi infatti potrete aggiungere alla vostra pagina personalizzata di iGoogle i gadget della Scheda di Assistenza Google. Come mostrato nel video qui sotto, questi gadget sono stati pensati appositamente per i nostri utenti in cerca di informazioni utili sui nostri prodotti.


Nella scheda infatti potrete trovare i seguenti gadget:

  • Centri assistenza Google, con il quale potrete cercare informazioni nei nostri Centri assistenza o visualizzare gli articoli più letti per ciascun prodotto.
  • Forum di assistenza, con il quale potrete cercare risposte o porre quesiti agli utenti e alle Guide del nostro Forum.
  • Canale ufficiale di Google Italia su YouTube
  • Google Italia Blog
  • Suggerimenti per te, con il quale riceverete suggerimenti e idee personalizzati per ottenere il massimo dai prodotti Google.

Il tutto comodamente nella vostra pagina di iGoogle. Perciò, se vi interessa saperne di più sui nostri prodotti, o se ne usate già alcuni e volete avere tutte le risorse di assistenza Google a portata di mano, aggiungete la scheda. E non dimenticate di farci sapere cosa ne pensate!

Scritto da: Azzurra Damen & Christian Pezzin

fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

mar 20

Non potrà mancare sulle tavole in festa degli italiani la colomba pasquale preparata con cura artigianale e ingredienti di ottima qualità da Pier F. Casini.
Già presente nella gdo, il prodotto dolciario viene lanciato in questi giorni con una pressante campagna affissioni. 
Semplice, tradizionale e buonista è il concept: una colomba olivo dotata e lo slogan pacificatorio: “Smettetela di litigare.”
Con un art direction che non sarebbe dispiaciuta ad Armando Testa, ecco finalmente una buona novella, un messaggio di speranza per le famiglie italiane oggi così preoccupate della crisi economica.

fonte: creativeclassics.blogspot.com » Vai al post originale