gen 31


A volte capita di rivivere un attimo in cui scorre tutta la vita, attimi nei quali si concentra ogni frammento della nostra anima, si mescolano emozioni in immagini sfocate, stranamente chiare al nostro cuore. Un istante breve e intenso che lascia un sorriso amaro, a volte solo un sorriso malinconico. Rimane una lacrima che precipita in basso, una goccia d’anima che si perde fra le pieghe della terra, fino a scomparire alla nostra vista. L’ultimo palpito di cuore lascia il carico che essa contiene, si avverte un peso che abbandona per sempre il nostro corpo. Una pagina scritta si dissolve, una nuova da scrivere appare, bianca, immacolata, completamente vuota. Si rialza il capo, si respira profondamente e si riparte sempre più forti…

Ti è piaciuto l’articolo? Clicca su OK

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

fonte: freenfo.blogspot.com » Vai al post originale





gen 31

Magdi “Exmusulmano” Allam si candida alla presidenza della giunta regionale di Basilicata con la lista “Io amo la Lucania”, sfidando da solo PD, PDL e UDC (che sostiene il PD).

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

gen 31

Da Repubblica.it, edizione di Milano («Il giudice: “Figli di una coppia di lesbiche? Nessun disagio per loro dall’omosessualità”», 28 gennaio 2010):Il tribunale dei minorenni di Milano ha riconosciuto che l’omosessualità non è causa di disagio per i figli voluti da una coppia di lesbiche che, prima della separazione, li ha cresciuti secondo «uno schema tipicamente familiare». È questo il senso di un provvedimento firmato dal giudice Emanuela Aliverti. La vicenda ha al centro la separazione di una coppia di donne, che hanno convissuto per nove anni (fino al 2003) e assieme hanno deciso, tramite l’inseminazione artificiale, di avere due figli, entrambi dati alla luce da una delle due.
Una delle due donne – quella che non è la madre biologica e che non ha alcun legame giuridicamente tutelato con i due bimbi, aveva presentato ricorso al Tribunale dei minori per l’affidamento condiviso e la regolarizzazione del diritto di visita – dopo che la mamma naturale dei bimbi le aveva imposto l’interruzione dei rapporti con i piccoli. Il ricorso venne dichiarato inammissibile per «difetto di legittimazione» e gli atti trasmessi al pm affinché valutasse l’apertura di un procedimento a tutela dei due ragazzini, un maschio e una femmina che ora hanno rispettivamente otto e dieci anni.
I giudici, rilevando l’indubbio legame affettivo tra la ex compagna della madre e i bimbi, avevano espresso preoccupazione per lo stato «psico-fisico» dei due a causa dell’interruzione dei rapporti con una figura che si era posta come genitore e per il loro «inserimento in un contesto caratterizzato da una potenziale confusione di ruoli». All’esito dell’istruttoria, a metà gennaio, il tribunale ha archiviato il caso avendo verificato l’adeguatezza della madre biologica, assistita dall’avvocato Marzia Simionato, a svolgere il proprio ruolo di genitore a prescindere dalla sua omosessualità, e l’assenza di pregiudizio per i due bimbi per l’interruzione dei rapporti con la ex compagna della mamma.
I bimbi, come è emerso, non hanno sofferto disagi per il contesto di vita in cui hanno vissuto e vivono: una madre che prima aveva una compagna e ora ne ha un’altra e un padre biologico che conoscono e che vive con un uomo. Bene; ma c’era davvero bisogno che lo dicesse un giudice?

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

gen 29

Sudan/ I sei bambini soldato del Darfur non saranno giustiziati
Successo per la petizione di Italians for Darfur. Raccolte 12 mila firme
Roma, 26 gen. (Apcom) – La petizione organizzata da Italians for Darfur che chiedeva la sospensione della pena per i bambini soldato condannati a morte in Sudan ha avuto successo. “I sei bambini soldato del Darfur, condannati a morte lo scorso novembre, non saranno giustiziati” annuncia con una nota l’organizzaione promotrice della campagna per la difesa dei diritti umani in Sudan. . “Il governo sudanese – prosegue il comunicato dell’associazione – ha assicurato che i minori sui quali pendeva la mortale sentenza non saranno uccisi. La conferma arriva dal ‘Council for Human right’ del Sudan a cui abbiamo inviato le sottoscrizioni della petizione che chiedeva di sospendere la pena nei confronti di ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 17 anni”. Arrestati insieme ad altri 150 guerriglieri del Jem (Movimento per la Giustizia e l’Uguaglianza) per aver partecipato nel 2008 a un attacco contro Omdurman, città gemella della capitale sudanese, i sei minori erano stati giudicati colpevoli da una Corte militare. Purtroppo resta incerto il futuro di altri ragazzi di età non ben definita – conclude la nota – ma che non si esclude, per alcuni, possa essere inferiore ai 18 anni. Il governo sostiene, anche grazie al complice e interessato silenzio del Jem che ha sempre negato la presenza di bambini – soldato tra le sue fila, che nel braccio della morte del carcere di Kobar siano presenti solo adulti”. Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
http://www.italianblogsfordarfur.it –
Per informazioni sulla campagna on-line scrivi a:
blog[at]italianblogsfordarfur.it

fonte: www.italianblogsfordarfur.it » Vai al post originale

Feb 06

Questo piccolo isolotto del Lago di Bolsena è ciò che resta, come quello bisentino, del cono eruttivo del vulcano sottostante l'attuale lago. Esso dista appena un chilometro dalla costa del lago ed è incredibilmente diverso dal compagno. I suoi dieci ettari ospitano una comunità vegetale pressochè integra e apparentemente molto più selvatica, quasi tropicale. Le sponde sono popolate da numerose colonie di uccelli acquatici e al di fuori delle specie vegetali ed animali l'isola non è attualmente popolata.
Sicuramente visitato dagli etruschi, forse anche dai romani, l'isola è storicamente famosa per la detenzione di due incredibili donne: Cristina, martire e patrona di Bolsena, fu relegata sull'isola da papa Urbano IV affinchè rinnegasse la sua forte fede cristiana; Amalasunta, regina degli Ostrogoti, dal carattere deciso e diplomatico si inimicò i Goti e tramite un complotto di questi col famigliare Teodato fu dapprima imprigionata nell'isola e quindi uccisa nel 535 d.C.
L'isola ha storicamente attratto l'attenzione sia dei nativi dei borghi limitrofi (a questa epoca risale la chiesa di S. Stefano del IX sec.) dei Viterbesi, dei signori di Bisenzio e del papato. Sotto la chiesa l'isola ha vissuto il periodo di massimo splendore. A partire dal XVII secolo, sotto il ducato di Castro l'isola fu progressivamente abbandonata, le strutture smantellate ed i materiali riutilizzati per la costruzione di Marta. Attualmente l'isola vi è una residenza Privata e non è visitabile.

fonte: www.lago-di-bolsena.biz » vai al post originale »

gen 29

In questi giorni è andato in onda il documentario di Aljazeera sull’islamofobia in Italia. Quando è stato realizzato, c’era la sinistra al governo. Eppure, a risentire le mie parole, tutto sembra maledettamente attualissimo.

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

gen 29

«La mia non è una battaglia per la morte – afferma – ma per la vita». «Io farò tutto questo – aggiunge – e camminerò con la testa alta perché ho combattuto per la vita di mio fratello [Salvatore Crisafulli]. Lui non morirà di stenti, ma se ne andrà via dormendo»..

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

gen 29

Michele Ainis interviene sul tema della proibizione del velo integrale islamico – burqa o niqab – che sull’onda di quanto si appresterebbe a fare la Francia è tornato di attualità anche da noi («Se lo Stato laico invade le identità», La Stampa, 27 gennaio 2010, p. 1).
Proviamo allora a soppesare gli argomenti a favore o contro tale soluzione. E proviamo a farlo – giustappunto – laicamente, senza preconcetti ideologici né tanto meno religiosi.
Primo: la sicurezza. Se ti copri fino ai piedi con un vestito afghano, come potrò esser certo che non nascondi sotto il burqa qualche chilo di tritolo? E come farò a identificarti, se del tuo volto posso vedere solo gli occhi? Preoccupazione legittima, ma allora per simmetria dovremmo proibire anche il passamontagna, il casco dei motociclisti, la maschera di Paperino a Carnevale. Dovremmo impedire la circolazione ai signori troppo intabarrati, con questo freddo poi, come si fa. No, non è la sicurezza l’alibi di ferro per importare quel divieto, lo prova il fatto che esso non s’estende ad altri tipi di mascheramento. E del resto consentire il burqa non significa consentire d’incollarlo al corpo con il mastice, se un poliziotto ti chiede di sollevarlo per guardarti dritto in faccia, tu comunque hai l’obbligo di farlo.
Secondo: la tutela delle islamiche rispetto alla prepotenza del gruppo cui appartengono. Difatti il burqa evoca un atto di sottomissione, la condizione della donna come figlia di un dio minore. Vero, due volte vero; ma siamo certi che sia giusto proibirlo anche quando chi l’indossa abbia deciso spontaneamente di vestirsene? Non c’è forse l’ombra di un imperialismo culturale in tale atteggiamento? Non puzza un po’ di Stato etico, non è paternalistica l’idea che i pubblici poteri debbano liberare gli individui dai condizionamenti sociali o familiari? E perché allora non vietare pure il battesimo ai minori, la circoncisione dei bambini ebrei, la prima comunione? No, l’identità – di singolo e di gruppo – è sempre il frutto di una scelta, mai di un’imposizione; è questione culturale, che va aggredita quindi con strumenti culturali, non attraverso il bastone della legge. Sempre ammesso che sia desiderabile forgiare una società omogenea come un plotone militare. Ci aveva provato Mao Tse-tung, ordinando ai cinesi d’indossare tutti la medesima divisa. La nostra idea di laicità è l’opposto, muove dal diritto di vestirci un po’ come ci pare. Un Carnevale che dura tutto l’anno. A parte una formula un po’ ambigua – in che senso l’identità di gruppo è sempre il frutto di una scelta? – non si può che concordare con quanto dice Ainis: proibire il burqa con la scusa della sicurezza è un alibi ipocrita, e bisogna ammettere che spesso l’adesione alle norme del gruppo è spontanea e sincera (nei limiti in cui lo è sempre il conformarsi a una norma culturale).
In teoria il velo integrale potrebbe essere bandito in nome di una terza esigenza, che Ainis non esamina: come il «comune senso del pudore» giustifica tuttora il divieto di andare in giro nudi negli spazi pubblici, così – all’estremo opposto – si potrebbe vietare il burqa in nome del turbamento che provoca nella maggioranza di noi. Ma se il burqa e il niqab sono indubbiamente orribili a vedersi, lo sono davvero di più di certe tenute che non ci sogneremmo mai di proibire, per quanto sconcertanti? Il nostro turbamento è davvero così istintivo, oppure è in realtà il frutto di un pregiudizio ideologico? E non rischiamo in questo caso di discriminare su base religiosa? In dubio pro libertate è forse la conclusione inevitabile.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

gen 27

Il gup deò Tribunale dei Minorenni di Catanzaro ha prosciolto otto giovanissimi che erano stati arrestati dai carabinieri per aver pestato un immigrato a Santa Caterina Albanese, nella valle dell’Esaro cosentina. La motivazione della decisione nell’udienza preliminare che è stata celebrata questa mattina è che «il fatto non è rilevante». L’episodio risale al gennaio 2008. Il gruppo di otto ragazzi, tutti minorenni, aveva aggredito davanti a un bar un cittadino marocchino di 34 anni e poi, secondo l’accusa, lo avevano seguito fino alla sua abitazione per finire di picchiarlo. La vittima del pestaggio era riuscito a chiedere aiuto al parroco inviandogli un sms. L’uomo si era presentato ai medici dell’ospedale di San marco Argentano che gli avevano riscontrato ferite giudicate guaribili in sette giorni. Successivamente i carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano hanno avviato indagini risalendo all’identità dei presunti responsabili. Dopo qualche udienza di rinvio, oggi è giunta la decisione, inaspettata per gli stessi avvocati che, hanno confessato, si aspettavano quanto meno l’affidamento ai servizi sociali. Invece il colpo di scena con la motivazione del fatto non rilevante per il gup. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Giulio Tarsitano, Roberto Loscerbo, Emilio Servidio. La formula ”per irrilevanza del fatto”, e’ stato evidenziato in ambienti giudiziari, e’ prevista dalla legge 448 del 1988 che ”in caso di comportamenti di particolare tenuita’ che appaiano assolutamente occasionali il pubblico ministero puo’ chiedere che sia emessa sentenza di non luogo a procedere”. Il giudice, che ha basato la sua decisione anche sulle relazioni degli assistenti sociali, non ha pero’ dimenticato di fare una sonora reprimenda agli otto ragazzi, tutti studenti. (Il Sole)

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

gen 27

Eccoci giunti all’ultimo appuntamento con le mini guide di Google dedicate ai webmaster. Per chiudere in bellezza, abbiamo pensato di dilungarci un po’ più del solito e darvi alcuni suggerimenti utili su un argomento piuttosto cruciale, ovvero la scelta di un SEO. Qual é il momento migliore per contattare un SEO che ottimizzi il vostro sito? Quali sono le domande fondamentali da porgli e quali i principali aspetti da prendere in considerazione?

Come sempre troverete tutte le informazioni sul nostro Forum di Assistenza, dove potrete anche approfondire altri temi, quali scansione, indicizzazione e posizionamento, l’utilizzo degli strumenti per i webmaster e il protocollo della sitemap, nelle apposite sezioni dedicate.

Nel frattempo stiamo lavorando ad una nuova iniziativa indirizzata ai webmaster e tutti coloro interessati a saperne di piu’ sul funzionamento di Google e dei suoi risultati di ricerca, quindi restate sintonizzati, torneremo a breve su questo blog per il lancio ufficiale.

Se intanto doveste aver perso gli appuntamenti precedenti, questi sono i link per ritrovarli:


Per qualsiasi dubbio o suggerimento, contattateci direttamente sul Forum di Assistenza per i Webmaster.
Buona lettura e a presto!

Scritto da: Sara Arrigone, Search Quality Team


fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

gen 27

Mater Morbi.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

gen 25

fonte: creativeclassics.blogspot.com » Vai al post originale

gen 25


Non cercate di vedere,
non cercate di capire,
non cercate di evolvere,

siate il sentire,
siate l’istante immortale qui e ora,
siate solo il battito del vostro sacro cuore.

Ti è piaciuto l’articolo? Clicca su OK

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

fonte: freenfo.blogspot.com » Vai al post originale

gen 25

Yasir Arman è il nome del candidato del Sudan People’s Liberation Movement (SPLM) alla corsa presidenziale di Aprile.
Mussulmano originario del Nord Darfur, ha militato per venti anni nel movimento di John Garang, e ne guida il gruppo parlamentare.
Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
http://www.italianblogsfordarfur.it –
Per informazioni sulla campagna on-line scrivi a:
blog[at]italianblogsfordarfur.it

fonte: www.italianblogsfordarfur.it » Vai al post originale

gen 25

Magdi “Exmusulmano” Allam potrebbe essere – il condizionale è d’obbligo – il candidato ufficiale del Pdl per la presidenza della Regione Basilicata. Da “indipendente”, ovviamente, poiché il nostro ci tiene molto a trasmettere questa immagine di sé. La probabile candidatura l’ha già portato ad uscire dal gruppo dell’UDC con il quale, sempre da indipendente ovviamente, era stato eletto nel Parlamento Europeo. Ma ha anche scatenato molte polemiche, soprattutto – pensate un po’ – a destra. Esemplare il commento di Annalisa Terranova su Il Secolo, quotidiano vicino ad Alleanza Nazionale, che mi ha letteralmente rubato le parole di penna. Al di là del titolo, «Ci mancava soltanto l’egiziano…», che dimostra che Allam è e rimarrà un “extracomunitario” nonostante tutto quello che ha fatto per prendere le distanze dalle sue origini, l’editoriale argomenta con acume:

Magdi Allam, egiziano trapiantato in Italia, è diventato un simbolo di un certo modo di intendere la politica: il suo è uno stile che induce al conflitto, alla diffidenza, alla difesa di identità sclerotizzate“. “La candidatura di Magdi Allam in Basilicata (ammesso e non concesso che l’uomo conosca qualcosa del territorio che si candida ad amministrare, mentre siamo certi che gli abitanti della Basilicata non sanno nemmeno della sua esistenza) rappresenterebbe un errore politico e una leggerezza che, sommati insieme, costituiscono per un partito politico quello che classicamente si definisce come ‘passo falso’. “L’eurodeputato incarna velleita’ di intransigenza che nulla hanno a che spartire con la vocazione intimamente mediterranea e dialogante (basata su secoli di storia, oltre che sul buon senso) del nostro Mezzogiorno”.

La sua eventuale candidatura, insiste il quotidiano, converrebbe solo a lui e non al Pdl, e avrebbe come conseguenza immediata quella di riportare il centrodestra, in tema di immigrazione, integrazione e diritti, su posizioni piu’ retrive di quelle leghiste, che almeno si ammantano solo di slogan propagandistici e non della pericolosa aureola fideistica da neoconvertito con cui Allam circonda le sue interessate antipatie per l’Islam e il mondo arabo. E poi, come si fa a fare fuoco e fulmini contro l’Udc in nome del valore della coerenza politica, e poi andare a ripescare uno che con l’Udc si e’ fatto eleggere“. Credo che quanto sopra riportato sia il segno tangibile della sfiducia che questo personaggio ispira nientepopodimeno che all’interno del partito con cui si intende candidare, al punto che Il Giornale conferma: “Per dirne una, sia Berlusconi che Fini hanno manifestato qualche dubbio sulla candidatura di Magdi Allam in Basilicata”.

Detto questo, però, non posso che rimanere positivamente colpito dalla piega che sta prendendo la carriera di Magdi Allam, specie se la candidatura verrà confermata. Quando aveva abbandonato il Corriere, ero molto perplesso sulla sua riuscita nelle elezioni europee, anche se avevo profeticamente annunciato che “L’Italia è un paese davvero singolare. Cose che nel resto d’Europa e persino in alcuni paesi del Terzo Mondo sarebbero inconcepibili, qui non sono solamente plausibili, ma del tutto normali”. Infatti Allam ha vinto con quasi 50.000 preferenze. Prima di conoscere questo risultato, avevo anche osservato che “Solo l’esito delle elezioni potrà darci un’indicazione precisa e affidabile circa il peso che questo sedicente partito e il suo fondatore potranno rivendicare in seguito sulla scena politica italiana, che poi è quella che ci interessa”. Ed ora, probabilmente, pur saltellando, da indipendente ovviamente, tra un partito e l’altro, egli diventerà candidato ufficiale per la regione Basilicata. E il guaio è che potrebbe anche essere eletto.

La conclusione, mi sembra, è evidente: Magdi Allam si è perfettamente integrato nella società italiana. Nel senso che è riuscito ad assimilare fino al midollo il tipico opportunismo politico italiota, ad orientarsi nei meandri neanche tanto limpidi della politica italiana fino a guadagnarsi la candidatura in una regione del profondo sud. Un’integrazione che mi lascia perplesso, ma pur sempre un’integrazione. Ampiamente apprezzata, a quanto pare, sia dalla classe politica che dall’uomo di strada in Italia. Altrimenti non si spiegherebbero candidature e voti. Qualcuno afferma che questi miei commenti sono dettati dall’invidia. E invece io sono contentissimo che Magdi Allam riesca a scalare i gradini del potere, dimostrando di aver saputo interpretare perfettamente gli istinti e le pulsioni italiote dove per “integrato” si intende l’extracomunitario che canta le lodi incondizionate dei “padroni di casa”. Cosa che avrei potuto fare tanto tempo fa ma che non ho la minima intenzione di fare.

Non mi meraviglia la profonda fede ostentata da Magdi o il fatto che si senta sostenuto dallo Spirito Santo in persona: converrete con me che il fatto che un extracomunitario egiziano, giunto in Italia per proseguire gli studi universitari, venga candidato come Presidente di Regione in un paese che licenzia gli insegnanti di origine marocchina giunti in Italia all’età di dieci anni solo perché stranieri ha un che di miracoloso. Ma se non mi sorprende il fatto che ci siano migliaia di italiani pronti a votare Magdi Allam, quello che mi sorprende è che i fratelli copti egiziani l’abbiano invitato a intervenire nella loro manifestazione romana di protesta dopo la strage dei loro correligionari in Egitto. Capisco la rabbia e la frustrazione, ma non riesco a credere che non siano giunti alle stesse conclusioni a cui sono arrivati nel Pdl e al Secolo d’Italia, ovvero i presunti alleati di Magdi. E la cosa mi preoccupa sinceramente: se i copti non riescono a capire che la presenza di questo discusso personaggio alla loro manifestazione rappresenta un errore politico, una leggerezza e un passo falso per la loro stessa causa, nulla può vietare a Magdi di candidarsi in Egitto. Ci mancava solo il (finto) italiano.

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

gen 25


Eugenia Roccella pare non avere niente di più importante da fare per mettersi a polemizzare pure con Dylan Dog… Giuda ballerino!
Tuttavia io sono d’accordo con Roberto Recchioni: se è servito per parlare di fumetto e di Dylan Dog va gran bene.
E poi ci saremmo persi questa chicca: Maccheccazzodigente. Già.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

gen 25


Visto che la battaglia contro la commercializzazione della RU486 è stata persa, gli avversari dell’interruzione di gravidanza e della libera scelta cercano di correre ai ripari discutendo delle modalità di assunzione. Si invocano linee guida rigide e tempestive che, in sintesi, impongano il ricovero. Tutto questo, naturalmente, in difesa delle donne, che sono talmente sceme da non meritare la possibilità di scegliere né se abortire (soffriranno per sempre e il loro rimpianto non sarà mai estinto), né come abortire (l’aborto chirurgico o quello farmacologico, un eventuale ricovero e la sua durata, magari parlando con il proprio medico).
Tra i più agguerriti sostenitori del ricovero imposto svettano alcune donne: Bianconi, vice presidente dei senatori del PdL e membro della Commissione Igiene e Sanità, forse meglio ricordata per essere una “pianista” in Senato; e Dorina Bianchi, presidente dei senatori Udc. Entrambe paladine di un altro obbrobrio contrario alla salute delle donne e alla intelligenza delle persone: la legge 40. Tra le sostenitrici illustri del ricovero coatto c’è anche Renata Polverini, candidata alla Regione Lazio.
Bisognerebbe ricordare a queste signore, e a chi con loro si schiera, che il ricovero coatto è legittimo solo in caso di malattie infettive o di grave diagnosi psichiatrica.
Vogliamo forse ipotizzare il trattamento sanitario obbligatorio per una donna che decide di interrompere una gravidanza?

DNews, 22 gennaio 2010

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

gen 23

“La decisione delle autorità sudanesi di espellere dal Darfur 26 organizzazioni non governative per aver violato, secondo le accuse, il loro mandato, non solo è un atto di grande irresponsabilità ma è un preoccupante segnale in vista delle prossime elezioni in Sudan. Forse il regime di Khartoum non vuole testimoni sgraditi che possano denunciare eventuali comportamenti irregolari?”.

E’ quanto dichiara in una nota il presidente dell’associazione Italians for Darfur, Antonella Napoli.
“Tale notizia ci sorprende e amareggia – prosegue Napoli – soprattutto a fronte della disponibilità a rivedere la condanna dimostrata dal governo nei confronti dei sei bambini soldato condannati a morte nelle scorse settimane e per i quali avevamo chiesto la cancellazione della pena attraverso una petizione che ha raccolto oltre 10mila firme”.

“Ci auguriamo – conclude il presidente di Italians for Darfur – che questa espulsione, non ben motivata, non sia un atto finalizzato ad esasperare la già drammatica situazione umanitaria sul campo e a creare un alibi al riaccendersi delle tensioni che potrebbero degenerare in nuovi scontri diretti con le forze di opposizione”.

Leggi su VITA
Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
http://www.italianblogsfordarfur.it –
Per informazioni sulla campagna on-line scrivi a:
blog[at]italianblogsfordarfur.it

fonte: www.italianblogsfordarfur.it » Vai al post originale

gen 23

Licenziato due anni fa dalla scuola media Volta-Gramsci di Cornigliano perché straniero, un giovane insegnante di origine marocchina si è rivolto al Tribunale del Lavoro di Genova. Il giovane marocchino, Si Mohamed Kaabour, 28 anni, nel frattempo diventato cittadino italiano, avrebbe comunque acquisito il diritto ad insegnare. «Ma ho continuato a chiedere giustizia per una questione di principio. E perché altri stranieri come me abbiano la possibilità di insegnare nelle scuole italiane, contribuendo alla crescita culturale di tutti». Simohamed Kaabour lavora attualmente come mediatore culturale. E´ un italiano di seconda generazione, cresciuto in Italia – dove ha raggiunto i genitori quando aveva solo dieci anni – e laureatosi all´Università di Genova in lingua araba e francese. Ma come i seicentomila figli di immigrati, dopo tanti anni e il raggiungimento della maggiore età non gli sono stati riconosciuti i diritti dei coetanei italiani. Ieri mattina i giudici gli hanno dato ragione: la scuola – e di conseguenza il ministero della Pubblica Istruzione – lo hanno «discriminato», il professore nordafricano ha diritto ad insegnare, e a tornare in graduatoria. Il ministero gli deve un risarcimento materiale – per il periodo in cui è stato messo alla porta – ed uno morale. Per un curioso gioco di omonimie, il giudice che ha pronunciato l´ordinanza si chiama Bossi. Margherita Bossi. (Leggi su Repubblica)

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

gen 23

Una mappa utile

Il Nord Italia, e la Lombardia in particolare, sono le regioni che hanno più bisogno degli immigrati per il lavoro in fabbrica, nelle campagne o per l’assistenza agli anziani. Eppure gli immigrati sono accettati solo fino a quando sono dentro il posto di lavoro e producono ricchezza. Poi, finito il loro turno, si vorrebbe che scomparissero. Tra ordinanze delle amministrazioni locali o semplici proposte ecco qualche esempio di come, con timbri e carta da bollo, si sta legalizzando la segregazione razziale (Mappa opera di Gino Selva).


Un prontuario

Sfatiamo i luoghi comuni sugli immigrati. Un Prontuario per i candidati del centrosinistra alle prossime regionali per smontare e respingere gli argomenti dei partiti della paura sull’immigrazione. Quanti sono, da dove vengono, che religione professano, che lavoro fanno, quanti sono i clandestini? Su questi interrogativi si registra troppo spesso la speculazione politica sull’immigrazione dei partiti della paura. Ma le risposte vere, fornite sulla base di studi autorevoli e inattaccabili, descrivono una realtà molto diversa. Il Prontuario redatto da esponenti del Pd vuole essere uno strumento da utilizzare in campagna elettorale, per dare modo ai candidati del centrosinistra di smontare punto per punto i luoghi comuni branditi dalla destra sul problema dell’immigrazione.

Scarica il prontuario

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

gen 23

Sin da quando abbiamo lanciato il servizio di posta elettronica Gmail, abbiamo cercato di mostrare annunci pubblicitari che non fossero intrusivi e che potessero essere rilevanti per l’utente, e lavoriamo costantemente per migliorare i nostri algoritmi e mostrare annunci che siano sempre più utili.

Quando si apre una email in Gmail, spesso si vede un annuncio pubblicitario associato al contenuto di quel messaggio. Diciamo che state leggendo un’email nella quale un albergo di Chicago (o di Roma) conferma la vostra prenotazione. A fianco del messaggio potreste vedere una pubblicità dei voli per Chicago (o per Roma, a seconda del caso!).

E’ importante ricordare che il meccanismo attraverso cui vengono mostrati gli annunci pubblicitari è basato su una scansione completamente automatica: per capirci, non c’è nessuno che legge i messaggi di posta elettronica per decidere quali annunci associare al messaggio. Si tratta dello stesso meccanismo di scansione automatica che la maggior parte dei servizi di email, e non solo Gmail, utilizza per filtrare lo spam o rendere possibile il controllo ortografico. Gli annunci pubblicitari sono selezionati in base a un criterio di pertinenza e vengono pubblicati automaticamente utilizzando la stessa tecnologia di pubblicità contestuale sulla quale si basa il programma AdSense.

A volte, tuttavia, non ci sono annunci pubblicitari sufficientemente pertinenti rispetto ad uno specifico messaggio. Da oggi, talora potreste vedere degli annunci che, invece di essere associati al messaggio che state leggendo, sono associati a un altro messaggio che si trova nella stessa pagina della Inbox del messaggio che state leggendo. Per esempio, state leggendo un messaggio in cui un amico vi augura buon compleanno; se non ci sono annunci pubblicitari pertinenti, potreste vedere visualizzato un annuncio che pubblicizza i voli per Roma e che è associato a quella email di conferma dell’albergo per Roma che si trova nella stessa pagina della Inbox.

Per mostrare questi annunci il nostro sistema non archivia nessuna informazione aggiuntiva, semplicemente seleziona un messaggio diverso con cui fare l’associazione contestuale. Così come non conserviamo alcuna informazione relativamente al testo del messaggio che state leggendo, non conserviamo nessuna informazione nemmeno relativamente al testo dei messaggi che sono stati riscansionati dal sistema per individuare un contenuto a cui associare un annuncio pubblicitario pertinente. Il processo è interamente automatico, non ci sono persone che leggono le email e né le email né informazioni personali vengono condivise con gli investitori pubblicitari.

Abbiamo aggiornato una delle voci del centro assistenza e alcune delle Domande frequenti nelle quali si specificava che la pubblicità mostrata a fianco di una email era associata solo al messaggio che si stava leggendo in quel momento. Non ci sono invece modifiche nelle Informazioni sulla privacy di Gmail. Abbiamo anche realizzato un breve video che illustra i cambiamenti apportati:

Il cambiamento verrà implementato nei prossimi giorni e grazie a questo ci auguriamo che gli annunci pubblicitari in Gmail risultino più interessanti: più annunci su argomenti a cui siete interessati e meno annunci non rilevanti.


Scritto da:Steve Crossan, Gmail Product Manager

fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale