Feb 06

COMUNICATO STAMPA

Sudan: si ponga fine a ‘querelle’ su genocidio, si garantisca giustizia al Darfur

“L’eterna querelle sul ‘genocidio sì, genocidio no’ ha ormai raggiunto livelli grotteschi”.
E’ quanto su legge in una nota di ‘Italians for Darfur’, organizzazione promotrice della campagna per la difesa dei diritti umani in Sudan. “I giudici d’appello del Tribunale penale internazionale dell’Aja - prosegue la nota - hanno annullato la decisione della Corte che aveva respinto la richiesta di incriminare il presidente sudanese Omar Hassan al- Bashir, già ritenuto responsabile di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, anche per genocidio. Il reato più grave non venne contestato per insufficienza di prove. Non bastarono i 90mila morti sotto le bombe dell’esercito di Khartoum e degli attacchi incendiari dei Janjaweed (le sole milizie avrebbero trucidato 35mila tra Fur, Masalit e Zaghawa) e le oltre 200mila vittime della crisi umanitaria scaturita dal conflitto, che negli ultimi sette anni é andata sempre peggiorando fino a cristallizzarsi nell’inefficacia di oggi degli aiuti sul campo. In quell’occasione le contestazioni del procuratore Moreno Ocampo furono ritenute eccessive. Oggi i giudici d’appello affermano che l’esclusione di quel reato e delle relative prove fu ‘un errore giuridico’. E noi ci chiediamo: fu errore giuridico o politico?”. “Che il termine ‘genocidio’ abbia sempre destato forti imbarazzi - sottolinea Italians for Darfur - anche in quanti non abbiano mai negato né contestato le responsabilità del presidente sudanese, é ormai fatto noto. Il dubbio che il ‘clima’ pre emissione del mandato di arresto abbia ‘influenzato’ la decisione della Corte é dunque giustificato. “Ci auguriamo che i giudici chiamati ora a stabilire se aggiungere il reato di genocidio alle accuse - conclude la nota dell’associazione - che già includono sette capi d’imputazione per crimini di guerra e contro l’umanità, tra i quali omicidio, sterminio, tortura e stupro, possano esprimersi serenamente e riescano a porre fine a questa assurda querelle avviando così un percorso che porti a una vera giustizia per il popolo ‘martire’ del Darfur”.

Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
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Feb 06

Magdi Allam verso il popolo
di Mario Aiello, Ultimenotizie.tv

(…) Nel movimento «Io amo la Lucania» sono in due: Magdi e Cristiano. Anzi, in tre: Magdi, Cristiano e Allam. E tutti e tre, una trinità in cui il nostro è insieme padre, figlio e spirito santo di se stesso che s’è paracadutato dall’europarlamento di Strasburgo al Sud più desolato che lui farà risorgere, governeranno addirittura la Basilicata. Un trio di governatori per una regione così piccola? Sì. E che trio! Intanto, ai tre, andrebbe dato un tom tom che li aiuti a capire dove si trova la Basilicata, a cui si vorrebbe dare un nuovo nome: «Torneremo a chiamarla Lucania». Quindi diamogli due tom tom, uno per capire dov’è la Basilicata e l’altro per scoprire in quale angolo della Penisola si trova la Lucania. Due tom tom, tre governatori, ma un popolo solo: «Io mi appello al popolo della Lucania….». Così è partita la campagna elettorale dell’ex giornalista del «Corsera». Il quale doveva avere la benedizione di Berlusconi ma poi è saltato «l’accordo politico» fra il Cavaliere e l’egiziano – «Ci mancava solo l’egiziano», ha titolato il «Secolo d’Italia» subito accusato di «razzismo» – e il nostro, transfuga dall’Udc, s’è lanciato nella corsa solitaria. Berlusconi l’avrà scartato perchè – come ha fatto con il sindaco di Assisi – ha trovato le orecchie di Magdi, di Cristiano e di Allam troppo a sventola, e soprattutto troppe: visto che sono sei? Macchè. E’ stato tutto un complotto: «Il premier – ecco la denuncia – ha ceduto alle pressioni dei finiani, che non mi amano». Oppure ha resistito, almeno per una volta, al senso del ridicolo? Amore dei finiani a parte, l’aspirante governatore è il vero titolare ad honorem del Partito dell’Amore. «Io amo la Lucania», e vabbè. Ma anche «Io amo l’Italia», questo il nome del partito-madre che ha dato alla luce il movimento figlio, e vabbè un’altra volta. Ma soprattutto, «Io amo Gesù», così s’intitola un suo libro. Mentre «Io amo Israele» ancora non è sugli scaffali, ma ci si può consolare con «Viva Israele». Dopo la Lucania, il nostro diventerà governatore di Galilea, per poi avviarsi come Napoleone alla conquista del natio Egitto e così avrà un regno (dei cieli) che assomma i Sassi di Matera (più Rionero in Vulture) e le Piramidi con dentro i faraoni, cioè i suoi immeritevoli predecessori? Intanto i suoi appelli ai «cari amici e care amiche del popolo lucano….», e i suoi proclami alle «persone di buona volontà» che lo stanno supplicando a diventare il loro statista locale, stanno facendo breccia nei duri cuori degli indigeni. Ai quali, ma non a tutti e solo a quelli «credenti nella verità e amanti della libertà», il nuovo Messia d’importazione promette che, «a prescindere dalla vittoria, comprerò casa quaggiù», perchè «la Lucania è la mia terra! E voi siete il mio popolo!». Un popolo geloso della propria dignità, a cui Magdi sta attentando insieme ai suoi elettori Cristiano e Allam.

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 06

I link sono uno degli elementi cruciali del Web. L’invenzione di un sistema di documenti interlincato ha rappresentato un passaggio decisivo nella storia di Internet: l’invenzione del World Wide Web :)

La ricerca naturale di Google funziona perché può contare su milioni di persone che inserendo link sulle pagine dei loro siti web ci aiutano nel determinare quali siti offrano contenuto di valore. Google analizza l’importanza e rilevanza di ogni pagina web utilizzando più di 200 segnali ed una varietà di tecnologie, incluso il PageRank™, che ci permettono di determinare i siti che sono stati “votati” come le migliori risorse di informazioni dagli altri siti in giro per il Web.

I link che Google tiene in considerazione a questo fine sono quelli che rappresentano una libera scelta editoriale da parte del proprietario del sito, quelli che sono quindi spontanei, come se fossero dei voti reali o referenze nelle tesi universitarie. Meritocrazia e democrazia del Web sono i punti fermi su cui si basa il nostro algoritmo.

In questa prospettiva e’ evidente che ogni cosa che cerca di manipolare artificiosamente il posizionamento del tuo sito o il suo PageRank™ può solo andare contro la filosofia di Google (e le nostre Linee Guida).

Nonostante ciò, alcuni proprietari di siti e webmaster comprano e/o vendono link (includiamo anche i post a pagamento) per passare PageRank™ non curandosi della qualità di questi link, con l’unico fine di forzare il posizionamento dei siti in questione. Questo a dispetto degli altri webmaster che lavorano duro per creare ottimi contenuti e servizi per i loro utenti, aumentando così in maniera naturale la loro popolarità.

Quindi comprare e/o vendere link che passano PageRank e’ contro le Linee Guida di Google?
Si. Queste strategie rappresentano una violazione delle Linee Guide per i Webmaster fornite da Google e possono avere un impatto negativo sul posizionamento di un sito nei risultati di ricerca.
Come già detto da Matt Cutts (Search Quality Software Engineer), il PageRank mostrato nella Toolbar di Google, la capacita’ del tuo sito di passare PageRank ed altri fattori possono essere interessati se vendi link che passano PageRank. Queste tecniche possono influenzare l’opinione che abbiamo sul valore del tuo sito o addirittura farci perdere la fiducia nel sito stesso.

Vendere link è sempre sbagliato?
No. Quando i link venduti non passano PageRank e quindi non influenzano i motori di ricerca, vanno assolutamente bene. Per esempio, i link a scopo pubblicitario che non passano PageRank e non manipolano i risultati sono perfettamente ok.
I link comprati per generare traffico o per scopi pubblicitari possono essere creati in questi modi:

  • Aggiungendo un attributo rel=”nofollow” al tag
  • Implementando un reindirizzamento di questi link a una pagina intermedia che è esclusa dall’indicizzazione attraverso un file robots.txt

Come posso segnalare dei link a pagamento?
Poniamo il caso che vi imbattiate in un sito che compra o vende link che passano PageRank per manipolare i risultati dei motori di ricerca; potete comunicarcelo attraverso gli Strumenti per i Webmaster. Questo ci aiuterà a migliorare la nostra funzione di rilevamento algoritmico di questi link, e a conservare la meritocrazia nel posizionamento dei risultati nella ricerca.

Dovrei concentrarmi di più sui link o sul contenuto?
Noi crediamo che gli utenti cerchino sempre contenuto di valore. Questo significa che dovreste sempre cercare di offrire il miglior contenuto possibile, e ricordare che il web è pieno di ottimi siti con contenuto interessante: è quindi necessario concentrarsi su questo aspetto. Da una parte, voi dovreste sempre cercare di rendere il vostro sito visibile e conosciuto dagli altri utenti; dall’altra, gli utenti vorranno linkare le vostre pagine se ne apprezzano il contenuto. Quindi, per sintetizzare, contenuti e link sono entrambi importanti, e la loro qualità dovrebbe essere collegata: contenuto utile attirerà link di valore.

Google vuole dirmi come gestire il mio sito?
No. Potete fare quello che volete con il vostro sito. Al tempo stesso crediamo che Google abbia il diritto di fare quello che ritiene più appropriato (per quello che riguarda il nostro indice e l’algoritmo) per fornire risultati di ricerca utili.
Scritto da: Stefano Bezze e Alfredo Pulvirenti, Search Quality Team

fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 06


La libertà d’opinione è un diritto fondamentale. Cosa si può definire opinione e cosa invece solo pregiudizio o ridicola affermazione? È un diritto fondamentale anche dire idiozie, ma è bene soffermarsi sugli effetti e sugli anticorpi (perlopiù assenti nelle tante persone che le ascoltano come fossero un oracolo).
È una abitudine diffusa chiedere al primo che capita cosa ne pensa del nucleare o del buco nell’ozono. Intervistatore e intervistato sono quasi sempre a digiuno degli argomenti di cui blaterano, ma non è un buon motivo per tirarsi indietro!
Ai diritti GLBTQ va particolarmente male. Lorella Cuccarini, presunta icona gay, si dichiara contraria al matrimonio gay perché lei è cattolica – dimenticando che l’Italia è uno Stato laico e non il corpo della testa vaticana e che esiste il matrimonio civile che non dovrebbe discriminare nessun cittadino. Le proteste non sono abbastanza forti per contrastare l’effetto sui tanti che ne sanno ancor meno o che non se ne curano. Tanto più che il Circolo Mario Mieli la ospita giustificandone le posizioni.
Ma Lorella è in buona compagnia: Sabrina Ferilli è d’accordo nel condannare matrimonio e adozioni se non sei eterosessuale; e Lucetta Scaraffia afferma che è forse meglio nascere in seguito a uno stupro che da una coppia gay. Ovviamente senza alcuna spiegazione o argomentazione. È così perché loro pensano così. Poco importa che sia insensato, crudele e lesivo di diritti già zoppicanti.

(Dnews, 5 febbraio 2010)

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

Sep 03

Questo piccolo isolotto del Lago di Bolsena è ciò che resta, come quello bisentino, del cono eruttivo del vulcano sottostante l'attuale lago. Esso dista appena un chilometro dalla costa del lago ed è incredibilmente diverso dal compagno. I suoi dieci ettari ospitano una comunità vegetale pressochè integra e apparentemente molto più selvatica, quasi tropicale. Le sponde sono popolate da numerose colonie di uccelli acquatici e al di fuori delle specie vegetali ed animali l'isola non è attualmente popolata.
Sicuramente visitato dagli etruschi, forse anche dai romani, l'isola è storicamente famosa per la detenzione di due incredibili donne: Cristina, martire e patrona di Bolsena, fu relegata sull'isola da papa Urbano IV affinchè rinnegasse la sua forte fede cristiana; Amalasunta, regina degli Ostrogoti, dal carattere deciso e diplomatico si inimicò i Goti e tramite un complotto di questi col famigliare Teodato fu dapprima imprigionata nell'isola e quindi uccisa nel 535 d.C.
L'isola ha storicamente attratto l'attenzione sia dei nativi dei borghi limitrofi (a questa epoca risale la chiesa di S. Stefano del IX sec.) dei Viterbesi, dei signori di Bisenzio e del papato. Sotto la chiesa l'isola ha vissuto il periodo di massimo splendore. A partire dal XVII secolo, sotto il ducato di Castro l'isola fu progressivamente abbandonata, le strutture smantellate ed i materiali riutilizzati per la costruzione di Marta. Attualmente l'isola vi è una residenza Privata e non è visitabile.

fonte: www.lago-di-bolsena.biz » vai al post originale »

Feb 06


Scrive Lucetta Scaraffia sul Riformista di ieri («Il no al matrimonio tra omosessuali non è omofobia», 4 febbraio 2010, p. 17):
Il matrimonio infatti non appartiene al novero dei diritti che devono essere garantiti a tutti, ma è una istituzione che prevede la creazione di una famiglia, e quindi nasce dal legame fra una donna e un uomo che possono procreare. Se proprio lo vogliamo considerare un diritto, si tratta di un diritto che come molti altri – per esempio il diritto di voto, per usufruire del quale bisogna avere compiuto diciotto anni – richiede delle condizioni per accedervi. E non potersi sposare fra persone dello stesso sesso non può certo essere considerata una discriminazione o una mancanza di rispetto: è solo la constatazione che mancano dei requisiti richiesti per il matrimonio. Anche se questo, in una società che nella propria cultura ha ormai separato sessualità e riproduzione, non è sempre facile da capire. Devo ancora incontrare un omofobo – pardon: una persona contraria al matrimonio tra omosessuali – che mi sappia spiegare in modo semplice e logico perché, in base ad argomenti come quelli offerti qui dalla Scaraffia, non si debba essere anche contrari al matrimonio tra un uomo e una donna che abbia superato i cinquant’anni, e che sia dunque senza alcun dubbio non più capace di procreare. Forse bisognerebbe istituire un premio in denaro: 1000, 2000 euro a chi trova la soluzione… Magari può concorrere anche la professoressa Scaraffia, che nel gennaio del 2009, a 60 anni suonati, confidava a Panorama di voler sposare in chiesa Ernesto Galli della Loggia (e vabbè che questi era già civilmente suo marito). Non risulta che i due abbiano avuto figli assieme.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale