feb 10

Per lanciare la sua “proposta politica qualitativamente nuova e autenticamente innovativa”, Allam ha comunicato il suo primo punto programmatico: “in caso di vittoria, mi impegnerò a cambiare il nome della regione da Basilicata a Lucania”. E con questo l’ex vice direttore del Corriere si è guadagnato a pieno titolo la patente di meridionalista, che, fosse stato in vita, Gaetano Salvemini in persona avrebbe avuto il piacere di consegnargli. Ecco cosa scriveva, in un articolo del 1912 sulla “piccola borghesia intellettuale meridionale”, trasformista e ignorante, il deputato molfettese: “Sapete di che cosa discutono oggi, per che cosa si agitano, parecchi intellettuali della Basilicata, della regione più infelice e più dimenticata d’Italia, dopo la Sardegna? di rimboschimenti? di bonifiche? di sistemi tributari e doganali? di scuole? Oibò! Questi animali si agitano, affinché il nome della Basilicata sia sostituito con quello di Lucania”.

Magdi Cristiano Allam e Gaetano Salvemini, di Mack the Knife

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale





feb 10

Con la quantità di comunicazioni che oggi avvengono online, il web diventa sempre più sociale. Su Internet è possibile condividere informazioni interessanti, aggiornare gli amici in tempo reale su numerose attività e rimanere connessi con il maggior numero di persone. In Google crediamo che organizzare l’informazione sociale presente sul web, trovando ciò che é più rilevante tra i tanti messaggi di fondo, sia un’attività interessante cui dedicarsi.
Per questo abbiamo introdotto innovazioni nel motore di ricerca americano, come “real time search” e “social search” e oggi facciamo un altro passo in avanti presentando a tutti voi Google Buzz.

Google Buzz è un nuovo modo di condividere aggiornamenti, foto, video e altro ancora direttamente da Gmail e con i vostri contatti preferiti, sfruttando la rete sociale che da sempre è alla base della vostra casella di posta elettronica. Buzz porta in superficie questa rete, selezionando i contatti con cui vi relazionate più frequentemente ma lasciandovi decidere con chi e cosa condividere.

Questo progetto nasce dal desiderio di creare un’esperienza di condivisione facile da utilizzare e in cui integrare foto, video e link utili per renderla ancora più ricca.

Nei prossimi giorni introdurremo Buzz in tutti gli account Gmail, se non doveste vederlo immediatamente non dovete far altro che attendere un po’.

Oltre a Gmail, Buzz è accessibile da device mobili, che permettono di aggiungere un elemento importante alla condivisione: la posizione geografica. I post taggati con informazioni geografiche hanno una dimensione di contesto in più e vi permettono di rispondere automaticamente alla domanda: “dov’eri quando hai condiviso questo aggiornamento?”.
Inoltre, quando vengono visualizzati insieme, gli aggiornamenti legati ad un certo luogo geografico possono dipingere un’immagine piuttosto ricca di quella località. Date un’occhiata al blog mobile di Google se volete maggiori informazioni su questa funzionalità.

Chiaramente per realizzare Buzz ci siamo affidati molto all’apertura di altri servizi, come Flickr e Twitter, che attraverso Buzz puoi collegare al tuo account Gmail. Buzz stesso non è un progetto nato per essere chiuso; infatti mentre i nostri sforzi fino ad ora si sono concentrati nel darvi una fantastica esperienza di utilizzo del servizio, il nostro obiettivo a lungo termine è quello di rendere Buzz una piattaforma di conversazione online completamente aperta.

Siamo già al lavoro per creare un set di API completo per gli sviluppatori, anche se al momento abbiamo una semplice API che utilizza protocolli standard per accedere al contenuto pubblico di Buzz. Di certo avremo presto novità da comunicarvi a questo proposito e anche per quanto riguarda un eventuale utilizzo del servizio su Google Apps per scuole e aziende.

Per ora ci auguriamo che possiate divertirvi utilizzando questa nuova esperienza di condivisione su Gmail e dispositivi mobili. Se volete saperne di più, visitate buzz.google.com e come sempre, attendiamo i vostri suggerimenti sul progetto.

Scritto da: Google Italy Blog Team


fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

feb 10

Anche quest’anno si celebra in Europa il Safer Internet Day, la giornata dedicata alla sicurezza in rete. Internet è un mezzo con potenzialità incredibili per la comunicazione, l’apprendimento, la circolazione delle informazioni, è quindi uno strumento che può essere di supporto, ausilio, divertimento per tutti e soprattutto per i ragazzi. E’ importante però saperlo utilizzare ed è nostro dovere fornire tutte le informazioni utili per una navigazione consapevole.

Per questa ragione abbiamo pensato e realizzato insieme con la Polizia Postale delle Comunicazioni ‘Non perdere la bussola’, un progetto che va nella direzione di fornire una serie di contenuti educativi ai ragazzi che utilizzano la rete, agli insegnanti e alle famiglie. Noi abbiamo fornito il contenuto educativo, lasciando agli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni il compito di incontrare i ragazzi. L’educazione all’uso della rete è infatti un percorso che deve essere condiviso.

Il nostro obiettivo è promuovere un uso sicuro e responsabile della rete. In un processo di formazione – condiviso dal mondo della scuola e dalle famiglie – i ragazzi potranno comprendere al meglio le opportunità e i rischi di Internet e quindi ad usare il buon senso indispensabile in tutte le cose della vita per proteggere la loro privacy, rispettare il copyright, segnalare i contenuti pericolosi e combattere il bullismo.

Ci sembra utile postare il video che la Commissione Europea ha realizzato per la promozione di questa giornata di sensibilizzazione

Scritto da: Marco Pancini, European Senior Policy Counsel

fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

feb 10

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 06

Questo piccolo isolotto del Lago di Bolsena è ciò che resta, come quello bisentino, del cono eruttivo del vulcano sottostante l'attuale lago. Esso dista appena un chilometro dalla costa del lago ed è incredibilmente diverso dal compagno. I suoi dieci ettari ospitano una comunità vegetale pressochè integra e apparentemente molto più selvatica, quasi tropicale. Le sponde sono popolate da numerose colonie di uccelli acquatici e al di fuori delle specie vegetali ed animali l'isola non è attualmente popolata.
Sicuramente visitato dagli etruschi, forse anche dai romani, l'isola è storicamente famosa per la detenzione di due incredibili donne: Cristina, martire e patrona di Bolsena, fu relegata sull'isola da papa Urbano IV affinchè rinnegasse la sua forte fede cristiana; Amalasunta, regina degli Ostrogoti, dal carattere deciso e diplomatico si inimicò i Goti e tramite un complotto di questi col famigliare Teodato fu dapprima imprigionata nell'isola e quindi uccisa nel 535 d.C.
L'isola ha storicamente attratto l'attenzione sia dei nativi dei borghi limitrofi (a questa epoca risale la chiesa di S. Stefano del IX sec.) dei Viterbesi, dei signori di Bisenzio e del papato. Sotto la chiesa l'isola ha vissuto il periodo di massimo splendore. A partire dal XVII secolo, sotto il ducato di Castro l'isola fu progressivamente abbandonata, le strutture smantellate ed i materiali riutilizzati per la costruzione di Marta. Attualmente l'isola vi è una residenza Privata e non è visitabile.

fonte: www.lago-di-bolsena.biz » vai al post originale »

feb 10

Una rosa per Eluana Englaro
È passato un anno dalla morte di Eluana Englaro. Diciotto anni dall’incidente mortale. Due morti diverse, spesso coincidenti: quella della coscienza, la morte mentale o biografica; quella che ti fa smettere di pensare e capire e sentire. E quella del corpo, assoluta e totale. Due morti diverse se si accoglie la premessa che la vita biologica è una condizione necessaria ma non sufficiente per la vita personale. Due morti diverse: una fortuita e accidentale; l’altra voluta, rivendicata come libertà e diritto di scegliere. E il volere la morte è qualcosa che non si perdona. Perché la vita è sacra e sono tutti bravi a dirti che non te ne puoi liberare, salvo poi magari ripensarci qualora si sia direttamente coinvolti. Perché la vita è sacra e il tuo volere non conta nulla.

Continua su Giornalettismo, 9 febbraio 2010.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale