Quando un candidato alle elezioni non ci mette la faccia, solo per dimostrare di essere diverso e originale, a volte, è peggio. (Soprattutto se ha poco o niente da dire.)
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Quando un candidato alle elezioni non ci mette la faccia, solo per dimostrare di essere diverso e originale, a volte, è peggio. (Soprattutto se ha poco o niente da dire.)
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Il Justice and Equality Movement, il principale movimento ribelle del Darfur, ben armato e di matrice ideologica vicina a quella di Hassan al Turabi, ma che gode tuttavia del supporto solo di una parte della popolazione del Darfur, principalmente dell’etnia zaghawa, ha siglato un accordo con il governo sudanese in preparazione al prossimo meeting a Doha, in Qatar. Il governo sudanese ha promesso la liberazione di una parte dei prigionieri e un cessate il fuoco bilaterale.
Un simile accordo era gia’ stato raggiunto l’anno scorso, ma la peculiarita di quello attuale e’ che giunge dopo l’accordo di non belligeranza tra Chad e Sudan. L’SLM -AW prosegue invece nella sua linea contro ogni trattativa finche’ non verra’ garantita la fine di ogni aggressione militare in Darfur, in particolare proprio nell-area del Jbel Marra sotto il controllo del movimento, quest’ultimo sempre piu lacerato da tensioni e defezioni interne, e sempre piu’ isolato dalla piu aggressiva linea politica del JEM.
Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
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“La motivazione dell’agire dell’imputato (il padre di Hina, che ha ucciso la figlia, ndr) è scaturita da un patologico e distorto rapporto di possesso parentale, essendosi la riprovazione furiosa del comportamento negativo della propria figlia fondata non già su ragioni o consuentudine religiose o culturali, bensì sulla rabbia per la sottrazione al proprio reiterato divieto paterno».
Sentenza n.6587 della Prima sezione penale (Il Corriere)
“Non esiste nessun nesso tra il Corano, le idee religiose e quanto è accaduto alla piccola Hina, sgozzata con barbarie dal padre per la sua relazione. Anche ammettendo che tra i due fidanzatini ci fosse un rapporto più che “platonico”, il padre non aveva nessuna scusa “religiosa” per compiere un crimine efferrato come quello”.
Il sottoscritto, qui
“E Hina è solo il caso più noto. Ce ne sono stati anche altri che magari non sono finiti in tragedia per poco (…)”. Un dramma derivato da una cultura arretrata o dall’estremismo? (chiede il giornalista dopo l’uccisione di Sanaa, ndr) Guardi, il paradosso è che in Marocco una cosa così non succederebbe più! La popolazione è più secolarizzata, negli ultimi dieci – quindici anni si sono fatti passi da gigante grazie a tante associazioni di donne. Molti immigrati che stanno qui da anni, magari analfabeti, non hanno vissuto questo passaggio e anzi, si sono chiusi nel tradizionalismo e sono stati influenzati da un Islam che non ha niente a che vedere con la cultura marocchina”
Intervista a Souad Sbai, Panorama, Mercoledi 16 settembre 2009
Sulla sentenza, consiglio vivamente la lettura dell’articolo di Lorenzo Declich. Tra l’altro proprio Lorenzo segnala la presenza di un gruppo facebook – che rischia la chiusura – intitolato: “Souad Sbai, non voglio che mi rappresenti”, a cui si sono aggregate più di 1450 persone. (E pensare che la Sbai, su Facebook, ha appena 841 fan.) Il gruppo si descrive cosi:
“Gruppo creato per unire tutti i Marocchini, in particolare, ed i Musulmani, in generale, che non vogliono essere rappresentati da lei o che non si identificano nell’immagine dell’Islam rispecchiata dalle sue diverse vergognose (non tutte!) dichiarazioni sui Musulmani nei vari mass media italiani. Il gruppo è aperto a tutte le Persone che hanno a cuore questa nostra causa, a prescindere dal loro crede religioso e dalla loro cittadinanza; basta che siano Cittadini del mondo. Il gruppo condanna ogni tipo di violenza o oppressione contro le donne, senza distinzione di appartenenza di genere. Ricordiamo che lo scopo qui non è affatto andare contro tale o tale Organo politico o religioso, ma soltanto far capire a tutti che l’essere musulmani praticanti non significa implicitamente essere dei presunti terroristi come viene spesso sottinteso dall’On. Sbai. Inoltre, come abbiamo sempre affermato, condanniamo con forza e senza riserva qualunque tipo di terrorismo o di estremismo che mira a fomentare l’odio verso il diverso.Non saranno tollerati minacce, insulti o volgarità nei confronti della persona di Souad Sbai, per il semplice motivo che tali comportamenti non fanno parte né della cultura islamica né dei dettami della nostra amata religione che è l’Islam. Quindi, i commenti offensivi saranno prontamente cancellati ed i loro autori categoricamente “bannati” dal gruppo”.
Non mi sembra che ci sia nulla di “estremista”, come invece lamentato da movimenti vicini alla Sbai. O sbaglio?
fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale
L’asilo comunale? Solo per i bambini che provengono da famiglie che accettano «l’ispirazione cristiana della vita». Il regolamento è stato approvato a maggioranza dal consiglio comunale di Goito fra le proteste di tutta l’opposizione. Un esposto è già stato presentato all’Associazione nazionale dei Comuni italiani.
Il regolamento, all’articolo 1, pone come condizione per iscrivere il figlio all’asilo l’accettazione di una sorta di preambolo religioso: la provenienza da una famiglia cattolica o cristiana, escludendo di fatto molte famiglie di immigrati di diverso orientamento religioso. Resta da stabilire se nell’ispirazione cristiana siano comprese le coppie divorziate o i non credenti.All’asilo comunale si accettano solo bimbi di famiglie cristiane, Gazzetta di Mantova, 23 febbraio 2010.
fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale