mar 08

Per ricordare Ennio Flaiano, a cent’anni dalla nascita (5 marzo 1910).

Video segnalato su Nazione Indiana.

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mar 08

Il comando della missione di pace in Darfur delle Nazioni Unite, UNAMID, ha fatto sapere ieri che oltre settemila sfollati fuggono dal Jebel Marra, a causa degli scontri tra i soldati sudanesi e i ribelli di Abdel Wahid. A un anno dal mandato di arresto per il Presidente sudanese Al-Bashir per crimini di guerra e contro l’umanità, e a poco più di un mese dalle prime elezioni presidenziali del Paese, che vedrà il Darfur uscire in ogni caso perdente vista l’impossibilità per milioni di cittadini di esercitare il diritto al voto, la guerra, la fame, le malattie non conoscono tregua. Via dai villaggi di Nierteti, Golo, Tour, via da Timu, Bomboge, Sara Woumly, Allu, Tire, Diberna, Deribat: 7000 persone, il cui nome e la cui storia si perdono nella lotteria melanconica dell’ufficio stampa delle Nazioni Unite.M.A.Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
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Per informazioni sulla campagna on-line scrivi a:
blog[at]italianblogsfordarfur.it

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mar 08

Il promotore del gruppo “Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down” è stato identificato. Trattasi di un dicianovenne con problemi psichici, affetto da disturbi comportamentali e da tempo sottoposto a trattamento psichiatrico. Ha promosso l’iniziativa soltanto per fare ‘trolling’ ed ottenere il maggior numero di iscritti possibile. Basterebbe questo per smontare il “caso” che ha monopolizzato i media per giorni, dando la possibilità a politici e opinionisti di occupare, foss’anche per qualche secondo, il flusso mediatico che si scatena in simili occasioni. E’ preoccupante, però, che anche questa volta i media non abbiano avuto remore nel sottolineare le origini del dicianovenne, che – ovviamente – non è italiano. Probabilmente perché gli italiani disturbati non aprono pagine simili. Eppure sono migliaia le pagine web che invocano i vagoni piombati per gli immigrati e l’olocausto per i musulmani. Probabilmente, quindi, tanto disturbati, quelli là, non lo sono. Anzi. sono talmente lucidi che c’è persino chi cerca di accappararsi i loro voti. E così, sui giornali, quello che ha aperto l’odiosa pagina facebook non è – banalmente e tristemente – un ragazzo disturbato. No, quello è un dettaglio marginale, da riportare nel sottotitolo o nel corpo dell’articolo. La vera notizia, per i media italiani, è che si tratta di “un cingalese”. Cosi recitano quasi tutti i titoli, e a caratteri cubitali. Immediatamente dopo si ricorda che il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna era intervenuta parlando di “atto indegno di persone civili, inaccettabile e pericoloso”. Con il risultato che il lettore identifica immediatamente il “cingalese” con gli “incivili” che commettono “atti pericolosi”. E invece è molto più pericoloso, secondo me, il gioco dei media che – implicitamente – diffondono pregiudizi etnico-razziali persino attraverso una storia come questa. Sorge spontanea una domanda: i 1300 individui che si sono iscritti al gruppo del “cingalese” in poche ore erano tutti cingalesi oppure erano tutti disturbati? Se facessimo una statistica, sono sicuro che in mezzo a loro ci sarà una maggioranza di italianissimi cittadini. Probabilmente giovani bulli, esaltati di ispirazione neonazista e ragazzini alla ricerca di provocazioni che procurino un attimo di effimera notorietà virtuale. Ma sicuramente non disturbati nel senso clinico del termine, come lo era – appunto – il “cingalese”.

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mar 08

 
non mi sento troppo bene

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