mag 29

In tutto il mondo, Google Maps viene utilizzato per cercare locali, bar e ristoranti. E con i mondiali di calcio che si avvicinano, milioni di tifosi saranno alla ricerca del posto migliore per assistere alle partite: se sei il proprietario di una attività di questo tipo é il momento perfetto per creare gratuitamente una scheda su Google Places per la tua attività.

Visita il sito: www.google.it/partiteindiretta

Partecipa alla promozione ‘Febbre da Mondiali” inserendo la tua attività su Google Maps e potrai sfruttare al massimo la passione degli italiani per il calcio. Potrai inserire tutte le informazioni relative al tuo ristorante, pub o bar, come gli orari di apertura e le partite a cui sarà possibile assistere nel tuo locale. Potrai così:

  • dare modo ai tuoi potenziali clienti di conoscere l’indirizzo della tua attività con una breve descrizione, di visualizzare immagini del tuo locale e di disporre di una lista di partite a cui assistere
  • aumentare il numero dei tuoi clienti, in modo assolutamente gratuito
  • avere il tuo locale visibile su Google Maps, senza bisogno di possedere un sito Internet


Il goal più bello di quest’estate? Iscriversi a Google Places!

Assicurati di iscriverti entro l’11 di Giugno, per essere certo che i tuoi clienti appassionati di calcio possano trovare il tuo locale in tempo per assistere alle partite dei mondiali.

Buon lavoro e buon divertimento!

Scritto da: Google blog Team


fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale





mag 29

Da sempre Venezia e Firenze sono considerate tra le più belle città al mondo, patrimonio artistico e culturale d’interesse non solo per noi italiani, che abbiamo la fortuna di poterle ospitare, ma per milioni di persone che ogni anno vi fanno visita.

In Google pensiamo che la tecnologia possa giocare un ruolo molto importante per diffondere ancora di più la cultura nel mondo. Per questo abbiamo avviato un progetto su Google Earth, il nostro software che ricostruisce il globo terrestre e consente a chiunque di visitarne gli angoli più remoti e suggestivi, per ricostruire in 3d il maggior numero di città d’arte, capitali europee e internazionali, fin nei minimi dettagli.

Dopo Milano, ora abbiamo il piacere di informarvi che anche Firenze e Venezia sono visitabili in 3d su Google Earth. Vi basta scaricare la versione più aggiornata del software, digitare il nome della città nella barra di ricerca e selezionare il livello “edifici in 3d”, sul pannello di controllo posto a sinistra del vostro schermo.

In pochi istanti avrete l’opportunità di visitare la laguna di Venezia in modo inedito e godervi una panoramica aerea della sua forma dall’aspetto di pesce con la coda rivolta verso est. Utilizzando gli strumenti di navigazione di Google Earth, potrete soffermarvi sui simboli e le leggende di questa città: Piazza San Marco e la Basilica colorata d’oro e vestita di mosaici, il Canal Grande e il Ponte dei Sospiri.

E poi ancora, potrete volare sopra Firenze e ammirarne dall’alto la sua eccezionale scenografia al centro dell’ampia conca ad anfiteatro, sorvolando piazza della Signoria, passando per la vicina Galleria degli Uffizi, e il maestoso Duomo, librandovi sull’Arno, sul Ponte Vecchio e le sue botteghe di gioiellieri.
Sono oltre 16 mila gli edifici ricostruiti nel dettaglio a Firenze, oltre 17 mila quelli di Venezia.

E se questo ancora non vi basta potrete volare nelle decine di città ora visitabili in tutto il mondo: Vienna, Madrid, Barcellona, Atene, Stoccolma, Copenaghen, Helsinki, Oslo, Valencia, Dublino, Amburgo, Budapest, Praga, New York, Parigi e molte altre.

Di certe ne svilupperemo di nuove e in attesa di potervi aggiornare su questo fronte non ci resta che augurarvi un buon viaggio su Google Earth.

Scritto da: Google Italy Blog Team


fonte: googleitalia.blogspot.com » Vai al post originale

mag 29

[...]

I significati delle parole sono mutevoli, a volte capricciosi. Qualche volta sono stravolti volontariamente per lasciare intatta solo la forma o per dissimulare la realtà. Tanto più il dominio è ampio, tanto più i fraintendimenti sono facili e, se ricercati, sono perversi. “Libertà”, ancora questa parola, offre un buon esempio. Basta pensare a come sia stata stravolta nel nome della coalizione al governo: il “Popolo delle Libertà”, ovvero “facciamo un po’ come cazzo ci pare” nella convincente interpretazione di Corrado Guzzanti e Neri Marcoré. Allora si chiamava “La casa delle libertà”, ma lo slogan funziona anche con il popolo.

Se poi dopo “libertà” aggiungiamo “di stampa” la situazione diventa ancora più bizzarra. La libertà di stampa nel Paese Italia. Uno strano animale, un ossimoro ben vestito, un’ombra leggera. Una libertà stritolata da una distribuzione delle carte truccata. C’è il banco, insomma, che la fa da padrone. Ma è tutto in regola, nessuno protesta (non è proprio vero, ma la protesta non è abbastanza forte e diffusa). Perché sono in molti a guadagnarci da quella mano truccata. E da quella successiva e da quella ancora dopo.

Su Giornalettismo. Noi ne avevamo già scritto qui.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

mag 27

Fonte immagine: palermo blog sicilia.

A Palermo è comparsa questa affissione: apriti cielo! Son scoppiate polemiche di varia natura, con i soliti “distinguo” di carattere tecnico. L’operazione si è dimostrata efficace se non altro per il polverone sollevato (bisognerà poi vedere se il traffico nel punto vendita è aumentato).

Ho fatto una veloce ricognizione sul web: tra parodie, fake e deliri, ho scoperto che Hitler è parecchio usato (e abusato).

La pubblicità può provocare, come ci ricorda Bill Bernbach:

Provoca. Ma assicurati che la provocazione nasca dal prodotto.

Chiudo la breve carrellata con lo straordinario Charlie Chaplin che, nel Grande Dittatore, irride la lingua, la retorica e la gestualità teatrante del tiranno (di tutti i tiranni).

fonte: creativeclassics.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 06

Questo piccolo isolotto del Lago di Bolsena è ciò che resta, come quello bisentino, del cono eruttivo del vulcano sottostante l'attuale lago. Esso dista appena un chilometro dalla costa del lago ed è incredibilmente diverso dal compagno. I suoi dieci ettari ospitano una comunità vegetale pressochè integra e apparentemente molto più selvatica, quasi tropicale. Le sponde sono popolate da numerose colonie di uccelli acquatici e al di fuori delle specie vegetali ed animali l'isola non è attualmente popolata.
Sicuramente visitato dagli etruschi, forse anche dai romani, l'isola è storicamente famosa per la detenzione di due incredibili donne: Cristina, martire e patrona di Bolsena, fu relegata sull'isola da papa Urbano IV affinchè rinnegasse la sua forte fede cristiana; Amalasunta, regina degli Ostrogoti, dal carattere deciso e diplomatico si inimicò i Goti e tramite un complotto di questi col famigliare Teodato fu dapprima imprigionata nell'isola e quindi uccisa nel 535 d.C.
L'isola ha storicamente attratto l'attenzione sia dei nativi dei borghi limitrofi (a questa epoca risale la chiesa di S. Stefano del IX sec.) dei Viterbesi, dei signori di Bisenzio e del papato. Sotto la chiesa l'isola ha vissuto il periodo di massimo splendore. A partire dal XVII secolo, sotto il ducato di Castro l'isola fu progressivamente abbandonata, le strutture smantellate ed i materiali riutilizzati per la costruzione di Marta. Attualmente l'isola vi è una residenza Privata e non è visitabile.

fonte: www.lago-di-bolsena.biz » vai al post originale »

mag 27

Non se ne comprende l’origine, ma la febbre che imperversa nei campi di Nyala, Sud Darfur, continua a uccidere centinaia di bambini, nel giro di sole 48 ore.
Ciò che più preoccupa è che dai due ai tre nuovi nati condividono lo stesso letto in ospedale, data la scarsità di spazio e strutture adatte, aumentando il rischio di contagio tra infanti, condizione aggravata dalle alte temperature e dall’uso di acqua spesso non potabile. In soli tre mesi, da Marzo a Maggio, il numero di bambini infettato è salito a 988.
Nyala ha chiesto l’intervento delle organizzazioni internazionali per l’identificazione del patogeno.
Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
http://www.italianblogsfordarfur.it –
Per informazioni sulla campagna on-line scrivi a:
blog[at]italianblogsfordarfur.it

fonte: www.italianblogsfordarfur.it » Vai al post originale

mag 27

Dal 29 maggio al 6 giugno 2010
nel contesto della Borsa del Turismo 100 Città d’Arte
inaugurazione sabato 29 maggio ore 18.00

a cura di Associazione Mirada e Bronson Produzioni
FARGO Cafè
Angolo Via Girolamo Rossi/Vicolo Padenna Ravenna
Orari: tutti i giorni dalle 08 alle 02

Dopo la mostra di aprile 2010 presso il Castel Sant’Elmo di Napoli, Giuda torna con una nuova installazione realizzata in occasione della Borsa del Turismo 100 Città d’Arte di Ravenna. Non solo le tavole originali del primo numero di Giuda, ma anche suoni e visioni dagli ospiti del cimitero di montparnasse in un allestimento di gusto sepolcrale.

http://www.giudaedizioni.it

fonte: politicalcomic.blogspot.com » Vai al post originale

mag 25

Let Out the Creative BeastView more presentations from Betsy Streeter.

Grazie a Roberta Buzzacchino di mappe mentali blog per aver scovato questa bella presentazione.

fonte: creativeclassics.blogspot.com » Vai al post originale

mag 25

Coloro che sono affini alle parole di questo blog, seguono un percorso comune e spesso molto impegnativo. La scoperta di ogni lato oscuro, ogni imperfezione del nostro ego, ogni manifestazione del nostro carattere, viene a poco a poco trasformata per essere riequilibrata. Nel corso di questi anni sono stati tolti molti veli e molti fili invisibili, che ci legavano a una realtà distorta e non veritiera, abbiamo sperimentato un mondo pieno di illusioni e retroscena, alla base del controllo di ogni singolo individuo. Oggi è difficile andare avanti, tutto è ormai estremamente doloroso, ogni aspetto della nostra vita interiore (e quindi esteriore) sta crollando davanti ai nostri occhi. Sentirsi totalmente scollegati da ciò che ci circonda è la sensazione predominante degli ultimi mesi, come se non facessimo parte del mondo in cui viviamo. Si potrebbe vivere sotto un albero senza aver bisogno di nulla, eppure con il desiderio innato di far conoscere alle persone che incontriamo, i tesori che abbiamo scoperto. Tesori che hanno colmato il nostro cuore ma nello stesso tempo lo hanno squarciato, tale è la loro forza e la loro verità. Sapere ciò che può accadere, riuscire a percepire gli eventi per quello che sono, piuttosto che per quello che vogliono farci credere, capire se una persona vive nella Luce del Padre oppure lavora per altri padroni, tutto questo forgia la nostra anima, in sentimenti di grande espansione, talvolta misti a periodi di profonda solitudine e tristezza. Difficile prevedere esattamente ciò che vivremo nei prossimi anni, ma ascoltando noi stessi sappiamo perfettamente la risposta. Nonostante tutto il forti saranno chiamati ad essere forti, dovranno incarnare i principi universali che solo il vero Cristo ha portato sulla terra, i pensieri più alti e più amorevoli, in ogni situazione. Mentre la nostra vita sembra disintegrarsi, mentre perdiamo ogni cosa per guadagnarla dentro di noi, riusciamo a percepire il mondo per quello che è. Nonostante tutto credo che questa sia una fortuna immensa.

Ti è piaciuto l’articolo? Clicca su OKPuoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

fonte: freenfo.blogspot.com » Vai al post originale

mag 25

Ecco perché sono scomparso per un po’. Scusate. Spero di poter riprendere a riscrivere a breve, nel frattempo chiedo gentilmente ai miei commentatori – visto il tenore dello scambio nelle ultime settimane – di darsi una “calmata”.

Un’occasione unica per avvicinarsi ad un aspetto inusuale della cultura e dell’arte islamica: gli astrolabi e l’architettura della cupola islamica. Si tratta della mostra “Cavalieri di Stelle. Sotto la Cupola del Cielo”, organizzata sotto la supervisione scientifica della Prof.ssa Anna Marotta (ordinario del Dipartimento per le Scienze e le Tecniche dell’Insediamento, II facoltà di Architettura), e curata da Sherif El Sebaie, esperto di Arte Islamica e docente di Lingua Araba e Civiltà islamica. L’esposizione propone infatti pregevoli riproduzioni dei meravigliosi astrolabi arabi i cui originali sono conservati oggi in diversi musei internazionali quali il Metropolitan di New York, il British Museum e la Biblioteca Nazionale di Parigi. La mostra ha però anche lo scopo di esaltare l’architettura della cupola islamica, frequentemente decorata con motivi geometrici talvolta a forma di stella, come metafora della volta celeste, mettendo in correlazione astronomia e architettura.

In occasione dell’inaugurazione, che si è svolta il 24 maggio alle 18,30 presso l’Aula Magna del Politecnico, un sistema all’avanguardia di proiezione su tre schermi brevettato da CULTNAT (Centro per la Documentazione del Patrimonio e dell’Eredità Egiziana – Biblioteca Alessandrina) ha permesso attraverso le più sofisticate tecniche di proiezione virtuale e di ricostruzione tridimensionale di fare rivivere l’eredità dell’Antico Egitto. Per la prima volta in Italia è stata proiettata un’opera lirica cantata in “lingua geroglifica” tratta dai testi incisi sul celebre Zodiaco del tempio di Dendera, che rappresenta il cielo così come era conosciuto dagli antichi egizi. L’opera lirica concludeva un dettagliato percorso che illustra la storia del tempio e soprattutto i significati nascosti dello zodiaco. La seconda proiezione ha fatto invece rivivere, a tremila anni di distanza, la Festa di Opet, ricorrenza sacra dedicata al Dio Amon, dio Ariete di Tebe, confrontando le raffigurazioni riportate sui bassorilievi del tempio di Luxor ai rituali praticati ancora oggi dagli egiziani musulmani nel corso della festa dello sceicco sufi Abu Al-Hajjaj, seppellito in una moschea risalente al 19esimo secolo e che oggi è parte integrante del tempio.

L’evento, frutto della collaborazione tra il Politecnico di Torino, l’Associazione Culturale Inturin, l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata Egiziana in Italia, l’Ufficio Scientifico dell’Ambasciata Italiana al Cairo, e il CULTNAT – con il contributo della Regione Piemonte e del Politecnico – è stato inaugurato in presenza del Consigliere Culturale e Scientifico dell’Ambasciata egiziana a Roma – che ha conferito al Curatore, al Supervisore scientifico e agli Enti promotori il Certificato di Benemerenza e Gratitudine dell’Ambasciata Egiziana -, dal Direttore del Centro per la Documentazione del Patrimonio e dell’Eredità egiziana, già Ambasciatore dell’Egitto presso l’UNESCO e dall’Assessore all’Istruzione, Turismo e Sport della Regione Piemonte e il Pro-Rettore del Politecnico di Torino. La mostra è stata inoltre visitata in anteprima assoluta da S.E. il Console Generale degli Stati Uniti d’America.

L’inaugurazione della mostra darà il via, a partire da martedì 25 maggio, al seminario internazionale sull’Architettura Islamica promosso e organizzato dalla prof.ssa Anna Marotta e che si svolgerà presso il Castello del Valentino e il Politecnico di Torino. Il seminario, che coinvolgerà esperti di arte e architettura islamica provenienti dall’Università del Cairo e da altre università italiane, affronterà i temi dell’architettura islamica indagando in modo particolare sulle cupole delle moschee e le decorazioni arabescate che caratterizzano tali monumenti.

fonte: salamelik.blogspot.com » Vai al post originale

mag 25

C’è un equivoco ampiamente diffuso nei commenti usciti in questi giorni sulla creazione della prima cellula artificiale. L’argomento che si usa è il seguente: il genoma inserito nella cellula di Mycoplasma capricolum è stato creato artificialmente, è vero; ma il resto della cellula – con le sue proteine, i suoi lipidi, etc. – no. Non si può ancora parlare, dunque, di vera vita artificiale. Scrive per esempio Luca Landò sull’Unità di ieri («Quella cellula benedetta dalla Chiesa», 23 maggio 2010, p. 17):
quel batterio è pur sempre un organismo naturale, anche se riveduto e corretto con l’inserimento di un Dna sintetizzato in laboratorio. II geniale e astuto Craig Venter non ha creato la vita, come hanno scritto in molti, ma riprogrammato un batterio gia esistente. Un po’ come mettere un nostro dischetto nel computer del vicino: quello che vediamo sullo schermo è solo merito nostro o anche del vicino che ha messo a disposizione la macchina? Ora, a cosa serve il Dna di un organismo? Sappiamo tutti che «controlla» la cellula, ma in che modo? La risposta è che il Dna dirige la sintesi proteica: funge in un certo senso da «stampo» per le proteine che compongono la cellula e la fanno funzionare. Cosa è successo allora al batterio cui Venter ha sostituito il genoma? In un tempo relativamente breve, le sue proteine originali, man mano che si usuravano, venivano sostituite da proteine nuove e diverse, costruite a partire dal Dna artificiale, e dunque, per quello che conta, artificiali esse stesse. Alla fine della cellula di partenza non restava praticamente più nulla. Inoltre la cellula si riproduceva, dividendosi in cellule figlie, in cui le proteine della cellula originale erano sempre più diluite, fino a raggiungere concentrazioni omeopatiche. Quando Venter è andato a guardare, la piastra su cui si trovava l’originario M. capricolum conteneva una colonia di M. mycoides, nella versione modificata. Di nuovo: cellule artificiali, non semplicemente naturali con un cuore artificiale.
Queste considerazioni si trovano anche nell’articolo originale apparso su Science (D.G. Gibson et al., «Creation of a Bacterial Cell Controlled by a Chemically Synthesized Genome», 20 maggio 2010; corsivo mio):
Chiamiamo una cellula come questa, controllata da un genoma assemblato a partire da frammenti di Dna sintetizzati chimicamente, una «cellula sintetica», anche se il citoplasma della cellula ricevente non è sintetico. Gli effetti fenotipici del citoplasma ricevente vengono diluiti col ricambio delle proteine e man mano che le cellule che recano solo il genoma trapiantato si riproducono. In seguito al trapianto e alla duplicazione su una piastra, fino a formare una colonia (> 30 divisioni, ovvero diluizione > 109 volte), la progenie non conterrà nessuna molecola proteica presente nella cellula ricevente originale. Ciò è stato dimostrato in precedenza, quando abbiamo descritto per la prima volta il trapianto di genoma. Le proprietà delle cellule controllate dal genoma assemblato sono le stesse di una cellula interamente prodotta in modo sintetico (il Dna è un software che costruisce il suo proprio hardware). Una questione differente è se si possa dire che queste cellule artificiali siano state create a partire dalla materia inorganica. La risposta è ovviamente negativa: il genoma è stato cucito assieme usando dei lieviti, si è usata una cellula ricevente naturale, etc. Anche se questi passi venissero sostituiti eliminando gli organismi naturali, rimarrebbe sempre il fatto che l’intera procedura non può fare a meno dell’intervento di esseri viventi non artificiali: noi stessi.
Questa impresa inoltre, oltreché praticamente impossibile, sarebbe anche vacua: come scrive Venter, le cellule che ha ottenuto sono identiche a quelle che si otterrebbero con un sistema tutto artificiale; infatti l’eventuale citoplasma artificiale verrebbe in breve tempo completamente sostituito da quello sintetizzato a partire dal Dna. A che scopo allora perseguire una procedura assai più ardua di quella impiegata con successo? Per dimostrare che l’uomo è divenuto come Dio? Ma il compito della scienza non è quello di scandalizzare i creazionisti, per di più mutuandone – e quindi implicitamente convalidandone – le fantasie di una vita creata in un fiat a partire dall’inorganico. Ignoriamoli, e speriamo che anche loro ci ignorino il più a lungo possibile.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

mag 25

Il 21 Aprile viene presentato un disegno di legge dal titolo: “Disposizioni in materia di obiezione di coscienza dei farmacisti nella dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione di emergenza”. Sebbene il testo non sia ancora disponibile nel sito del Senato al momento in cui scriviamo, alcuni giornali ne hanno riportato il contenuto, d’altra parte immaginabile fin dal titolo.
È quindi possibile fare alcune considerazioni al riguardo.
Prevedere per legge l’obiezione di coscienza per la cosiddetta pillola del giorno dopo comporta una serie di problemi.
Innanzitutto la questione generale di poter ammettere per legge una eccezione bizzarra.
Bizzarra perché oggetto di una normativa positiva e perché incrina i doveri che derivano da una libera scelta. Il caso più eclatante, e affine alla pillola del giorno dopo, è quello della legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza, articolo 9. Perché un ginecologo che esercita in una struttura pubblica (compiendo 3 gradini di scelta: iscriversi alla Facoltà di Medicina, poi alla scuola di specializzazione in Ostetricia e Ginecologia e, infine, esercitare la professione in una struttura pubblica) potrebbe sottrarsi ad uno dei suoi doveri sanciti da una legge dello Stato? La domanda richiederebbe una trattazione a parte e che rimandiamo ad altra sede. Qui affronteremo aspetti che sono problematici indipendentemente dalla risposta che si abbraccia alla suddetta domanda.
Sul prossimo numero di A.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

mag 23

Relazione sulla situazione nella regione sudanese al Consiglio di sicurezzaGambari: “In corso scontri tra governo e ribelli. Si continua a morire”

“Nonostante alcuni progressi nella martoriata regione sudanese del Darfur, gli scontri violenti tra forze governative e ribelli persistono, i civili continuano a morire o a fuggire dai propri villaggi per trovare rifugio nei campi profughi e le organizzazioni umanitarie continuano a essere bersaglio di gruppi criminali che assaltano le loro sedi e i loro convogli e rapiscono gli operatori”.
Questa, in sintesi, la situazione illustratata giovedì 20 maggio dal capo missione Unamid, Ibrahim Gambari al Consiglio di sicurezza dell’Onu in occasione dell’ultima relazione sulla regione sudanese dove sette anni di conflitto hanno causato la morte di almeno 300.000 persone e costretto 2.700.000 a lasciare le loro case.
“Benché sul fronte sicurezza e protezione dei civili alcuni progressi siano stati compiuti, permangono considerevoli sacche di instabilità” ha dichiarato il Force Commander in Darfur. Altro che ‘conflitto a bassa intensità’, definizione usata dal predecessore di Gambari, il generale Martin Luther Agwai, lasciando l’incarico di comandante dell’Unamid meno di un anno fa. Tanto meno si può parlare di ‘guerra finita’, come annunciato dal presidente del Sudan Omas Hassan al Bashir che subito dopo la firma dell’accordo di massima per il ‘cessate il fuoco’ con il Jem del 24 febbraio scorso aveva dichiarato: “Il Darfur è ora in pace!”.
Ma la situazione, ad oggi, è ben diversa: lo dicono i fatti e gli osservatori internazionali nella regione.
“Il Processo di pacificazione a cui Unamid, sotto la guida del mediatore in Qatar, ha fornito un importante supporto, negli ultimi mesi è progredito ma rimane un profondo senso di sfiducia” ha aggiunto Gambari riferendosi ai colloqui UN-AU in corso a Doha fra il governo e vari gruppi ribelli.
Il pessimismo dell’inviato Onu, che nella sua relazione ha citato gli accordi quadro firmati tra il governo, il Movimento Giustizia e Uguaglianza (Jem) e il Movimento di liberazione e giustizia (lJm) – una coalizione di due gruppi minori che si sono uniti per avere maggiore peso nei colloqui di pace – scaturisce dalla mancata firma dell’accordo di pace vero e proprio, prevista il 15 marzo 2010 e che non è stata mai apposta.
Il Jem, infatti, ha sospeso la sua partecipazione al tavolo delle trattative di Doha all’inizio di questo mese a causa delle violazioni del ‘cessate il fuoco’ da parte dell’esercito sudanese e ha attaccato alcune sedi del Governo e diversi convogli di autocarri commerciali e militari scatenando la reazione di Khartoum che nel giro di pochi giorni ha causato la morte di 108 guerriglieri.
Gambari ha anche segnalato la ripresa (ad dire il vero non si erano mai fermati…) dei combattimenti tra le forze governative e un altro gruppo ribelle, la fazione Abdul Wahid del Sudan Liberation Army (SLA), nonché gli scontri tra le tribù del Sud Darfur.
“Questi conflitti hanno causato notevoli perdite civili, lo sfollamento di varie comunità dell’area di Jebel Marra, e impedito la fornitura di aiuti alimentari e assistenza umanitaria”, ha sottolineato Gambari, invitando tutte le parti a facilitare l’accesso dei peacekeeper di Unamid e le Organizzazioni non governative ai siti dove si sono verificati i recenti combattimenti.
“In questo contesto, è con grande preoccupazione che evidenzio l’elevato rischio a cui è esposto il personale umanitario delle Nazioni Unite che continua ad essere bersaglio di attacchi e atti criminali” ha aggiunto, citando i numerosi attacchi contro la forza di pace, i rapimenti e i furti di auto e di altro materiale in dotazione alla missione.
“Per contrastare futuri episodi di aggressione – ha dovuto ammettere il comandante di Unamid – ho dato istruzioni alle nostre truppe e al contingente di polizia di rispondere con maggiore intensità agli attacchi. Ho anche chiarito, sia agli esponenti del governo sia al fronte di opposizione a Khartoum. che tali attacchi costituiscono crimini di guerra”.
In un comunicato ufficiale, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha deplorato proprio ieri
il potenziamento militare registrato da entrambe le parti in conflitto e i numerosi scontri delle ultime settimane e ha esortato tutti a rispettare il cessate il fuoco e a tornare al tavolo dei negoziati a Doha.
Nel suo rapporto sulla missione Gambari ha anche osservato che nonostante Unamid sia quasi interamente dispiegata, mancano gli equipaggiamenti ‘cruciali’ per accrescere la capacità delle sue unità militari e di polizia.
Il contingente della missione ha raggiunto quasi le 22 mila unità, mancano quindi solo 4mila uomini per arrivare ai 26mila ‘caschi blu’ previsti dalla risoluzione che due anni fa ha autorizzato la forza di pace.
Se gi elicotteri tattici sono arrivati, mancano ancora quelli per la perlustrazione a largo raggio, fondamentali per l’efficacia dell’operato del contingente in un’area vasta quattro volte l’Italia.
Il comandamte di Unamid ha anche evidenziato l’importanza di creare un ambiente idoneo per il ritorno volontario degli sfollati nei campi profughi e dei rifugiati alle loro case spiegando che il ‘mantenimento’ di circa 2,3 milioni di persone nei campi di sfollati nel Darfur costituisca una bomba ad orologeria, come esperienze in altri paesi che hanno vissuto lunghi conflitti, vedi Libano e Gaza, hanno tragicamente dimostrato.
A margine della relazione al Consiglio di Sicurezza Gambari, incontrando i giornalisti, ha ribadito la necessità che gli abitanti del Darfur godano dei vantaggi e dei ‘dividendi’ sanciti dagli accordi di pace affinché possa partire la ricostruzione e lo sviluppo della loro terra, martoriata da troppo tempo da una guerra che, per il momento, sembra ancora lontana da una vera e duratura fine.

Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
http://www.italianblogsfordarfur.it –
Per informazioni sulla campagna on-line scrivi a:
blog[at]italianblogsfordarfur.it

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mag 23

Tre operatori umanitari di una Organizzazione non governativa, due sudanesi euna donna statunitense, sono stati rapiti ieri nel Darfur meridionale. La notizia è stata diffusa dal ministro per gli Affari Umanitari del Sudan il quale ha dichiarato di aver ricevuto la notizia del rapimento dalla polizia di Nyala, capoluogo del Sud Darfur.
Secondo fonti Onu, otto uomini armati hanno fermato un convoglio di due auto, rubato i veicoli e rapiti i tre occupanti, lasciandone liberi altri tre.
Quattro sudafricani della missione Unamid erano stati rapiti a Nyala lo scorso mese, ma rilasciati dopo che il governo aveva raggiunto un accordo con i rapitori.
Ora, si spera, che anche questo sequestro si risolva senza conseguenze per le persone rapite.Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
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mag 23

After succesfull realisation of first stage of ORA exhibition entitled “Young artists for a sustainable future” that took place in April 2010 in Banja Luka, Bosnia, we are happy to announce that we are heading towards the next stage of our project, which is an International exhibition of Visul Arts that will take place in Vasto, Italy, from 25th June to 2th July. We are still open for your submissions in fields of graphic art, photography, illustrations, video and comics.
DEADLINE: 12th June 2010.
DOWNLOAD your application form from www.orasustainableliving.eu and submit to

fonte: politicalcomic.blogspot.com » Vai al post originale

mag 23

Sì, certo, ha ragione Eugenia Roccella. Se vai all’estero chissà cosa può succedere, meglio restare il Italia così hai la certezza di non poter avere un figlio. Non fa una piega.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

mag 21

Tre operatori umanitari di una Organizzazione non governativa, due sudanesi euna donna statunitense, sono stati rapiti ieri nel Darfur meridionale. La notizia è stata diffusa dal ministro per gli Affari Umanitari del Sudan il quale ha dichiarato di aver ricevuto la notizia del rapimento dalla polizia di Nyala, capoluogo del Sud Darfur.
Secondo fonti Onu, otto uomini armati hanno fermato un convoglio di due auto, rubato i veicoli e rapiti i tre occupanti, lasciandone liberi altri tre.
Quattro sudafricani della missione Unamid erano stati rapiti a Nyala lo scorso mese, ma rilasciati dopo che il governo aveva raggiunto un accordo con i rapitori.
Ora, si spera, che anche questo sequestro si risolva senza conseguenze per le persone rapite.Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
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mag 21

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

mag 21

La creazione del primo organismo sintetico, portata a termine da Craig Venter e dai suoi collaboratori e annunciata oggi sulla rivista Science, occuperà per giorni i mezzi di comunicazione (anche se appartiene a quel genere particolare di notizie che per qualche strano déjà vu ti sembra siano già state annunciate qualche mese prima). Non ci saranno risparmiati, temo, i soliti falsi problemi e i soliti timori (un esauriente catalogo sul comunque ottimo blog Practical Ethics). A chi sente il bisogno irrefrenabile di dirne qualcosa di pittoresco, suggerirei di lasciar perdere i luoghi comuni e di concentrarsi su un particolare che trovo sul migliore resoconto uscito fino a questo momento (Ewen Callaway, «Immaculate creation: birth of the first synthetic cell», New Scientist, 20 maggio 2010): il genoma del batterio artificiale contiene i nomi di chi lo ha creato, scritti in un codice segreto (assieme ad alcune «citazioni filosofiche»). Ecco un buon titolo per un articolo non troppo impegnato: «La vita firmata». Molto meglio del solito, scontatissimo, insensato «Non giochiamo a fare Dio».

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

mag 21

Politeia, Centro per la ricerca e la formazione in politica ed etica e l’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze Giuridiche “Cesare Beccaria” organizzano il convegno

Matrimonio omosessuale. Diritto, Morale, Politica

Milano, 9 giugno 2010 − ore 15.00-18.30
Sala di Rappresentanza del Rettorato
Università degli Studi di Milano
Via Festa del Perdono, 7 – Milano

Il diritto italiano esclude il matrimonio tra persone dello stesso sesso, oppure questa è un’interpretazione arbitraria del diritto vigente? Il matrimonio omosessuale è una questione che solleva problemi morali? Quali sono le ragioni politiche che fanno sì che, mentre nel resto del mondo occidentale si riconosce valore giuridico al matrimonio omosessuale o alle forme alternative di unione famigliare, in Italia sembra che l’argomento sia stato accantonato? E quale ruolo svolge la Chiesa Cattolica nella rimozione di questo tema dall’agenda politica? Il Convegno intende affrontare tali questioni con il contributo di giuristi, filosofi e sociologi, alla luce della sentenza 138/2010 della Corte Costituzionale.

Ore 14.45
Registrazione Partecipanti
Ore 15.00
Apertura del Lavori

Presiede:
Patrizia Borsellino (Università degli Studi di Milano-Bicocca)

Ore 15.15
I Sessione:

Vittorio Angiolini (Università degli Studi di Milano)
Libertà di sviluppo della personalità in relazione al sesso
Barbara Pezzini (Università degli Studi di Bergamo)
Coppie same-sex e matrimonio: quale uguaglianza dopo la sent. 138/2010
Marilisa D’Amico (Università degli Studi di Milano)
Principi costituzionali e quadro europeo: una decisione ambigua

Ore 16.15
Discussione

Ore 16.45
II Sessione:

Paola Ronfani (Università degli Studi di Milano)
Famiglie e matrimoni dei nostri tempi
Chiara Lalli (Università degli Studi di Cassino)
I paradossi della sentenza 138/2010
Persio Tincani (Università degli Studi di Bergamo)
Difesa del matrimonio. Matrimonio omosessuale e principio del danno

Ore 17.45
Discussione

La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti

Per informazioni: Politeia.
Tel.: 02 58313988; Fax: 02 58314072; e-mail: politeia@fildir.unimi.it.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale

mag 19

Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, la prendo per mano.

Fonte immagine LEO™.

fonte: creativeclassics.blogspot.com » Vai al post originale