C’è qualcosa che non va in un articolo pubblicato pochi giorni fa su Liberazione (Massimo De Santi, «Prove di guerre stellari?», 10 ottobre 2009, p. 10):
Sconcertante e allarmante il recente annuncio dato dalla Nasa: gli Stati Uniti d’America hanno lanciato ieri alle 4.30 ora della Florida (10.30 in Italia) un missile probabilmente a testata nucleare che colpirà il suolo lunare nella zona del Polo Sud con il fine, si dice, di scoprire se il nostro satellite contenga acqua. Il «missile» era in realtà l’ultimo stadio, ormai privo di carburante, del razzo che era servito per portare assieme nello spazio le sonde Lunar Reconnaissance Orbiter e LCROSS (Lunar CRater Observation and Sensing Satellite). Che recasse «probabilmente» anche una testata nucleare è una illazione dell’autore dell’articolo che non solo è falsa, ma non ha nemmeno il minimo addentellato nella realtà: lo stadio (del tipo Centaur) non aveva testate esplosive di nessun tipo, e doveva formare un cratere sulla superficie lunare con la sola energia cinetica liberata nell’impatto.
Il missile Centaur è stato lanciato dalla navicella spaziale Lacross, messa in orbita attorno alla luna nel mese di giugno, e dovrebbe provocare un cratere di circa 4 metri e largo 20, sollevando un’enorme nuvola di detriti. Il Centaur aveva una massa di 2366 kilogrammi al momento dell’impatto lunare, mentre la sonda LCROSS (non Lacross…) ne pesava al lancio da terra 891, compreso il carburante (traggo tutti i dati dal kit per la stampa della Nasa). Sarebbe quindi più corretto dire che il Centaur ha lanciato LCROSS, non viceversa. Sonda e stadio orbitavano attorno alla Terra (in 37 giorni), non attorno alla Luna.
Dopo il violentissimo impatto, la parte rimanente della navicella Lacross, dal nome del Progetto stesso, dovrebbe passare dentro la nube di detriti per raccogliere materiale e consentire ai ricercatori e ai tecnici di verificare se ci sono resti di ghiaccio e vapore, la cui presenza confermerebbe l’esistenza di acqua al di sotto del suolo lunare.
Si dice che sulla navicella non ci sono esseri umani (ci mancherebbe altro!), ma ciò non giustifica le immense spese sostenute per soddisfare la curiosità scientifica di vedere se c’è acqua sulla luna, mentre sulla terra questa risorsa, bene prezioso per la nostra vita, si continua a sprecare invece di salvaguardare. Dio solo sa perché De Santi usi una formula dubitativa («Si dice») per qualcosa in cui non crede nemmeno lui («ci mancherebbe altro!»). Quanto alle «immense spese sostenute» dalla Nasa per questa missione, ammontano a 79 milioni di dollari. Possono sembrare tanti, ma il budget della Nasa per l’anno fiscale 2009 è stato di 17,6 miliardi di dollari: 223 volte tanto. A sua volta il bilancio della Nasa ammonta a meno dell’1% del bilancio federale americano.
Sorvolo sulle elucubrazioni complottistiche dell’autore («Allora: qual è lo scopo occulto?»), che si firma alla fine «Massimo De Santi (fisico nucleare, Cpr Toscano)», anche se risulta specializzato in fisica sanitaria e protezione dalle radiazioni nucleari.
La missione LCROSS non sembra essere stata un clamoroso successo; forse quei soldi sarebbero stati spesi meglio dirigendo il razzo Centaur su qualche redazione…
fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale