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Salvatore Dama, «Cena Vaticano-PdL contro la legge sui gay» (Libero, 24 agosto 2009, p. 17):
È il rettore della cappellania della Camera. Ruolo che gli offre un osservatorio privilegiato, ma anche un canale di relazione diretta con la politica. Una sorta di ambasciatore della Santa Sede presso il Parlamento. Si tratta di monsignor Rino Fisichella. E capita che il Vaticano possa affidargli dei messaggi da far pervenire al di qua del Tevere. Alla maggioranza e al governo. L’ultima volta? Alcune settimane fa – era già agosto, le Camere chiuse per ferie – quando Fisichella ha cenato con un gruppo di parlamentari del Popolo della Libertà. Onorevoli scelti tra quelli considerati più vicini alle posizioni della Chiesa. Due le questioni intavolate: il progetto di legge sull’omofobia e quello che istituisce i DiDoRe, diritti e doveri delle coppie conviventi. Il Vaticano, e non è una notizia, è contrario a entrambe le iniziative legislative. Il timore è che si finisca per introdurre nella legislazione italiana una terza identità di genere: dopo la donna e l’uomo, l’omosessuale. E ciò, pur nella convinzione che le discriminazioni sessuali vadano punite, per la Santa Sede è inconcepibile. Non i presunti festini del presidente del Consiglio: sono questi i temi per cui l’alto prelato si sarebbe detto «molto preoccupato». Ed è a quel punto che i commensali avrebbero dato rassicurazioni. I DiDoRe sono finiti in un cassetto. E lì rimarranno per il resto della legislatura.
L’omofobia? La proposta di legge è ferma in Commissione a Montecitorio. E, caso unico a Palazzo, il relatore di maggioranza del provvedimento appartiene alla minoranza: la deputata del Partito democratico Paola Concia. Il PdL, in pratica, molla la pratica in mano all’opposizione e lascia libertà di coscienza ai suoi. Il che significa che quel testo non passerà mai. La maggioranza non alzerà un dito perché ciò accada. […] La notizia della cena sembra credibile, vista la fonte (che comunque mi sembra mostrare qualche accento inusitato – lasciando da parte l’orrendo svarione sulla «terza identità di genere»). E del resto è ben noto che simili cose accadono.
Non so quanto potrebbe essere efficace la legge contro l’omofobia; ma provvedimenti come questo contribuiscono anche indirettamente a mutare un clima culturale. Per questo, il sangue degli aggrediti di questi giorni ricade in parte anche sulla testa di Monsignor Fisichella e dei suoi commensali.

fonte: bioetiche.blogspot.com » Vai al post originale





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