Grazia Maria Mottola, «Lettera choc di un prete: “Ho cercato di portare via Eluana per salvarla”», Corriere della Sera, 28 dicembre 2008, p. 21:
MILANO — «Un po’ di giorni fa sono andato con i miei amici a Lecco, a vedere se riuscivamo a portarla via di lì e a metterla in un luogo dove nessuno la faccia morire». Chi scrive è un prete, don Paolo Zaccaria; la persona che avrebbe voluto «portare via» è Eluana Englaro.
Un piano assurdo, forse solo un pensiero folle, raccontato in una lettera indirizzata a papa Benedetto XVI, mai spedita, ma finita nelle mani del vescovo di Imola, Tommaso Ghirelli, che ne ha confermato autore e contenuti: «L’ho letta e ne ho parlato con don Paolo, so che lui ci tiene molto ad Eluana, non dorme di notte nella prospettiva di quello che le faranno. Ma non credo che volesse davvero portarla via: si sarà trattato di un desiderio».
È il 3 dicembre scorso, meno di due settimane dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato l’autorizzazione a sospendere idratazione e alimentazione artificiali a Eluana. Don Paolo Zaccaria, sacerdote della Diocesi di Taranto, specializzando in biologia evolutiva all’Università di Bologna (per questo vive a Imola) scrive rivolgendosi al Papa per confidargli il suo tormento: «Carissima Santità, sono un suo prete, le scrivo per scongiurarla di non lasciare che Eluana muoia. È da questa estate che dico la Messa perché Dio la svegli e tutti i miei amici pregano per questo». Poi la «confessione»: «Le confesso che sono andato con i miei amici a Lecco, a vedere se riuscivamo a portarla via (alle leggi ingiuste si può disobbedire!).
Non siamo riusciti a metter neanche il naso nella clinica né nella casa delle suore. Abbiamo dovuto decidere se fare del gran chiasso lì, ma non sarebbe servito a non farla morire, anzi, magari avrebbero accelerato tutto. Abbiamo pregato e basta». Il testo continua, descrivendo un tentativo di bloccare la sentenza per vie legali, affidandosi a un avvocato, e la sofferta promessa «di pregare e basta» fatta al suo vescovo (quello di Taranto). La lettera, mai imbucata, viene discussa invece da don Paolo con il vescovo di Imola, poi arriva a Taranto e diventa fonte di ispirazione di una neonata associazione, la «Compagnia degli uomini vivi», fondata proprio dagli «amici» di don Zaccaria: un gruppo fortemente motivato a non «lasciar morire Eluana», attualmente alle ricerca di un «modo» per impedire che la ragazza venga spostata dalla clinica di Lecco.
Aggiornamento: in un esempio piuttosto impressionante di preveggenza, Malvino aveva anticipato il tentato rapimento pochi giorni prima che ne fosse data notizia.
fonte: feeds.feedburner.com »
dic 29