feb 06

Agli occhi di osservatori distratti, quello che sta accadendo nel mondo è la solita ruota di eventi che sembrano ricadere nella casistica della normale storia dell’umanità. Ci sono sempre state tragedie e sciagure, c’è sempre stato l’inverno con la sua neve, il caro prezzi, la corsa all’oro e la crisi economica. C’è sempre stato un governo privo di polso e senso dello Stato e anche interessi privati nella gestione della spesa pubblica. Perché allora meravigliarsi più di tanto?

Perché tutto questo ha raggiunto livelli molto più estremi. L’ondata di freddo che ha colpito l’Europa ha dimostrato la forza cinica degli eventi naturali (o artificiali?) e l’incapacità dell’uomo di essere superiore a qualcosa che non può gestire direttamente, nonostante la propria fantomatica evoluzione e il progresso raggiunto nel corso degli anni. Qualcosa ci sta chiaramente indicando la degenerazione dei sistemi fino al loro collasso e implosione. Non siamo più in grado di gestire le piccole cose, figuriamoci eventi di portata europea.

I padroni stanno perpetrando il loro programma con il bene placido dei governi fantoccio da loro gestiti. La Grecia sta per entrare nella zona default molto più velocemente di quanto sembri e anche una ulteriore manovra economica sottoscritta dal fondo monetario internazionale o dal drago, non servirà a salvarla dal baratro.

In Italia nonostante la parvenza di risanamento tutto si sta svolgendo secondo le direttive dei padroni. Il governo è assente su tutti i fronti, sembra quasi che non esista proprio un governo. In genere di fronte a situazioni di emergenza il ministro dell’interno o il capo del governo mettono la loro faccia e impapocchiano qualche parola davanti ai giornalisti. Invece nessuno sa dove siano finiti, è come se questi servetti non siano ne umani, ne italiani, come se vivessero in hotel e stessero solo pensando alla “crisi” e niente altro passi per la loro testa. Come se rastrellare gli ultimi spiccioli dalle tasche dei mega evasori che non arrivano a fine mese, sia il loro unico scopo di vita. Nessuna dichiarazione, nessuna presa di posizione, nessun senso civico, sembrano robot a contratto che devono solo eseguire gli ordini impartiti da altri. Peccato che gli Stati sono fatti di carte, burocrati e leggine ad hoc, ma anche di uomini che ogni giorno si alzano e cercano di portare a casa il pane per i propri figli, cercano di elevarsi ad una condizione migliore pur non avendo esempi da seguire fra le file di chi dovrebbe rappresentare una guida.

Siamo alla degenerazione totale, siamo al prologo di una nuova grande guerra, l’ultima di questa umanità che sarà molto difficile da affrontare anche per noi comodi sul divano a vedere la partita, perché prima o poi anche noi che stiamo qui al “sicuro” verremo messi nelle condizioni di chi si vede cadere le bombe in testa da anni e senza motivo. Forse a quel punto cominceremo a porci qualche domanda…o forse ancora aspetteremo che qualche yankee venga a “liberarci” (o colonizzarci?) per la seconda volta!

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feb 02

Qualche anno fa pochi attenti osservatori della politica internazionale, avevano lanciato qualche umile messaggio di allerta circa la situazione generale riguardo la libertà di espressione. Fra i pochi c’era il sottoscritto, che nonostante le teorie poco ortodosse e molto spesso criticate dai soliti beceri col paraocchi, tentava di argomentare notizie fuori dal coro dei così detti contro-informatori (che di contro avevano solo il nome). Oggi la situazione è peggiorata notevolmente. Il carissimo amico, che consiglio a tutti di leggere, a prescindere dalla vostra struttura mentale, come me avvertiva circa il futuro prossimo e consigliava rimedi molto efficaci per salvaguardare quanto meno la parte più sottile della nostra esistenza. Oggi mentre i padroni legiferano senza bisogno di parlamento e finte autorizzazioni politiche, noi siamo in balia di un’ondata di cambiamenti epocali, tutti indirizzati all’annientamento della libertà dell’individuo. Le carceri stanno per diventare moderne strutture private, finanziate dagli stessi padroni che hanno interesse che molti “dissidenti” facciano una fine silenziosa in qualche cella senza aria. La censura sta poco a poco conquistando il web e i tantissimi social-addicted stanno per essere collegati ad un mega e unico database in grado di valutare, censire e indicare ogni singola opportunità per il futuro dell’uomo. Opportunità che non sarà tuttavia l’uomo a decidere, ma incaricati dei padroni attraverso subdoli e schifosi esecutori dei loro programmi. La parola libertà non esisterà più sul vocabolario, nessuno potrà più essere nel sistema senza dover sottostare alle nuove leggi restrittive. A poco a poco si potrà incorrere in arresti preventivi, accuse di terrorismo e cospirazione, a seconda del volere di chi un giorno sarà in grado di staccarci la spina. L’unica cosa che ci terrà vivi e alla fine prevarrà sul resto è la nostra anima votata e consacrata al Padre, un’anima che sarà l’unica guida per vivere nello Spirito di Verità e indirizzare ogni giorno le scelte secondo un discernimento puntuale e preciso. I tempi sono maturi e tutto è ben definito con compiti e regole precise. A noi come sempre la scelta di essere o non essere pedine del gioco, o quanto meno di non essere pedine inconsapevoli di tutto questo.

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gen 31

Ebbene ci siamo! Finalmente un po’ di credibilità. Rastrellamenti anti evasione ai sempre soliti noti, senza mai intaccare chi rappresenta il 90% degli evasori reali (medici, avvocati e quant’altro…), stato di polizia imminente, lotta di classe senza avere nemmeno lo scrupolo di cosa dice chi si sta attaccando brutalmente e senza esclusione di colpi, questa è la linea del governo di super esperti, uomini senza anima e dignità che vedono lo Stato come una grande Spa da amministrare e i cittadini come tanti prodotti da banco da collocare al posto giusto. In due mesi hanno distrutto le “conquiste” di anni e anni di diritti civili, per giungere alla totale supremazia dell’economia come garante e tutore della politica. Gli italiani sono felici di tutto questo, si sentono finalmente garantiti e al sicuro…

Pace e sicurezza!

Questo è il sentimento che prevale, questo è il governo tecnico, un governo che non rappresenta ne il voto, ne i cittadini, ne alcuna forma di Stato, talmente alienato dal contesto sociale, da schifare anche i contesti pubblici di emergenza per non sporcarsi dell’alito dei poveri mortali. Ma in fondo tutto sta andando per il meglio, maggiore austerità e maggiori introiti, peccato che in cambio stiamo svendendo la pelle a qualcuno che dopo che avrà racimolato anche l’ultimo spicciolo dalle nostre tasche, calerà la mannaia sulle nostre teste, con la stessa fredda e cinica procedura con la quale opera tutti i giorni, fino a lasciare un Paese in mano al prossimo incaricato dai Padroni di completare l’opera. Non mi preoccupo minimamente del futuro perché il futuro è già scritto e ben verificabile, mi preoccupo di quello che accadrà per mano di chi quel futuro lo ignora e fa finta che non esista. Perché purtroppo o per fortuna ognuno è chiamato a fare la sua parte, chi consapevolmente, chi come pedina del gioco.

Ma alla fine questo è quello che meritiamo…

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gen 19

Tavola di Carlo Peroni Perogatt, recentemente scomparso.
Immagine grazie a giornalino-corrierino blog.

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Feb 06

Questo piccolo isolotto del Lago di Bolsena è ciò che resta, come quello bisentino, del cono eruttivo del vulcano sottostante l'attuale lago. Esso dista appena un chilometro dalla costa del lago ed è incredibilmente diverso dal compagno. I suoi dieci ettari ospitano una comunità vegetale pressochè integra e apparentemente molto più selvatica, quasi tropicale. Le sponde sono popolate da numerose colonie di uccelli acquatici e al di fuori delle specie vegetali ed animali l'isola non è attualmente popolata.
Sicuramente visitato dagli etruschi, forse anche dai romani, l'isola è storicamente famosa per la detenzione di due incredibili donne: Cristina, martire e patrona di Bolsena, fu relegata sull'isola da papa Urbano IV affinchè rinnegasse la sua forte fede cristiana; Amalasunta, regina degli Ostrogoti, dal carattere deciso e diplomatico si inimicò i Goti e tramite un complotto di questi col famigliare Teodato fu dapprima imprigionata nell'isola e quindi uccisa nel 535 d.C.
L'isola ha storicamente attratto l'attenzione sia dei nativi dei borghi limitrofi (a questa epoca risale la chiesa di S. Stefano del IX sec.) dei Viterbesi, dei signori di Bisenzio e del papato. Sotto la chiesa l'isola ha vissuto il periodo di massimo splendore. A partire dal XVII secolo, sotto il ducato di Castro l'isola fu progressivamente abbandonata, le strutture smantellate ed i materiali riutilizzati per la costruzione di Marta. Attualmente l'isola vi è una residenza Privata e non è visitabile.

fonte: www.lago-di-bolsena.biz » vai al post originale »

gen 19

Altro nel canale youtube dei Calibro 35.

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gen 19

La Romania brucia e si infiamma di cortei e manifestazioni contro le manovre economiche pro Europa e contro in diritto inalienabile di esistere. La Grecia ormai è ridotta a Paese del terzo mondo e tutta l’Eurozona in generale non se la passa bene. Tutti si mobilitano per manifestare contro qualcosa e contro qualcuno che sta distruggendo ormai platealmente le vite dei cittadini. Sappiamo benissimo l’inutilità di tali manifestazioni e purtroppo la scarsa visibilità che possono avere a livello globale, tutto viene deciso sui tavoli dei padroni molto prima che avvenga, con dettagli molto precidi e compiti ben stabiliti. I padroni scrivono il copione dei vari Monti di turno che altro non sono che schiavi del potere e viscidi personaggi che hanno venduto l’anima al diavolo. Per non parlare dei sindacati che non fanno altro che riunirsi per non decidere nulla, per far finta all’infinito di essere contro per poi firmare accordi inutili o lesivi per i lavoratori, solo per guadagnare un gettone in più verso la corsa alle poltrone. Se davvero i sindacati avessero a cuore l’Italia smetterebbero di fare inutili chiacchiere e fermerebbero un Paese, che senza consumi imploderebbe su se stesso, altro che default! In due settimane crollerebbe l’intero castello clientelare e becero di politiche contro i diritti dell’uomo e della società civile. La domanda che mi pongo è: perché nonostante tutto noi non ci ribelliamo, non facciamo nulla di nulla, non siamo in grado di essere veramente indipendenti nel pensiero e nell’azione? Possibile che l’Italia sia ormai ridotta a tal punto, da non riconoscere nemmeno una il modo con cui la stanno fregando? Non mi aspetto che un giorno i miei simili blocchino un Paese, tra l’atro come dicevo non avrebbe alcun effetto, basterebbe che ci fosse il potenziale di tutto questo, che realmente qualcuno ancora fosse in grado di formulare un’idea che sia propria e che non sia la solita stronzata detta porta a porta…

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gen 17

Ricavata dalla più famosa versione video di to-fu 29 ways to stay creative, questa lista l’ho trovata su sell! sell!

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gen 17

Il sig. Drago ha da poco lanciato una nuovo e gravissimo monito riguardo la crisi. La situazione è gravissima, le agenzie di rating declassano gli Stati, le banche e fra poco declasseranno anche le nostre natiche, sempre in modo molto democratico, ossia lasciando noi poveri mortali fra i problemi della vita quotidiana. Tutti questi termini economici ormai sono diventati popolari più delle popstar che seguono gli adolescenti. Anche i pensionati al bar, invece di giocare a briscola, parlano di spread e default. Unicredit ha eseguito da poco una grande iniezione di capitale, una nuova ventata di denaro fresco e profumato. A chi ha chiesto di onorare questo denaro? Ma a noi poveri imbecilli che ancora investiamo in banche e obbligazioni, semplicemente perché prima di gettare il limone, va spremuto fino all’ultima goccia.

La cosa ormai è talmente prevedibile che chiunque abbia un cervello, può verificare e diagnosticare ciò che accadrà il mese successivo. Non bisogna essere economisti ed esperti del settore. Se la BCE parla di default della Grecia, possiamo essere tranquilli che la Grecia è già andata, con buona pace di chi tra la popolazione vive già per strada da mesi. E dopo la Grecia a chi toccherà? Spagna, Portogallo o Italia? Non importa molto chi andrà prima o dopo, hanno già deciso che così sarà e finché noi povere pecore crederemo ancora ai padroni e alle loro commedie, nulla potrà mai cambiare. Non c’è soluzione e non ci sarà nessuno che salverà il nostro Stato o il fantomatico e illusorio debito, un concetto che di per se nemmeno esiste nella realtà. Quindi sedetevi comodi e aspettate tutto questo, ma nel tempo che verrà non dite che nessuno lo aveva detto con largo anticipo, perché non si sa mai con precisione quando qualcuno più Alto, più Forte e Giusto arriverà a giudicare tutti noi, ognuno per i suoi meriti. Io prego ogni giorno perché quei giorni siano più brevi possibili perché davvero ci sarà tanto da pesare…

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gen 11

Sir John Hegarty (BBH) intervistato in occasione del The Blank Sheet Project, promosso da Arjowiggins creative papers.

Segnalato da draft.

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gen 07

L’italiano è una lingua meravigliosa, una sola parola, mille significati. Oggi la parola autonomi è molto utilizzata per descrivere lo stato di particolare desolazione che stanno vivendo i commercianti e i negozianti di bottega. Ogni giorno in Italia chiudono la serranda quasi duecento famiglie, ad un ritmo così sostenuto che nel 2011 più di uno su tre ha abbandonato l’attività. In termini pratici significa molti posti di lavoro in meno, molto meno benessere e distribuzione di ricchezza per ognuno di noi. Tuttavia malgrado questa diaspora crescente, continua il boom dei mega centri commerciali e megastore assiepati uno vicino all’altro, che se pur comodi devo ammetterlo, non avranno mai il fascino e la competenza di chi ha investito una vita, a volte più di una generazione, in qualcosa che ha costruito da zero. Non parlo di chi dal nulla è diventato miliardario, parlo anche dei piccoli imprenditori che hanno scommesso su qualcosa che potesse essere innovativo ed originale, in un mondo che schiaccia qualsiasi tipo di spinta individuale positiva. Tutto deve rientrare nei canoni del conformismo “made in usa”.

Produci, consuma e crepa.

Mega luci e mega schermi in zone asettiche molto lontane dalle realtà residenziali, luoghi ameni nei quali ormai è abitudine incontrare automi simili a noi che camminano trascinando un carrello per lo più vuoto. Perché la differenza fra un centro commerciale e l’altro è solo la sua posizione di comodo rispetto alla propria abitazione, per quanto riguarda il servizio e la competenza è pari ad un catalogo Ikea. Tornando al discorso degli autonomi la grande tristezza di questo momento riguarda la perdita di un sogno che un Paese come l’Italia aveva per anni coltivato. La possibilità di creare lavoro, risorse e benessere senza doversi adeguare al padrone di turno, senza dover sottostare alle leggi del consumismo sfrenato, magari privilegiando il servizio e la qualità, piuttosto che la massificazione delle merci. Un sogno che oggi si infrange sulle famiglie che stanno perdendo, oltre al lavoro, la dignità di essere ancora parte di uno Stato democratico. Non ha senso parlare di multinazionali e corporazioni, ne dei motivi di tutta questa grande depressione, in fin dei conti è un processo ormai innescato e che nessuno di noi può arrestare. Possiamo disquisire sulla qualità delle scelte che noi operiamo ogni giorno, di quello che è più giusto fare o non fare per garantire un equilibrio che dovrebbe avere al suo centro il rispetto.

Al crollo degli autonomi si moltiplicheranno ancora di più i grandi investimenti di mega tonnellate di cemento per aggregare le persone ed abituarle a vivere una realtà più simile ad una gabbia comune, piuttosto che ad una realtà a misura d’uomo. Se oggi la risposta al lavoro fosse realmente la dislocazione delle risorse e i mega agglomerati commerciali, sarei il primo a tacere, ma in nessun caso questo sembra una soluzione adeguata al problema. Lo dicono i numeri, lo dicono le persone sempre più sole ed alienate, sempre più soggette a forti scariche di stress miste a momenti di apatica tristezza. L’era dei robot-umani sta per essere proposta come modello innovativo di vita, un modello che non ha nulla a che vedere con il concetto di uomo così come è stato pensato e creato. Insieme alla vita reale ormai prossima alla miseria, stiamo distruggendo ogni sogno che una volta era alla base delle prospettive dell’uomo.

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gen 05

L’anno è appena iniziato e questa volta la percezione della realtà è diversa rispetto al passato. I discorsi di fine anno dei padroni non hanno convinto nemmeno quei reduci elettori rimasti ancora aggrappati a porta a porta come massima espressione del dialogo. È tangibile il disgusto verso quello che i padroni stanno facendo delle nostre vite. Un gioco al massacro che spero serva almeno a scuotere le persone che ancora credono al sistema. Mentre tutto questo si svolge nella calma piatta delle finte notizie, mentre i padroni dei padroni stanno allestendo lo scenario di guerra mondiale futura senza che nessuno ne parli, molti segni (del tutto inosservati dalle masse) scuotono le menti di chi veramente ascolta il soffio del vento. Morie di uccelli e pesci ovunque nel mondo, segni inequivocabili di quello che è scritto e che si avvererà senza alcun dubbio nei prossimi anni. La mente umana per istinto di conservazione tende a non credere al peggio, adotta un meccanismo di protezione intrinseca per scongiurare anche solo la possibilità che eventi negativi possano verificarsi. Tuttavia, anche se gli scienziati stanno cercando cause dimostrabili dalla loro scienza ortodossa, è molto difficile ignorare tutto questo. L’interpretazione delle scritture può essere molto soggettiva, questo è vero, ma quando è così chiaro lo svolgimento dei fatti, possiamo ancora parlare di coincidenze? “La coincidenza non ha madre” diceva un film di qualche anno fa… credo che oggi l’unica vera alternativa a tutto questo sia la comunione con un Padre che sta semplicemente lasciando agli eventi scatenati dal male e dall’uomo il libero svolgimento. Un atto di suprema libertà e concessione del libero arbitrio. Un libero arbitrio che è la legge suprema che possiamo usare per essere consapevoli delle nostre scelte future, da subito, da ora e per sempre, prima che sia troppo tardi. Nessuno conosce esattamente cosa avverrà con precisione, né i tempi e i modi in cui gli eventi si avvicineranno, ma la percezione macroscopica di tutto questo è ben chiara a chi apre le porte alla voce dello Spirito, che ad oggi è l’unico mezzo di informazione indipendente e affidabile.

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dic 30

Ho scritto questo post agli inizi del 2008, lo pubblico ora.

Non si può ignorare il contesto.
Chi lo fa (consapevolmente o inconsapevolmente) condanna il suo messaggio
a un destino di suicidio semiotico, di auto-esclusione comunicativa, di progressivo annichilimento linguistico. Un seme che non darà frutto.

Bisogna progettare dentro il contesto.
Oggi più di ieri questo è un imperativo. La pubblicità non può più permettersi il lusso di guardare solo dentro sé stessa e cercare stimoli solo nella creatività dei creativi o nel circolo vizioso dell’autocitazione. Così si arriva solo a costruire brillanti esecuzioni, quando va bene e ci sono i dané.

Il contesto non è qualcosa di astratto, una categoria speculativa.
Il contesto sono le persone, il loro modo di vivere, quello che sentono; il tempo in cui vivono e le cose che succedono intorno a loro. E’ qui dentro che deve essere realizzata la pubblicità; è qui dentro che la pubblicità deve circolare.

E’ grazie al contesto che acquisisce senso, valore e si completa, la pubblicità.

Howard Luck Gossage aveva ed ha ragione:

“Fintanto che la pubblicità non si convince che là fuori c’è qualcuno in carne e ossa e fin quando non gli si rivolge la parola non con accento pubblicitario ma con la propria madrelingua semplice e senza fronzoli, non svilupperemo mai neanche la metà del senso di responsabilità nei confronti del pubblico e di noi stessi di quanto non ne abbia una spogliarellista di terz’ordine.” *

A proposito, Maurizio Goetz cita l’esempio della campagna dell’Assicurazione Allianz che promette di portare il sole nella vita degli italiani. Un trattamento animato per una promessa che non arriva a toccare corde emotive profonde e suona vuota, se non addirittura irritante, ed è lontana dall’esperienza comune dell’assicurato medio. Insomma, solo parole, parole, parole… (Giusto un esempio nel mare degli sproloqui prodotti a getto continuo).

Ricordo l’Oliviero Toscani del periodo Benetton: progettò tenendo conto del contesto, realizzando campagne attuali, dentro i tempi, provocatorie (forse troppo). Mostrando e dimostrando che si può ad-vertere senza trattare le persone da lobotomizzate, spugne o manichini.

Da anni in Italia abbiamo rinunciato a confrontarci con il contesto. 
E’ una stupidaggine, una mancanza professionale oltre che un errore di prospettiva. Ciò ha causato il depotenziamento della creatività.

Il linguaggio pubblicitario ha seguito l’imbarbarimento generalizzato dei costumi, senza opporre la minima resistenza o farsi venire qualche sano dubbio; cool, hype, shock (spesso presi a prestito dall’estero) sono le cifre stilistiche correnti. Per tacere del cattivo gusto.

Ebbene, lo confesso (ho una certa età ormai e me lo posso permettere): dichiaro pubblicamente di essere un laudator temporis acti. D’altra parte, perché non dovrei?

Perché non dovrei leggere le campagne di Bernbach e Gossage? Di Ed McCabe o Tom McElligott? O gli annunci di Barbella e dei Baldoni? Sono testi piacevoli ancora oggi, perché sono dei “classici”. E lo sono diventati non perché lo ha detto qualcuno o perché il tempo è semplicemente  passato ma perché sono scritti con un linguaggio “umano”, rispettoso, intelligente, dove l’arguzia della prosa si coniuga con la precisione delle reason why. Sono classici perché parlano alle persone con un timbro, una risonanza, una sensibilità e un riguardo come si userebbe tra persone, appunto.

Piccoli classici di un’arte effimera, dichiaratamente minore: manufatti di un artigianato che rischia l’estinzione (almeno in Italia). Frammenti quasi balzachiani (oh là là!) della nostra fragile e spietata civiltà dei consumi.

Non capite di cosa sto parlando? Beh, provate a leggere qualche pubblicità nel giornale di oggi e vi sarà tutto più chiaro. (Ammesso che riusciate a trovare qualche testo più lungo di un titolo, spesso mal scritto…)

*La traduzione dall’inglese è di Till Neuburg.
Mi viene in mente un libro di J. Séguelà: Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei mi crede pianista in un bordello…cela va sans dire.

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dic 24

Ci si rivede a gennaio, carichi solo di positività.

Ringrazio andycott per l’art direction.

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dic 24

Mentre la Grecia sta vivendo il periodo più tragico della sua millenaria storia di cultura e tradizioni, l’Italia si prepara ad entrare nel programma speciale voluto dai padroni. Un programma pilota in Europa, che testerà l’affidabilità e la credibilità dei cittadini. Dubito che ci troveremo nella situazione della Grecia in breve tempo, perché l’italiano medio in fin dei conti va in pizzeria a guardare la partita a prescindere da quello che cade sulla propria testa. Tuttavia il punto cruciale è che l’illusione di vivere ancora al di sopra delle nostre reali possibilità economiche prima o poi diventerà realtà e si faranno i conti con i milioni incastrati nelle finanziarie del credito e dei prestiti infiniti. Il mercato dell’auto sta crollando su larga scala e non credo che un piccolo decreto per la rottamazione possa fermare questo processo. In termini pratici significa moltissimi posti di lavoro persi, gli stessi che già sono a rischio nel tessile e nella manifattura. Parlare di crescita è inutile perché ormai sappiamo bene l’intento dei padroni e il loro programma di governo. Non ci resta che attendere davvero che il Padre allevi il dolore dei tanti che nonostante tutto vanno avanti con nulla o poco e nonostante tutto ancora credono nel Mondo che prima o poi si istaurerà sulla Terra.

Ps. Una nave contentente “fuochi d’artificio” è stata fermata in Finlandia per controlli e accertamenti. La nave sembrava diretta in Cina o Corea del Sud, questo è molto poco chiaro. La cosa chiara è che invece dei botti di capodanno nelle casse delle nave c’erano 160 tonnellate di esplosivo e 69 missili Patriot, prodotti in USA. Magari qualcuno voleva festeggiare il capodanno in anticipo o magari gli Stati Uniti come loro consuetudine inviano armamenti per poi fare la festa al malcapitato di turno. Peccato che in questo gioco al massacro chi perde sono sempre e solo i civili inconsapevoli dei loro porci padroni.

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dic 22

Fonte immagine: creative something.

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dic 22

Come da copione e largamente previsto e scritto su questo blog il 3 Dicembre 2011, oggi le borse stanno guadagnando terreno e tutti gli indici sono in rialzo. Questa fiducia dei mercati è giustificata dell’ingente iniezione letale di denaro (489,191 milioni di euro) che il Drago ha immesso nel circuito finanziario per alleggerire la crisi delle banche. In condizioni normali di democrazia un prestito (di soldi virtuali) così grande ad interessi stracciati per le banche serve solo a prolungare l’agonia dei poveri fessi che non comprendono. Perché mentre noi poveri fessi viviamo gli effetti delle misure anti-debito sulla nostra pelle, i banchieri stanno riempiendo enormi casse di oro e denaro ancor meglio e prima dei tempi passati. Prestiti lampo da bruciare in pochi mesi e consolidare con speculazioni che muovono milioni di euro. È come comprare i panettoni il 15 Dicembre a venti centesimi e rivenderli alla vigilia a dieci euro. Un bel guadagno non è vero? Questo è quello che sta succedendo per opera del Drago e dei tanti bambocci servi delle banche che eseguono ordini come stundentelli al primo giorno. Chi pagherà tutto questo? Indovinate… Quanto durerà l’ottimismo dei mercati? Giusto il tempo di brindare al nuovo anno e poi giù in picchiata libera ancora una volta perché l’ottovolante va su e giù fino a quando coloro che sono seduti non si abituano a quelle vertigini e ai conseguenti attimi di pausa tra una picchiata e l’altra. Ma alla fine della corsa questa volta ci sarà un bel muro e il brivido dell’altezza non sarà più così piacevole, perché di colpo la realtà infrangerà con tutta la forza la sua oggettività sulle facce di noi tutti e il Drago a quel punto avrà compiuto il suo disegno…
Quindi evviva il salvataggio delle banche, poveri enti senza denaro, sul lastrico, in crisi e difficoltà. Loro si che meritano denaro fresco. Noi poveri fessi invece dobbiamo solo spostare il nostro denaro nelle loro casse, sicuramente più tecnologiche e sicure dei materassi… o forse no?

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dic 20

La lotta all’evasione fiscale sembra la crociata che più va di moda nei palazzi del potere. Il vero problema italiano sembra proprio essere il sommerso e l’innata propensione degli italiani a fregare il prossimo. Evasione fiscale, dichiarazioni di redditi falsificate, super ricchi che dichiarano 14 mila euro annui, questo è un vero problema per noi tutti. In uno Stato sovrano (non come l’Italia e gli altri Paesi occidentali) questo problema è facilmente risolvibile con una semplice normativa: detrazione totale in dichiarazione di ogni tipo di servizio, prodotto o transazione.

Se il fornaio avesse la possibilità di detrarre le spese del gommista e il gommista detrarre le spese del supermercato, o del medico (comprese le spese per prodotti fitoterapici ed omeopatici), ognuno avrebbe la necessità di emettere e detrarre le spese di ogni cosa che transiti nella nostra vita. Ma questa piccola norma non può essere applicata, perché implica un ridimensionamento di chi, per natura, non ha mai dichiarato il vero. Questo significa che i grandi speculatori finanziari, i grandi professionisti con parcelle milionarie ma fatture da metalmeccanico, sarebbero automaticamente smascherati. Gli stessi che oggi siedono sulle poltrone dei palazzi del potere non avrebbero più il controllo di questo cancro che loro stessi alimentano da decenni. Perché l’evasione fiscale è un ottimo modo per mantenere il debito, mantenere alta la pressione fiscale e di conseguenza il controllo sulle persone.

CONTROLLO!

Questa è la chiave di lettura che deve essere applicata, il resto sono solo invenzioni da dibattiti da porta a porta. Il governo metterà le mani direttamente nei conti correnti degli italiani, non saremo più liberi (se mai ancora la libertà fosse un valore reale), il controllo avrà fatto un altro passo in avanti. Fino a quando? Fino alla prossima manovra che fra quaranta giorni verrà ri-valutata come misura anti crisi e anti-debito.

Perché il problema di fondo non si risolve in questo modo ed è chiara la volontà che spinge queste persone: impoverire tutti e tutto per avere sempre più controllo, austerità e potere.

Quindi non ha senso preoccuparsi di questo, è bene guardare oltre, ad un tempo in cui questo non esisterà più perché le regole del gioco verranno sostituite da Regole e Principi Universali sui quali si possa costruire un futuro davvero equo e giusto.

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dic 18

Fonte immagine: The New York Times.

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dic 16

Avevo già postato un pezzettino ritagliato dal film La vita agra, diretto da Carlo Lizzani e tratto dall’omonimo romanzo di Luciano Bianciardi.

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dic 16


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