Ago 23

Gli Olivetti erano i primi industriali che vedevamo da vicino; e a me faceva impressione l’idea che quei cartelloni di réclame che vedevo per strada, e che raffiguravano una macchina da scrivere in corsa sulle rotaie d’un treno, erano strettamente connessi con quell’Adriano in panni grigio-verdi, che usava mangiare con noi, la sera, le nostre insipide minestrine.

Natalia Ginzburg, Lessico Famigliare, ed. Einaudi, 1963

Fonte immagine la Stampa.

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Ago 01

L’osservazione dei fenomeni della nostra esistenza spesso conduce a paragonare alcune dinamiche ad oggetti o elementi naturali. Ogni cosa può essere ricondotta a tale osservazione, cercando di essere il più fedeli possibile, coerenti con la rappresentazione che si cerca di dare. Guardando alla natura dei rapporti interpersonali spesso il paragone più vicino alla realtà è il pendolo. Il pendolo può anche essere l’analogia della nostra evoluzione. L’oscillazione fra eccessi e polarità opposte, che trova il suo compimento nel passaggio centrale, nell’equilibrio fra gli estremi. A causa dell’oscillazione, l’uomo è costretto a vivere esperienze negative e positive, è costretto a doversi confrontare con l’estremo Bene e il suo opposto, a volte momenti di fusione si trasformano in grandi sofferenze, proprio perché un estremo di questa oscillazione ha turbato l’equilibrio che vive alla base dell’universo. Per giungere alla verità è necessario oscillare, a volte subire la velocità di questo movimento. Uno scatto d’ira, un gesto impulsivo, un attacco immotivato, la frustrazione, tutto si oppone a grandi momenti di fusione, calma, felicità e condivisione. L’esperienza diretta mi conduce a pensare che questo movimento sia necessario. Infatti è difficile sperimentare l’espansione senza aver conosciuto la contrazione, come è difficile conoscere il dolce senza possedere il concetto di amaro.

Tuttavia la nostra missione è quella di tentare di risalire il pendolo affinché possiamo divenire spettatori di tale oscillazione, lasciando ai nostri impulsi più bassi la possibilità di essere trasformati, rinforzando così le correnti benefiche che nutrono lo spirito che vive in noi. Risalire il pendolo significa osservare in modo più distaccato le dinamiche della vita, cercando di assumere un atteggiamento di amore disinteressato, nel quale il giudizio e la colpa lasciano spazio al servizio e alla compassione. In questo modo le oscillazioni avverranno con minore intensità, la loro ampiezza tenderà ad affievolirsi fino quasi a diventare una piccola vibrazione intorno al punto di equilibrio, nel quale ogni cosa continuerà il suo movimento, ogni cosa sarà pulsazione armonica. È difficile raggiungere questo equilibrio, poiché significa mettere da parte il nostro senso critico, il nostro ego e il nostro modo di vedere la giustizia nelle cose. Significa affidarsi a forze di natura superiore, lasciarsi cullare come su una giostra, senza rischio di cadere e provocare danni alle altre anime che incrociano la nostra vita. Riuscire a fare questo sarebbe un grande traguardo, almeno per me…

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Lug 30

Ringrazio Camillo Caironi per l’art direction.

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Lug 28

Oggi il blog festeggia il suo quarto anno…tutto è già scritto, molto altro deve essere vissuto. Voglio solo ringraziare le anime pure che hanno visitato questo piccolo diario. Molte cose sono cambiate, molti sono scomparsi nelle loro lotte, altri hanno apprezzato la quiete e la riflessione, altri hanno scelto strade diverse.

A tutti Voi il mio più grande e umile abbraccio

Luce e Amore

Freenfo

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Sep 03

Questo piccolo isolotto del Lago di Bolsena è ciò che resta, come quello bisentino, del cono eruttivo del vulcano sottostante l'attuale lago. Esso dista appena un chilometro dalla costa del lago ed è incredibilmente diverso dal compagno. I suoi dieci ettari ospitano una comunità vegetale pressochè integra e apparentemente molto più selvatica, quasi tropicale. Le sponde sono popolate da numerose colonie di uccelli acquatici e al di fuori delle specie vegetali ed animali l'isola non è attualmente popolata.
Sicuramente visitato dagli etruschi, forse anche dai romani, l'isola è storicamente famosa per la detenzione di due incredibili donne: Cristina, martire e patrona di Bolsena, fu relegata sull'isola da papa Urbano IV affinchè rinnegasse la sua forte fede cristiana; Amalasunta, regina degli Ostrogoti, dal carattere deciso e diplomatico si inimicò i Goti e tramite un complotto di questi col famigliare Teodato fu dapprima imprigionata nell'isola e quindi uccisa nel 535 d.C.
L'isola ha storicamente attratto l'attenzione sia dei nativi dei borghi limitrofi (a questa epoca risale la chiesa di S. Stefano del IX sec.) dei Viterbesi, dei signori di Bisenzio e del papato. Sotto la chiesa l'isola ha vissuto il periodo di massimo splendore. A partire dal XVII secolo, sotto il ducato di Castro l'isola fu progressivamente abbandonata, le strutture smantellate ed i materiali riutilizzati per la costruzione di Marta. Attualmente l'isola vi è una residenza Privata e non è visitabile.

fonte: www.lago-di-bolsena.biz » vai al post originale »

Lug 26

Ho sostenuto in questo libro che coltivare il bene comune è compito degli adulti. L’immaturità di cui scriveva Kant duecento anni or sono, tuttavia, è oggi più che semplicemente autoprocurata. E’ favorita e consolidata dalle spinte culturali esterne che impediscono la maturazione e ostacolano il bene comune. La resistenza a queste forze può scaturire da un rinnovamento della vocazione civica, che fa appello a una società capace di rispondere con generosità ai “bisogni irrinunciabili” dei bambini in tutto il mondo, senza trasformare gli adulti in bambini né sedurre questi ultimi per trascinarli nel vortice del consumismo in nome di una loro vacua emancipazione.

(…)

I bambini devono giocare, e non pagare; agire, e non guardare; imparare, e non comprare.

Dove ha la possibilità di farlo, il capitalismo dovrebbe contribuire a proteggere i confini dell’infanzia e a salvaguardare la tutela esercitata da genitori e cittadini; diversamente, deve farsi da parte. Non tutto deve necessariamente procurare un profitto, non tutti devono necessariamente trasformarsi in consumatori, non per tutto il tempo.

Un libro che mi sento di consigliare per l’estate: Consumati Da cittadini a clienti di Benjamin R. Barber, Einaudi.

Immagine: Barbara Kruger, via.

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Lug 24

Mi specchio alla Luce del Sole,
mi specchio nel suo Amore incondizionato,
nel suo donare ogni Raggio senza giudizio alcuno.

Di Lui mi nutro e divento un Uomo migliore,
affinché il Logos possa dimorare nel mio Se,
affinché un giorno lo Spirito possa trovare fissa dimora nel mio Corpo.

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Lug 22


Fotografato stamattina alla fermata Precotto della M1.

L’espressione in dialetto milanese “va a ciapà i ratt” (due t) letteralmente significa “vai a prendere i topi”: attività che non promette niente di buono e, in effetti, finisce per essere una perdita di tempo. Come dire: vai a perder tempo da un’altra parte!

A me piace il dialetto (qualunque dialetto) perché è un parlare vivace, colorito, sentenzioso ed ha un suono spesso divertente, sempre fortemente caratterizzato, saporito, impressivo.

Ora, non mi stupisce che Diesel sperimenti una “localizzazione” dialettale della campagna mondiale Be Stupid: anzi, la trovo una sfida tosta per un copy.

Trovo invece scontato (e maschilista) il solito riferimento alla “topa” (più toscana che milanese). E poi mi domando se i giovani Stupid che comprano i jeans Diesel conoscono il milanese…

Ancora una cosa: era mica meglio usare “pirla”, “piciu”, “pistola” (molto più milanesi) invece che “stupid” , ecc. ecc.

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Giu 30


The Creative Brief: A Research ProjectView more presentations from Jasmin Cheng.

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Giu 28

Da ads of the world.

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Giu 28

Agenzia: CDP Copywriter: Indra Sinha Art Director: Guy Moore

Thousands of our children were not so lucky. They survived.

Dopo 26 anni, ingiustizia è fatta.

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Giu 28

Fortunati gli studenti dello Ied di Torino che hanno potuto incontrare Pasquale Barbella e Italo Calvino. Una conversazione sul fare buona pubblicità, che prende spunto dalle fondamentali Lezioni Americane di Calvino.

L’incontro è stato organizzato da Simonetti Studio nel cui sito troverete i link per vedere tutti i video.

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Giu 28

Ci sono giorni in cui il cielo piange. Ci sono giorni in cui dal nulla appare la fine e sembra che la Natura accompagni il tuo sentimento ed esprima il suo affetto nel tuo dolore. Ci sono giorni in cui ogni cosa sembra finita e tutto sembra compiuto. Giorni in cui si è consapevoli di essere entrati in una nuova fase, con la Luce negli occhi e la tristezza nel cuore. Difficile descrivere certi giorni, difficile condividere a pieno il turbinio di emozioni che avvolgono l’essere. In quei giorni non rimane che un foglio bianco, pronto da scrivere con una nuova fase della vita, sempre più forti, col dolore da trasformare nel nostro io più profondo…

Nel momento in cui ti viene tolto tutto realizzi veramente di non aver più bisogno di nulla. Anche il corpo perde la sua fisicità, sembra quasi dissolversi nell’Uno che permea ogni cosa. Il taglio netto di ogni legame col mondo, la consapevolezza di non dover più desiderare nulla. Tutto è già in te, nessun’altra cosa può modificare lo stato di armonia e di serenità. Non c’è più desiderio, non c’è più aspettativa, non c’è più tempo e spazio, tutto diventa un flusso consapevole di eventi sincronici, i quali sono solo l’effetto di altre manifestazioni che vivono autonomamente al tuo fianco. Quando perdi una parte di te, è per integrarla all’Uno dalla quale ha avuto origine, per questo non si perde nulla, al contrario si guadagna molto molto di più. Dall’esterno questo è incomprensibile, è una dinamica esclusiva del nostro più profondo nucleo. Impossibile da descrivere a parole. La certezza di questo insegnamento è nella malinconica sensazione di aver dato ogni singolo aspetto del proprio se, senza rimpianti ne rimorsi. Abbiamo aperto uno squarcio affinché noi stessi dall’esterno potessimo osservarci per cosa siamo realmente. Può non essere una visione idilliaca, ma è la nostra unicità, la nostra anima che si espande, il bruco che sta per nascere a nuova vita, la trasformazione allo stadio successivo…con amore e gratitudine.

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Giu 18

Il mio carattere ha sempre condotto la mia vita all’osservanza delle regole e delle leggi in generale. Una metodologia attenta al rispetto dei precetti che potessero essere condivisi dalla maggioranza delle persone con cui condividevo questo angolo di mondo. Nel corso del tempo ho realizzato e compreso le dispute e le battaglie sociali, a volte aspre ed estenuanti lotte per raggiungere un agognato beneficio piuttosto che un privilegio. A poco a poco che uscivo dal “barattolo” nel quale ogni uomo viene messo alla nascita, ho cominciato ad osservare la realtà con occhi diversi, un susseguirsi di deduzioni e intuizioni mi hanno condotto a riformulare gran parte delle verità che avevo pian piano reso mie nel corso della vita. La logica umana (nel senso di uomo) è una copia molto sbiadita di quello che esiste ad un livello “superiore”. Leggi umane sono un tentativo di imitare qualcosa di perfetto che regola e determina ogni singolo movimento atomico nel Cosmo. Scoprendo alcuni segreti celati in una foglia, in un albero, nel movimento di un’onda, nell’amore incondizionato di una cane verso il padrone, in ciò che è tangibile e osservabile da noi tutti, ho iniziato a scorgere Leggi ampiamente più giuste ed esatte delle leggi dell’uomo.

Con questo non voglio denigrare gli sforzi di chi con buona volontà ha creduto di operare per il bene dei propri simili. Purtroppo tentativi di nobile ispirazione sono stati pilotati o indotti da gerarchie di potere molto ben radicate nell’inconscio collettivo, talmente potenti da gestire fisicamente e mentalmente i burattini, con l’illusione di lasciare all’individuo la libertà di scelta (e la libertà stessa). La storia insegna attraverso guerre e prese di potere, come l’uomo è a poco a poco divenuto un essere vittima della stessa gerarchia che inizialmente credeva di dover combattere. Un gioco di pedine che mangiano la pedina più vicina per prendere il suo posto, con l’attenzione di creare le condizioni per non essere a sua volta mangiata. Questo squilibrio di forze a generato potenziali distruttivi molto grandi, che per forza di cose, oggi devono essere riequilibrati, essendo la legge di causa effetto, una regola alla quale l’uomo non può sfuggire. Ognuno nel suo microcosmo deve e dovrà confrontarsi con la sua condotta di vita, con la sua propensione al giudizio e all’utilizzo del libero arbitrio che ha ricevuto come dono di libertà suprema.

La domanda che inizialmente ponevo a me stesso, era relativa la capacità dell’uomo di salvare il suo mondo, le sue relazioni e automaticamente l’intera collettività. In ogni caso esisteva sempre qualcosa di limitato, come se l’uomo non avesse parametri assoluti, tali da poter esprimere la perfezione alla quale l’umanità dovrebbe ispirarsi. Questo è stato uno dei motivi per il quale ho cominciato a “studiare” le Leggi che si trovano ad un livello superiore. Superando la logica del giudizio e dell’ego, si può trovare la strada per decodificare quelle Leggi che sono naturalmente a disposizione di tutti coloro che riescano ad osservarle con lo Spirito giusto.

Ispirarsi a questa visione delle cose, permette di sublimare la pochezza e i limiti dell’uomo terreno, incapace di essere un giudice “sopra le parti”, perfettamente giusto e equo nei confronti della vita. Ispirarsi a Leggi di natura superiore permette di avere un quadro più ampio e veritiero della verità delle manifestazioni sensoriali, nonché una maggiore attitudine a non compiere errori. Un atteggiamento che ha come fondamento il rispetto di ogni simile e dissimile, in modo da non influenzare quasi per niente gli esseri che per motivi più diversi incontrano la nostra strada. Se l’uomo osservasse la struttura gerarchica di un alveare, la perfezione del movimento dell’erba fra le raffiche del vento, l’amore del Sole che dona incessantemente i suoi raggi senza preoccuparsi a fare distinzioni fra buono e cattivo, forse inizierebbe un cammino davvero diverso, nel quale il potere, l’egoismo, l’indifferenza verrebbero relegati come mali da estirpare. Certo a quel punto non servirebbero più giudici, avvocati, giornalisti, carcerieri, forze dell’ordine, imprenditori, medici, farmaci, sostanze chimiche, insomma forse esisterebbe un qualcosa che si avvicina al ritmo naturale del battito della vera Vita.

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Giu 14

Il rapporto di coppia rappresenta la via maestra per crescere alla seconda nascita individuale. L’essere umano nasce biologicamente dall’hara della madre, inizia a sviluppare le caratteristiche morfogenetiche programmate a livello animico prima di incarnarsi, esegue i passi necessari per compiere ogni esperienza karmica utile a tornare al centro del proprio Se. La vita conduce l’individuo ad assumere le forme e le situazioni più adatte alla realizzazione di questo grande miracolo evolutivo. L’individualità si confronta con ogni aspetto “specchio” della personalità, attraverso lo scambio con altri esseri presenti sul pianeta. Ogni entità innesca una dinamica ben precisa nella relazione a specchio, fin tanto che questo mutuo scambio non raggiunge il suo alto livello di compimento. Dal punto di vista morale o etico non c’è alcuna differenza fra esperienze positive o negative, emozioni, ansie, gioie e dolori, sono solo il veicolo principale per raggiungere l’obiettivo finale. Entrare nel merito della colpa, del giudizio o della giustizia, non ha senso osservando questa dinamica da un punto di vista multidimensionale.

Il contatto fisico tra le persone ha la capacità di innescare reazioni fisiologiche e sottili molto potenti. Al di la della componente morale dei rapporti fisici, è interessante valutare come lo scambio sottile fra persone che condividono la stessa consapevolezza, sia il motore principale per raggiungere vette molto alte. Non è necessariamente l’atto sessuale o genitale di per se che ha questo compito, a volte il semplice tocco di un dito, di una mano, può innescare una serie di processi, che hanno origine dal campo aurico per raggiungere secondariamente le cellule di ogni apparato. Nell’antichità si era a conoscenza di questi insegnamenti, nel corso dei millenni varie tecniche sono state utilizzate per armonizzare lo stato psico-fisico, attraverso il massaggio terapeutico o il tocco delle mani. Questa grande conoscenza oggi si è persa dietro alla mistificazione dell’atto sessuale fine a se stesso, al contatto fra persone come veicolo del male. Un sentimento di puro amore prescinde dalla sessualità e da energie basse, è un veicolo di grande espansione e consapevolezza. Oggi riscoprire la potenza di un abbraccio, di un contatto sano, di una carezza, ha effetti molto più positivi di qualsiasi medicina o rimedio miracoloso. Ovviamente la società vuole emancipazione totale e alienamento, tale da deviare la natura dell’impulso naturale dell’uomo. Per questo nascono problematiche legate ad abusi e soprusi di ogni tipo.

Quando il tocco di una mano è puro, la mano diventa l’ambasciatrice della guarigione che compie attraverso la Luce del Creatore. Il nostro strumento per incarnare i principi alla base della vita. La sublimazione dell’energia sessuale, della componente più animale legata ai centri energetici inferiori, può essere raggiunta con amore e condivisione, può raggiungere il completo distacco dalla fisicità, nel momento in cui tutta questa energia comincia a fluire nello spazio del cuore. la relazione di coppia, se animata da un concetto di condivisone divina può davvero rappresentare un trampolino verso una maggiore integrazione, può rappresentare il motore che alimenta i nostri corpi sottili più alti, per trasformare gli istinti in pura luce e amore.

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Mag 27

Fonte immagine: palermo blog sicilia.

A Palermo è comparsa questa affissione: apriti cielo! Son scoppiate polemiche di varia natura, con i soliti “distinguo” di carattere tecnico. L’operazione si è dimostrata efficace se non altro per il polverone sollevato (bisognerà poi vedere se il traffico nel punto vendita è aumentato).

Ho fatto una veloce ricognizione sul web: tra parodie, fake e deliri, ho scoperto che Hitler è parecchio usato (e abusato).

La pubblicità può provocare, come ci ricorda Bill Bernbach:

Provoca. Ma assicurati che la provocazione nasca dal prodotto.

Chiudo la breve carrellata con lo straordinario Charlie Chaplin che, nel Grande Dittatore, irride la lingua, la retorica e la gestualità teatrante del tiranno (di tutti i tiranni).

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Mag 25

Let Out the Creative BeastView more presentations from Betsy Streeter.

Grazie a Roberta Buzzacchino di mappe mentali blog per aver scovato questa bella presentazione.

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Mag 25

Coloro che sono affini alle parole di questo blog, seguono un percorso comune e spesso molto impegnativo. La scoperta di ogni lato oscuro, ogni imperfezione del nostro ego, ogni manifestazione del nostro carattere, viene a poco a poco trasformata per essere riequilibrata. Nel corso di questi anni sono stati tolti molti veli e molti fili invisibili, che ci legavano a una realtà distorta e non veritiera, abbiamo sperimentato un mondo pieno di illusioni e retroscena, alla base del controllo di ogni singolo individuo. Oggi è difficile andare avanti, tutto è ormai estremamente doloroso, ogni aspetto della nostra vita interiore (e quindi esteriore) sta crollando davanti ai nostri occhi. Sentirsi totalmente scollegati da ciò che ci circonda è la sensazione predominante degli ultimi mesi, come se non facessimo parte del mondo in cui viviamo. Si potrebbe vivere sotto un albero senza aver bisogno di nulla, eppure con il desiderio innato di far conoscere alle persone che incontriamo, i tesori che abbiamo scoperto. Tesori che hanno colmato il nostro cuore ma nello stesso tempo lo hanno squarciato, tale è la loro forza e la loro verità. Sapere ciò che può accadere, riuscire a percepire gli eventi per quello che sono, piuttosto che per quello che vogliono farci credere, capire se una persona vive nella Luce del Padre oppure lavora per altri padroni, tutto questo forgia la nostra anima, in sentimenti di grande espansione, talvolta misti a periodi di profonda solitudine e tristezza. Difficile prevedere esattamente ciò che vivremo nei prossimi anni, ma ascoltando noi stessi sappiamo perfettamente la risposta. Nonostante tutto il forti saranno chiamati ad essere forti, dovranno incarnare i principi universali che solo il vero Cristo ha portato sulla terra, i pensieri più alti e più amorevoli, in ogni situazione. Mentre la nostra vita sembra disintegrarsi, mentre perdiamo ogni cosa per guadagnarla dentro di noi, riusciamo a percepire il mondo per quello che è. Nonostante tutto credo che questa sia una fortuna immensa.

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Mag 19

Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, la prendo per mano.

Fonte immagine LEO™.

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Mag 15

Mica male il gastroenterologo!
Da How Logo Design Awards 2010.

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Mag 11



Alfabeta: fonte immagine ebay.

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