dic 12

Una prima tattica è capovolgere l’esito del meccanismo.

Da Luigi, ristorante italiano.
Una seconda tattica è applicarlo in un contesto insolito o con prodotti/servizi che normalmente non lo prevedono.

Vancouver Police Museum.

Una terza tattica è renderlo metaforico (simbolico).   
Lasagne Light.  Una quarta tattica è farlo diventare guerrilla.

Clinica Marquez, chirurgia estetica.

Una quinta tattica è prendere atto, ironicamente, che è una balla inventata dai pubblicitari.

Sucol Active, succo di frutta alle vitamine.  Un sesta tattica è portarlo alle estreme conseguenze.
Un classico degli anni ’60: agenzia Paper Koenig Lois.

Aggiungi didascalia

Fonte immagini: Coloribus.
Esclusa l’ultima tratta da: When advertising tried harder di Lawrence Dobrow.

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dic 10

Il grande complotto mondiale, guidato dai padroni di cui spesso abbiamo parlato nel blog in precedenza, sta centellinando le informazioni riguardo l’attuale situazione globale, per fornire ai cittadini del mondo grandi quantitativi di notizie inutili, per sviare come di consueto dalla realtà che ci apprestiamo a vivere. L’economia è in continuo peggioramento, ormai possiamo dire che le metastasi di questo cancro sono giunte in ogni estremità del sistema. Ma un malato all’inizio della malattia generalmente si sente impaurito e ogni palliativo crea stati continui di stress e incertezza per il futuro. Lo stesso dolore iniziale a poco a poco diventa abituale e i livelli di quella percezione diventano più accettabili. Questo è vero in ogni campo, in ogni situazione possiamo verificare questo comportamento della mente umana. Oggi nonostante le fanfare dei vari servetti europeisti, quasi non va più di moda preoccuparsi di quello che succede nei palazzi del potere… ci siamo come assuefatti a tutto questo, a volte la mente è più propensa a staccare la spina, magari con un bel programma leggero o una pizza con gli amici. Il problema in se non è questo, sono il fautore dell’auto-miglioramento e del pensiero positivo per vivere meglio, ma questo non significa che ignoro la realtà delle cose.

Mentre le borse, tra affanni e futili squarci di ottimismo, stanno per perdere la quasi totalità del loro valore (virtuale), si disegnano grandi scenari di guerra a livello globale. Una guerra che avrà come protagonisti attori diversi dai soliti noti degli ultimi anni. O meglio i soliti attori prenderanno parte a tutto questo sotto altre vesti e forme. I livelli di guardia sono ormai alle stelle e non basterà una letterina a babbo natale per scongiurare tali pericoli. Non sarà possibile evitare tutto questo perché gli investitori e i compratori hanno speso troppo denaro e ora hanno bisogno di un tornaconto per continuare ad alimentare il sistema. Se nella vita produco armi, di conseguenza ci saranno compratori disposti ad acquistarle. Se produco farmaci, automaticamente ci saranno utenti (numeri) pronti a testarli, poco importa se dannosi o inutili ai fini della guarigione, quello che conta è il numero che aumenta nel conto corrente di chi li produce. Se produco povertà attraverso misure economiche restrittive, dopo aver di fatto eseguito un colpo di stato mascherato da democrazia, allora sarà normale constatare l’impoverimento generale delle popolazioni.

Molti penseranno che queste cose sono normali, sono il frutto di cicli storici, sono il frutto di politiche che hanno le loro cause in diversi fattori. La verità invece è che tutto questo è gestito minuziosamente da personaggi che vivono dietro a scrivanie di pelle umana, pronti a decidere le sorti del mondo, obbedendo all’unico vero padrone che conoscono (satana).

Molti diranno che questo è frutto di paranoie, di falsi allarmismi e mancato ottimismo, ma purtroppo tutto è così perché deve essere così e mai più sarà diversamente nella storia. Quindi ora che siamo stanchi di sentire parlare di economia, è tempo di pensare alla nuova guerra, è tempo di pensare a Sanremo, ai problemi dei principini inglesi, è tempo di svagarsi perché tutte queste brutte notizie mettono di cattivo umore… è tempo di ritornare a vivere più serenamente, ma purtroppo la vita non è un programma televisivo, un programma che possiamo cambiare o scegliere, a volte la vita deve essere compresa per essere in grado di cambiare le carte in tavola, essere in grado di non avere un codice a barre stampato sulla fronte come un prodotto commerciale, avere la Forza per essere un centro al quale il Padre può inviare le benedizioni e quella stessa Forza per affrontare tutto questo.

Se i livelli di guardia, l’esondazione degli argini dei fiumi, se la terra verrà risucchiata, almeno stavolta sapevamo che tutto questo sarebbe successo, sapevamo in anticipo chi l’avrebbe provocato e come potevamo difendere la nostra anima…oppure possiamo aspettare qualcosa che non arriverà mai, perché semplicemente eravamo stanchi di provare a CREDERE.

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dic 06

Graham WallasLo so che c’è crisi, che c’è la manovra Monti, che nelle agenzie  tira una brutta aria, figurarsi per i freelance. Lo so che si fa fatica a farsi pagare anche dai clienti, che tutti chiedono sconti, che bisogna prendere quel che c’è e stare schisci… lo so, lo so. 

Però questa riflessione, accademica pleonastica ingenua, la voglio condividere ugualmente. Chissamai che torni utile un giorno o l’altro.

Prendete il modello classico del processo creativo, quello proposto da Graham Wallas:

preparazione > incubazione > illuminazione > verifica.

In base alla nostra esperienza di freelance/creativi possiamo affermare che ad ogni fase del modello corrisponde una fase lavorativa.

Preparazione
corrisponde al briefing, al lavoro di “intelligence”, alla strategia (raccolta di informazioni, selezione,  brief creativo, usp, ecc).

Incubazione
corrisponde al lavorìo del nostro cervello mentre siamo in tutt’altre faccende affaccendati (i due emisferi comunicano, le sinapsi si attivano, si combinano percorsi divergenti, vengono in contatto immagini distanti)

Illuminazione

corrisponde alla mise en page delle idee che ci sono “venute in mente” (la scrittura/visualizzazione del concept sulla carta, bozzetti e schizzi)

Verifica
corrisponde alla presentazione all’agenzia o al cliente, con le successive revisioni.

Mentre è facile quantificare il tempo (quindi il costo) riferibile alle fasi di preparazione, illuminazione, verifica, è difficile farlo per la fase dell’incubazione. E credo che nessuno lo faccia (correttamente).

Eppure l’incubazione è la fase fondamentale che definisce le basi qualitative delle possibili combinazioni ideative. E’ nell’incubazione che l’attività del cervello gioca con le nostre esperienze sensoriali, le reminiscenze e i ricordi, la gamma delle nostre emozioni, gli aggiornamenti professionali e le conoscenze di una vita.

In pratica.
Prendo un brief e ci lavoro sopra per un po’: calcolo 5 ore. Questa è la preparazione.
Poi mi dedico ad altro per 1-2 giorni: questa è l’incubazione (nota bene, il mio cervello è al lavoro anche se io gioco a tennis o dormo o lavoro su un altro brief).
Finalmente mi metto alla scrivania e riesco a buttar giù una dozzina di idee: calcolo 3 ore. Questa è l’illuminazione.
Poi appendo le idee al muro e le lascio decantare fino al giorno dopo (o a quello dopo ancora).
Nel frattempo mi dedico ad altro e l’incubazione continua.
Infine decido di presentare i bozzetti all’agenzia o al cliente, dopo averne selezionati e finalizzati alcuni: calcolo altre 4 ore. Questa è la verifica.
Totale ore lavorate (consciamente): 12.

E’ chiaro che se mi faccio pagare a ore rimane esclusa l’incubazione, cioè quei 3-4 giorni di lavoro della mia preziosa materia grigia.

L’incubazione non è un’opinione, è un dato di fatto: perché il cervello creativo lavora così, svolgendo tutte e quattro le fasi. Se non c’è incubazione non c’è atto creativo.

Questo bisognerebbe spiegarlo a certi direttori d’agenzia più inclini a concepire il lavoro creativo come una catena di montaggio, una sorta di veloce data entry; secondo costoro “lavora” solo chi schiaccia i tasti del computer e chi, invece, cazzeggia o guarda il soffitto o legge un fumetto perde tempo.

Questo bisognerebbe spiegarlo anche a certi clienti che tirano sempre più sul prezzo o sui tempi. Possibilmente con un’analogia che faccia riferimento ai loro processi di produzione, nei quali se si salta una fase…tutto va a pallino.

Occorre valutare bene il tipo di lavoro e il coinvolgimento che ci viene richiesto: se è opportuno farsi pagare a ore oppure a progetto.
In ogni caso, occorre quotare in modo congruo l’apporto indispensabile dell’incubazione. Quantomeno un forfait, magari sotto la voce “concept creativo” o “concepting” o “creatività”:

  • briefing
  • creatività
  • art-direction/copywriting
  • layout
  • ecc.

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dic 04

Molti si chiedono il perché sia necessario dover pagare altre tasse in un momento in cui servirebbe proprio il contrario per rilanciare l’economia. I grandi movimenti di capitale sono amministrati da coloro che ogni giorno sproloquiano ai microfoni delle conferenze stampa sul momento attuale e su come uscire dalla crisi. Non c’è nessuna volontà di sistemare le cose, perché le banche si stanno adoperando solo per speculare su quello che ancora resta da accaparrare a spese dei soliti fresconi.

L’operaio, il commerciante o lo statale pagheranno ancora i crimini contro l’umanità che i padroni perpetrano da anni, con l’illusione che questo serva ad uscire da questo momento storico. La Germania indica l’Italia come fulcro della crisi e impone misure restrittive per arginare il debito. Si parla di finanza comune e unificata fra gli Stati, semplicemente per preparare i cittadini al concetto di super-stato unificato. Tutto condito da proclami e false notizie che ogni giorno popolano i tg, deviando la realtà delle cose e spostando l’attenzione da quello che dietro le quinte si sta già allestendo per il futuro prossimo.

Ingenti quantitativi di risorse umane (carne da macello volontariamente schierata a forza di lavaggi di cervello) si stanno adoperando per la prossima guerra mondiale, che tra l’altro sarà l’epilogo di questa grande farsa che è il denaro e l’egoismo dell’uomo. In medio-oriente si stanno posizionando le pedine del risiko senza che nessuno dica una sola parola a tal proposito. Nessuna analisi geopolitica su quello che sta avvenendo, nessun giornalista che sappia realmente come stanno le cose.

Ma tornando alle tasse, la domanda era: perché pagare ancora? Semplicemente perché più si paga più si diventa poveri e vittime del sistema, più si paga più ci si indebita, fino al punto di stipulare finanziare per rateizzare anche il latte e il pane acquistato al forno sotto casa…perché un popolo in fin di vita può essere meglio addomesticato al luccichio che verrà proposto a breve dai super governi unificati. La pace, il benessere sociale, la vera sicurezza per le nostre famiglie, tutto al modico prezzo della propria vita (o anima).

Si perché anche se sarò ripetitivo e per molti noioso, il denaro e il controllo sono i mezzi adottati dal male per avere la meglio sulle persone, ma il vero obiettivo è conquistare l’anima delle persone, perché è l’unica cosa che interessa ai signori e ai padroni, perché è l’unica cosa che noi possiamo ancora decidere di mantenere e legare a chi davvero regna nell’Universo.

Quindi Irap, Irpef, patrimoniale leggera o pesante, Iva, Ici, tagli sulla sanità (ma grandi incentivi per sempre più sofisticati vaccini cybernetici), saranno solo l’antipasto e dopo dieci giorni in cui le borse voleranno, (puff!) si tornerà nel baratro nero della crisi. A quel punto si adotteranno le misure più adatte al momento opportuno. E se noi o voi non vorrete pagare, qualcuno molto poco gentile, magari armato e con un casco verde o blu (si sa l’ONU ha sempre il suo fascino) verrà direttamente a bussare alla porta per riscuotere il suo tributo…

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Feb 06

Questo piccolo isolotto del Lago di Bolsena è ciò che resta, come quello bisentino, del cono eruttivo del vulcano sottostante l'attuale lago. Esso dista appena un chilometro dalla costa del lago ed è incredibilmente diverso dal compagno. I suoi dieci ettari ospitano una comunità vegetale pressochè integra e apparentemente molto più selvatica, quasi tropicale. Le sponde sono popolate da numerose colonie di uccelli acquatici e al di fuori delle specie vegetali ed animali l'isola non è attualmente popolata.
Sicuramente visitato dagli etruschi, forse anche dai romani, l'isola è storicamente famosa per la detenzione di due incredibili donne: Cristina, martire e patrona di Bolsena, fu relegata sull'isola da papa Urbano IV affinchè rinnegasse la sua forte fede cristiana; Amalasunta, regina degli Ostrogoti, dal carattere deciso e diplomatico si inimicò i Goti e tramite un complotto di questi col famigliare Teodato fu dapprima imprigionata nell'isola e quindi uccisa nel 535 d.C.
L'isola ha storicamente attratto l'attenzione sia dei nativi dei borghi limitrofi (a questa epoca risale la chiesa di S. Stefano del IX sec.) dei Viterbesi, dei signori di Bisenzio e del papato. Sotto la chiesa l'isola ha vissuto il periodo di massimo splendore. A partire dal XVII secolo, sotto il ducato di Castro l'isola fu progressivamente abbandonata, le strutture smantellate ed i materiali riutilizzati per la costruzione di Marta. Attualmente l'isola vi è una residenza Privata e non è visitabile.

fonte: www.lago-di-bolsena.biz » vai al post originale »

nov 28

Quando ho visto il Presidente della Repubblica nominare Mario Monti senatore a vita, ho compreso che per Berlusconi era giunta la fine. Una fine che non era ancora scontata, nonostante le orge e le drammatiche esternazioni di un uomo giunto al capolinea della sua goliardica ascesa.

Non poteva esimersi il Presidente della Repubblica nel nominare l’uomo che con altri pochi aveva condotto le sorti della moneta unica a tale sfacelo, saltando da un consiglio di amministrazione all’altro con l’astuzia di chi ama saccheggiare ciò che non è suo. Non poteva essere nominato Presidente del consiglio un uomo che in Parlamento non c’era mai entrato come deputato, ne tantomeno come spettatore. Sembrava davvero troppo… per questo MM è stato nominato Senatore a vita. Per questo poi nominato Presidente del Consiglio, in puro stile colpo di Stato democratico con l’approvazione delle più alte cariche e di tutti i beoti politicotti del Bel Paese. Una volta credevo che a certi livelli si sapessero alcune informazioni, invece devo dire che molto pochi conoscono la realtà dell’economia per come viene gestita e manipolata, molto pochi conoscono davvero cosa si cela dietro al vero potere.

Tralasciando il gossip che poco importa noi poveri contribuenti, la situazione dell’euro sembra ormai sul binario del fallimento totale. Francamente come italiano preferirei tornare alla vecchia lira di Marco Polo, quella moneta che anche se inflazionata ancora aveva un suo valore intrinseco. Ancora oggi qualche vecchietto fatica a convertire il valore dell’euro in vecchie lire, forse perché nella sua mente non c’è stata mai l’accettazione di questa grande truffa. Una truffa che non ha fine ne soluzione. Se l’Italia o la Grecia o i Paesi della penisola iberica andassero in default, allora per l’euro sarebbe la fine, perché tale mostro si alimenta e nutre proprio del debito e del sistema basato sul debito. Tornare ad una moneta nazionale svincolata dalle regole dei banchieri europei, garantirebbe autonomia e libertà, garantirebbe il ritorno ad uno stato più democratico. Tutto questo però fa parte dell’utopia tanto cara ai sognatori, nessuno salverà l’euro, proprio perché dalla sua morte nascerà una nuova moneta universale che soppianterà tutti i nostri problemi. Una moneta più “friendly”, più elettronica e adatta alle nostre esigenze, una moneta finalmente a misura d’uomo. Prima di tutto questo, tanti soffriranno la fame e la sete, tanti purtroppo subiranno i danni causati dai bastardi che siedono sulle sedie di velluto dei consigli di amministrazione delle banche. Prima di tutto questo servirà altro dolore, per arrivare a dover giustificare le misure restrittive che verranno create di volta in volta con il consenso indotto del popolo pecorone, che ancora aspetta la befana sulla scopa, ancora aspetta le prossime elezioni per rimettere finalmente in sesto questo Stato.

Ma se le elezioni politiche del 2008 fossero state le ultime? Se da ora in poi qualcuno decidesse per noi non solo chi candidare, ma anche come, quando e in che modo, senza nemmeno far finta di chiederlo? Se da oggi bastassero colpi di decreti attuativi a fronte di un peggioramento così rapido da sospendere il significato di democrazia (tralascio il mio pensiero sulla democrazia occidentale)?

Forse questa è utopia, o forse questa è solo la realtà di chi vede con gli occhi privi di falsi dogmi…in ogni caso a poco serve sperare nell’uomo e nelle sue capacità se l’uomo è schiavo del potere e del materialismo, se è governato da personaggi come MM, che non sono altro che i mandanti del decadimento della nostra società civile.

MM sembra il disegno delle torri gemelle…sappiamo tutti come è finita e per mano di chi. Sappiamo che era un 11 Settembre, una data che già era stata usata per scopi poco utili al bene dell’umanità. MM è entrato in parlamento l’11 Novembre 2011. Non ha senso parlare di numerologia, ma chi ha voglia di capire può fare delle semplici ricerche per comprendere bene la mano di chi c’è dietro a queste persone…

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nov 22

Questi giorni è di grande attualità il tema relativo alla moneta elettronica, ovvero all’incentivo (a mezzo di proposta di legge, oppure decreto) di utilizzare transazioni finanziarie in modo telematico (POS o carte di credito) anche per importi superiori ai trecento euro. Questo provvedimento, di gran lunga utile alle casse dello Stato sembra anche esser ben digerito dal popolo delle pecore italiane, dimostrando ancora una volta una scarsissima visione d’insieme delle tematiche globali. La spinta a tale provvedimento, che probabilmente verrà vagliato già nel primo consiglio dei ministri, è la solita trita e ritrita faccenda dell’evasione fiscale. Transazioni elettroniche eviterebbero qualsiasi tipo di frode, proprio perché il pagamento stesso prevede l’emissione di uno scontrino o altro mezzo di ricevuta fiscale di pari importo, annullando in un solo colpo le possibili frodi ai danni delle casse dello Stato. Ovviamente il governo in carica, dovendo rispondere all’agenda delle elite dei banchieri che lo governano, farà di tutto per arricchire i padroni e accelerare il processo di destabilizzazione sociale, cosa che già è stata ampiamente preparata dalla classe politica precedente. Questi provvedimenti servono ad abituare le persone al concetto di virtuale ed elettronico, al concetto di tracciabilità ed equità, al piccolo prezzo del controllo totale della vita dell’uomo. Poi sarà più semplice parlare di vaccini, di chip e di altre strumenti utili all’uomo per migliorare la vita, fin quando il prezzo da pagare sarà la vita stessa. Ma prima che il gregge si accorgerà di tutto questo saremo tutti ancora impegnati ad assistere alle promesse delle tribune elettorali, che oggi purtroppo hanno ben poco da dire, visto che ormai chi riscuote è anche chi comanda direttamente e non è più trendy alzare la voce in televisione!

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nov 22

Fonte: http://apocalisselaica.net

Mario Monti e i GesuitiCari lettori di questo blog, vi starete forse chiedendo se l’ uomo del momento, il candidato premier e novello senatore a vita Mario Monti (nominato dal fautore del Nuovo Ordine Mondiale Giorgio Napolitano), sia stato istruito dai Gesuiti.

Certo che si!

Messaggio a tutti coloro che stanno festeggiando la dipartita di Berlusconi (messo al potere dal Vaticano): stiamo cadendo dalla padella alla brace. A Monti dell’ Italia non gliene frega niente. Monti è uno dei peggiori globalisti in circolazione. [...]

Gli ideali di Monti e la sua formazione sono sempre stati quelli della distruzione delle nazioni e della lode alla Governance Globale Vaticano-Gesuita; mi si rizzano i capelli solo al pensiero di come egli potrà ridurre il nostro paese. Lui ha altri referenti, non certo gli elettori di una nazione sovrana come l’ Italia. Dopo il mio post “I Gesuiti che in Italia allevano la classe dirigente, compreso Mario Draghi”, dove citavo due articoli del corriere.it che parlavano di molti nomi eccellenti del panorama italiano istruiti dai Gesuiti, compreso Mario Draghi, vi propongo adesso la lettura di un altro articolo, sempre del corriere.it, dal titolo “Fassino, ma anche Rutelli, Dell’ Utri e Monti Tutti a scuola dai gesuiti. Compreso Castro”, in cui scopriamo che molti altri protagonisti del panorama politico ed economico italiano sono stati allevati dai Gesuiti.

In questo articolo, contornato dalla solita propaganda buonista, (l’ipocrisia gesuitica si esprime in frasi del tipo: “Forte è il richiamo verso i problemi delle minoranze – spiega padre Bartolomeo Sorge.”) scopriamo, tra gli altri, i nomi di Carlo Azeglio Ciampi (ex capo della Banca d’Italia ed ex Presidente della Repubblica), Francesco Rutelli, Marcello Dell’Utri, Giuseppe de Rita, Piero Fassino, Gianni de Gennaro, Luca di Montezemolo, Luigi Abete, Massimo Moratti, Leoluca Orlando, Gabriele Albertini e, appunto, Mario Monti. Quindi constatiamo che i Gesuiti hanno educato l’intero spettro politico italiano di destra e sinistra. Alcuni nomi erano già citati nel precedente post, altri no. L’articolo cita anche Castro:”Nessuno sospetterebbe che Fidél Castro è un prodotto del liceo Belén dei gesuiti all’ Avana”. Beh, noi di nwo-truthresearch ce ne siamo accorti già da un po. Nell’articolo si dice che Mario Monti, Presidente dell’Università Bocconi, si è diplomato alla scuola dei Gesuiti Leone XIII, la scuola dell’alta borghesia milanese. Adesso andiamo avanti nella biografia di Monti. Monti ha conseguito la specializzazione all’Università di Yale, quell’Università dove ha sede la Skull and Bones. Monti è stato eletto Presidente Europeo della Commissione Trilaterale nel 2010. Per chi non lo sapesse, la Commissione Trilaterale è una delle massime organizzazioni globaliste che riunisce l’élite statunitense, europea e nipponica. Essa fu fondata nel 1973 dal Cavaliere di Malta David Rockefeller e dal massone Zbigniew Brzezinski (Bilderberg, CFR). La Commissone Trilaterale si batte da decenni per una riduzione della democrazia e per l’instaurazione di un governo mondiale.

Mario Monti fa parte del Comitato Direttivo del Gruppo Bilderberg, altro gruppo globalista, i cui meeting sono riservati; anche questo gruppo lavora per un governo mondiale. Il Gruppo Bilderberg è stato fondato dall’istruito dai Gesuiti Joseph Retinger e dal Principe Bernardo d’Olanda, un Ufficiale delle SS naziste e Cavaliere di Malta al servizio del Vaticano-Gesuiti.

Mario Monti fa parte del Comitato Esecutivo dell’Istituto Aspen, altro think tank non democratico la cui missione è l’internazionalizzazione politica, economica e culturale e la globalizzazione. Il metodo antidemocratico dell’Aspen è anche sbandierato nel loro sito, infatti leggiamo che “Il ‘metodo Aspen’ privilegia il confronto ed il dibattito ‘a porte chiuse’… in condizioni di assoluta riservatezza e di libertà espressiva.”. All’Aspen appartengono politici sia di destra che di sinistra. Nel comitato esecutivo troviamo affiancati nomi come quelli di Romano Prodi, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Fedele Confalonieri e Giuliano Amato, tanto per fare un esempio; per usare le parole di Gaber: ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?.

La branca italiana dell’Istituto Aspen è stata fondata da Gianni Letta, Gentiluomo di Papa Benedetto XVI, l’unico politico italiano al quale è stato concesso di entrare in uno dei “club” più esclusivi del mondo, per secoli riservato alla nobiltà papalina. Gianni Letta è anche Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Piano (Città del Vaticano).

Dal 2005 Monti è Consulente Internazionale per la famigerata Goldman Sachs dei Gesuiti e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute. Tempo fa Papa Benedetto XVI disse che “la Goldman Sachs stà compiendo l’opera di Dio”.

L’articolo del corriere, che riportiamo sotto, afferma anche: “La scuola gesuita è una mamma che coccola i suoi virgulti per la vita intera. Li tiene legati a sé con associazioni di ex alunni ramificate in tutto il mondo. Celebrano insieme anniversari, fanno congressi.”

Se Mario Monti è arrivato dove è arrivato non c’è alcun dubbio che la “mamma gesuita che coccola i suoi virgulti per la vita intera” ha fatto molto bene il suo dovere.

IL CASO Fassino è in buona compagnia. Le scuole dei gesuiti hanno forgiato uomini politici, banchieri, industriali. Molti bei nomi della classe dirigente italiana hanno affinato il cervello con il severo metodo di Sant’ Ignazio, che unisce l’ asprezza del combattente alla disciplina degli esercizi spirituali. Il più illustre allievo dei padri gesuiti siede sul supremo colle, il presidente Ciampi. Un laico, nell’ immagine popolare. In realtà anche lui, come Fassino, rivelò in un’ intervista la sua fede. Abbiamo appreso dalle sue parole che prega e va regolarmente a messa. Non se ne meraviglia Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, ex studente del Massimo, istituto dei gesuiti a Roma. «Ci impegniamo nel mondo, ma la nostra religiosità, la fede interiore non ci abbandona». Ne è la prova il leader della Margherita Francesco Rutelli, che è entrato in politica come radicale accanto a Pannella, un laico che più laico non si può, ma poi ha sentito il richiamo dell’ educazione gesuita, ha confessato la sua fede, e ha voluto celebrare il matrimonio in chiesa. Chi studia dai gesuiti spesso esce con idee di sinistra. «Forte è il richiamo verso i problemi delle minoranze – spiega padre Bartolomeo Sorge -. Anche i figli di buone famiglie da noi si appassionano ai drammi degli emarginati sociali e sviluppano una passionalità che li guida poi nella vita civile». De Rita segnala un altro connotato, ed è la fedeltà. «Siamo straordinariamente fedeli all’ impegno che ci siamo assunti». Come una missione. Un esempio di fedeltà è Gianni De Gennaro, sempre nella polizia, fino a diventarne il capo. Specialità dei gesuiti è formare sfruttando al massimo le qualità di ogni allievo. Ne possono sortire risultati davvero sorprendenti. Lo scrittore James Joyce, dopo aver subito le angherie degli insegnanti, poi li fece neri nelle sue opere. Il generale Jaruzelski, che dominò la Polonia negli anni Ottanta, ebbe un caratteraccio. Nessuno sospetterebbe che Fidél Castro è un prodotto del liceo Belén dei gesuiti all’ Avana. Un figlio degenere può capitare, ma mai come il mangiapreti Voltaire, frutto del liceo Louis-le-Grand di Parigi. La scuola gesuita è una mamma che coccola i suoi virgulti per la vita intera. Li tiene legati a sé con associazioni di ex alunni ramificate in tutto il mondo. Celebrano insieme anniversari, fanno congressi. In Italia gli istituti sono distribuiti sapientemente nei centri nevralgici. A Roma il Massimo ha sfornato scienziati come Enrico Medi, Pierluigi Nervi, genio dell’ architettura, il manager Luca di Montezemolo. E poi l’ imprenditore Luigi Abete, il direttore generale del Tesoro Mario Draghi, il rappresentante dell’ Onu Steffan de Mistura. In Rai siede il consigliere d’ amministrazione Marco Staderini, dell’ Udc. Rinomati sindaci recano l’ impronta della scuola ignaziana, Gabriele Albertini a Milano, due ex a Roma, Salvatore Rebecchini e Amerigo Petrucci, e Leoluca Orlando a Palermo, da tempo risucchiato nell’ ombra. Nel capoluogo siciliano hanno ricevuto l’ imprinting gesuitico anche Marcello Dell’ Utri ed Enrico La Loggia, entrambi di Forza Italia. Milano vanta allievi di prestigio, dal presidente dell’ Inter Massimo Moratti, all’ economista Mario Monti. Prima di loro il Leone XIII aveva istruito Cesare Merzagora, ex presidente del Senato. Gloria dell’ istituto Sociale di Torino è adesso Fassino, ma in precedenza vi hanno sgobbato sui libri l’ ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, Giovanni Conso, per un breve periodo ministro della Giustizia, ed Edgardo Sogno. I gesuiti sono riusciti a piazzare nel recente passato perfino un papa, Giovanni Battista Montini, Paolo VI, che respirò aria devota nel collegio Arici di Brescia. Lo stesso in cui si è acculturato l’ ex senatore leghista Vito Gnutti. Voltaire, filosofo illuminista e scrittore, fu mandato a studiare dai gesuiti all’ età di 10 anni: frequentò il rinomato liceo Louis-le-Grand di Parigi . FIDEL CASTRO Il «lìder máximo» cubano Fidél Castro fu allievo della famosa scuola gesuitica Belén di L’ Avana, dove si distinse per la brillante capacità di argomentazione. MARGHERITA. Entrambi allievi dei gesuiti: iI leader della Margherita Francesco Rutelli e l’ ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando. FORZA ITALIA. Frequentarono le scuole ignaziane anche Gabriele Albertini a Milano e Marcello Dell’ Utri a Palermo (29 settembre 2005) – Corriere della Sera”

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nov 18

Finalmente l’Italia ha un nuovo governo. Un governo di soli tecnici e sicuramente più competente del precedente. In fin dei conti è un momento di crisi e questa è la giusta soluzione. Una soluzione democratica, imposta dalla BCE ed eseguita dai servi della stessa con l’ausilio di eminenti tecnocrati e banchieri. Non ci sarà più l’imbarazzo politico per misure correttive veloci ed efficaci. Peccato che la situazione economica non migliorerà affatto, anzi il peggioramento sarà molto più rapido e preciso, perché ora coloro i quali dirigono la baracca sono gli stessi che ricevono gli ordini dai padroni. Gli italiani stanno tirando grandi sospiri di sollievo, pensando al nano che finalmente dopo un ventennio ha lasciato il posto ad un eminente figura super partes. Ma in tutto questo non me ne voglia qualche esule patriota che ancora si fregia dei vessilli italiani, il vero scandalo è il Presidente della Repubblica, che dopo anni di servizi alla madre USA ha umiliato questo Paese lasciandolo in mano a chi come lui non vuole altro che essere l’ultima colonia neocon del sistema mondiale. Ora non ci resta che piangere… o ridere, in fin dei conti tutto deve essere così, tutto deve distruggersi e arrivare all’apice dello schifo e francamente non manca poi così tanto! Mentre ci dilettiamo a giocare con il totoministri in medio-oriente si stanno sistemando le pedine del risiko, finalmente si potrà giocare a Guerra Mondiale 3.0 e questa volta non sarà così indolore come le finte rivoluzioni arabe, sarà qualcosa di mai visto e unico nel suo genere. Possa essere sempre il Padre clemente con tutti noi.

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nov 14

Una volta la società si divideva in aristocratici e popolo, successivamente con l’avvento dell’industria e del capitale si divise in padroni e sottomessi. Per essere più “chic”, molti parlano di borghesi e proletari, di ricchi e poveri, ma sostanzialmente non è mai cambiato nulla. Vorrei risparmiare ogni superfluo commento su cosa sta avvenendo in Italia, di come il futuro presidente del consiglio distribuirà i dividenti del nostro posteriore ai suoi padroni. Vorrei solo farvi ridere un po’ sottolineando un articolo di repubblica che parla di una curiosa notizia riguardo al “sommerso”. Di per se il termine sommerso indica qualcosa di oscuro e cattivo, qualcosa che già dal nome non ispira ne fiducia ne simpatia. La signora Gabanelli, tra l’altro spesso citata fra i paladini dell’informazione indipendente (che di indipendente non ha nemmeno il titolo), ha reso pubblica una sua idea per risolvere l’evasione fiscale e il mondo del sommerso. Tassare il denaro contante, oppure obbligare per legge a pagamenti con carta di credito o assegni. Francamente sono rimasto stupito da così tanta intelligenza! Non avevo pensato potesse essere così semplice, in fin dei conti il nero è un male e chi guadagna 400 euro al mese stirando i panni dei padroni non è giusto che evada così lo Stato. In fin dei conti togliere di mezzo la moneta e sdoganare per sempre la moneta elettronica è una vera e propria soluzione! Non conta se questo potrebbe sembrare leggermente una proposta a doppio fine, del resto a pensar male poi si sbaglia sempre. Del resto si toglie la moneta, si crea un bel mondo virtuale e puff…tutto risolto. Consiglio alla Gabanelli di pensare anche a un bel microchip sottocutaneo per facilitare questa ottima proposta, sarebbe perfetto per la sua applicazione….ma scusate dimenticavo, forse questo è il programma di qualcun altro, forse è già stato pensato, forse ho sbagliato canale!

Ps. Di per se il denaro elettronico non è un male, il punto come sempre è l’utilizzo che se ne vuole fare!

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nov 12

Mi rattrista vedere come le persone siano sempre così poco attente (babbei). È triste assistere allo smembramento dello Stato senza che nessuno si renda conto del piano non più così segreto del quale quotidianamente siamo parte inconsapevole. Il vero nodo della caduta del governo non è tanto l’agognata liberazione del nano eletto presidente, ma come nei prossimi mesi l’Italia verrà smembrata per quel poco che resta dai banchieri che da 15 anni la stanno governando. Tutto iniziò molto tempo fa, ma il vero cambio della politica economica è arrivato col rimpianto professor Romano, che dalla sua grande esperienza ha iniziato la distruzione totale del nostro bel Paese. Poi è stato solo un susseguirsi di funzionari incaricati dalla BCE di portare a termine i compiti assegnati dalla sede centrale. Abbiamo assistito all’ascesa di personaggi di spicco mentre la banca d’Italia (o per meglio dire la consociata delle banche private italiane) veniva smembrata per lasciare il posto al sistema basato sul debito, senza il quale il sistema stesso non può sostenersi. Abbiamo visto smantellare le riserve auree in favore della stampa di banconote utili solo per servizi nei bagni pubblici. Abbiamo assistito al proliferare di negozi “compro oro”, senza che nessuno percepisse la reale situazione che si stava prospettando. Ricordo un post scritto in tempi non sospetti che parlava proprio di questo (1 Novembre 2007). Sono passati 4 anni e mentre molti ridevano a guance gonfie, qualcuno già intravedeva l’odore di bruciato. Oggi molte di quelle persone non ridono più e si chiedono dove andremo a finire. La risposta è semplice: andremo a finire nel nulla, nel crollo dell’intero sistema, nell’apologia del nulla e del capitale virtuale. Mi viene da ridere guardando oggi l’Italia, un Paese stuprato in ogni sua tradizione, che si appresta a creare un nuovo governo di banchieri, col bene placido di mentecatti che per la maggior parte non sono in grado nemmeno di fare uno più uno. Serve uno sforzo comune, ci vuole responsabilità, ci vuole senso dello Stato e del giudizio. È necessario stringere la corda perché siamo in un momento difficile e ognuno deve fare la sua parte…

CAZZATE!!!

Stanno per toglierci anche l’aria che respiriamo e quando correrete a votare l’ultimo fantoccio di gomma, felici come scolaretti al primo giorno di scuola, ricordatevi che quella X che metterete sulla scheda sarà la firma della vostra complicità alla menzogna e all’ipocrisia. Come dice il mio carissimo fratello Bojs, c’è un tempo per parlare e un tempo per agire, un tempo per essere condiscendenti e uno per essere fermi. Oggi è tempo di scegliere perché i lupi sono travestiti da agnelli e i poveri agnelli sono ormai allo sbando. Ma se ancora credete che uno sciopero o una manifestazione organizzata ad arte per arrestare dieci persone da mettere sul TG1, sia la vostra più grande dose di goduria, mentre cenate davanti alla tv, allora avrete quello per il quale da decenni i padroni si preparano a donarvi con tutto il loro diligente amore nei vostri confronti. Pace e sicurezza per tutti…pace e sicurezza per il mondo intero…

E se nell’immagine di questo post riconoscete qualcosa che vi ricorda magari che dire… il male, la bestia, il capro… è solo una coincidenza!

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nov 08

Curato dal sottoscritto, contiene 30 suggerimenti per creare buona pubblicità. Gli esempi, come s’intuisce dal titolo, sono presi per la maggior parte dalla storica campagna Volkswagen Maggiolino, agenzia DDB. Ah, nostalgia canaglia!

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nov 06

Fonte immagine: creative web.net.

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nov 06

Penso alla frustrazione dei padroni, quando guardando alla situazione politico-economica italiana, si sentano così depressi per non aver più nemmeno la forza di mettere a segno i soliti mini provvedimenti per lo smantellamento dello stato sociale. Li immagino sulle loro poltrone di pelle umana a chiamare i portaborse con le istruzioni da dare ai ministri e ai banchieri per accelerare questo processo e mettere in piedi qualche ultimo decreto dell’ultima ora prima del banchetto finale. In paesi più diligenti e allineati del nostro, tutto è più semplice per i padroni, c’è sempre l’uomo giusto al posto giusto che mette subito le cose in ordine. Ma si sa, l’Italia è un Paese a se, un Paese ricco di contraddizioni, in cui si parla ogni giorno di crisi guardando il Tg sul megaschermo da 90 pollici, si parla di aumento di prezzi mentre si prende un aperitivo da cinque euro al bar sotto casa. L’Italia è un Paese fantastico e forse per la sua innata pigrizia passerà la crisi che ancora deve arrivare pensando che in fondo ancora si sta bene…del resto poco importa la Verità, poco importa chi e come gestisce le nostre vite, in fin dei conti l’importante è non avere pensieri…e se un fantoccio presidente può permettersi tutto questo, perché noi allora non possiamo? Ma arriva un giorno in cui ci si alza dal letto e si arriva allo specchio con gli occhi ancora appiccicati e incollati, a fatica si intravede una figura che non assomiglia più ad un uomo, ma è la copia discount dell’Immagine che Qualcuno aveva creato così bene, in modo così armonico e perfetto. A quel punto non rimane che sputarsi in faccia e in fondo riconoscere che siamo proprio arrivati alla frutta. È giunto il tempo in cui tutto quel cotone che abbiamo infilato nelle orecchie per non sentire quello che veniva detto più volte, va rimosso velocemente, che è tempo di comprendere come funzionano le cose, non perché da soli abbiamo la possibilità di cambiarle, semplicemente perché questo rappresenta il più grande atto di umiltà che possiamo concedere a noi stessi, riconoscendo una volta per tutte che dobbiamo vivere secondo Regole che non sono dettate dall’ego umano, ma da una Perfezione che va al di là della nostra comprensione, che in fondo possiamo scorgere se veramente siamo onesti con noi stessi…

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nov 04

In questi due esempi, l’anno di invecchiamento.

        
L’annuncio Chivas Regal da chuukyuu.

L’annuncio Knob Creek da ad teachings.

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ott 27

Carissimi lettori, ho più volte resistito alla tentazione di scrivere un post come nel passato, un post che fosse una lucida fotografia di ciò che l’uomo vive e si appresta a vivere. Ho tralasciato centinaia di notizie perché in fondo tutto è già stato ampiamente descritto. L’unica vera alternativa a leggere e rileggere notizie false trite e ritrite è l’azione cosciente. Un’azione che non prescinde dal nostro sforzo di condividere e migliorare il nostro microcosmo. Rileggendo i vecchi post che sono su questo blog, non si può che accettare il fatto che molto di ciò che è stato detto si è verificato con precisione a volte sconvolgente. La realtà supera ogni forma di previsione e fantasia. Ci accingiamo a grandi sconvolgimenti, se ancora ce ne fosse bisogno, cambiamenti epocali che lasceranno i segni nelle nostre umili vite. Ieri il pontefice ha affermato l’importanza di una moneta unica e un organismo mondiale (governo mondiale) che possa regolare gli scambi economici e la gestione della vita di ciascun uomo, per meglio arginare la crisi sistemica ed economica. Non voglio esprimere giudizi su questo uomo, mi sento già ampiamente scomunicato, vorrei solo sottolineare come ogni tassello si stia incastonando nel disegno dei pochi porci che governano il mondo. Non sono certo i fantocci che fingono interesse in televisione, non sono certo i bambocci mandati a morire per cause così nobili da averli completamente rincoglioniti, sono i padroni di cui tante volte abbiamo parlato, per i quali non c’è mai fine all’odio e all’arrivismo. Un progetto secolare che va avanti da anni per raggiungere l’apice massimo nei prossimi pochissimi anni. Molti altri regimi cadranno con le buone o con le cattive, ci saranno speculazioni finanziarie su ogni materia prima, l’oro arriverà a prezzi mai visti ne pensabili per il suo reale valore. Il dollaro trascinerà in fondo al mare ogni forma di società occidentale, per come oggi è concepita. Credo che assisteremo al proliferare di incidenti che coinvolgeranno sempre le stesse innocenti persone, sempre gli ultimi che ancora credono alla befana. Oggi sappiamo quello che verrà, non sappiamo i modi e i tempi, anche se onestamente si possono fare previsioni attendibili anche su questo. Non resta che essere nella pace del cuore, essere presenti e consapevoli di chi siamo e Chi dobbiamo servire, perché presto coloro i quali servono altro verranno messi sul piatto del giudizio, che sarà l’ultimo e definitivo. Spero di avere sempre la forza di essere nella parte giusta e di non essere accecato da falsi luccichii.

A presto…

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ott 03

Dovremmo imparare che in ogni cosa ci sono cose contraddittorie eppure inscindibili, come nel nostro corpo, e nel corpo di una donna che amiamo, dove non puoi distinguere le meraviglie dai difetti. 

Allo stesso modo la creatività contiene i vuoti, le incertezze, gli errori, e nello stesso tempo si nutre di tutti quei momenti e quei gesti quotidiani tecnicamente non creativi. 

Chi davvero capisce il metabolismo della cosiddetta creatività, i processi che la attraversano, chi davvero comprende che la creatività non è banalmente questione di genio estetico ma di relazione con la vita non avrebbe problemi a concepire l’idea che Tolstoj anni dopo avrebbe certamente voluto aggiungere o togliere o cambiare qualcosa di Guerra e Pace, e così Shakespeare, Caravaggio, chiunque altro così. 

Delle grandi opere del passato a me disturba proprio la museificazione, l’immobilizzazione che tanti fanno beatificando la forma statica e rimuovendo la continua spinta dinamica. E’ questo bisogno di fissare le cose, il movimento delle cose, il vero ostacolo, il nemico da battere.

Da: Viva tutto! Lorenzo “Jovanotti” Cherubini e Franco Bolelli, Add Editore.

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set 29

Dall’ ep La paura fa brillanti idee, del gruppo (ex) punk Minnie’s.

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set 25

Questa mattina continua la rassegna stampa in merito allo sforzo comune che noi tutti dobbiamo fare per la nostra cara patria. Uno sforzo congiunto, che possa coinvolgere la politica, la maggioranza, l’opposizione e le parti sociali. Il presidente continua ad invitare noi tutti ad impegnarci per risolvere questo delicato momento di crisi. Del resto Confindustria sta mettendo in campo tutto lo sforzo necessario, i ministri si adoperano con sforzo per risolvere la crisi, l’Europa continua a sforzarsi per risolvere la crisi…anche io a forza di sforzarmi sono riuscito a convincermi che solo un grande sforzo comune possa risolvere le cose!

Ora sforziamoci insieme e quando fra un paio di mesi al massimo, i padroni staccheranno la spina, sforziamoci insieme a prendercela in quel posto…ma anche allora davanti alla Tv penseremo che non siamo l’Argentina o la Grecia, noi siamo italiani, un popolo di santi e navigatori, di artisti e matematici, un popolo di inventori e geni, un popolo che ha dimenticato tutto questo per prostituirsi alla grande loggia che fra poco si sforzerà a toglierci anche la vita.

Ma non importa…questo non è reale, non succederà nulla, andrà tutto bene…andrà tutto benissimo, l’importante è uno sforzo comune…

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set 15

Trovo Assunta rannicchiata sul divano, avvolta in un cardigan di lana doppia, la tv accesa. Non mi piace affatto la sua cera, se volete saperlo. da quanto non la vedo, tre giorni, quattro? Sembrano passati due anni.
Mi butta un’occhiata sbilenca, come mi avesse letto nel pensiero. faccio appena in tempo a inventarmi qualcosa prima che possa entrare in argomento.

-Non sapevo che vedessi Mad Men.
-Mi piace quello che fa Don Draper.
-Lo vedi per lui?
-E perché dovrei seguire un telefilm pieno di gente depressa, se no?
Rimango interdetto per qualche secondo, come trovassi irriverente la recensione compressa, quindi mi accorgo di aderirvi in maniera incondizionata. Seguo Mad Men fin dalla prima stagione, e non vedo l’ora di vedere la prossima, ma non sarei mai stato capace di proporne una lettura così essenziale.

Che bella la disinvoltura di chi si pone senza pregiudizi davanti a un libro, un film, un quadro, un concerto, quello che volete, e lo coglie nella sua essenza. Mica capace, io.
-Ehi, è vero, -dico,- sono uno più infelice dell’altro, questi qua. Hai assolutamente ragione.
-E tu perché lo vedi?
-Perché mi piace quella che fa Joan, che domanda.
-Ah, la maggiorata. Eh, be’, per forza.

Diego De Silva, Mia suocera beve, Einaudi.

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set 11

’33 things I know about Art Direction’ View more presentations from David Bell Presentazione segnalata da claudinho di sparking curious mind.

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