“Mentre il Consiglio di sicurezza dell’Onu rinnovaall’unanimità la missione di pace in Darfur e laComunità internazionale é sempre più impegnata aprevenire una nuova guerra civile in Sudan, l’Italia – conil voto finale oggi in Senato – sceglie di abbandonare laregione dove é in corso la più grande crisi umanitariadel mondo con la scusa di non aver ottenuto i visti per imilitari che dovevano dare supporto a Unmid”.
E’ quanto denuncia l’associazione ‘Italians for Darfur,promotrice della campagna per il Sudan in Italia.
“Venire meno agli impegni nei confronti del Darfur – silegge in una nota – non é solo una decisione politicasbagliata che causa un danno d’immagine al nostro Paese, chenega il suo contributo all’Onu – che tra l’altro si eraproposta di sbloccare i problemi burocratici che bloccavanola missione italiana – per il mantenimento della pace inSudan, ma é anche un’azione vile soprattutto perchèl’Italia é tra i garanti del rispetto dell’accordo di pacedel 2005 che sancì la fine dell’ultra ventennale guerracivile tra Nord e Sud”.
“Questa grave decisione arriva nella fase più cruentadel conflitto in Darfur- sottolinea Antonella Napoli, presidente dell’associazione – che oggi é più violentoche mai. Lo testimoniano gli oltre mille morti negli ultimidue mesi. Mezzo milione di darfuriani rischia di nonricevere le razioni alimentari, da cui dipendono per lasopravvivenza, a causa delle proibitive condizioni disicurezza peggiorate dopo gli ultimi pesanti scontri traforze governative e forze ribelli nel centro e nel nordDarfur, che hanno tagliato i principali nodi stradalidell’area. Dal 2008 ad oggi 17 operatori umanitari sonostati rapiti e 27 peacekeepers dell’Unamid hanno perso lavita e il bilancio rischia di aggravarsi visti i semprepiù frequenti attacchi ai caschi blu, – conclude la Napoli- spesso non adeguatamente equipaggiati”.
Roma, 3 agosto 2010Firma l’appello on-line di Italians for Darfur!
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