feb 27


“E’ possibile forzare un popolo intero a sottostare ad una occupazione straniera facendolo morire di fame? E’ certamente una domanda interessante. Tanto interessante che i governi di Israele e degli Stati Uniti, in stretta collaborazione con l’Europa, si sono impegnati in un rigoroso esperimento scientifico per ottenere una risposta decisiva. Il laboratorio per l’esperimento è la Striscia di Gaza e le cavie sono il milione e duecentocinquantamila palestinesi che vivono lì. Per soddisfare gli standard scientifici richiesti innanzi tutto era necessario predisporre il laboratorio. Questo è stato realizzato nel seguente modo: prima di tutto Ariel Sharon ha sradicato gli insediamenti israeliani che vi erano. Dopotutto non si può eseguire un esperimento corretto con animaletti domestici che girano per il laboratorio.

Con il laboratorio pulito, la fase successiva poteva iniziare: tutte le entrate e le uscite sono state sigillate ermeticamente, per eliminare influenze di disturbo dal mondo esterno. E’ stato fatto senza difficoltà. I vari governi israeliani hanno impedito la costruzione di un porto a Gaza e la flotta israeliana controlla che nessuna nave si avvicini alle coste. Lo splendido aeroporto internazionale, costruito nel periodo di Oslo, è stato bombardato e chiuso.

Il segnale d’inizio è stato dato dopo che i palestinesi hanno avuto le loro elezioni democratiche in modo ineccepibile, con la supervisione dell’ex presidente americano Jimmy Carter. George Bush ne era entusiasta: il suo sogno di portare la democrazia nel Medio Oriente si stava realizzando. Ma i palestinesi hanno fallito il test. Invece di eleggere dei “buoni arabi” devoti agli Stati Uniti, hanno votato per dei pessimi arabi, devoti ad Allah. Bush si è sentito insultato. Ma il governo israeliano era in estasi: dopo la vittoria di Hamas, americani ed europei erano disponibili a prendere parte all’esperimento. Si poteva iniziare.

I lavoratori palestinesi sono stati costretti a lavorare in Israele per stipendi da fame (per gli standard israeliani). Quando è scoppiata l’Intifada, i capitani dell’industria e dell’agricoltura israeliani hanno scoperto che era possibile andare avanti senza i lavoratori palestinesi. In realtà era anche più conveniente. Lavoratori provenienti dalla Tailandia, Romania ed altri paesi poveri erano disposti a lavorare per salari anche più bassi ed in condizioni al limite della schiavitù. Così i lavoratori palestinesi hanno perso il loro lavoro. Questa era la situazione all’inizio dell’esperimento: l’infrastruttura palestinese distrutta, praticamente senza mezzi di produzione, nessun lavoro per la gente. Dopo tutto uno scenario ideale per il grande “esperimento della fame”.

Che cosa stanno cercando di dire ai palestinesi i governi di Israele e degli Stati Uniti? Il messaggio è chiaro: arriverete al limite della fame, ed anche oltre, se non vi arrenderete. Dovete destituire il governo di Hamas ed eleggere dei candidati approvati da Israele e Stati Uniti. E, ancora più importante: vi dovete accontentare di uno stato palestinese che consista di varie enclavi, ognuna delle quali sarà completamente dipendente dalle tenere grazie di Israele. Al momento i direttori dell’esperimento scientifico stanno meditando su una sconcertante domanda: com’è possibile che i palestinesi resistano ancora a dispetto di tutto? Secondo tutte le regole avrebbero dovuto cedere da molto tempo! In realtà ci sono alcuni segnali incoraggianti. L’atmosfera di generale frustrazione e di disperazione crea tensione fra Hamas e Fatah. Qui è là avvengono degli scontri, alcuni sono uccisi e feriti, ma in ogni caso la frattura si blocca prima di trasformarsi in guerra civile.
Come può una popolazione stroncata dalla fame, senza medicinali ed attrezzature per i suoi rudimentali ospedali ed esposta ad attacchi di terra, mare e cielo, resistere ancora? Quando si spezzerà? Quando cadrà in ginocchio e chiederà pietà? O troverà una forza disumana per resistere al test? In breve: quanto e cosa serve per ottenere che un popolo si arrenda?

Tutti gli scienziati che prendono parte all’esperimento – Ehud Olmert e Condoleeza Rice, Amir Peretz e Angela Merkel, Dan Halutz e George Bush, per non menzionare il premio Nobel per la pace Shimon Peres – sono chini sul microscopio ed attendono una risposta, che senza dubbio darà un contributo importante per le scienze politiche.”

(il testo non è mio, e aggiungerò in seguito la fonte. L’avrà scritto un membro di Hamas, uno di Al Fatah. Un occidentale convertito all’Islam o… lo so che qualcuno sarà così bravo da anticiparmi ;)

fonte: lapennachegraffia.blogspot.com » Vai al post originale





Scrivi un commento